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ROCCA e PREZIOSI in EDDA CIANO E IL COMUNISTA - tv movie RAI
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Autore Messaggio
genziana



Registrato: 22/03/04 13:40
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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 12:15    Oggetto: ROCCA e PREZIOSI in EDDA CIANO E IL COMUNISTA - tv movie RAI Rispondi citando




      Alessandro Preziosi e Stefania Rocca | protagonisti

          " EDDA CIANO E IL COMUNISTA "

      tv movie RaiUno |produzione Casanova Multimedia

      regia di Graziano Diana | dal libro di Marcello Sorgi






ricostruita la vicenda del legame tra la figlia del duce ed il partigiano Leonida Bongiorno



RAI FICTION presenta il tv movie: il 1° e il 2° promo

"Porta a Porta" intera puntata del 9/3/11 - 14 scatti di

scena e interviste con il cast:
ALESSANDRO PREZIOSI




Exclamation www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-0dbfbbb0-6b10-4df1-98e5-9998bd3780d7.html fotografie e video > a schermo intero Very Happy



sinossi www.ufficiostampa.rai.it/rai_1__edda_ciano_e_il_comunista.html

approfondimenti, foto conferenza stampa, foto di scena e 3 clip video RAI

altre interviste Arrow www.tvtalk.rai.it/contributi.asp?page=1&tipo=1&ID=835








Auditel di Domenica 13 marzo 2011: il film tv vince la serata con 6.423.000 spettatori pari a 24,74% di share



Rai.tv per rivedere on line tv movie, interviste e foto:

ALESSANDRO PREZIOSI 'Edda Ciano e il Comunista'



www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-10b144e9-9513-4ae8-a1ea-7645949b683a.html (anche a schermo intero!)




RomaFictionFest 2011: consegnati nell’ambito della serata finale

Categoria tv movie

Premio per il Miglior tv movie a

"Edda Ciano e il comunista" (Casanova Multimedia per Rai Fiction)

Premio per la Migliore attrice a
Stefania Rocca per "Edda Ciano e il comunista"







      Menzione speciale a "Edda Ciano e il comunista"

con la seguente motivazione: “Un frammento della grande storia
italiana raccontata attraverso una delicata e realistica passione”.



I premi per la fiction edita sono stati assegnati da una giuria composta da Milly Buonanno, Alessandra Comazzi, Emilia Costantini, Dina D'Isa, Silvia Fumarola e Micaela Urbano, e presieduta da Girone.
La giuria di sceneggiatori segnalati da SACT (Scrittori Associati Cinema e Tv) e 100AUTORI: Carlotta Ercolino, Dante Palladino, Eleonora Fiorini, Gualtiero Rosella, e presieduta da Angelo Pasquini, ha assegnato la Menzione Speciale.




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L'ultima modifica di genziana il Dom Ott 30, 2011 01:56, modificato 16 volte
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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 12:34    Oggetto: ALESSANDRO PREZIOSI è il partigiano Leonida Bongiorno Lipari Rispondi citando





ha scritto:



      ALESSANDRO PREZIOSI







GIRA LA STORIA D’AMORE TRA
EDDA CIANO E LEONIDA BONGIORNO



La storia d’amore tra Edda Ciano e il comunista delle Eolie, Leonida Bongiorno diventa un film. Tra i protagonisti, Alessandro Preziosi e Stefania Rocca.



Lunedì 09 Agosto 2010 - SPETTACOLI, pagina 31





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pascale61



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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 12:37    Oggetto: Rispondi citando


Grazie mille Giuly. Wink
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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 12:59    Oggetto: ALESSANDRO PREZIOSI: tv movie RAI UNO di Casanova Multimedia Rispondi citando



ha scritto:



        Si farà una fiction su Edda Ciano
        Così Lipari si trasformerà in SET

LIPARI

La storia tra Edda Ciano e il comunista delle Eolie diventerà un film. Si sono difatti conclusi in questi giorni i sopralluoghi relativi alla scelta delle location dove verrà ambientato il film che riguarderà la pìù appassionante storia d'amore tra la figlia del duce e il professore Leonida Bongiorno, capo popolo di Lipari e leader del Pci. La Casanova Multimedia Spa di Luca Barbareschi, è impegnata nella preparazione del film per la regia di Graziano Diana, che con Marcocci e Tomassetti ne firma anche la sceneggiatura. Il film sarà trasmesso nella primavera del 2011 su Raiuno.

Il cast vedrà tra i protagonisti Alessandro Preziosi e Stefania Rocca, oltre tanti altri nomi importanti del panorama cinematografico italiano. I personaggi di "Edda Ciano e il comunista" di Lipari, tratto dal libro del giornalista Marcello Sorgi, vedono la loro storia svolgersi nella cornice dell'isola durante i primi anni '40. Le riprese avranno una durata complessiva di circa quattro settimane, tra il 20 settembre e il 20 ottobre, oltre alcune altre settimane tra la preparazione e la chiusura.

«Questo progetto - sottolinea l'Assessore al Turismo Anna Spinella - avrà una notevole ricaduta positiva sul territorio, sia dal punto di vista economico che di immagine». Non è la prima volta che Lipari e le sue isole sorelle ospitano set prestigiosi. «L'organizzazione del film e delle sue riprese - spiega ancora Spinella - sarà un'impresa particolarmente complessa che vedrà in stretta e sinergica collaborazione la Casanova e il Comune di Lipari».


Salvatore Sarpi - LIPARI

(...) Ma le Eolie sono anche ricercati set cinematografici. Si sono conclusi in questi giorni i sopralluoghi per individuare le location dove verrà ambientato il film "Edda Ciano e il comunista". La Casanova Multimedia di Luca Barbareschi, con la collaborazione del Comune di Lipari, è impegnata nella preparazione del film che sarà diretto da Graziano Diana il quale, con Marcocci e Tomassetti, ne firma anche la sceneggiatura. Il film, che sarà trasmesso nella primavera del 2011 su Raiuno, vedrà tra i protagonisti Alessandro Preziosi e Stefania Rocca.
La storia di "Edda Ciano e il comunista", tratta dal libro del giornalista Marcello Sorgi, si svolge a Lipari: una love story vera, vissuta nell'isola nei primi anni 40. Gli anni in cui la figlia di Mussolini, inviata al confino liparese, si innamora del partigiano liparese Leonida Bongiorno.

Spettacoli (09/08/2010)




          L'Italia tutta un set Si girano
          le fiction che vedremo IN TV


Peppe Paino - LIPARI

Due libri di successo per due film da girare alle Eolie, luogo di grandi storie d'amore, per la tv. Luca Barbareschi e la sua Casanova Multimedia Spa mettono le mani sui racconti di Marcello Sorgi, prossimo cittadino onorario di Lipari, per farne dei successi sul piccolo schermo e per rilanciare sotto una nuova luce quell'arcipelago che tanto amano: a settembre come già anticipato inizieranno le riprese, tra Filicudi e Lipari, di "Edda Ciano e il Comunista" per la regia di Graziano Diana, con Alessandro Preziosi e Stefania Rocca; (...)

Spettacoli (12/08/2010)






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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 13:20    Oggetto: PREZIOSI e Stefania Rocca - EDDA CIANO E IL COMUNISTA Lipari Rispondi citando



ha scritto:



Notizie - Cultura e Spettacoli

Fiction tv - Luca Barbareschi è il produttore.
Andrà in onda su Raiuno nella primavera del 2011




    EDDA , la figlia del Duce , amava un comunista


Edda Ciano, figlia di Benito Mussolini, ha avuto una storia d'amore con un comunista. L'uomo in questione era il professor Leonida Bongiorno, capo popolo di Lipari e leader del Pci. L'appassionata vicenda diventerà un film che sarà trasmesso nella primavera del 2011 su Raiuno. Impegnata nella preparazione è la Casanova Multimedia s.p.a. di Luca Barbareschi. Proprio in questi giorni sono terminati i sopralluoghi per decidere la scelta delle ambientazioni che faranno da sfondo a questa travolgente storia. Le riprese dureranno circa un mese e si svolgeranno tra il 20 settembre e il 20 ottobre. Sarà però necessario un ulteriore periodo di permanenza per la preparazione e la chiusura. Nel cast troviamo tra i protagonisti Alessandro Preziosi e Stefania Rocca. I due attori saranno affiancato da altri importanti nomi del panorama cinematografico italiano. La regia è stata affidata a Graziano Diana, anche sceneggiatore insieme a Marcocci e Tomassetti. La storia d'amore tra "Edda Ciano e il comunista"di Lipari è stata tratta dal libro del giornalista Marcello Sorgi. Si tornerà indietro di circa settant'anni, visto che i fatti si sono svolti nei primi anni '40 a Lipari e nelle sue isole.


«Questo progetto - ha sottolineato l'Assessore al Turismo del Comune di Lipari, Anna Spinella - avrà una notevole ricaduta positiva sul territorio, sia dal punto di vista economico che di immagine». Spinella ha spiegato che l'organizzazione del film e le riprese saranno un'impresa complessa. Per questo sarà necessaria una stretta collaborazione tra la Casanova Multimedia e il Comune di Lipari. Queste meravigliose isole siciliane non sono nuove ai set prestigiosi. Basta ripensare alla famosa pellicola di Roberto Rossellini «Stromboli», che nel cast comprendeva l'attrice Ingrid Bergman. E ancora «Vulcano», diretto da William Dieterle, con la grande Anna Magnani. Da ricordare anche «L'Avventura» di Michelangelo Antonioni, che aveva tra i protagonisti Monica Vitti, «Caro Diario» con Nanni Moretti, «Kaos» dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani e «Il Postino» con Maria Grazia Cucinotta e l'indimenticabile Massimo Trosi.

09.08.2010







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nenepdl



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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 13:34    Oggetto: Rispondi citando


Non vedo l'ora di vedere questo nuovo lavoro di Ale!!!!

Appuntamento davanti la tv per domenica 13 marzo!!!
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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 13:35    Oggetto: EDDA CIANO E IL COMUNISTA film dal libro di MARCELLO SORGI Rispondi citando



ha scritto:




LA FIGLIA DEL DUCE AL CONFINO DI LIPARI TRA IL '45 E IL '46



      Edda Ciano e l'amante comunista



La travolgente passione per Leonida ex partigiano e capo del Pci di Lipari


MARCELLO SORGI

Edda Ciano amò un comunista. Nel ‘45, nel primo inverno dopo la fine della guerra, a soli sette mesi dall’uccisione del padre, Benito Mussolini, e a ventitre dall’esecuzione del marito, Galeazzo Ciano, conobbe a Lipari, dov’era stata inviata al confino, Leonida Buongiorno, ufficiale durante la guerra nel Primo Battaglione Alpini «Ceva» e partigiano nella Resistenza in Francia, sotto il falso nome di Paul Zanettì. Lo vide per la prima volta a novembre, alto, forte, il volto saraceno di certi siciliani arabi, mentre cercava di trattenere un gruppo di paesani che si erano ribellati al vescovo. E in una delle sue prime sere tristissime, solitarie, deprimenti, nell’isola, se ne innamorò.

A Lipari la figlia del Duce era arrivata alla fine di un viaggio interminabile e umiliante a novembre del ‘45. Espulsa dalla Svizzera, dove aveva trovato riparo, dichiarata ospite non desiderata, era stata consegnata, alla frontiera, alle truppe alleate, che con un carrarmato l’avevano portata a Milano e di lì, con un aereo militare americano, a Catania, da dove poi una corvetta militare l’aveva tradotta alle Eolie. La nuova legge speciale approvata all’indomani della Liberazione prevedeva che questo fosse il destino riservato alle persone che avevano «tenuto una condotta ispirata ai metodi e al malcostume del fascismo». Ma nel rapporto di polizia che aveva accompagnato Edda al confino, complice forse la retorica e l’esaltazione del momento, figurava un’accusa ben peggiore: l’avere, lei, provocato l’ingresso in guerra dell’Italia, vincendo le resistenze del padre ed avvalendosi del forte ascendente che esercitava su di lui.

«Mio caro amico e fidanzato», «caro e unico comunista», «caro Baiardo» (dal nome del cavallo del paladino Rinaldo), così Edda, nelle sue lettere e nei bigliettini che faceva consegnare tramite persone fidate, si rivolgeva a Leonida, che, più timido, le rispondeva con «Gentile amica» o «Cara Contessa». Buongiorno non era solo il capo del Pci eoliano rinato dopo la fine della dittatura, ma anche l’esponente di una famiglia antifascista che era entrata nella storia. Suo padre, Edoardo, musicista, primo trombone cantabile della banda del paese, si era sempre rifiutato platealmente di accompagnare le note di «Giovinezza giovinezza». Ed era il socialista, in contatto con le organizzazioni clandestine, che aveva fornito le carte navali e preparato la sera del 27 luglio 1929 la fuga dei fratelli Rosselli da Lipari a Tunisi e poi a Parigi, finita con il loro assassinio. Così uno strano caso voleva che il figlio del liberatore dei due martiri del fascismo incontrasse molti anni dopo la vedova del gerarca che li aveva voluti morti.

«Caro amico, se i vostri impegni politici e i vostri svaghi della domenica ve ne daranno la possibilità, vorrete essere così cortese da venire a farmi una visitina? Sul tardi. Nel pomeriggio. Dio mi guardi dal monopolizzare il vostro tempo. Ma ho della malinconia. Del buon vecchio umor nero e desidererei udire delle storie fantastiche, tenere, allegre e buffe». Edda scriveva così, firmandosi «Ellenica», con il soprannome che lui le aveva dato, e Leonida la raggiungeva nella casa del padre, assente spesso perché in giro per i suoi concerti, dove lei era andata a vivere. Le prime volte, magari per stupirlo o per farsi desiderare, si faceva trovare coricata, coperta appena dal velo della zanzariera, e lui si sedeva lì, ai piedi del letto, e cominciava a raccontare.

Parlavano e si scrivevano in francese e in inglese (forse per difendersi dalla curiosità dei «postini»), avevano alle spalle due storie avventurose e due mondi opposti. Edda, che amava leggere, non accettava che Leonida, uomo colto, preferisse la cultura orale e recitasse a memoria brani interi dell’Odissea. «Forse bisognerebbe leggere solo poesia amorosa», gli scrisse una volta. Di tanto in tanto andavano a fare un bagno nella spiaggia del Lazzaretto, fuori dal porto di Pignataro, o nella vicina isola di Vulcano. Lui le teneva l’asciugamano quando lei si cambiava il costume.

Li dividevano, da una parte, la disillusione di lei per la sua storia finita in rovina, per gli inganni e i sotterfugi della politica, per le promesse mancate e i tradimenti subiti. E dall’altra il sogno comunista dell’«uomo nuovo» a cui lui invece aveva affidato tutte le sue speranze. Li vedevano passeggiare, al tramonto, sulla piazza della Civita, la parte più alta dell’isola tra il Municipio e il Castello. E con la buona stagione e le prime notti tiepide di Lipari, riscaldate solo dalla luce avara della luna e delle stelle, restavano fino a tardi sulla piccola terrazza della casetta sulla salita di San Bartolo, che lei presto chiamò «la petit mal maison». A Pasqua ‘46, pochi mesi dopo il primo appuntamento, la passione e l’intensità dei loro incontri intimi erano ormai di dominio pubblico. «Che ne pensate del nostro idillio? - scrive Edda - si sarà visto e sentito tutto!».

Condannata a due anni di confino, Edda Ciano ottiene la libertà dopo soli nove mesi. Ci riesce grazie a un memoriale, scritto nelle lunghe giornate liparote, per convincere le autorità della eccessiva durezza delle accuse che le venivano contestate. E con un argomento, che è possibile Leonida le abbia suggerito. Nella sua autodifesa, infatti, Edda spiega che il suo coinvolgimento nelle vicende del regime era avvenuto solo per ragioni familiari. Poi dà una sintetica ricostruzione dei suoi rapporti con i vertici tedeschi: «Nel giugno del 1936 \ in casa della signora Goebbels conobbi il Führer. Gita sul lago, amabilità ecc. Conobbi via via Goering, Ribbentrop, Frank, Himmler, il Kromprinz. Pranzi, colazioni e le solite cose», come del resto era avvenuto a Londra con Chamberlain e McDonald. Incontri, concluderà Edda, assolutamente informali. «Come moglie del Ministro degli Esteri non potevo che seguire le direttive che mi venivano date e che erano esclusivamente mondane, seguendo il precetto sempre trovato esatto che molto si ottiene dopo un buon pranzo, ottimi vini, bella casa e piacevole compagnia».

Né le lettere, né il memoriale, dicono se l’argomento della «mondanità», così futile, eppure così efficace, nel provocare il ripensamento delle autorità sulla durata del confino, sia stato condiviso o discusso con Leonida. Ma è intuibile, perché il modo in cui la contessa si descrive tutte le altre volte che parla di sé è ben lontano dal semplice bozzetto della padrona di casa addetta alle occasioni «mondane», e non in grado di essere messa a parte di questioni più serie.

Fatto sta che Edda lascia Lipari nell’estate del ‘46 e la sua storia d'amore con Leonida conosce lo strazio della lontananza, della nostalgia, della gelosia. «Spero che voi siate infelice e soffriate a causa di Ellenica», scrive appena arrivata a Roma, tra un resoconto delle prime difficoltà da affrontare e del rischio di dover nuovamente lasciare l’Italia. E ancora: «Mio carissimo e unico comunista, vi amo assai. Adoro le vostre effusioni in inglese». E in un’altra lettera del 31 agosto ‘46: «Sono rammollita dal caldo. Sogno ad occhi aperti la calma delle notti di Lipari, dell’acqua blu, delle incantevoli sciocchezze che una voce a volte dolce e profonda mi sussurrava nell’orecchio». E a settembre: «Chéri, darling, è piacevole alzarsi al mattino e ascoltare parole di amore che vengono da lontano». E qualche giorno dopo: «Adorabile allievo di sieur Palmiro: non trovate che nei confronti dell’amore la politica non ha alcun fascino?». E in una busta con allegata una poesia di Byron: «La tempesta dei vostri telegrammi è deliziosa».

Ci sono almeno due ritorni a Lipari di «Ellenica», memorabili, romantici, silenziosi, con lo sciabordio delle onde sulla riva a fare da sottofondo. E poi un terribile addio sulla banchina del piroscafo a Palermo. C’è la scoperta che Leonida ha una fidanzata, come dire, più tradizionale, sull’isola. La crisi di gelosia. Un gesto sconsiderato come la decisione, di Edda, di tagliarsi i capelli a zero e inviare le foto della testa pelata a Lipari. L’accorrere preoccupato di Leonida al Nord, per un breve viaggio. Poi il silenzio. Un’ultima lettera di Edda per smentire il suo fidanzamento, di cui parlano i giornali, con il conte Pietro Capuano, il gioielliere noto come Chanteclair, «o' gallo francese», a Capri. Leonida non risponde. E passeranno altri dieci anni prima di poter rivedersi, ormai stanchi, sull’isola.

1/10/2008








          - il libro di Marcello Sorgi


          Edda Ciano e il comunista
          .L'inconfessabile passione della figlia del Duce.

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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 13:44    Oggetto: 'EDDA CIANO E IL COMUNISTA' film tv dal libro MARCELLO SORGI Rispondi citando



ha scritto:



      La passione travolgente tra Edda e il comunista Leonida Bongiorno


      La figlia del duce malata d’amore per un partigiano


Marcello Sorgi ha trovato a Lipari, dove la donna fu al confino, le lettere della relazione inconfessabile


«Conobbi Ellenica una sera. Al termine di una violenta dimostrazione per le vie del paese, in cui avevo potuto calmare gli animi con poche e semplici parole. Mi apparve come una rondine ferita dalle ali infrante». Lei, invece, rimase affascinata da tanta forza e bellezza, in cuor suo lo chiamò subito Baiardo, il focoso cavallo dell’Orlando furioso e dopo qualche giorno gli scrisse: «Caro amico, se i vostri impegni politici e i vostri svaghi della domenica ve ne danno la possibilità, vorrete essere così cortese di venirmi a fare una visitina?». Non è un romanzo, ma una storia d’amore vera, una passione struggente tra due persone che non ti saresti mai aspettato di vedere insieme: Edda Ciano (Ellenica), figlia del Duce al confino nell’isola di Lipari dal settembre 1945 al giugno dell’anno successivo, e Leonida Bongiorno (nel lessico della corrispondenza amorosa, Baiardo, o Lecret dal nome del generale che combatté per la liberazione di Cuba nel 1898), capo dei comunisti liparoti, figlio dell’antifascista Eduardu, che ricalcando le carte nautiche ottenute da un amico aveva reso possibile nel 1929 la fuga degli antifascisti Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti.

Il padre di Leonida-Baiardo era uno di quegli uomini tutto d’un pezzo, primo trombone nella banda del paese che riponeva lo strumento quando bisognava intonare «Giovinezza». Un socialista da sempre che teneva a un suo orgoglio anticonformista: quando gli americani gli chiesero di fare i nomi dei fascisti locali per vendicarsi, lui declinò l’invito. La soddisfazione se l’era presa da solo, tenendo la schiena dritta. Così il figlio, laureato in economia a Bologna, arruolato come tenente degli alpini, una rarità per un isolano, partigiano in Francia con il nome falso di Paul Zanetti dopo essere fuggito dalla prigionia dei nazisti. Un uomo intelligente ed energico che non aveva esitato a prendersi cura della «rondine dalle ali infrante», anche se era la figlia del Duce. A raccontarci questa storia, dopo una tenace ricerca dei documenti — le lettere di Edda, il memoriale e i commenti di Leonida — è Marcello Sorgi, ex direttore della Stampa, nel libro Edda Ciano e il comunista. L’inconfessabile passione della figlia del Duce (Rizzoli). Sorgi aveva anticipato la notizia sulle pagine culturali del quotidiano torinese il 1˚ottobre dell’anno scorso (2008).

Il racconto si basava sulla lettura delle trascrizioni delle lettere, a volte in francese o in inglese, che, come in un romanzo di Alexandre Dumas, erano sepolte in un vecchio armadio nella casa di Edoardo, il figlio di Leonida, assieme a ciocche di capelli, biglietti, fotografie, annotazioni. Un materiale che Sorgi ha potuto esaminare per primo e ha elaborato in un racconto romantico e avvincente pur rispettando la verità fattuale. L’autore si è avvalso a tal fine della consulenza storica di Giovanni Sabbatucci. I primi contatti fra Edda e Leonida sono interessati ma cauti. Lei, dopo essere stata scaricata in una stamberga nel centro dell’isola dal commissario Polito, lo stesso che aveva preso in consegna Benito Mussolini dopo il 25 luglio 1943, chiede al nuovo amico se può andare ad abitare nella casa di famiglia del Timparozzo, ribattezzata da Edda la «Petite Malmaison», secondo il nome che Josephine de Beauharnais aveva dato alla sua dimora dopo essere stata abbandonata da Napoleone. Leonida, con l’approvazione del padre, acconsente, e una notte di primavera, sulla terrazza di quella casa incantevole, avviene l’incontro d’amore. Lui la prende appoggiato al muro accarezzandole le gambe, secondo Edda la parte più bella del suo corpo di trentacinquenne.

Il coetaneo Leonida-Baiardo si innamora, Edda-Ellenica sulle prime non si lascia andare: Ellenica partecipa al gioco erotico, scandalizza tutti esibendo sulle spiagge di Lipari e Vulcano un audace due pezzi, ma Edda è guardinga, ancora ferita dalla tragedia famigliare. Quando lui si dichiara, «voi per me potreste essere la donna ideale», quasi lo irride: «È possibile che io lo sia per tutti gli uomini?». Lui la ama e la teme, si sente un Ulisse con la sua Circe e le recita a memoria il passo dell’Odissea in cui la maga indica all’eroe omerico due rotte impossibili per far ritorno a Itaca. Lei gli risponde con i versi di Byron: «When we two parted...», «quando noi ci dividemmo, in silenzio e lacrime, i nostri cuori si spaccarono a metà». La passione cresce e con l’amore la confidenza. Edda, al confino con l’accusa di aver spinto il padre a entrare in guerra, scrive un memoriale, probabilmente aiutata da Leonida, negando ogni responsabilità pubblica: «Nel partito non ebbi mai nessun incarico... Come moglie del ministro degli Esteri non potevo che seguire le direttive che mi venivano date». Più che per questo memoriale, ma grazie all’amnistia Togliatti, a fine giugno 1946, arriva la comunicazione della libertà anticipata.

In una cronaca maliziosa, un corrispondente del Corriere della Sera scrive che «l’elegante signora» pare poco interessata a lasciare l’isola, anche perché «non ha disdegnato l’assidua compagnia di un aitante giovane del luogo, il sig. Leonida Bongiorno». Edda, in realtà, ha interesse a ritornare a Roma, per riabbracciare i figli. Con sé porterà un ricordo: il suo ritratto nudo eseguito a matita dal bel Leonida. Comincia così la seconda parte della corrispondenza: lei lo vezzeggia, «caro amico e fidanzato », «Baiardo mi manca molto», abbandona i toni ironici degli inizi quando lo chiamava «adorabile allievo di sieur Palmiro». Ma aumentano i silenzi di Leonida, che intanto ha incontrato Angela, la futura moglie, detta la «Chevelue» per via della folta chioma. Ellenica e Baiardo si rivedono, il primo incontro in un hotel di Messina dove lei si presenta con una carta d’identità falsa. Poi il nuovo distacco. E la sempre più appassionata e dolorosa corrispondenza. Edda si lascia andare a confidenze: «Perché è toccato a me scegliere tra le due persone più care?», alludendo al marito giustiziato e al padre cui non aveva perdonato di non essere intervenuto. Alla fine il grido: «Venite dunque con me. Non abbandonate questa felicità che gli Dei vi offrono». Siamo alla fine. Le risposte di Leonida si faranno sempre più rare, sposerà Angela. «Ellenica» e «Baiardo» si ritroveranno sessantenni nel 1971, ancora a Lipari, davanti a una parete su cui lui aveva fatto incidere i versi omerici con le parole di Circe: «Tu da solo col tuo cuore consigliati: io ti dirò le due rotte». La passione non si era mai spenta.

Dino Messina
27 marzo 2009







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Elèktra



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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 13:48    Oggetto: Rispondi citando


Sento che sarà un buon lavoro. Preziosi è una garanzia.

Appena qualche settimana fa ho visto una puntata di "Correva l'anno" su RAI3 dedicato ad Edda Ciano. Interessante documento e utile per contestualizzare questa figura femminile complessa e contraddittoria in un periodo storico particolare.
Del colto ed aitante partigiano Leonida si sa da poco...ma è stato menzionato anch'egli nel documentario.
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l.m.
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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 14:01    Oggetto: EDDA CIANO E IL COMUNISTA film tv da libro di MARCELLO SORGI Rispondi citando



ha scritto:


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domenica 5 aprile 2009


L'amore fra Edda Ciano e Leonida Bongiorno


Il capitolo finora inedito della storia di Edda Mussolini vedova Ciano durante il suo confino a Lipari


        « Mio caro comunista, vi amo »


La contessa visse mesi di passione con l'ex partigiano Leonida Bongiorno


Marianna Argentina

È un capitolo inedito della molto esplorata storia di Edda, la figlia del Duce e vedova di Galeazzo Ciano, l'ex ministro degli esteri del Fascismo giustiziato a Verona per ordine di Hitler dopo il tradimento, perpetrato con altri gerarchi, nei confronti di Mussolini nella famosa riunione del Gran Consiglio del 25 luglio 1943.
Al suo confino a Lipari, durato dal settembre 1945 al giugno 1946, Edda aveva solo accennato nella sua autobiografia, ricca invece di dettagli su tutti i passaggi avventurosi della sua vita. Guardandosi bene dal parlare della sua storia d'amore con Leonida Bongiorno, il capo del Pci di Lipari, da poco rientrato anche lui dalla guerra e dalla lotta partigiana, a cui aveva preso parte in Francia con un documento falso e il nome di un contadino corso, Paul Zanetti.
Edda sbarca a Lipari, destinata, come dirà la madre, Donna Rachele, «ad essere gettata in un lurido tugurio», a cinque mesi dall'assassinio del padre e dallo scambio del cadavere a Piazzale Loreto e ventuno mesi dopo l'esecuzione di Galeazzo. La figlia prediletta del Duce è stata una figura di rilievo anche politico durante il regime ed è una donna intelligente e irrequieta che non sopporta la morale del tempo: beve, fuma, porta i pantaloni, ha accettato (e ricambiato) i molti tradimenti del marito.
La «sorvegliata speciale numero 1», come lei stessa ama definirsi, è malata, depressa, pesa quarantadue chili, piegata dal dolore. Forse non sarebbe sopravvissuta al confino senza l'aiuto, il calore e poi l'affetto di Leonida, che viene da una famiglia di solida tradizione antifascista: suo padre, Edoardo Bongiorno, capomusica della banda municipale di Lipari e fiero esponente antifascista, aveva partecipato nel 1929 all'organizzazione della fuga per mare da Lipari di Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti.
Uno strano intreccio della storia vuole così che il figlio di quello che aveva fatto scappare Rosselli dal confino si metta con la vedova di quello che l'aveva fatto ammazzare in Francia, da un commando estremista di un'organizzazione filonazista e razzista simile al Ku Klux Klan. Una donna, peraltro, «che ancora si definiva ostentatamente fascista».
Furono mesi di passione tra quella donna che era giunta lì sconfitta e provata, nel crollo di tutto il suo mondo, e quell'uomo, «un siciliano di grande carattere e temperamento, un garibaldino», un comunista colto e romantico, «capace di aprirsi uno squarcio nel velo di solitudine della contessa: farla sorridere, renderle meno penosa la prigionia, riscoprendo con lei la poesia della vita indigena delle Eolie». Fin dai primi incontri, nella casa che Edda aveva ribattezzato "Petite Malmaison" (il nome del castello, all'interno di un immenso parco, che Napoleone aveva regalato dopo il divorzio a Joséphine e dove l'Imperatrice aveva vissuto fino alla fine dei suoi giorni) e dove ancora, impolverata, c'è l'insegna che reca questo nome, scolpita nel legno proprio dalla contessa.
Nell'estate del 1946, quando Edda, per effetto dell'amnistia firmata da Togliatti, lascia Lipari, la storia continua, malgrado lo strazio della lontananza e della gelosia e le difficoltà personali e politiche: «Mio caro e unico comunista – scrive a Leonida – vi amo assai».
Edda tornerà a Lipari per incontrarsi di nuovo con il suo uomo, lui la raggiungerà in Toscana, dove lei viveva nella villa della suocera, la contessa Carolina Ciano di Cortellazzo, per partire da lì per un viaggio al Nord che segnerà il declino della storia.
Restano, di quella storia di passione, documenti conservati a Lipari dalla famiglia Bongiorno, dal figlio di Leonida, Edoardo: lettere, soprattutto, scritte con garbo e gusto dai due amanti – che solevano chiamarsi vicendevolmente "Ellenica" e " Baiardo" – in inglese e in francese. E anche messaggi cifrati, petali di rose, ciocche di capelli.
Ma dalla ricostruzione cronistica e documentale che Marcello Sorgi ne ha fatto nel suo libro («Edda Ciano e il comunista, l'inconfessabile passione della figlia del Duce», Rizzoli editore, pp. 144) emerge una pagina di storia, che documenta, assieme i contrasti ideologici ma anche il desiderio di riconciliazione, di un'Italia uscita malamente dalla guerra e dai vent'anni della dittatura.
Una passione che, superando ogni convenzione del tempo, alla fine cambierà per sempre la vita dei protagonisti.




L'incontro a Messina dolce e fuggevole


Per gentile concessione a Gazzetta del Sud, un breve stralcio del libro di Marcello Sorgi, pagg.110-114.


Non si sa se per imprevisto capriccio dell'ufficio postale o perché conosceva il carattere di Ellenica, e ne temeva le reazioni, Leonida era riuscito a far arrivare due lettere una dopo l'altra, che aprirono una breccia nel cuore dell'amata prima del suo ritorno a Lipari. Alla prima lei aveva risposto subito: «Chéri, darling, poche parole per dirvi che Ellenica è ancora di questo mondo e che ella vi pensa tanto. È piacevole svegliarsi al mattino e ascoltare parole d'amore che vengono da lontano e che hanno il sapore irreale dei racconti delle Fate»....
...Si lasciava andare, come e più di altre volte, in vista ormai dell'incontro con il suo Baiardo. «Sapete per esempio che sogno la Civita. E vi rivedo così bene. In questo momento ha un terribile ardente desiderio di voi. Guardando indietro vedo un deserto con delle tombe. Guardando in avanti sento la tempesta su un mare mosso».
Un po' si compiangeva: «Ciò che mi rende assolutamente miserevole è l'avvertire giorno per giorno i segni della vecchiaia e della decadenza di quella che fu una volta una bella donna. Cuccurucu. Penso che mi crederete stupida perché, come uomo, non potete capire». Ma alla fine tradiva la sua eccitazione per l'appuntamento con Leonida: «Sapete, darling, nessuno sa del nostro "strano interludio", né tanto meno i miei ragazzi ai quali in genere dico tutto. È bello avere un segreto. Le vostre lettere in inglese sono semplicemente divine. Meritate un bacio per ogni parola»...
...Leonida era molto preso dai preparativi e le stava riservando una grande accoglienza. Come oggi, ma molto peggio nel '46, i collegamenti tra le Eolie e la terraferma erano incerti. Si arrivava in treno, dopo una notte di sballottamento, fino a Villa San Giovanni. Di lì era una ressa per salire sul traghetto che attraversava lo Stretto di Messina. Da Messina a Milazzo era un altro viaggio, e finalmente, con un po' di fortuna, si trovava una nave, la vecchia carretta «austroungarica», con cui il tenente Bongiorno era tornato a Lipari. Così, per alleviare un po' le fatiche del viaggio di Edda, Leonida aveva previsto di farsi trovare a Villa, di raggiungere con lei Messina, riposarsi e ripartire più comodamente la sera o il giorno dopo. Nelle sue intenzioni, tutto doveva essere perfetto. Ma in pratica non fu così, per via di un piccolo inconveniente. Nella fretta della partenza, Leonida dimenticò a Lipari i suoi documenti, indispensabili, dal momento che Edda, anche in albergo, avrebbe dovuto rimanere in incognito. S'era allora rivolto a un amico funzionario di polizia, che solo il giorno dopo, appena in tempo per l'arrivo, gli aveva fornito un'autorizzazione speciale. «La sera precedente» annotava Leonida sul suo diario «in attesa del direttissimo da Roma, avevo dormito in un sottotetto di una stamberga, più che un albergo, nei pressi della stazione».
Malgrado le scomodità della notte e quelle, a venire, della mattina, l'incontro alla stazione di Villa era stato molto commovente per tutti e due. A fatica, data la quantità di bagagli che la contessa aveva portato con sé, erano saliti sulla nave. A malapena ne erano discesi. «Una volta a Messina» è sempre il diario di Leonida a parlare «avemmo grandi difficoltà a sbarcare dal ferry boat per l' "assedio", sugli spalti dell'invasatura, delle molte centinaia di viaggiatori calabresi che di buon mattino raggiungevano la Sicilia, e che a bordo, malgrado gli ampi occhiali da sole che le nascondevano il volto, avevano riconosciuto Ellenica».
Circondati da «poliziotti in borghese», facendosi largo nella ressa «a forza di gomiti», erano riusciti a raggiungere un taxi che, «coperto di valigie fin sopra il tetto, alla maniera di una macchina dei pompieri, in corsa puntò prima su via Garibaldi, poi raggiunse l'Albergo Reale». Lì, esausti, alla fine trovarono riparo. «Tanto sul ferry boat, quanto alla difficilissima uscita, nessun segno di ostilità da parte di alcuno» annotava Leonida. Da comunista avvezzo ai servizi d'ordine delle manifestazioni, nel suo ruolo anomalo di scorta alla figlia del Duce s'aspettava di peggio.
E una volta abbassate le sue difese da soldato, solo in camera, abbracciandola, s'era reso conto realmente di trovarsi con lei. Era pallida, provata dalla notte in treno e dalle pene dello sbarco. Ma bellissima. Sì, Ellenica gli era apparsa splendida, e dopo tanta attesa, una grande felicità s'era impadronita di lui. L'imbarazzo con cui lo guardava, dietro le lenti scure, era terribilmente attraente. Parlavano, tacevano, si scambiavano tenerezze. E dopo un bagno caldo preparato con cura da Leonida, finalmente ristorati, si erano amati di nuovo.







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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 14:20    Oggetto: PREZIOSI e Rocca: EDDA CIANO E IL COMUNISTA /Sorrisi 35/2010 Rispondi citando



ha scritto:

    da TV Sorrisi e Canzoni - n° 35|2010



Preziosi partigiano fa innamorare la figlia del Duce


TV - Stefania Rocca è Edda, la figlia di Benito Mussolini cui il padre fece uccidere il marito Galeazzo Ciano; Alessandro Preziosi è l'affascinante partigiano Leonida Bongiorno. Accade in <<Edda Ciano e il comunista>>, che racconta la passione tra la Mussolini e il giovane comunista nel 1945, mentre la donna è al confino a Lipari. A realizzarla, per Rai Fiction, sarà la Casanova di Luca Barbareschi. Primo ciak a settembre.

T.L. - 2010






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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 14:21    Oggetto: non vedo l'ora Rispondi citando


Siamo tutte in trepidazione ma sono sicura che sarà un'altro bel ruolo e poi il nostro Ale si sà che è bravissimo, staremo tutti lì. Tiziana San Cesareo (Roma)
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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 14:34    Oggetto: Stefania Rocca/ A. PREZIOSI girano EDDA CIANO E IL COMUNISTA Rispondi citando



"stanotte inizierò a girare Edda Ciano e il comunista con la Rocca, staremo tra il Lazio e il Sud Italia... per qualche settimana, andremo poi nelle isole" Alessandro Preziosi - 20/09/10 - novità per voi -



dal mensile STYLE - il magazine de IL GIORNALE

Il suo ritorno? "Inizio a girare un film tv per RaiUno tratto da "Edda Ciano e il comunista" di Marcello Sorgi. Mi avevano già proposto in passato d'interpretare Edda Ciano, ma non me l'ero sentita. Ora la troviamo dopo il fascismo, Mussolini non c'è più, a Lipari s'innamora di un uomo, Leonida Bongiorno, il capo del Pci locale, che sarà interpretato da Alessandro Preziosi".
L'attira questo personaggio... "E' una storia nella quale si devono esprimere sentimenti: la solitudine e la depressione, l'esplosione di un amore, il turbamento per il confronto ocn il proprio passato" - Stefania Rocca -


Settembre 2010 - Intervista di Maurizio Caverzan a Venezia


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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 15:03    Oggetto: ROCCA e PREZIOSI girano EDDA CIANO E IL COMUNISTA di G.Diana Rispondi citando



ha scritto:




Tv: ciak a Lipari per 'Edda Ciano e il comunista'


Protagonisti Stefania Rocca e Alessandro Preziosi : regia di Diana



(ANSA) - LIPARI (MESSINA), 27 SETTEMBRE 2010 - Sono iniziate oggi a Lipari le riprese di ''Edda Ciano e il comunista'' fiction prodotta da Luca Barbareschi.

Il film, diretto da Graziano Diana, e' tratto dall'omonimo libro di Marcello Sorgi. Indagando sui confinati esiliati a Lipari durante il Ventennio, Sorgi incontro' Eduardo Bongiorno, che gli mostro' alcune lettere inedite sulla storia d'amore del padre Leonida con Edda Ciano: lui, partigiano; lei figlia del duce, confinata nell'isola dopo la liberazione.

Il film ha come protagonisti Stefania Rocca e Alessandro Preziosi.

(ANSA).








ha scritto:


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MessaggioInviato: Mer Mar 02, 2011 15:03    Oggetto: PREZIOSI|ROCCA girano EDDA CIANO E IL COMUNISTA di G. Diana Rispondi citando



ha scritto:



Al via le riprese della pellicola tratta dal libro di Marcello Sorgi con Alessandro Preziosi e Stefania Rocca


    Eolie, primo ciak di "Edda Ciano e il Comunista"


Peppe Paino - LIPARI

Primo ciak alle Eolie, nella terra del grande amore, per "Edda Ciano e il Comunista", la fiction prodotta da "Casanova Multimedia" di Luca Barbareschi che vedremo la prossima primavera su Rai Uno. Dopo diversi giorni di lavorazione a Roma, il piccolo esercito degli addetti ai lavori (un centinaio tra tecnici, operatori vari e attori) guidato dal regista Graziano Diana si è trasferito nell'arcipelago per raccontare in posti unici la singolare liaison portata alle luci della ribalta da Marcello Sorgi.
Indagando sui confinati esiliati a Lipari durante il ventennio fascista, Sorgi incontrò, su suggerimento di Nino Paino e Nino Saltalamacchia del Centro Studi eoliano, Edoardo Bongiorno, che gli raccontò della storia d'amore del padre Leonida con Edda Ciano, tirando fuori da un baule alcune lettere inedite che documentano l'incontro tra i due: lui, ufficiale degli alpini e partigiano; lei figlia del duce, confinata nell'isola dopo la liberazione.
Le riprese eoliane sono cominciate da Vulcano; la troupe, alla quale presto si aggregheranno 200 comparse reclutate a Lipari, si sposterà successivamente a Salina e concluderà i lavori nell'isola principale tra Marina Corta e il molo di Canneto, come esterni.
La casa degli incontri amorosi tra la figlia del duce e il partigiano Leonida Bongiorno sarà quella della famiglia Iacono, residente a Roma, situata nei pressi della piazza "salotto" di Lipari. Per i due protagonisti Alessandro Preziosi e Stefania Rocca, lavoro e tranquillità. Preziosi ha scelto di alloggiare in un caratteristico albergo del centro mentre la Rocca ha preso una casa tutta per sé (la bella villetta di Angelo Cassarà con vista su Panarea e Stromboli) dove la sera, al rientro e per circa due settimane, troverà ad attenderla il figlio di due anni, Leone Ariele, con tata al seguito. (...)
Spettacoli (28/09/2010)







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