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DIARIO DEL COMMISSARIO DE LUCA
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Autore Messaggio
Annalaura93



Registrato: 16/03/06 17:21
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MessaggioInviato: Gio Dic 14, 2006 20:32    Oggetto: Rispondi citando


grazie carissima carla!!!!!!!!!!forza ragazze!alessandro in bocca al lupone,forza ale!!!!!!un bacione e miglioriamoci
annalaura Very Happy Wink
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Rossana



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MessaggioInviato: Ven Dic 15, 2006 12:30    Oggetto: Rispondi citando


IN BOCCA AL LUPO AL NOSTRO CAPITANO X QUESTO NUOVO LAVORO! Smile
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*lisicris*



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Residenza: Gaeta (LT)

MessaggioInviato: Sab Dic 16, 2006 18:45    Oggetto: Rispondi citando


Ecco altre informazioni sul nostro "Commissario De Luca":

Presto arriva in tv il personaggio tratto dai romanzi di Carlo Lucarelli
1945, il commissario De Luca alle prese col crimine
Roma. Lo scrittore Andrea Camilleri ha creato il commissario Montalbano, diventato poi, nel volto di Luca Zingaretti, un idolo del piccolo schermo. Sulla scia di quel successo anche l'autore di gialli Carlo Lucarelli presterà una sua creatura, il commissario De Luca, al tubo catodico per tre tv movie tratti dai romanzi "Carta bianca", "L'estate torbida" e "Via delle Oche". "De Luca è un commissario di polizia che opera dopo la seconda guerra mondiale - spiega l'autore - ma in realtà si nasconde in una questura perché è compromesso con il vecchio regime, dunque è ricattabile, privo di potere, ma anche con un forte senso del dovere".
Il romanzo "Carta bianca" è ambientato nel 1945, durante gli ultimi giorni di Salò: in quegli anni De Luca lascia la polizia politica e si trova ad indagare su un omicidio compiuto nei quartieri alti, in grado di svelare intrighi e segreti dei gerarchi. Ne "L'estate torbida" il commissario è in fuga, fin quando non viene riconosciuto e costretto a lavorare su una strage dal movente delicato. Mentre in "Via delle Oche" De Luca torna a Bologna e unisce i fili di tanti delitti che sembrano non essere collegati fra di loro.
Ma quanto c'è di Montalbano in de Luca e quanto potrà servire l'esperienza di Montalbano per il commissario De Luca fresco di televisione? "Sicuramente sono due personaggi italiani e vengono tutti e due dalla tradizione del giallo italiano, ma per il resto non hanno niente in comune", tronca Lucarelli.
Libero da francobolli politici o revisionisti, come le fiction sulla regina Maria Josè e l'eroe Perlasca, De Luca attirerà lo spettatore solo per il suo fiuto. "Il commissario De Luca non ha niente a che fare con il revisionismo, non ha schieramento politico e poi non lo vedo come personaggio del tutto positivo. Non ha fatto una scelta quando avrebbe dovuto farla, è questo il problema che si porta dietro e che lo rende vulnerabile. E' certo comunque che metterebbe chiunque in galera se avesse commesso un crimine".
Come fu per Montalbano anche per il De Luca televisivo la difficoltà starà nel trovare un attore che lo dovrà incarnare, con i suoi vizi, il suo dialetto, il suo modo di agire e parlare. "Non ho in mente nessuno perché non ho mai descritto De Luca nei romanzi - sottolinea Lucarelli - So solo che ha tra i 35 e i 40 anni. Certo vorrei che fosse interpretato da un attore bravo come Zingaretti, non un nome che va di moda o una faccia troppo televisiva ".
Ma, al di là dei tre film-tv, nel futuro di Lucarelli c'è anche il cinema. "Sto scrivendo due sceneggiature per il cinema: "Laura di Rimini" tratta da un mio romanzo e "Diabolik" scritta a quattro mani con Giampiero Rigosi per una produzione francese. Poi - conclude lo scrittore - in estate probabilmente lavorerò ad un quarto romanzo con il commissario ancora protagonista "
Tiziana Leone (06/04/2002 "Il Secolo XIX")
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Annalaura93



Registrato: 16/03/06 17:21
Messaggi: 4384
Residenza: Foggia

MessaggioInviato: Sab Dic 16, 2006 21:08    Oggetto: Rispondi citando


in bocca al lupone alessandro sara' di sicuro un successone!!!!!!!!un bacione
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lucy



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Messaggi: 41

MessaggioInviato: Dom Dic 17, 2006 01:00    Oggetto: commissario de luca Rispondi citando


Non so se Lucarelli sia già a conoscenza dell'esistenza di questo forum, ma se lo fosse e lo frequentasse assiduamente per un pò, credo che rimarrebbe sorpreso (e sarebbe soddisfatto) dalle vostre capacità investigative.

Neppure io conosco il personaggio del commissario De Luca, mentre conosco Lucarelli per altre cose che ha scritto per cinema e tv. E' bravo e non deluderà le aspettative di chi non ha mai letto niente di lui.

Dalle notizie trovate in rete ho dedotto che si tratta di un personaggio sfaccettato e introverso, determinato e calato in un contesto storico complesso di sicuro interesse per un attore.

Staremo a vedere. Per il momento non resta che leggerlo un pò, non troppo però, per non rovinarci la sorpresa.

Un saluto a tutte e un in bocca al lupo all'attore.

lucy/letizia Smile


L'ultima modifica di lucy il Dom Dic 17, 2006 12:55, modificato 1 volta
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elisa_fabrizio



Registrato: 12/12/05 18:12
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MessaggioInviato: Dom Dic 17, 2006 09:15    Oggetto: Rispondi citando


Carlo Lucarelli, Carta bianca, Sellerio, 1996, 315 p. (La memoria)

IL ROMANZO

Carta Bianca è l'opera prima di Lucarelli. Unitamente a L'estate torbida e Via delle oche, fa parte di una trilogia in cui si narrano le vicende del commissario De Luca nel periodo compreso tra gli ultimi giorni della Repubblica di Salò e l'attentato di Togliatti.

In un clima in cui si respira tangibile l'imminente crollo del fascismo, il commissario De Luca, da poco trasferito alla questura dalla famigerata polizia politica fascista, si trova ad indagare sull'omicidio di un personaggio di primo piano del regime. L'inchiesta apre degli squarci sul mondo dei gerarchi, sui traffici finanziari e spionistici tra il regime e i nazisti, sulla corruzione di una classe dirigente dai giorni contati.

Il commissario De Luca scopre il colpevole, a conclusione di un tormentato percorso che sposta gradatamente il campo di indagine dal complotto politico al delitto passionale. Per far questo deve però resistere alle pressanti pressioni del potere, il Questore, che intende sfruttare l'omicidio per favorire la propia fazione a discapito dell'altra.

Il romanzo termina con la descrizione della convulsa fuga dei personaggi maggiormente coinvolti con il regime dall'ormai prossimo arrivo delle forze alleate.


LE PRIME RIGHE

La bomba esplose all’improvviso, con un fragore pazzesco, proprio quando il corteo funebre attraversava la strada. De Luca si gettò a terra, istintivamente, coprendosi la testa con le mani, mentre un pezzo di muro crollava sul marciapiede, coprendolo di polvere. Cominciarono tutti ad urlare. Un Sergente della GNR stese il mitra sopra di lui e sparò una raffica infinita che lo assordò facendo piovere una cascata di coppi rotti sulla strada.

"Bastardi!" gridava il sergente, " figli di puttana! ".

"Bastardi!" gridavano tutti, e sparavano, Guardia Nazionale, Brigate Nere, Decima Mas e Polizia, tutti tranne De Luca, a terra con la faccia nella polvere e le mani aperte sulla testa con le dita infilate tra i capelli. Rimase così un'eternità e solo quando tutti ebbero smesso di sparare e si sentirono soltanto i gemiti dei feriti, allora si alzò sulle ginocchia, spazzolandosi I'impermeabile con le mani e si rimise in piedi.

"Ce la pagheranno!" gli urlò sulla faccia un graduato, afferrandolo per i risvolti del soprabito, "rappresaglia! carta bianca!".

"Carta bianca, sì" disse De Luca liberandosi della stretta isterica che lo stava spogliando, "certo, certo..." e si allontanò in fretta, senza voltarsi indietro, sospirando tra le labbra che sapevano di polvere. Gli faceva male un ginocchio. Pensò "lo sapevo che non dovevo fermarmi a guardare " e voltò l'angolo, mentre i primi camion facevano stridere i freni e i tedeschi saltavano giù a bloccare le strade.

Affondò le mani nelle tasche e si strinse addosso l'impermeabile, perché la primavera tardava a venire e faceva ancora freddo, voltò un altro angolo e contò le targhe sui muri dei palazzi, fino al numero 15. Salì uno dei gradini di ingresso, tornò indietro a guardare di nuovo numero, via Battisti 15, poi entrò deciso. Passò davanti ad un ascensore con la gabbia e il cancello imponente in ferro battuto, e si fermò davanti al lunotto della portineria, ma non c era nessuno. Iniziò a salire una rampa di scale, bianche e pulitissime, come di marmo, un palazzo da signori quello, e per contrasto, passandosi una mano sul mento ispido, gli venne da pensare che era proprio ora di farsi la barba. Al primo piano un uomo gli venne incontro, grosso, con un soprabito pesante e una faccia quadrata da Questura.

"Che è successo?" chiese ansioso, " questa botta là fuori...".

"Un attentato " disse De Luca. "Hanno tirato una bomba ai funerali di Tornago. Ma ora è tutto sotto controllo...".

"Ah be'..." l'uomo scosse la testa, come per dire qualcosa, ma poi fece un passo in avanti e piantò una mano sul petto di De Luca che stava avvicinandosi deciso ad una porta, fermandolo a metà di un passo, con una gamba avanti e un contraccolpo che gli fece male al collo.

"Eilà, bello! Dove credi di andare?".

De Luca chiuse gli occhi, stirando per un attimo le rughe dell'insonnia che gli attraversavano la faccia. Fece "un momento" con la mano destra e con la sinistra tirò fuori dalla tasca una tessera, che il gorilla riconobbe subito, prima ancora di leggere, e impallidì. Stese il braccio nel saluto, sbattendo i tacchi. "Scusate, comandante... se me lo dicevate subito...".

De Luca annuì, e mise via la tessera. "Fa niente" disse, "ma non mi chiamare comandante, non sono più nella Muti, sono commissario. Mi occupo di. questo caso. Chi c'è dentro?".

"Maresciallo Pugliese, della Mobile. E la squadra".

"Niente autorità, giornalisti, parenti...".

"Solo la Questura".

"Bene. Non fare entrare nessuno... tranne me, naturalmente. Fammi passare, per favore".

"Scusate. A disposizione, comandante!".

"Commissario, non comandante, commissario".

"Sì, scusate. A disposizione commissario!".

De Luca sospirò, mentre il gorilla faceva un passo dilato, aprendogli la porta. Entrò in un andito piuttosto piccolo e stretto, in contrasto con l'idea che si era fatto dell'appartamento. A un lato dell'ingresso c'era un tavolino, piccolo e dalle gambe arcuate, con un telefono bianco sopra, e all'altro lato un attaccapanni, stampe alle pareti e in fondo, in un pezzo di stanza incorniciato dal vano di una porta, come in un quadro, c'erano due uomini. Lo guardarono avvicinarsi, uno piccolo e col naso a becco, con un cappello nero, l'altro magro, giovane e con gli occhiali.

"Che è successo?" chiese quello piccolo, con un forte accento meridionale, "una bomba? ".

"Un attentato" ripeté De Luca, "granate al funerale di Tornago".

"Solo granate?" disse quello magro, "sembrava che il fronte si fosse spostato fin qui!".

"Hanno perso la testa e si sono messi a sparare tutti"

Quello magro si sfilò gli occhiali, scuotendo il capo. " Ci sarà scappato il morto, di sicuro. Sono ridotti così male che si ammazzano da soli... E diventato pericoloso anche il funerale di un gera...". Si bloccò, perché quello piccolo, che stava osservando De Luca con gli occhi socchiusi, mentre si avvicinava, gli aveva stretto un braccio, sopra il gomito.

"Io vi conosco a voi" disse, "siete uno della Politica. E un caso vostro, questo qui? Ve lo lasciamo volentieri... vieni, Albertini, ce ne andiamo...".

De Luca alzò un braccio, fermandoli sulla soglia, con un sospiro profondo che era quasi un gemito.

"Quante volte lo dovrò ripetere oggi?" disse, "non sono più nella Politica, sono il commissario De Luca, in forza alla Questura. Mi hanno trasferito ieri dalla Brigata Ettore Muti, sezione speciale di Polizia Politica e non ho ancora i documenti, ma lavoriamo assieme. Mi hanno dato il caso. A posto così?".

L'uomo dal naso a becco si tolse il cappello, chinando il capo. "A disposizione" disse. Albertini invece non disse più nulla.

De Luca entrò nella stanza. Proprio accanto a lui, alla sua destra, c'era un uomo, steso a terra a faccia in su, con un braccio piegato in alto, lungo il muro. Indossava una vestaglia azzurra, di seta, e aveva una ferita larga, scura e appiccicosa, sul petto, all'altezza del cuore. Un'altra, all'inguine, si intravedeva sotto il lembo della vestaglia, macchiata di sangue. De Luca lo guardò a lungo, poi si guardò attorno, le pareti coperte di libri, lo scrittoio col lume di vetro, le poltrone al centro della stanza, il tavolino basso, il lampadario, gli specchi, il tappeto, tutto perfettamente in ordine. Davvero un palazzo da ricchi, quello.

"Chi è?" chiese, tornando a guardare il morto. " Si chiamava Rehinard " disse quello piccolo, Albertini non parlava proprio più.

"E un tedesco?".

"Era un trentino. Cittadino italiano".

"Lo conoscete?".

"No, ho preso il suo portafoglio. Eccolo".


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L'ultima modifica di elisa_fabrizio il Dom Dic 17, 2006 09:22, modificato 1 volta
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elisa_fabrizio



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MessaggioInviato: Dom Dic 17, 2006 09:22    Oggetto: Rispondi citando


Carlo Lucarelli, L'estate torbida, Sellerio, 1996, 122 p. (La memoria ; 235)

IL ROMANZO

La guerra è finita, De Luca è in fuga da Milano e cerca di raggiungere Roma. Nelle campagne di Bologna viene fermato per un controllo da un commissario di polizia di provenienza partigiana. Leonardi, il commissario, riconosce De Luca per averlo precedentemente incontrato durante un corso di scuola di polizia da lui tenuto a Genova. Il fatto che Leonardi gli trattenga i documenti e lo inviti a seguirlo in un casolare vicino ove era avvenuto il delitto di un'intera famiglia preoccupa notevolmente De Luca che non riesce a comprendere le reali intenzioni di Leonardi nei suoi confronti, se questi intenda trattenerlo in ostaggio per aiutarlo nelle indagini ed apprendere il mestiere, o se, invece, intenda consegnarlo alle autorità o, peggio ancora, ai partigiani locali guidati dal temibile gappista Carnera.

Le prime indagini relative all'omicidio fanno subito intuire a De Luca che il delitto è stato maturato e presumibilmente compiuto da partigiani e che Leonardi ne è stato indirettamente coinvolto con Carnera. Alla fine delle indagini, dopo una serie innumerevole di rapidi capovolgimenti di scena, De Luca troverà il colpevole, ma in luogo dei meritati riconoscimenti la sorte gli riserva una spiacevole sorpresa di cui, ovvimente, non voglio privare i possibili lettori.


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LE PRIME RIGHE

C'era una mina in mezzo al sentiero. Qualcuno aveva scavato di fianco, scoprendone il bordo ricurvo e lucido e ci aveva piantato vicino un'asta di legno, con uno straccio rosso legato in cima. Aveva scavato anche sotto, appena appena e proprio lì le formiche avevano aperto un buco dall'orlo rigonfio, perfettamente rotondo, coperto da quel tetto di metallo grigio. Seduto su un sasso, col soprabito piegato sulle ginocchia, De Luca, le guardava entrare e uscire dal formicaio, impazzite. Ce n'era una che cercava di salirgli su una scarpa e sembrava che anche lei lo guardasse, sporgendo indietro la testa sul collo inesistente e agitando frenetica le antenne.

"Sentono il temporale" disse una voce alle sue spalle e De Luca si alzò di scatto, con un sospiro spaventato. C'era un uomo, alto, giovane, dai capelli ricci, con un giubbotto di pelle, da aviatore. De Luca notò che era armato perché da sotto spuntava la tela gonfia di una vecchia fondina militare e subito abbassò lo sguardo. L'uomo, invece, lo fissava.

"Lei non è di queste parti, vero?" chiese e De Luca annuì, ansimando, con l'impermeabile stretto al petto. Dovette schiarirsi la voce per rispondere. Era così teso che deglutire gli fece male.

"Sono di passaggio, vengo da Bologna e vado a Roma per questioni di lavoro, ma prima passo da Ravenna dove ho dei parenti" disse in fretta, come se recitasse una poesia. L'uomo sorrise.

"E’ pericoloso passare di qua" disse, "è pieno di mine lasciate dai tedeschi... un bambino ha perso un braccio anche ieri. Posso vedere i suoi documenti?". De Luca mise una mano in tasca, così in fretta che l'uomo portò la mano alla fondina. Tese il braccio, rigido e gli porse la carta d’identità, un rettangolino di cartone nuovissimo, appena piegato da una parte, assieme ad un foglio piegato in quattro. L'uomo li prese e li tenne in mano, senza guardarli. Continuava a fissare De Luca. E sorrideva.

"Lei si chiama?". "Morandi" disse De Luca, pronto, " Morandi Giovanni, fu...".

"Va bene, va bene... Morandi Giovanni... va bene...". Gli porse i documenti ma quando De Luca fece per prenderli tirò indietro il braccio, lasciandolo con la mano a mezz'aria, imbarazzato e smarrito sotto quello sguardo fisso e quel sorriso strano, un po' obliquo, un po' più basso da una parte. De Luca deglutì ancora e si passò la lingua sulle labbra secche.

"E lei chi è?-" chiese di slancio, con la voce che gli vibrò rapida sulla prima e.

"Brigadiere Leonardi" disse l'uomo, "polizia partigiana. Dove l'ho già vista, signor Morandi? A Milano? E’ mai stato a Milano, lei? ".

"Vengo da Bologna " disse De Luca.

"A Milano, nel '43... mai stato a Milano, nel '43?".

"Vengo da Bologna".

"Devo averla vista proprio a Milano, io, nel '43...".

Basta, pensò De Luca, basta, per favore, lasciatemi in pace... invece ripete "Vengo da Bologna" e la voce gli uscì come un lamento.

Leonardi smise di fissarlo. Aprì una tasca del giubbotto e ci infilò i documenti.

"Bene" disse. "Andiamo". Si voltò e fece un passo, ma De Luca non si mosse.

"Andiamo?" chiese rauco.

"La porto in paese. Tra due ore farà buio e lei non può andarsene in giro così, di notte. Ci sono le mine e poi... " guardò De Luca dritto negli occhi, "qualcuno potrebbe prenderla per un fascista che scappa. Ogni tanto ne passano, di qua, cercano di andare a sud attraverso la campagna... ma non ci arrivano mai. Dia retta a me, signor Morandi, torniamo in paese. Per evitare equivoci". E sorrise ancora, obliquo.

Seguirono il sentiero fino alla strada, dove c'era una jeep con una stella americana sul fianco, raschiata per metà e coperta dalla scritta C.L.N., in rosso. Leonardi salì al posto di guida, agile e De Luca si sedette ,.canto a lui, stretto nell'impermeabile, con le spalle curve e il mento quasi appoggiato sul petto. Si sentiva stanco, così stanco che teneva gli occhi chiusi, serrati e si lasciava sballottare sul sedile scomodo dalle buche della strada, senza ascoltare Leonardi che parlava, parlava, guidando deciso, parlava sempre.

"Dirigo la stazione di Sant'Alberto" diceva, "da poco dopo la Liberazione. C'è molto da fare, sa, perché la zona è piuttosto vasta e in quasi sei mesi i carabinieri sono tornati solo íìno a San Bernardino. Certo, in teoria avrei due agenti sotto ma io preferisco fare da solo, anche se a volte, un po' più di esperienza..." lanciò un'occhiata rapida, di traverso, a De Luca, che non se ne accorse. "Perché, vede, questo è un lavoro che mi piace, davvero, mi piace proprio".

La jeep si fermò con uno strattone, all'improvviso e De Luca aprì gli occhi. Il cuore cominciò a battergli forte mentre la stanchezza di prima scompariva subito. Si erano fermati nel cortile di un casolare deserto, dalle finestre sbarrate.

"Perché ci siamo fermati qui?" chiese De Luca, drizzandosi sul sedile. "Questo non è il paese".

Leonardi saltò giù dalla jeep. "Devo fare una cosa" disse tranquillo. "Venga con me".

"Perché?".

"Non voglio lasciarla lì da solo, magari tra poco piove. Venga dentro con me". Si avvicinò e gli tese il braccio, con l'altra mano appoggiata sul fianco, vicino alla pistola. De Luca scese, evitando di toccarlo e lo seguì verso la casa, cercando sempre di restargli dietro, con la paura che lo irrigidiva, tanto che faceva fatica a camminare. Respirava forte, tra le labbra aperte e faceva rumore, ma Leonardi sembrava non accorgersene.

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elisa_fabrizio



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MessaggioInviato: Dom Dic 17, 2006 09:25    Oggetto: Rispondi citando


Carlo Lucarelli, Via delle oche, Sellerio, 1996, 150 p. (La memoria ; 364)

IL ROMANZO

Via delle oche è il terzo e ultimo romanzo della trilogia in cui Lucarelli narra le vicende del commissario De Luca nel periodo compreso tra la fine della Repubblica di Salò e il 15 luglio 1948, giorno successivo alla crisi politica italiana seguita all'attentato a Togliatti.

Dopo la fuga dalle macerie della repubblica di Salò e l'uscita indenne dall'epurazione dei personaggi maggiormente compromessi con il fascismo, il commissario si trova ad essere assegnato alla questura di Bologna con l'incarico di occuparsi della sezione buoncostume. Suo malgrado, De Luca si trova coinvolto nelle indagini legate ad una serie di omicidi avvenuti nel mondo della prostituzione. Il commissario non si ferma di fronte ai tentativi di personaggi altolocati della questura di sviare l'individuazione delle precise responsabilità degli omicidi volte a coprire l'immagine e la rispettabilità di un personaggio politico del mondo politico bolognese.

L'aspro contrasto politico esistente nel 1948 in Italia scuote prepotentemente anche la questura bolognese alimentando sordide lotte di potere volte a imporre una precisa direzione delle indagini della serie di omicidi per favorire uno schieramento politico a detrimento di quello avverso. De Luca, nella sua onestà intellettuale e professionale di volere scoprire a tutti i costi i veri colpevoli, si trova a dovere pesantemente subire il peso della sua coerenza e dei suoi trascorsi con il vecchio regime fascista.


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LE PRIME RIGHE

"DE GASPERI INTERVISTATO: CERTEZZE DI OGGI, SPERANZE DI DOMANI". "RIVELAZIONI SUL PROGETTO DI ZDANOV PER PORTARE AL POTERE I COMUNISTI". "CRESCENTE TENSIONE A BERLINO: I RUSSI MINACCIANO DI TAGLIARE LE COMUNICAZIONI AEREE".

"TOGLIATTI IN NOME DELLA PACE CHIAMA ALLA LOTTA CONTRO L'IMPERIALISMO". "L'ARCHIVIO SEGRETO DEL VATICANO SI DISPONE A PARTIRE PER L'AMERICA". "LA CGIL ADDITA AL GOVERNO LE CONTRADDIZIONI DEL PIANO MARHALL".

"BARTALI SCONFIGGE COPPI NEL GIRO DELLA TOSCANA".

Sul muro, un cosacco enorme lo guardava truce, con la stella rossa sul colbacco e una baionetta tra i enti, un occhio socchiuso deformato dalle bolle d'aria sotto la carta. Il manifesto era ancora lucido e umido di colla e quando De Luca lo aveva sfiorato, facendosi da parte per evitare una buca sul marciapiede, gli aveva lasciato sulla manica del soprabito una stiscia argentatam, appiccicosa, come la traccia di una lumaca.

"E' LUI CHE ASPETTATE?" diceva la scritta in un corsivo appuntito, da pennello grosso e De Luca, che era sceso dal marciapiede per metterla a fuoco in tutta la sua lunghezza si strinse nel soprabito, infilando le mani in tasca. Attraversò la strada, allungando il passo con uno scatto, perchè dal portone della prefettura era uscita una jeep veloce, e poi un'altra e un'altra ancora, con gli agenti aggrappati ai sedilli, in curva e la sirena accesa. Deuca le guardò passare trattenendo il respiro, lo stomaco stretto in una morsa umida, fissandole finchè non scomparvero oltre l'angolo della piazza. Allora salì i gradini della questura così in fretta che il piantone dovette chiamarlo due volte prima di farlo voltare, già quasi a metà androne.

"Ohè! Dove corre lei? Chi è?".

De Luca infilò una mano in una tasca, poi in un'altra, poi sotto il soprabito, piegato in avanti per frugare nella tasca interna della giacca, in cerca della carta d'identità.

"Prendo servizio oggi" disse, "vicecommissario aggiunto De Luca, Buoncostume", ma l'agente, impegnato a salutare con la mano alla visiera un gruppo di persone che stava scendendo le scale, lo prese per un braccio e lo tirò bruscamente da parte.

"Stia in qua... lasci passare".

Era un gruppo di agenti in divisa, con in mezzo un uomo basso in borghese, con un cappello nero e un naso a becco che a De Luca, aggrappato al braccio del piantone per non cadere all'indietro, sembrò familiare.

"Pugliese!" gridò e l'uomo basso alzò la testa con uno scatto rapido, come per fiutare l'aria. Contrasse la fronte solo per un secondo, fissando De Luca, prima di riconoscerlo.

"Commissario! Che ci fate qua a Bologna? Carboni, che cazzo fai? Metti le mani addosso ad un funzionario?".

Il piantone ritirò il braccio e portò la mano alla visiera in un gesto così rapido che lasciò De Luca senza appoggio, sbilanciato sui tacchi. Pugliese gli strinse la mano, rimettendolo in equilibrio.

"Non sapevo che stavate per arrivare... sono contento, commissà! Che fate, venite con noi?"

Deuca allargò le braccia, incerto e lanciò un'occhiata in fondo all'androne, alla scala che saliva. "Non so" disse, "dovrei presentarmi al questore..."

"Il questore è in rinione col prefettto, per le elezioni. Venire con noi, commissario... c'è stato un omicidio".

De Luca si irrigidì. Fece perseguire Pugliese, di slancio, ma si fermò subito.

"Non mi hanno ancora dato i documenti" mormorò, "dovrei vedere il questore e poi... adesso sono alla Buoncostume...".

Fuori dall'androne, senza neppure voltarsi, Pugliese si strinse nelle spalle.

"Allora riguarda pure voi" disse. "E' successo in un bordello".

De Luca si morse un labbro e lanciò un'altra occhiata allo scalone. Poi si piegò in avanti, corse fuori e saltò sulla jeep che stava partendo, attaccandosi alla bandoliera di un agente.

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elisa_fabrizio



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MessaggioInviato: Dom Dic 17, 2006 09:28    Oggetto: Rispondi citando


IN BOCCA AL LUPO ALE PER I TUOI FUTURI LAVORI....
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Annalaura93



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MessaggioInviato: Dom Dic 17, 2006 23:22    Oggetto: Rispondi citando


grazie elisa-fabrizio per le info!in bocca al lupone alessandro!un bacio
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Rossana



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MessaggioInviato: Lun Dic 18, 2006 16:02    Oggetto: Rispondi citando


GRAZIE X LE INFO RAGAZZE! BACIOTTI
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Annalaura93



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MessaggioInviato: Lun Dic 18, 2006 21:37    Oggetto: Rispondi citando


grazie mille per le bellissime info ragazze!un bacio
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genziana



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MessaggioInviato: Mar Dic 19, 2006 21:50    Oggetto: CARLO LUCARELLI, un racconto breve diventa FICTION TV Rispondi citando


Sera in giallo, MERCOLEDI' 20 DICEMBRE 2006

ore 21.00 RAIDUE,
"Rapidamente" CRIMINI


autore: Carlo Lucarelli
sceneggiatura: Carlo Lucarelli, Giampiero Rigosi
ambientazione: Bologna

Quattro sole giornate, ma di quelle che scorrono rapidamente. Quattro i personaggi, e simmetrici tra loro. Elisa, giovane ricercatrice in una colossale multinazionale farmaceutica, addetta a un fondamentale dettaglio della molecola di un nuovo farmaco. Ha una calza smagliata.

Vesna, ex immigrata clandestina, ora velocissima e micidiale assistente di un killer professionista. Poi il professionista in persona, che vuole convincere Elisa a manipolare quella famosa molecola. E Marco, brutto come un gorilla, ma buono.

Tutti devono agire, e agire molto rapidamente.




Il poliziesco” scrisse il grande Frederich Glauser “rappresenta un modo intelligente per parlare di cose serie”.
Il poliziesco, potremmo parafrasare oggi, rappresenta il modo più intelligente per parlare dell'Italia di oggi.

Crimini è un progetto che coinvolge otto grandi scrittori, chiamati a trasporre in otto film di 100 minuti l'estrema diversità, e il fascino, delle realtà locali italiane
A ciascuno scrittore è stato chiesto di raccontare la realtà territoriale e ambientale della quale è padrone, sia essa una grande città così come il paesino di montagna (dove, paradossalmente, avvengono, nel nostro Paese, i delitti più efferati). Si è delineato così un percorso ideale nell'Italia di oggi così come gli scrittori più amati dal pubblico la vedono: un Paese ricco di contraddizioni e di misteri, di eroismi e di miserie, un Paese in cui non sempre il lieto fine è assicurato ma non è poi neanche detto che il Bene debba necessariamente perdere.
Gli autori sono stati individuati fra coloro che meglio rappresentano le nuove tendenze narrative di quel fenomeno, ormai riconosciuto e consacrato, che si definisce “noir mediterraneo” o più semplicemente “noir italiano”: una vera e propria “scuola” che comprende esponenti di varie generazioni (dai Camilleri e Machiavelli al nuovissimo Ammaniti, passando per Fois, Lucarelli, Carlotto) i quali da alcuni anni ormai perseguono, con crescente successo, l'ambizioso disegno di raccontare l'Italia attraverso modi e mezzi del genere poliziesco. O, per meglio dire, attraverso quella particolare variante del genere poliziesco che gli italiani hanno autonomamente elaborato nell'ultimo decennio e che si distacca sensibilmente dai modelli classici e consolidati, finendo per travalicare i confini stessi del genere.

Crimini è una collezione di film televisivi, con storie che si concludono, indipendenti l'una dall'altra.
La serie è curata da Giancarlo De Cataldo.




Carlo Lucarelli

E' nato il 26 ottobre 1960 a Parma, vive tra Mordano (Bo) e San Marino.
Affermato scrittore di letteratura gialla e noir, sa mescolare sapientemente i generi tra loro ottenendo risultati sorprendenti. Il suo percorso narrativo va dai racconti brevi sparsi nelle varie antologie del "Gruppo 13" (di cui fa parte) alla trilogia giallo-storica con il commissario De Luca pubblicata dalla Sellerio (Carta bianca, L'estate torbida e Via delle Oche).

Membro della sezione italiana dell’AIEP (Associazion Internazional Escritor de Poliziaco, fondata a Cuba da Paco Ignatio Taibo II) e dell’Associazione Scrittori-Bologna. Docente di scrittura creativa alla Scuola Holden di Alessandro Baricco a Torino e nel carcere "Due Palazzi" di Padova, è curatore della rivista telematica "Incubatoio 16". Ha vinto il "Premio Alberto Tedeschi" con il romanzo "Indagine non autorizzata" nel 1993, il "Premio Mistery" con "Via delle Oche" nel 1996, con il romanzo "L'Isola dell'Angelo Caduto" è stato finalista al "Premio Bancarella" nel 2000 ed ha vinto il "Premio Franco Fedeli" sempre nel 2000.
I suoi romanzi sono stati tradotti per la prestigiosa Série noir della Gallimard in Francia. Collaboratore della collana Stile libero dell'Einaudi nella quale sono inseriti i suoi romanzi "Il Giorno del Lupo", "Almost Blue" e "Guernica" ne cura la selezione noir insieme a Luigi Bernardi.
Ha condotto per la RAI il programma televisivo "Mistero in Blu" successivamente intitolato "Blu notte" (Ogni puntata Lucarelli narra di un caso insoluto di omicidio come fosse un giallo) ora giunta alla quarta serie. Ha sceneggiato il radiodramma Radio Bellablù per RadioTre.
Ultimamente ha pubblicato "Un Giorno dopo l'altro" (Einaudi) nel quale riprende il personaggio Grazia Negro apparso per la prima volta in “Lupo Mannaro" (Theoria) e successivamente in "Almost Blue" (Einaudi).
Tra le sue numerose altre attività: scrive sceneggiature di fumetti e soggetti per videoclip (l’ultimo, per Vasco Rossi, ha avuto la regia di Roman Polansky), canta talvolta con il gruppo post-punk "Progetto K".
Da un suo racconto ("La Tenda Nera" in "Nero Italiano" Mondadori) è stato tratto uno sceneggiato televisivo con Luca Barbareschi e dal suo romanzo "Almost Blue" Alex Infascelli ha tratto il film omonimo. Inoltre ha collaborato con Dario Argento per il suo ultimo film "Nonhosonno".
Il suo libro "Lupo Mannaro" è diventato un film di Antonio Tibaldi con sceneggiatura sua e di Laura Paolucci.
E' sempre in movimento da un capo all'altro dell'Italia, senza contare le presenze estere. Partecipa volentieri a quante piu' manifestazioni e incontri letterari puo' (soprattutto se dedicati alla letteratura gialla e noir). Quasi tutti i suoi romanzi sono stati tradotti e pubblicati in Francia (Gallimard), in Olanda (Serena Libri), Grecia (Primus), Spagna (Edhasa), Germania (DuMont Buchverlag), U.S.A. (City Lights), Islanda e Norvegia.



http://www.raifiction.rai.it/raifiction2006fiction/0,,1551,00.html

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L'ultima modifica di genziana il Mer Dic 20, 2006 00:23, modificato 1 volta
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Annalaura93



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MessaggioInviato: Mar Dic 19, 2006 22:33    Oggetto: Rispondi citando


grazie genziana,ti voglio bene!
annalaura Very Happy Wink
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genziana



Registrato: 22/03/04 13:40
Messaggi: 33391

MessaggioInviato: Mer Dic 20, 2006 00:13    Oggetto: CARLO LUCARELLI, un racconto breve diventa FICTION TV Rispondi citando


Sera in giallo, MERCOLEDI' 20 DICEMBRE 2006

ore 21.05 RAIDUE,
"Rapidamente" CRIMINI


TELEPIU' - N. 51/2006 ha scritto:



... mentre ora LUCARELLI è su RAITRE con MILONGA STATION... Psyco, Cuore di tenebra...
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