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'LA MASSERIA DELLE ALLODOLE' libro e film, la Storia
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Autore Messaggio
PattyRose



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MessaggioInviato: Gio Mag 18, 2006 15:43    Oggetto: Re: LA MASSERIA... Rispondi citando


mony64 ha scritto:
Bel pezzo postato Pattyrose, grazie.
Mi ha fatto venire voglia di leggere il libro...
Andrò a comprarlo.
Un saluto

Monica



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Doni



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MessaggioInviato: Gio Mag 18, 2006 19:27    Oggetto: Rispondi citando


Ho terminato...il libro è ..da leggere!!!!!!!
buona serata a tutte
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Dumami



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MessaggioInviato: Gio Mag 18, 2006 22:15    Oggetto: Rispondi citando


da Cinecittà.com 16.05.2006

PRODUZIONE
11:20 - Preziosi sul set internazionale dei Taviani
Dalla fiction tv, passando per il musical teatrale, per arrivare al grande cinema. E' la carriera di Alessandro Preziosi, che fino a fine maggio è impegnato sul set blindatissimo di La masseria delle allodole, il film dei fratelli Taviani sul genocidio armeno del 1915-16. "Si tratta di un set multinazionale, in cui sono l'unico italiano in una babele di lingue, fra molti bravi attori - ha detto Preziosi al 'Corriere della Sera' - ma anche di un set top-secret, dove tutti sono molto guardinghi per la delicatezza dell'interpretazione, della politica, del tema". Il tema è in effetti delicato e tocca nervi ancora scoperti; tra l'altro la produzione del film mette insieme Inghilterra, Francia, Spagna, Italia, Bulgaria e beneficia del contributo di Eurimages, in cui è coinvolta anche la Turchia, proprio il paese che potrebbe sentirsi attaccato dalle tesi della pellicola, tratta dal romanzo di Antonia Aslan. "Chi conosce il nostro cinema - hanno spiegato i registi - sa che non facciamo opere preconcette, di parte o razziste, ma raccontiamo soprattutto l'umanità dei personaggi, evitando di dare giudizi generici sulla Storia e cercando di comprendere tutte le posizioni". Ne La masseria delle allodole Alessandro Preziosi sarà un soldato turco, con un padre militare, "che condivide di pancia i valori del Paese, ma incontra una ragazza armena, Paz Vega, e se ne innamora". Dopo questo set, Preziosi affronterà quello dei Viceré, il nuovo film di Roberto Faenza.


[di Mi. Gre.]
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Dumami



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MessaggioInviato: Gio Mag 18, 2006 22:28    Oggetto: Rispondi citando


La masseria delle allodole raccontata in un film dei Taviani. E l'equilibrio internazionale che trema.
di Matteo Pegoraro


Il governo di Ankara preme le case di distribuzione italiane perché non producano il nuovo film dei fratelli Taviani sul genocidio armeno

Non è ancora uscita nelle sale cinematografiche e già la nuova pellicola dei fratelli Paolo e Vittorio Taviani ha fatto tremare l'intera Turchia, e con essa l'equilibrio internazionale degli ultimi tempi. Il film, ispirato al romanzo pluripremiato La masseria delle allodole (Rizzoli, 2004) di Antonia Arslan, ripercorre la tragedia dell'olocausto armeno cui i turchi diedero inizio alla fine del 1914 proprio sulle colline dell'Anatolia ottomana dove sorgeva la casa di famiglia della scrittrice.

Nonostante le disposizioni richieste dalla Commissione europea e necessarie per l'entrata della stessa Turchia nell'Unione, il governo di Ankara non ha ancora rotto il silenzio sullo sterminio di circa un milione e mezzo di armeni e ha già fatto diversi tentativi per censurare il film, prima ancora che venga distribuito.

Ispirata ai ricordi familiari dell'autrice, la trasposizione cinematografica del best-seller - che solo in Italia ha registrato vendite pari a oltre sessantamila copie - rivive la tragedia di un popolo «mite e fantasticante», quello armeno, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità ormai perdute. La masseria delle allodole è la dimora, sulle colline dell'Anatolia, dove, nel maggio del 1915, all'inizio dello sterminio del popolo armeno da parte dei turchi, vennero trucidati i maschi della famiglia - adulti e bambini - e dove cominciò l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo all'odore di morte e disperazione, queste donne impavide, spinte da un'inesauribile voglia di vivere, riuscirono a tenere accesa la fiamma della speranza. E da Aleppo tre bambine e un «maschietto vestito da donna» salperanno per l'Italia.

Una storia cruda, terribile nella verità che racconta e struggente nell'amore per la terra perduta. «In Turchia il negazionismo - spiega Atonia Arslan - è un fondamento dello Stato. Mustafà Kemal fu uno statista capace e non ebbe responsabilità nelle stragi, però edificò la Turchia moderna sopra alcuni tabù. Soprattutto sulle pulizie etniche seguite al crollo dell'impero ottomano: gli armeni e gli assiri furono massacrati, i greci deportati, i curdi assimilati a forza».

La Turchia, è chiaro, non vuole fare i conti con il proprio passato.

A Istanbul restano solo sessantamila armeni. Nell'interno della sconfinata penisola anatolica si incontra un solo villaggio, al confine con la Siria, abitato da circa trecento persone. Forse anche una vetrina per Ankara. Tutto il resto dell'Armenia storica è stato "curdizzato" o "turchizzato". Ma il regime turco non vuole concedere, nemmeno a distanza di novant'anni, una memoria comune al popolo curdo.

Il governo del primo ministro Recep Tayip Erdogan ha manifestato la sua irritazione con le autorità italiane per la prossima realizzazione del film.

Secondo il quotidiano turco The New Anatolian , Euroimages del Consiglio d'Europa ha deciso di finanziare il film con seicentomila euro. La decisione è stata presa - sempre secondo il giornale - durante una riunione dei trentadue Ministri della Cultura del Consiglio d'Europa, con l'opposizione del solo ministro turco e l'astensione di quello macedone. Il fatto poi che anche la RAI avrebbe deciso di finanziare il film avrebbe creato una tensione diplomatica in particolare tra Ankara e Roma. L'articolo finisce con queste parole: « Meanwhile, it was learned that italian premier Silvio Berlusconi intervened with a letter sent to the Taviani brothers, in which he urged them to tone the film down ». L'ex premier Silvio Berlusconi avrebbe dunque scritto una lettera ai registi Paolo e Vittorio Taviani chiedendo loro di non urtare la suscettibilità dei turchi con il film che stanno per girare, e di mantenere i toni della storia più delicati possibile. The New Anatolian lascia intendere che la lettera del Cavaliere sarebbe una risposta a passi diplomatici intrapresi di recente sia verso l'Italia, sia verso altri Paesi europei, annunciati nei giorni scorsi dal ministro degli esteri turco, Abdullah Gul.

Fonti diplomatiche indicano tuttavia al giornale Zaman che i tentativi della Turchia di incidere sulla produzione fino a questo momento si sarebbero rivelati vani. I registi sarebbero stati contattati dal ministero degli Esteri turco ma avrebbero rifiutato di chiarire il contenuto della pellicola .

Sul genocidio del popolo armeno sono stati prodotti solo tre film: Ararat (2002), diretto da Atom Egoyan; Quella strada chiamata paradiso (1992), di Henri Verneuil; Mayrig (1991), anch'essa di Verneuil, con Omar Sharif e Claudia Cardinale. Sia Egoyan che Verneuil sono di origini armene: il primo cresciuto in Canada e il secondo in Francia. Ararat non è ancora passato in televisione e le due pellicole di Verneuil sono state trasmesse poche volte e in orari non certo da prima serata.

La fattoria delle allodole
Tratto dal romanzo La masseria delle allodole di Atonia Arslan

Regia di Paolo e Vittorio Taviani
Sceneggiatura di Paolo e Vittorio Taviani
Produttore: Grazia Volpi e Claudio Grassetti
Produzione: Ager 3
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Finanziamento pubblico: con il contributo del MiBAC
Distributore: 01 DISTRIBUTION




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sissi



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 00:16    Oggetto: Rispondi citando


vado a comprarlo.....poi ti dico, doni Wink
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genziana



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 09:38    Oggetto: CHARLES AZNAVOUR ERA DI ORIGINI ARMENE... Rispondi citando



Cultura e Scienza ha scritto:



AZNAVOUR RACCONTA
IL MASSACRO DEGLI ARMENI



IL CANTANTE FRANCO-ARMENO HA INAUGURATO LA MILANESIANA LEGGENDO BRANI DELLA SUA AUTOBIOGRAFIA


MILANO - È sorprendente come la memoria riesca ad essere selettiva, come sia facile dimenticare la barbarie, obliare l'omicidio. Ci sono popoli, su questa terra, che respirano solo nella storia. Ieri sera, la Milanesiana 2004, al teatro Dal Verme, si è aperta con Charles Aznavour che leggeva brani dalla sua autobiografia, "I giorni prima". Con lui, Sergio Romano e Ferruccio De Bortoli, che hanno ricordato il genocidio degli armeni, una pagina di storia sbiadita. Per spingere il suo stato maggiore all'Olocausto, Hitler, prima dell'invasione della Polonia, durante una riunione all'Obersalzberg, aveva suggerito: «Chi, dopotutto, parla oggi dell'annientamento degli armeni?». Gela il sangue a dirlo, ma Hitler aveva ragione. Sono in pochissimi a ricordare che dal 1915 al 1917 l'impero ottomano fece violentare, uccidere e massacrare un milione e cinquecento mila armeni. La storia andò nel più classico e terribile dei modi. Nel 1914 l'impero ottomano entra in guerra a fianco dell'Austria e della Germania. Gli armeni, che vivevano sia nelle regioni del Caucaso sia in quelle dell'impero ottomano,si trovano a combattere su due fronti. Nell'inverno del 1914 e del 1915, l'esercito turco, che era avanzato nel Caucaso,subisce una durissima sconfitta a Sarkamis e la colpa viene attribuita agli armeni, accusati di tradimento e di complotto. Il 25 febbraio del 1915, lo stato maggiore ottomano ordina di disarmare tutti i soldati. Nella notte del 24 aprile 1915 vengono arrestati gli armeni di Costantinopoli; il massacro era alle porte, e i Paesi occidentali lo sapevano. Il 27 maggio 1915 è approvata una legge che autorizza la deportazione dei cittadini che i comandanti dell'esercito ritengono colpevoli di tradimento e di spionaggio. "Tradimento" e "spionaggio": parole buone per mettere alla sbarra qualsiasi nemico, per inventarsi una qualsiasi cospirazione, e sacrificare alla sicurezza e all'unità dello Stato,migliaia e migliaia di vite umane, polverizzate con una parola. "Traditore". "Spia". "Armeno". Una dichiarazione del ministro dell'interno Talaat: «Era stato comunicato precedentemente che il Governo, per ordine della Jemiet,aveva deciso di distruggere completamente tutti gli armeni viventi in Turchia. Coloro che si oppongono a questo ordine e decisione non possono rimanere nello staff ufficiale dell'Impero. Una fine deve essere messa alle loro esistenze, per quanto criminali possano essere le misure prese, senza nessun riguardo sia al sesso che all'età, che a scrupoli di coscienza» (15 settembre 1915). Fu così, proprio mentre la prima guerra mondiale seppelliva cent'anni di pace in Europa, che si aprì quella voragine buia che è il ventesimo secolo. Nel segno del genocidio degli armeni: prova generale di un ingranaggio di malvagità del tutto spersonalizzato, capace di fagocitare una "razza" o una "classe" di ospiti indesiderati senza ragione alcuna, senza alcun torto, basta un'appartenenza. Questo il marchio del totalitarismo. Quando non venivano massacrati sul posto, gli armeni finivano in colonie di deportati che dovevano camminare verso il deserto di Deir er Zor, in Siria; marciavano fino alla morte, strangolati dal cammino, presi per consunzione d'ogni energia.

Di Alberto Mingardi
23 giugno 2004



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A GIUDIZIO LO SCRITTORE ORHAN PAMUK, REO DI AVERE DETTO IN UN ' INTERVISTA CHE DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE I TURCHI STERMINARONO UN MILIONE DI ARMENI. ANKARA NON LO HA MAI RICONOSCIUTO

Denunciò il genocidio degli armeni, rischia tre anni di galera

ISTANBUL Lo scrittore turco Orhan Pamuk dovrà rispondere in tribunale delle sue dichiarazioni sul genocidio degli armeni, la cui esistenza è negata dalle autorità di Ankara. La procura distrettuale di Sisli, a Istanbul, ha chiesto tre anni di reclusione nei suoi confronti. In un'intervista pubblicata lo scorso 6 febbraio nel supplemento del giornale svizzero Tages- Anzeiger, Pamuk - autore nel 1993 de " La casa del silenzio" - aveva dichiarato che in Turchia furono uccisi 30mila curdi e un milione di armeni durante la prima guerra mondiale. Aveva aggiunto che nessuno, a parte lui, osa parlarne. Secondo la procura pubblica di Sisli, lo scrittore si è così reso colpevole di oltraggio alla nazione. Un reato che, ai termini del codice penale turco, è punibile con una pena fra i sei mesi e i tre anni di carcere. Ankara sostiene che nelle deportazioni e nei massacri tra il 1915 e il 1917 in Anatolia, sotto l'Impero ottomano, morirono effettivamente diverse centinaia di migliaia di armeni, ma che ciò non fu il risultato di una volontà di sterminare un popolo, bensì di una tragedia di guerra. Per la Turchia, la repressione contro gli armeni fu la risposta ottomana all'alleanza che parte di essi strinsero con il nemico russo durante la Prima Guerra mondiale. Secondo gli armeni, in quei due anni vi furono 1,3 milioni di vittime e quello fu l'atto finale di una repressione in realtà cominciata alla fine dell'Ottocento, quando la minoranza cristiana che guardava all'Occidente iniziò a rivoltarsi al giogo ottomano, che durava dal XVI secolo. Il genocidio armeno fu riconosciuto, il 29 agosto 1985, dalla sottocommissione dei diritti umani dell'Onu, poi, il 18 giugno 1987, dal Parlamento europeo. Il medesimo passo fu compiuto nel gennaio 2001 dalla Francia, dove vive la comunità armena più numerosa ( 350.000 persone), dalla Svizzera nel dicembre 2003, dal Belgio nel 1998 e dalla Grecia due anni fa. In Russia, la Duma ha condannato il genocidio nel 1994.

Pagina 4 - 1 settembre 2005




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very90



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 13:13    Oggetto: Rispondi citando


Very Happy Very Happy
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ALE E IL TEATRO LE MIE DUE OSSESIONI NELLA VITA!!!!!!!!!!
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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 15:32    Oggetto: Rispondi citando


sissi ha scritto:
vado a comprarlo.....poi ti dico, doni Wink



Cara Sissi ti commuoverà Exclamation Exclamation
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PattyRose



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 16:03    Oggetto: Rispondi citando


LE TAPPE DELLO STERMINIO:

1) Eliminazione del cervello della nazione.

Il 24 Aprile 1915 vengono arrestati gli esponenti dell'élite culturale armena.
Tra questi c'è anche Krikor Zohrab, deputato del parlamento, che pensava di essere amico di Talaat.
Questi intellettuali saranno deportati all'interno dell'Anatolia e massacrati. Ci vorranno cinquant'anni per ricostruire una classe pensante.

2) Eliminazione della forza.

Gli Armeni dai 18 ai 60 anni vengono chiamati alle armi a causa della guerra in atto. Questi, da bravi cittadini, si arruolano.
Un decreto stabilisce il disarmo di tutti i militari armeni, che vengono costituiti in battaglioni del genio.
A gruppi di 100 verranno isolati e massacrati. Di 350.000 soldati armeni nessuno si salverà.

3) E' il turno di donne vecchi e bambini.

I medici Nazim e Behaeddin Chackir sguinzagliano la loro organizzazione segreta.
Nei luoghi vicino al mare si procede all'annegamento noyades.
Lo sterminio diretto viene applicato anche nelle zone in cui incombeva l'avanzata russa per il timore che alcuni si potessero salvare.

Deportazioni (tehcir ve taktil = deportazione e massacro) - In primo luogo vengono eliminati i pochi uomini validi rimasti. Il capo della gendarmeria locale dà ordine ai maschi armeni di presentarsi al Comune, appena arrivati vengono imprigionati ed eliminati fuori dal villaggio.
Si incomincia la deportazione con la scusa dello spostamento da zona di operazioni belliche; il console tedesco di Erzurum, Scheubner-Richter non esclude che i deportati venivano uccisi durante la marcia (Es ist nicht ausgeschlossen dass sie unterwegs ermordet werden = Non si nega che sono assassinati strada facendo).
L'editto di trasferimento dovrebbe essere comunicato con cinque giorni d'anticipo, ma si dà molto meno tempo per non offrire la possibilità di prepararsi.

Fuori dal villaggio intanto aspettano curdi e turchi per impadronirsi della abitazioni. Con una legge del 10.6.1915 e altre che seguono, i beni della persone deportate vengono dichiarati "beni abbandonati" ("emvali metruke") quindi soggetti a confisca e riallocazione.
Allontanatisi i convogli, questi sono privati dei carri (bisogna camminare) si possono così facilmente eliminare le persone per fatica, senza dover usare proiettili.

Le donne hanno una possibilità di salvezza, o convertendosi all'Islam o sposando un turco ed affidando i propri figli allo Stato.
Durante il viaggio questi convogli vengono attaccati e depredati, anche con l'aiuto dei militari di scorta, come afferma il colonnello Stang. "Unter Duldung der militärischen Begleitung, sogar mit deren Mithife", "mit Hilfe von Amgehörigen des Heeres" Il bottino viene spartito tra Stato ed esecutori materiali.

Dopo lunghe marce, durante le quali gli attacchi dei tchété (30.000 assassini fatti uscire di galera ed incorporati nell'organizzazione segreta) e dei curdi Hamidiés, la fame, la sete e gli stenti decimano i convogli, si giunge ai campi di sterminio della Siria che non presentano reticolati: c'è il deserto.

Nel luglio del 1916 Talaat dà l'ordine di eliminare i superstiti. Questi vengono costipati in caverne e cosparsi di petrolio, poi viene dato loro fuoco.
In tutta l'Armenia si può assistere al macabro spettacolo di corpi straziati e lasciati insepolti. In un rapporto del 1917 il medico militare tedesco, Stoffels, rivolgendosi al console austriaco dice di aver visto, nel 1915 durante il suo viaggio verso Mosul, un gran numero di località, precedentemente armene, nelle cui chiese e case giacevano corpi di donne e bambini bruciati e decomposti ("in einer grossen Anzahl früher armenischer Ortschaften in Kirchen und Häusern verkohlte und verweste Frauen-und Kinderleichen gesehen habe").

I corpi delle vittime non troveranno mai cristiana sepoltura.


IN TUTTO QUESTO IO MI CHIEDO: CHE COSA SCATTA NELLA MENTE UMANA PER PROGRAMMARE UN PIANO DI MORTE CON TANTA LUCIDITA' Question Question Question Question Question PROBABILMENTE NON CI SARA' MAI UNA RISPOSTA... PERCHE' LA RISPOSTA E' NELLA MENTE... POSSEDUTA DAL MALE... DI CHI LO PROGRAMMA....E DI QUANTI COLLABORANO NEL REALIZZARLO.....E' SEMPRE COSI'....

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Doni



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 16:31    Oggetto: Rispondi citando


PATTY ROSE HA SCRITTO

IN TUTTO QUESTO IO MI CHIEDO: CHE COSA SCATTA NELLA MENTE UMANA PER PROGRAMMARE UN PIANO DI MORTE CON TANTA LUCIDITA' PROBABILMENTE NON CI SARA' MAI UNA RISPOSTA... PERCHE' LA RISPOSTA E' NELLA MENTE... POSSEDUTA DAL MALE... DI CHI LO PROGRAMMA....E DI QUANTI COLLABORANO NEL REALIZZARLO.....E' SEMPRE COSI'....


PURTROPPO SI!!!
ANCHE SE SONO CONVINTA CHE IL BENE VINCA SEMPRE IL MALE.
A VOLTE MI CHIEDO COSA DOVEVAMO O DOBBIAMO PAGARE PER SUBIRE, VEDERE O SENTIRE TUTTO QUESTO Question Question NON TROVO RISPOSTA!!!

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Rossana



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 17:48    Oggetto: Rispondi citando


DAVANTI A CERTE TRAGEDIE FORSE NON RIMANE CHE IL SILENZIO...ANCHE SE UN SENSO CI DEV'ESSERE SENZ'ALTRO.
CREDO COMUNQUE, CARA DONI, CHE NON SIA GIUSTO PENSARE CHE DOVEVAMO PAGARE QUALCOSA O SUBIRE: DIO, IN QUANTO AUTORE DELLA VITA, NON E' ARTEFICE DI VENDETTE O CHE SO' ALTRO...
PROBABILMENTE ANCHE QUESTO E' FRUTTO DELLA NOSTRA LIBERTA' DI ESSERE UMANI, CHE SANNO CREARE E FARE TANTISSIME MERAVIGLIE, MA OPERARE ANCHE TANTO MALE, E CHISSA' MAGARI ANCHE SENZA RENDERSENE CONTO.
MA OVVIAMENTE LA MIA NON VUOLE ESSERE UNA GIUSTIFICAZIONE A CERTI ORRORI...
IO HO INIZIATO PROPRIO IERI A LEGGERE IL LIBRO, MA SINCERAMENTE - SARA' CHE AVEVO PARTICOLARMENTE SONNO E LA MIA MENTE NN ERA MOLTO LUCIDA...- HO UN PO' DI CONFUSIONE SU ALCUNI PERSONAGGI... Confused Shocked Confused
SOLO NN VORREI ROVINARE A QUALCUNA LA SUSPENCE SE ANCORA NN L'HA INIZIATO A LEGGERE: CHI L'HA GIA' FINITO, INVECE, PUO' RISPONDERMI QUI, CHE POI LE MANDO UN MP DI CHIARIMENTO?
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Danielita



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 19:54    Oggetto: Rispondi citando


Piccolo consiglio per chi si accinge alla lettura di questo libro.

Premetto che alcune pagine sono state per me abbastanza crude, ma nel complesso posso dire che è un libro che invoglia a proseguire la lettura. In me ha provocato una grande partecipazione emotiva. non è un libro che lascia indifferenti. Io non conoscevo la storia del genocidio degli armeni, ma non ho avuto difficoltà a capirla perchè l'autrice spiega tutto in modo molto semplice.
All'inizio ho trovato difficile orientarmi tra tanti nomi armeni. Sono nomi che non hanno nessuna somiglianza con i nostri nomi occidentali...e poi sono tanti perchè la famiglia è numerosa. Io ho aggirato l'ostacolo creandomi una specie di albero genealogico. Ma vi assicuro che dopo le prime pagine non l'ho quasi più consultato.
Buona lettura!!!!
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Doni



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 20:06    Oggetto: Rispondi citando


Rossana ha scritto:
DAVANTI A CERTE TRAGEDIE FORSE NON RIMANE CHE IL SILENZIO...ANCHE SE UN SENSO CI DEV'ESSERE SENZ'ALTRO.
CREDO COMUNQUE, CARA DONI, CHE NON SIA GIUSTO PENSARE CHE DOVEVAMO PAGARE QUALCOSA O SUBIRE: DIO, IN QUANTO AUTORE DELLA VITA, NON E' ARTEFICE DI VENDETTE O CHE SO' ALTRO...
PROBABILMENTE ANCHE QUESTO E' FRUTTO DELLA NOSTRA LIBERTA' DI ESSERE UMANI, CHE SANNO CREARE E FARE TANTISSIME MERAVIGLIE, MA OPERARE ANCHE TANTO MALE, E CHISSA' MAGARI ANCHE SENZA RENDERSENE CONTO.
MA OVVIAMENTE LA MIA NON VUOLE ESSERE UNA GIUSTIFICAZIONE A CERTI ORRORI...
IO HO INIZIATO PROPRIO IERI A LEGGERE IL LIBRO, MA SINCERAMENTE - SARA' CHE AVEVO PARTICOLARMENTE SONNO E LA MIA MENTE NN ERA MOLTO LUCIDA...- HO UN PO' DI CONFUSIONE SU ALCUNI PERSONAGGI... Confused Shocked Confused
SOLO NN VORREI ROVINARE A QUALCUNA LA SUSPENCE SE ANCORA NN L'HA INIZIATO A LEGGERE: CHI L'HA GIA' FINITO, INVECE, PUO' RISPONDERMI QUI, CHE POI LE MANDO UN MP DI CHIARIMENTO?
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CARA ROSSANA.. PREMETTO CHE NON VOGLIO FARE POLEMICA E FORSE HO SCRITTO DI GETTO. RICONOSCO IL LIBERO ARBITRIO E SOPRATUTTO CHE.. DIO E' AMORE.. MA UMANAMENTE ALCUNE VOLTE GLI HO CHIESTO SE SI FOSSE GIRATO DALL'ALTRA PARTE.

PER QUANTO RIGUARDA IL LIBRO CONDIVIDO QUANTO SCRITTO DA DANIELITA!!!

UN ABBRACCIO
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Lory1984



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2006 21:12    Oggetto: Rispondi citando


il libro è molto intenso e coinvolgente però sono perfettamente d'accordo con Danielita.

"IN TUTTO QUESTO IO MI CHIEDO: CHE COSA SCATTA NELLA MENTE UMANA PER PROGRAMMARE UN PIANO DI MORTE CON TANTA LUCIDITA' PROBABILMENTE NON CI SARA' MAI UNA RISPOSTA... PERCHE' LA RISPOSTA E' NELLA MENTE... POSSEDUTA DAL MALE... DI CHI LO PROGRAMMA....E DI QUANTI COLLABORANO NEL REALIZZARLO.....E' SEMPRE COSI'.... "

per quanto riguarda questo concetto espresso da Patty ecco la mia risposta: Penso che secondo me non puoi entare nella mente di queste persone infatti nella storia i genocidi di intere razze ed etnie la cosidetta "Pulizia Etnica" si ripete nel tempo e purtroppo la ritroviamo nelle varie epoche del Passato ee è un problema molto attuale visto ciò che succede in alcune parti del nostro Pianeta... tutto ciò e inamissibile e a volte non riesco a spiegarmi pechè certi errori e tragici avvenimenti si ripetono nel corso dei secoli ... ma prurtroppo finchè ci sarà l'odio sarà così sarrebe meraviglioso un mondo senza odio, Guerre, e stermini raziali .. chissà se un giorno questo mio dediserio si potrà realizzare e diventare una splendida realtà...

io la penso così...


Lory
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Rossana



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MessaggioInviato: Sab Mag 20, 2006 08:04    Oggetto: Rispondi citando


Doni ha scritto:
Rossana ha scritto:
DAVANTI A CERTE TRAGEDIE FORSE NON RIMANE CHE IL SILENZIO...ANCHE SE UN SENSO CI DEV'ESSERE SENZ'ALTRO.
CREDO COMUNQUE, CARA DONI, CHE NON SIA GIUSTO PENSARE CHE DOVEVAMO PAGARE QUALCOSA O SUBIRE: DIO, IN QUANTO AUTORE DELLA VITA, NON E' ARTEFICE DI VENDETTE O CHE SO' ALTRO...
PROBABILMENTE ANCHE QUESTO E' FRUTTO DELLA NOSTRA LIBERTA' DI ESSERE UMANI, CHE SANNO CREARE E FARE TANTISSIME MERAVIGLIE, MA OPERARE ANCHE TANTO MALE, E CHISSA' MAGARI ANCHE SENZA RENDERSENE CONTO.
MA OVVIAMENTE LA MIA NON VUOLE ESSERE UNA GIUSTIFICAZIONE A CERTI ORRORI...
IO HO INIZIATO PROPRIO IERI A LEGGERE IL LIBRO, MA SINCERAMENTE - SARA' CHE AVEVO PARTICOLARMENTE SONNO E LA MIA MENTE NN ERA MOLTO LUCIDA...- HO UN PO' DI CONFUSIONE SU ALCUNI PERSONAGGI... Confused Shocked Confused
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CARA ROSSANA.. PREMETTO CHE NON VOGLIO FARE POLEMICA E FORSE HO SCRITTO DI GETTO. RICONOSCO IL LIBERO ARBITRIO E SOPRATUTTO CHE.. DIO E' AMORE.. MA UMANAMENTE ALCUNE VOLTE GLI HO CHIESTO SE SI FOSSE GIRATO DALL'ALTRA PARTE.

PER QUANTO RIGUARDA IL LIBRO CONDIVIDO QUANTO SCRITTO DA DANIELITA!!!

UN ABBRACCIO



E PERCHE' POLEMICA? STIAMO CONDIVIDENDO DEI PENSIERI ED IO NN TI HO GIUDICATO X NULLA, FIGURATI....
SAPESSI QUANTI PENSIERI PASSANO ANCHE X LA MIA TESTA, MA IL SIGNORE CI CONOSCE BENE...
CREDIO CHE SEGUIRO' IL CONSIGLIO DI DANIELITA, IN FONDO C'AVEVO PENSATO, SAI? Wink
BACI A TUTTE

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