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TOURNE' 2018 - 2019 - 2020 ALE con VAN GOGH
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Forum Alessandro Preziosi
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Autore Messaggio
genziana



Registrato: 22/03/04 13:40
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MessaggioInviato: Mer Nov 20, 2019 19:44    Oggetto: VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco TOUR 2019/20 Rispondi citando




_ KHORA.teatro con TSA - Teatro Stabile d'Abruzzo

presentano



ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi




testo vincitore del Premio Tondelli Riccione Teatro 2005



scene|costumi Marta Crisolini Malatesta; disegno luci
Valerio Tiberi, Andrea Burgaretta; musiche Giacomo
Vezzani
; supervisione artistica di Alessandro Preziosi




        PERSONAGGI E INTERPRETI


        Vincent Van Gogh: Alessandro Preziosi

        Dottor Peyron: Francesco Biscione

        Theo Van Gogh: Massimo Nicolini
        Dottor Vernon-Lazàre: Roberto Manzi

        infermiere Gustave: Leonardo Sbragia
        infermiere Roland: Antonio Bandiera



        voce di Vincent bambino: Davide Piccirillo








produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

_ in collaborazione con il FESTIVAL di SPOLETO 60 _

Prima nazionale: giugno 2017, Napoli Teatro Festival





3° TOUR Stagione 2019/2020 CALENDARIO completo







      9-10/11/2019 - CIVITAVECCHIA (RM), Teatro TRAIANO


      12 novembre 2019 - ASTI, Teatro ALFIERI


      13 novembre - BRONI (PV), Teatro CARBONETTI


      14 novembre - BUSTO ARSIZIO (VA), Teatro MANZONI


      dal 15 al 17 novembre - MONZA, Teatro MANZONI


      dal 19 al 24 novembre - VERONA, Teatro NUOVO


      dal 26/11/19 al 1° dicembre - ROMA, Teatro VASCELLO


      3 dicembre - RICCIONE (RN), "Spazio TONDELLI"


      4 dicembre - ROVERETO (TN), Teatro "R. ZANDONAI"


      5/12 CASTIGLIONE delle Stiviere (MN), Teatro SOCIALE


      6 dicembre - LODI, "TEATRO ALLE VIGNE"


      7-8 dicembre - "TEATRO DI LOCARNO" (Svizzera)


      10 dicembre - GORIZIA, Teatro Com.le "G. VERDI"


      12-13 dicembre - MACERATA, Teatro "Lauro ROSSI"


      15/12/19 - VILLADOSSOLA (VB), Teatro LA FABBRICA



      13 gennaio 2020, CENTO (FE), Auditorium PANDURERA


      14/01/2020 - JESI (AN), Teatro "G. B. PERGOLESI"


      15/1/2020 - OSIMO (AN), Teatro La Nuova FENICE


      dal 16 al 19/1/20 - FERRARA, Teatro "C. ABBADO"


      22-23-24/1/20 - MESSINA, Teatro VITTORIO Emanuele


      25-26 gennaio 2020 - CATANIA, Teatro ABC


      28/1 CALTANISSETTA, Teatro "ROSSO di S. Secondo"


      29/1/2020 - CARLENTINI (SR), Teatro Comunale


      30-31 gennaio; 1-2 febbraio - CATANIA, Teatro ABC


      4/2/20 - CITTANOVA (RC), Teatro "Rocco GENTILE"


      5/2 - LAMEZIA TERME (CZ), Teatro GRANDINETTI


      6/2 - COSENZA, Teatro Com.le "Alfonso RENDANO"


      7/2 - PIANO DI SORRENTO (NA), Teatro delle ROSE


      8-9 febbraio - AVELLINO, Teatro "Carlo GESUALDO"


      11 febbraio - LECCE, Teatro POLITEAMA GRECO


      12-13 febbraio - TARANTO, Teatro Comunale FUSCO


      dal 14 al 16 febbraio - BARLETTA, Teatro "G. CURCI"


      17 febbraio - BRINDISI, Nuovo Teatro VERDI


      19 febbraio - LANCIANO (CH), Teatro "F. FENAROLI"


      20 febbraio - ORTONA (CH), Teatro "F. P. TOSTI"


      dal 21 al 23/2/20 - CASERTA, Teatro "C. PARRAVANO"



TEATRI, interviste e recensioni, rassegna stampa selezionata da


Alessandro Preziosi official Forum in tournée con voi!

l'ADRICESTA ONLUS ci accoglierà con Eventi Benefici








con preghiera di utilizzare con parsimonia Riporta onde consentire aggiornamenti

e modifica al messaggio originale. Grazie per la comprensione e la collaborazione

allo scopo di fornire informazioni precise e accurate per utenti e lettori del Forum





Tournée teatrale gen./apr. 2018; la rassegna stampa





Tour teatrale nov.2018/feb.2019; la rassegna stampa




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L'ultima modifica di genziana il Ven Dic 27, 2019 18:26, modificato 3 volte
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Nov 21, 2019 17:49    Oggetto: VINCENT VAN GOGH - Teatro NUOVO di VERONA dal 19 al 24/11/19 Rispondi citando














dal 19 al 24 novembre a VERONA nel Teatro NUOVO

34^ edizione Rassegna IL GRANDE TEATRO 2019/20

Fondaz. Atlantide Teatro STABILE VERONA \ MiBACT




VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco













con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

ci sarà il 22-23-24/11 un Desk dell'ADRICESTA Onlus

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà












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genziana



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MessaggioInviato: Dom Nov 24, 2019 18:06    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a ROMA Teatro VASCELLO dal 26/11 al 1/12/19 Rispondi citando



ha scritto:




Teatro / Crocifissione artistica e umana di Van Gogh

L’odore assordante del bianco ” di Stefano Massini.





Vincent ha 36 anni ed è stato da poco internato nell’Istituto psichiatrico di Saint Paul, nei pressi di Arles, a causa della petizione di 100 bravi cittadini, intimoriti da stranezze ed eccentricità. Non viene classificato come pericoloso per la comunità, bensì in qualche modo perturbante, come la sua pittura, dove il sole e la notte palpitano di luci e colori, il blu intenso e stellato del cielo sovrasta il brusio dei caffè notturni, deflagrando in emozione sincopata e sensuale.

Nella scheda di ammissione lo si definisce incapace di vivere, assediato da allucinazioni visive e uditive. Confinato in una stanza dalle pareti ruvide, bianche di calce, dove persino l’unica pianta presente, dopo mesi di attesa, ha prodotto fiori bianchi, curato con farmaci e bagni prolungati nelle ben note vasche manicomiali, al termine dei quali è difficile persino ricordare il proprio nome, Van Gogh è percosso da rombi, fruscii, lame di suono che gli confondono i pensieri e gli impediscono di discernere le figure immaginarie dalla realtà.

Dubita, dubita di tutto, perché è l’unico modo per conservare la coscienza di sé. Dubita di ciò che vede. Sogna i campi di grano e i ricami dorati delle colline, sogna la visita del fratello Theo, ma chiede all’ologramma che gli si presenta e che conversa con lui, una prova di tangibilità. In questo spazio concentrazionario e geometrico, in cui regole accuratamente studiate vietano qualsiasi cosa – dipingere, leggere, possedere oggetti, godere dei colori, della luce naturale – continua a cercare un punto di fuga. Per esempio, studiando gli articoli del regolamento, o procurandosi di nascosto una tela e tracciando per mezzo di pezzetti di carbone sciolti con lo sputo un sulfureo ritratto dell’ottusità umana, ossia del dr. Vernon-Lazàre. Proprio quest’aguzzino subdolo e apodittico, uscito da un disegno di George Grosz o da un dramma di Dürrenmatt, pittorucolo della domenica devoto alle regole formali e alla mamma, ricordata con un breve singhiozzo nostalgico, spiega a Vincent che lo scopo dell’Istituto è quello di far dimenticare ai reclusi il mondo esterno, sostituendosi ad esso, separandoli per sempre dal resto dell’umanità, facendoli abituare al proprio anonimato, a un’invisibilità priva di pensieri e ricordi.

Il dottor Peyron, direttore del manicomio, uomo a suo modo originale, oppresso dalla noia e intento a vagheggiare il silenzio degli oceani, si mostra invece interessato a Vincent. Tuttavia, nel suo accanito positivismo, nonché fede nelle magnifiche sorti e progressive della scienza, è annidata la supponenza dell’uomo d’ordine, di chi – per carità con metodi umani – persegue comunque la normalizzazione, la rimozione degli eccessi. Arriva, salendo su una sedia, a trasformarsi in uno zauberer manipolatorio vagamente contiguo al Mago Cipolla di Thomas Mann, per ipnotizzare Vincent e scandagliarne la mente.

Alessandro Preziosi incarna con dedizione fisica e potenza interiore la rabbia, l’impotenza di Van Gogh, la rivendicazione incessante di una diversità che è soltanto ipersensibilità alle sollecitazioni esterne e che può essere semplicemente definita arte, o meglio processo creativo. Il suo viso, scavato dalle ombre, diventa raffigurazione del perseguitato, del perturbatore, della vittima sacrificale sull’altare delle convenzioni.

Curvo, sotto il peso invisibile dell’intero universo, il braccio teso a invocare e respingere come la voce tesa di un’elegia rilkiana, crocifisso al cavalletto, Vincent quasi grida la pena e l’ineludibile necessità di dipingere, e di farlo in quel modo eversivo, visionario, lancinante. Attraversato, posseduto dai colori – carminio, giallo, indaco – che mescola per crearne di nuovi, in una ricerca ossessiva, sempre più estrema e senza ritorno, urtato dalle forme che si gettano contro il suo sguardo, deformandosi: contadine rattrappite sui campi, soli tenebrosi, volti contorti, corvi neri, alberi verdi di foglie che si mutano in grandi rami spogli e adunchi evocanti gli incubi dei Grimm, i rami onirici che si associano per affinità e contrasto cromatico alla figura bianca e farisaica del padre, il primo nella sua vita a negare la visione, a non capire che la realtà, ciò che è comunemente visibile, non basta. E in questo testo delle origini, Massini forgia un linguaggio magmatico, esplosivo, lussureggiante e insieme di una precisione matematica e crudele, che si ascolta con gli occhi e ferisce in modo irreparabile la mente.

Alla fine, prima che il buio scenda ad avvolgere Vincent in un sudario, le note di Lohengrin si materializzano per definirne la natura di Uomo senza Nome, privato della possibilità di esistere.



Lucia Tempestini, 20/11/19; pubblicato via InScenaOnlineTeam.net Punto di (s)vista







VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco

produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

dal 26/11 al 1° dicembre A ROMA, Teatro VASCELLO





ha scritto:


LA REPUBBLICA - inserto TROVAROMA, TEATRO pag. 10, 21/11/2019






con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

ci sarà pure il Desk dell'Associazione Adricesta Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà











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Marisol



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MessaggioInviato: Lun Nov 25, 2019 13:27    Oggetto: Rispondi citando


Caro Ale,

In bocca al lupo a Roma, per te e tutta la compagnia.



Tanti baci con grande e sincero affetto da Madrid.

Marisol

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Beate-1969



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MessaggioInviato: Lun Nov 25, 2019 15:59    Oggetto: Rispondi citando


Caro amico Alessandro! Laughing
In bocca al lupo per te e tutta la tua meravigliosa compagnia a Roma!
Con mio cuore e i miei pensieri sono molto vicino da voi!
Un grosso bacio e un abbraccio fortissimo!
TVTB
Bea Laughing



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Mi dispiace per il mio cattivo italiano

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Marisol



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MessaggioInviato: Mar Nov 26, 2019 15:43    Oggetto: Rispondi citando


Calma caro Ale, non ho dubbi, oggi al tuo ritorno a Roma con il magnifico Van Gogh, sentirai i meritati applausi di un pubblico completamente consegnato.



Buon e felice ritorno a Roma

In bocca al lupo!!

Tanti baci con grnade e sincero affetto de Madrid

TVB

Marisol

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genziana



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MessaggioInviato: Mar Nov 26, 2019 15:48    Oggetto: VINCENT VAN GOGH 2019/2020 VERONA, Teatro NUOVO - recensione Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco

produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo



dal 19 al 24/11, VERONA, Teatro Nuovo - Recensioni



ha scritto:




    Teatro/ LA GENIALE FOLLIA DI VAN GOGH

    CON ALESSANDRO PREZIOSI | Recensione



Al Teatro Nuovo di Verona, per la Rassegna Il Grande Teatro, dal 19 al 24 novembre è andato in scena “VINCENT VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO”, regia di Alessandro Maggi, testo di Stefano Massini, vincitore del Premio Tondelli nel 2005.

Il pittore olandese, rivoluzionario per l’arte del XX secolo, rivive con Alessandro Preziosi che arriva stremato agli applausi del pubblico, talmente alta e conturbante è l’immedesimazione col personaggio. Per Van Gogh e la sua pittura materica e vivace, cosa può esserci di peggio che essere rinchiusi in una stanza di un ospedale psichiatrico, dove tutto è assolutamente e violentemente bianco? Marta Crisolini Malatesta ha creato una scenografia perfetta, incastrando un piano obliquo tra alte pareti e nel bianco di tutto è visibile il Campo di grano con volo di corvi, ritenuto da molti l’ultimo lavoro dell’artista, all’apice dell’angoscia.

Van Gogh/Preziosi ha 36 anni ed è sotto osservazione psichiatrica. L’incontro con il fratello Theo, un convincente ed eccellente Massimo Nicolini, innesca un dialogo oscillante tra il presente e i ricordi biografici, svelando la complicità e l’amore che legano i due fratelli. Un artista che ha il talento di filtrare ciò che vede solo con i pennelli e i colori, dotato di estrema sensibilità e passione per la natura, soffre indicibilmente e si tortura con pensieri e allucinazioni, che lo confondono su ciò che vede o crede di vedere. Ha un incedere claudicante e affannato ma l’eloquenza è vibrante e rapida, deride e condanna i metodi della struttura che lo imprigiona, ha rabbia che gli permette di gridare e vivere. Alessandro Preziosi è all’ennesima grande prova d’attore teatrale e le difficoltà di una interpretazione così densa e nevrotica, gli permette, se qualcuno avesse ancora dei dubbi, di staccarsi definitivamente dal bello e dannato della televisione. C’è tenerezza nelle parole tra i due fratelli e si apre la finestra sulla loro infanzia, con il “gioco dei pensieri”, quelle meravigliose perle a cui i bambini danno solennità e verità: se indovini cosa penso, ti svelerò un segreto. Van Gogh è ritenuto “socialmente placido” ma è impossibilitato a scappare da tutto quel che bianco che lo fa soffrire e che crea un confine e un vuoto rispetto a ciò che veramente conosce e ama. Roberto Manzi è il dottor Vernon-Lazàre, direttore del manicomio, che assieme agli infermieri Leonardo Sbragia (Gustave) e Antonio Bandiera (Roland), sono antagonisti cinici e aguzzini dell’artista che mai si arrende e anela alla libertà. Una svolta arriva con l’entrata in scena del Dottor Peyron, un teatralissimo Francesco Biscione che concede empatia e ascolto e propone il nuovo strumento di cura dell’ipnosi.

Lo spettatore non ha certezze rispetto a ciò che vede, siamo forse nella mente del pittore e assistiamo alle sue allucinazioni, ma quel che è certo è che si è testimoni della vita di un uomo speciale, incastrato – contro la sua volontà – in un bianco che sa di nulla ma che gli permette di far scorrere, con tutti i sensi, quella che è stata la sua vita fino a quel momento. Le musiche di Giacomo Vezzani e il disegno luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta completano il quadro straniante e tormentato di questo spettacolo che celebra Vincent Van Gogh, un uomo che attraverso la lucida-follia ha creato capolavori di inestimabile valore.

Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco”, è prodotto da Khora.teatro e dal Teatro Stabile d’Abruzzo, in collaborazione con il Festival di Spoleto e la supervisione artistica di Alessandro Preziosi.




di Silvia Paganini, 24/11/19; pubblicato via ModulazioniTemporali.it





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genziana



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MessaggioInviato: Mar Nov 26, 2019 15:49    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a ROMA Teatro VASCELLO dal 26/11 al 1/12/19 Rispondi citando




ha scritto:




#CriticARTE – Se a Van Gogh si nega il colore:

"L'odore assordante del bianco" . la recensione





Che cosa ne è di Van Gogh, se gli si toglie il colore? Rimane solo il bianco, soffocante, stordente come una prigione, come la stanza asettica dell'ospedale psichiatrico di Saint Paul in cui il pittore venne ricoverato nel 1889 e in cui ogni sfumatura sembra risucchiata via dalla ricerca di una totale sterilità, degli ambienti come dei sentimenti. Una stanza, quella in cui è ambientata la rappresentazione, in cui anche i petali dei fiori sono candidi, e che contrasta penosamente con le tonalità calde di un'altra stanza, la stanza gialla, emblema di tutte le speranze deluse di Vincent. Intorno al vuoto di colore, al vuoto di calore, ruota la pièce, diretta con grande intelligenza da Alessandro Maggi. Il bianco, di cui l'efficace sinestesia del titolo ci dice l'"odore assordante", sembra un concetto univoco, ma diventa variegato nelle infinite realizzazioni sceniche, che muovono uno spazio altrimenti statico con accurati cambi di intensità e toni (a tratti la luce è abbacinante, freddissima, a tratti invece più tenue, opaca; in taluni casi invece intima, lieve). All'inizio dell'opera, mentre un Van Gogh trentaseienne rotola e si contorce sul pavimento preda dei suoi fantasmi, una voce bambina ci dice della sua reclusione, del suo delirio.
Alessandro Preziosi è straordinario nella parte, nel suo dar voce alla solitudine, alla confusione, alla rabbia, alle mille ragioni dell'arte. La visita del fratello Theo, a cui l'autore era legatissimo, come ci rivela il ricco e poetico epistolario che ci hanno lasciato, diventa l'occasione per presentare il personaggio e rivelarne il carattere, attraverso metafore di incredibile efficacia, come quella del filo spezzato, che diventa presto motivo conduttore dell’opera.
Quando si impara a leggere, spiega Vincent a Theo nella chiara trasparenza della sua follia, diventa impossibile non farlo: ogni volta che si vedranno le lettere, non appariranno più "moscerini schiacciati nel latte", ma sempre parole compiute, indipendentemente dalla propria volontà. E così è con la mente umana: una volta che la ragione avrà fallito, che ci avrà ingannato, saremo sempre vittime del dubbio, non saremo mai più in grado di guardare al mondo senza metterlo in discussione, senza sospettare la beffa. Viene così reso labile il confine tra realtà e immaginazione, tra certezze e visioni, in quello che è lo stato patologico del pazzo, ma anche quello del pittore – nei suoi occhi infatti la realtà viene trasfigurata, eppure lui solo riesce a coglierne la vera essenza.
Lo spettacolo diventa così un enigma, un gioco di ombre in cui anche lo spettatore è coinvolto, chiamato a dubitare. E nello stesso tempo viene messo a parte di un dolore, una sofferenza, che trascina dentro la scena nonostante la relativa staticità dei personaggi. Tutto quello che è il personaggio di Van Gogh viene tradotto da Stefano Massini in un testo di grande efficacia e delicatezza, che riesce a riflettere anche su tematiche diverse, dallo statuto dell'artista nella società di massa alla realtà parigina del tardo Ottocento che già si affaccia sul nuovo secolo, ai rapporti tra gli artisti.

Portare gli studenti di quinta superiore a vedere questo spettacolo è una scelta vincente, perché sulla scena si ritrovano agganci con il programma dell'intero anno: c’è l’indagine dell’inconscio; ci sono le ombre di Pirandello, le divagazioni ondivaghe di Enrico IV; nella riflessione disperata di Vincent sulla sua emarginazione, sulla necessità della comunità di espellere il diverso, colui che "fa marcire l'aria al suo passaggio", si ritrova tutto lo spietato determinismo di Émile Zola, ma ancor più del nostro Verga.
I ragazzi ascoltano avvinti, sospesi, la ricerca di un senso da parte del pittore, che disperatamente ha cercato di farsi accettare, ma non è mai riuscito, poiché parlava una lingua diversa, dipingeva quadri diversi (non certo il paesaggio innevato, o il Ritratto di mia madre, dell'arrogante, stolido dottor Lazàre). Antagonista di Vincent, specchio di una medicina cieca e sorda, Lazàre non ascolta, giudica e condanna. La sua figura si incista nelle viscere di Vincent, che ne coglie l'essenza e deve a un tratto sputarla, vomitarla, fuori, incastrarla sulla tela, anche se questo significa violare le regole del manicomio. Perché il pittore non è nulla senza i suoi colori, senza la sua arte. Privato di quelli, privato di tutto, l'uomo si rivela il peggior nemico di se stesso, almeno finché qualcuno – un dottore più illuminato, affascinato da studi che già presentono quello che a breve teorizzerà Sigmund Freud – non lo aiuterà a scendere al fondo di se stesso, a ritornare alle origini del suo male.
Mentre dal fondale emerge la trama di Campo di grano con volo di corvi, drammatico epilogo artistico ed esistenziale per il pittore, che si sarebbe suicidato da lì un anno, la storia sembra riavviarsi su se stessa, riportandoci al punto di partenza. Eppure qualcosa è cambiato, nella follia lucida di Vincent si apre un varco: così la voce che ripete la frase dell'esordio è adesso una voce adulta, e la stanza può finalmente essere inondata dal colore, un giallo finalmente caldo, finalmente intenso, che riesce a ridare vita persino ai petali dei fiori.



Teatro Nuovo (Verona) - 19-24 novembre 2019


di Carolina Pernigo, 26/11/2019 - pubblicato via CriticaLetteraria.org







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MessaggioInviato: Mar Nov 26, 2019 16:18    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a ROMA Teatro VASCELLO dal 26/11 al 1/12/19 Rispondi citando









VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco

produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

dal 26/11 al 1° dicembre A ROMA, Teatro VASCELLO









con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

ci sarà pure il Desk dell'Associazione Adricesta Onlus,

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MessaggioInviato: Mer Nov 27, 2019 01:17    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a ROMA Teatro VASCELLO dal 26/11 al 1/12/19 Rispondi citando



ha scritto:




      Un bianco assordante

      Alessandro Preziosi diventa van Gogh



È una delle interpretazioni più sofferte, intime, asciutte e introverse di Alessandro Preziosi, il lavoro di scavo umano e di drammatizzazione alienata che quest’attore riserva al personaggio protagonista di "Vincent van Gogh. L’odore assordante del bianco" di Stefano Massini, testo vincitore del Premio Pier Vittorio Tondelli al Riccione Teatro del 2005, spettacolo ora fondato sulla regia di Alessandro Maggi, che da stasera è in programma al teatro Vascello. Le modalità della partecipazione artistica, dell’adesione psicofisica di Preziosi a questa impresa scritta da Massini, che nasce come labirinto poetico e tormentato della follia di un genio, diventano condizioni di ingaggio per una percezione altra cui è chiamato il pubblico. Vale a dire che lo spettatore si troverà davanti le pareti immacolate e severe del manicomio di Saint Paul, luogo lontanissimo dalle metropoli europee, compenetrandosi con uno spazio che è solo forgiato, plasmato di un colore bianco che stordisce, la cui assolutezza (richiamata qui anche dal titolo del copione) è garantita e realizzata dalla scenografa Marta Crisolini Malatesta. La coproduzione di Khora e Stabile d’Abruzzo fa entrare, come vuole la drammaturgia, nelle mura di un confinamento manicomiale dove si è a distanza di sicurezza dall’umanità. Qui van Gogh reagisce con vana speranza a una visita del fratello, qui le dinamiche cerebrali fanno i conti con i responsabili dell’impianto psichiatrico, qui l’assenza di tinte è un destino cui è condannata la coscienza.
Nel castello bianco, attorno a un autorevole e dostoevskijano Preziosi, ruotano Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Leonardo Sbragia, Antonio Bandiera.


di Rodolfo di Giammarco
LA REPUBBLICA edizione ROMA - Giorno e notte pag. 15, 26/11/19






ha scritto:


LA REPUBBLICA - inserto TROVAROMA, TEATRO pag. 10, 21/11/2019








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MessaggioInviato: Mer Nov 27, 2019 20:04    Oggetto: VAN GOGH a ROMA Teatro VASCELLO 26/11-1/12/2019 - recensioni Rispondi citando



ha scritto:



Vincent VAN GOGH vestito di contemporaneità.



Amare il museo come casa, adorare l’arte come espressione, e dare voce ad un artista per molti secoli considerato muto e silente, è questa la grandezza di ALESSANDRO PREZIOSI nel suo spettacolo L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO in scena sino al primo dicembre presso il Teatro Vascello di Roma. L’omaggio come decanta il titolo è l’arte che reca un solo nome Vincent Van Gogh.

Renderlo contemporaneo, dargli anima, toglierli l’erbacce del pittore pazzo quando necessitava solo di essere ascoltato, questo rende lo spettacolo e Alessandro un grande bel vedere da ascoltare e osservare con gli occhi dell’anima, con le orecchie della mente.

Uno spettacolo a detta anche dell’attore, grande amante dell’arte e cultore del bello e del bene, che nasce senza il paracadute della letteratura contemporanea, ma con la forza della modernità.

Uno spettacolo che fa riflettere, che indaga sulla solitudine, sulla fragilità umana, e che lascia un messaggio importante per ciascuno di noi.

Nel nostro presente oggi, nessuno si isola, nessuno si ascolta, nessuno ascolta l’altro proprio come accadeva ad Arles, a fine ottocento dove un pittore e la sua tavolozza declamavano solo amore.



Manuela Pacelli, 26/11/19; pubblicato via EventiCulturaliMagazine.com













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MessaggioInviato: Mer Nov 27, 2019 20:46    Oggetto: VAN GOGH al Teatro VASCELLO di ROMA, recensione e INTERVISTA Rispondi citando



ha scritto:




      Van Gogh Si Tinge Di Bianco. |ROMA

      Alessandro Preziosi Al Teatro Vascello



Il dolore, il tormento, la sofferenza e le ingiustizie subite da Vincent Van Gogh tra le bianche pareti del manicomio di Saint Paul de Mausole, diventano reali sul palco del Teatro Vascello di Roma, nello spettacolo “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco”.



Quando il sipario si apre, ci ritroviamo nella stanza del celebre pittore, tra quattro bianche mura tra cui, lui stesso, dopo esser stato colpito da una violentissima crisi di follia (che lo aveva portato a tagliarsi il lobo dell’orecchio destro), chiede di essere rinchiuso. E’ il 1889 e Van Gogh, desideroso di lasciare il luogo di cura e i suoi discutibili trattamenti, conversa col fratello Theo, ricordando episodi della loro infanzia, sottoponendogli giochi d’astuzia e strappandogli, infine, una promessa: firmare gli incartamenti per farlo dimettere dall’ospedale. Ma Theo non c’è. Non è altro che l’ennesimo parto della mente di Van Gogh per sfuggire all’isolamento. A Saint Paul, Vincent è solo. In un ospedale dove il bianco diventa sovrano. Tutto è bianco e silenzioso intorno a lui. Questa la più grande sofferenza per chi sente di dover trasporre su tela i colori del cosmo, che fluiscono naturali dagli occhi alla punta del pennello. A Saint Paul, invece, persino i fiori sono bianchi e all’artista non resta che cercare di fuggire l’odiosa monocromia corrompendo un infermiere e utilizzando il carbone per poter esprimere la propria arte. In suo soccorso accorrerà solo il direttore della struttura provenzale, amante della pittura e dei pittori che definisce come “Coloro che hanno la reale capacità di guardare il mondo e di riprodurlo su tela”.

In una sala gremita, il pubblico delle grandi occasioni ha assistito rapito alla superba performance del protagonista, Alessandro Preziosi che, con la sua mimica, con piccoli tic accennati con naturalezza e una perfetta interpretazione del testo di Stefano Massini (Testo vincitore del Premio Pier Vittorio Tondelli Riccione Teatro 2005), ha saputo riprodurre sapientemente il disagio di Van Gogh. La regia di Alessandro Maggi, con mirati cambi di luci e musiche ricche di pathos, ha contribuito a trasportare lo spettatore all’interno di quello che è un vero e proprio thriller psicologico vissuto da Van Gogh. Prigioniero della sua stessa mente. Incapace di distinguere ciò che è veramente reale da ciò che non lo è. Assalito e schiacciato dal bisogno di esprimersi.

Come commenta lo stesso Preziosi: “Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto”.

Accanto all’attore partenopeo, vanno citati ed elogiati, anche gli altri artisti protagonisti della pièce: Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Leonardo Sbragia e Antonio Bandiera.

Da non perdere i prossimi appuntamenti con spettacolo “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco” in scena al Vascello sino 1° dicembre 2019. Mercoledì, giovedì e venerdì, ore 21. Sabato, ore 19. Domenica, ore 17.


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Valeria Bollini, 27/11/19; pubblicato via /Cultura UnfoldingROMA.com









ha scritto:




      Alessandro Preziosi Presenta Van Gogh:

      L'attore partenopeo racconta il suo
      rapporto con l'arte e il confronto con il
      complicato genio di Vincent Van Gogh



In un pomeriggio di novembre, dopo aver sorseggiato un ottimo Hugo (uno spritz bianco aromatizzato ai fiori di sambuco) presso il bistrò del foyer, ci addentriamo in quella che è il cuore del Teatro Vascello: la sala. Lì, ad attenderci con mano tesa e sorriso smagliante, troviamo Alessandro Preziosi, che si staglia statuario davanti ad uno sfondo bianco. Dietro di lui, infatti, si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli della scenografia che incornicerà lo spettacolo “Vincent Van Gogh. L’assordante odore del bianco”. L’ultima fatica di Stefano Massini, per la regia di Alessandro Maggi, andrà in scena al Teatro Vascello di Roma dal 26 novembre al 1 dicembre 2019.

Sul palco hai vestito i panni di personaggi letterari come Amleto e Cyrano de Bergerac, per i quali hai ottenuto diversi riconoscimenti. Com’è interpretare un personaggio realmente esistito come Vincent Van Gogh?

Interpretare un personaggio come Van Gogh ti permette sicuramente di esplorare una contemporaneità diversa rispetto ai personaggi esistiti solo grazie alla penna dell’autore. Chiaramente esiste una letteratura contemporanea ma, grazie al testo dalle sfumature thriller di Stefano Massini, abbiamo potuto porci, sia a livello di allestimento che di recitazione, in un modo nuovo rispetto al personaggio. Abbiamo potuto cambiare passo, registro e codice, rispetto a quella che rimane la rigidità di un personaggio letterario.

Qual è la differenza?

La differenza è gigantesca. Non hai più il “paracadute” della letteratura. Per quanto puoi variare, un testo classico ti consente certi spazi. Qui abbiamo provveduto ad una vera e propria rilettura ed interpretazione di un momento particolare (n.d.r. il ricovero presso il manicomio di Saint Paul de Mausole, in Provenza) di un uomo conosciuto per la forza della sua fragilità, della sua disperazione.

Interpretare Van Gogh in un contesto forte come quello dell’isolamento in manicomio. Come ci si prepara ad un ruolo simile?

Si tratta di un isolamento metaforico, mentale. A volte, per prepararmi, anche mentre recito, penso a quante volte mi sono ritrovato a stare da solo con me stesso e a parlarmi e a convincermi da solo, per cercare di far quadrare qualcosa che invece una parte di te rifiuta, opprime, come un edema. Ci si prepara pensando a cosa si provi recitando davanti ad un muro, in una stanza di prove. E’ un muro che tu devi sfondare. L’attore, in fin dei conti, vive la sua performance in isolamento rispetto al fatto che sia un pubblico che lo ascolti. Il tutto, rapportato ad una rappresentazione come questa, rende l’intera esperienza molto interessante. E’ come aprire un cassetto a doppio fondo.

C’è una frase di Van Gogh in cui ti riconosci?

Io amo molto una frase, che non so se abbia detto Van Gogh, e recita “Non vivo più per me stesso, ma per far vivere le cose”. Queste parole, secondo me, racchiudono più di altre l’essenza, la morale, la determinazione di questo pittore.

Qual è l’opera del pittore che hai apprezzato maggiormente?

Il ritratto “Il postino Joseph Roulin”, che poi è anche inerente alla nostra storia se vogliamo. Personalmente amo molto i ritratti.

Com’è il tuo rapporto con l’arte e coi grandi pittori del passato?

Il mio avvicinamento al mondo dell’arte è stato, inizialmente, un training di creatività a cui ho attinto avidamente. Ho utilizzato l’arte, vampirizzandola, per ciò che mi serviva. Poi, pian piano, l’arte non è stata più uno strumento accessorio, ma una necessità. Devo ammettere che per quello che è la mia percezione e la mia sensibilità, la pittura si ferma con Picasso. In tutto ciò che è venuto dopo non ho ritrovato quella profondità o quell’intensità che mi emoziona. Come avrà sicuramente osservato chi segue il mio profilo Instagram, ovunque io vada cerco di visitare una galleria, una pinacoteca o un museo. Oltre che dalle opere in sé, sono molto attratto dai luoghi dell’arte, dalla “casa” che accoglie l’arte.

In questo periodo Vincent Van Gogh è stato riscoperto sia dal mondo del cinema che del teatro, risultando un artista contorto, complesso, ma capace di trasmettere importanti spunti di riflessione. Cosa pensi lo renda sempre così attuale?

Personalmente ritengo che sia colui che ha rivoluzionato la pittura. Da quel momento i colori e le punteggiature sono diventate “Van Gogh”. Di lui, forse per la prima volta nella storia dell’arte, sappiamo vita, morte e miracoli, attraverso le lettere, i racconti di chi lo ha ospitato, ecc. La sua contemporaneità è data dall’immediatezza con cui esprime la sua arte.

Oggi tutto diventa serie tv. Le grandi piattaforme trasformano qualsiasi vicenda in episodi a puntate e lo distribuiscono sui loro canali. Riesci ad immaginarne una su Van Gogh?

Magari me la proponessero! Penso sarebbe un omaggio importante ed affascinante, visto e considerando anche i grandi personaggi che ha incrociato nella sua vita, come Gaugin, Signac, ecc…

Del testo di Stefano Massini, qual è il messaggio che più ti ha colpito e che più ti preme trasmettere al pubblico. Quello che vorresti che lo spettatore che facesse suo.

Il teatro trasmette solitamente messaggi assoluti. In questo caso direi l’ingiustizia. L’ingiustizia rispetto al fatto che una determinata arte, totalmente priva di interesse e di forza, fosse considerata più importante di quella di Van Gogh. O quella di essere rinchiuso in un ospedale dove le ingiustizie nei confronti dei pazienti fossero all’ordine del giorno. L’ingiustizia di non essere capiti, che è poi il messaggio che viene urlato da questo testo. Nessuno riusciva a capirlo. Nessuno comprendeva Van Gogh. E non intendo il non essere capiti nella nostra fragilità, ma il non essere capiti in qualcosa che è determinato da qualcosa o qualcun altro, che è poi il ribadire la grande affermazione dell’uomo.


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Valeria Bollini, 27/11/19; pubblicato via Personaggi UnfoldingROMA.com






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MessaggioInviato: Mer Nov 27, 2019 21:03    Oggetto: PREZIOSI\VAN GOGH al Teatro VASCELLO di ROMA 2019 intervista Rispondi citando


ha scritto:




Alessandro Preziosi racconta Vincent Van Gogh

in uno spettacolo al Teatro Vascello di Roma in

scena fino al 1° dicembre 2019. L'INTERVISTA.





L’attore napoletano porta il “mistero Van Gogh” attraverso la sinestesia dell’ “odore assordante del bianco” che accosta olfatto, udito e vista. È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire dalle austere mura del manicomio di Saint Paul de Manson. La sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare… Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, lo spettacolo è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica. Il serrato dialogo tra Van Gogh e suo fratello Theo, propone un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista e ne rivela gli aspetti più reconditi.

Rispetto ai tuoi personaggi precedenti, nella maggior parte letterari, cosa c’è di diverso nell’interpretare Vincent Van Gogh?

La contemporaneità. Chiaro che esiste una letteratura europea contemporanea soprattutto di teatro. Noi abbiamo scelto un testo di Stefano Massini proprio per poter modificare passo, registro e codice. La differenza è enorme nella misura in cui tutta l’impostazione cambia, ovvero dall’allestimento alla recitazione. Soprattutto non hai più il paracadute della letteratura o di una storia che si conosce già. Invece parlare di Van Gogh, parlare di una persona che è riconosciuta nella sua forza, anche fragile, la sua forza indolore e la sua forza di disperazione, per me, ha lo scopo, in questo spettacolo, di approfondire questo argomento e far capire che la fragilità è una forza nella misura in cui fa parte dell’essere umano e quindi la sua accettazione ne rappresenta una grande forza.”

Siamo nell’epoca delle serie tv; perché non ne trae una da questo spettacolo?

[ride] “Ma speriamo che me la propongano! Possiamo fare che le prime tre puntate le interpreto io e le altre tre, invece, Willem Dafoe (recentemente è uscito un film dove interpreta Vincent Van Gogh, ndr). Poi fanno fare a Roberto Herlitzka l’ultima parte e sarebbe un’ottima idea. Credo che sarebbe un omaggio importante e, secondo me, molto affascinante.”

In questo testo teatrale è presente un messaggio che vuole far arrivare al pubblico?

L’ingiustizia rispetto al fatto che una determinata arte totalmente priva di interesse fosse più importante di quella di Van Gogh, o il fatto di essere recluso in un ospedale dove le prepotenze nei confronti del paziente erano all’ordine del giorno. L’ingiustizia di non essere capito. Credo che la cosa più importante che questo testo ribadisce con grande forza è il fatto che nessuno riuscisse a comprenderlo.”

Dal 26 novembre al 1° dicembre 2019
Per tutte le altre informazioni consultare il sito del Teatro Vascello.




di Francesco Bettanin, 27/11/19 - via METROPOLITANmagazine.it







VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco

produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

dal 26/11 al 1° dicembre A ROMA, Teatro VASCELLO








con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

c'è anche il Desk dell'Associazione ADRICESTA Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà




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genziana



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MessaggioInviato: Ven Nov 29, 2019 01:53    Oggetto: L'ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO 2019 - Teatro VASCELLO di ROMA Rispondi citando



ha scritto:




VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi

dal 26/11 al 1° dicembre A ROMA, Teatro VASCELLO




ha scritto:





produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

_ in collaborazione con il FESTIVAL di SPOLETO 60 _

Prima nazionale: giugno 2017, Napoli Teatro Festival




ha scritto:



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MessaggioInviato: Ven Nov 29, 2019 18:45    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a ROMA Teatro VASCELLO dal 26/11 al 1/12/19 Rispondi citando



ha scritto:





dal 26/11 al 1° dicembre A ROMA, Teatro VASCELLO


VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI, la regia è di Alessandro Maggi




























        PERSONAGGI E INTERPRETI


        Vincent Van Gogh: Alessandro Preziosi

        Dottor Peyron: Francesco Biscione

        Theo Van Gogh: Massimo Nicolini
        Dottor Vernon-Lazàre: Roberto Manzi

        infermiere Gustave: Leonardo Sbragia
        infermiere Roland: Antonio Bandiera



        voce di Vincent bambino: Davide Piccirillo





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