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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mag 17, 2017 14:30    Oggetto: NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 27-28/06/2017 VINCENT VAN GOGH Rispondi citando




dal Forum di Alessandro aggiornamento info teatrale


ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di Vincent V. Gogh

"VINCENT VAN GOGH.L'odore assordante del bianco"

di Stefano Massini - per la regia di Alessandro Maggi

scene|costumi Marta Crisolini Malatesta; disegno luci
Valerio Tiberi, Andrea Burgaretta; musiche Giacomo
Vezzani
; supervisione artistica di Alessandro Preziosi

produz. KHORA.teatro, TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

in coproduzione con NAPOLI TEATRO FESTIVAL Italia

in collaborazione con SPOLETO60 Festival dei 2Mondi









NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 27-28 giugno 2017

Palazzo Reale, cortile d'onore; Napoli, p.zza Plebiscito








Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Vincent Van Gogh – internato nel manicomio di Saint Paul de Manson – e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione. Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà. La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto.

L’odore assordante del bianco” è uno dei primi testi di Stefano Massini, vincitore del Premio Pier Vittorio Tondelli 2004, sarà portato in scena al Festival da Alessandro Preziosi: «La messinscena – afferma – ha l’obiettivo di riuscire a rappresentare sul palcoscenico il labile confine tra verità e finzione, tra follia e sanità, tra realtà e sogno, ponendo interrogativi sulla genesi e il ruolo dell’arte e sulla dimensione della libertà individuale».






[foto di Jasmine Bertusi per KHORA.teatro]




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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mag 17, 2017 14:33    Oggetto: NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 17/05/ incontra studenti UNINA Rispondi citando






NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA incontra gli studenti presso UNI.NA



Riprende con "Festival Campus. Dal testo alla scena", la collaborazione tra il Master in Drammaturgia e Cinematografia, coordinato da Pasquale Sabbatino presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell'Ateneo federiciano, e il Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival presieduta da Luigi Grispello. Protagonisti dell'incontro, mercoledì 17 maggio (alle ore 11:00, presso l'Aula Magna Piovani dell'Università degli Studi di Napoli Federico II in via Porta di Massa 1), il regista Antonio Capuano e l'attore Alessandro Preziosi, impegnati con due anteprime assolute nella decima edizione del NTFI2017.

Capuano propone la regia e la riscrittura di "Le serve", un atto unico di Jean Genet del 1946, mentre Preziosi è il protagonista di "Vincent Van Gogh. L'odore assordante del bianco" di Stefano Massini per la regia Alessandro Maggi.

In occasione dell'incontro, sarà presentata agli studenti la decima edizione della manifestazione, le sue peculiarità e l'intero progetto culturale. I lavori, aperti dai saluti di Gaetano Manfredi (Rettore della Federico II), Arturo De Vivo (Prorettore), Edoardo Massimilla (Direttore del Dipartimento di Studi Umanistici), saranno introdotti dalla regista Nadia Baldi, consulente della direzione artistica del festival, e da Pasquale Sabbatino, con la partecipazione di Francesco De Cristofaro. Anche quest'anno, per tutti gli spettacoli in programma, gli specializzandi del Master, in qualità di critici teatrali, saranno impegnati nella realizzazione di un "diario di bordo critico", quale occasione di formazione culturale e professionale, ospitato sul sito ufficiale del NTFI in un blog dedicato.

«Questo nuovo incontro – sottolinea Nadia Baldi – riafferma il carattere di ricerca viva sul territorio che è proprio del Festival, e si inserisce anch'esso in una dimensione laboratoriale, che favorirà il coinvolgimento attivo degli studenti, alimentando la consapevolezza generale circa il lavoro teatrale come alto artigianato e la riflessione critica sulle tematiche riguardanti il testo scenico e il rapporto tra la scena e la scrittura».

«Il Festival e l'Ateneo federiciano – dichiara Pasquale Sabbatino – hanno sempre costruito un rapporto di proficua collaborazione, lavorando di volta in volta intorno alla scrittura per la scena e alla rappresentazione teatrale, dialogando con autori, registi e attori, interrogandosi sulla funzione della critica. L'obiettivo primario del Master di formare la nuova generazione di drammaturghi e critici passa necessariamente attraverso il duplice e dinamico passaggio del teatro senza sipario dentro le aule universitarie e l'auspicabile e stimolante frequentazione delle sale teatrali da parte degli studenti e delle nuove generazioni. Una sfida per costruire nel presente il futuro del teatro e della ricerca».

Per informazioni e contatti:

Master in Drammaturgia e Cinematografia:
www.drammaturgiacinematografia.unina.it

NTFI 2017 --- www.NapoliTeatroFestival.it








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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mag 17, 2017 18:05    Oggetto: NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 27-28/06/2017 VINCENT VAN GOGH Rispondi citando



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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mag 17, 2017 18:39    Oggetto: NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 27-28/06/2017 VINCENT VAN GOGH Rispondi citando







      Napoli, 17/05/2017 - Agenzia VISTA intervista Alessandro PREZIOSI

      NTFI decima edizione _ "porto in scena VAN GOGH e la sua malattia"

http://www.agenziavista.it/tempo-reale/2017/107445_napoli-teatro-festival-preziosi-porto-in-scena-van-gogh-e-la-sua-malattia/


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PATRICIA 22



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MessaggioInviato: Gio Mag 18, 2017 02:58    Oggetto: Rispondi citando


Alessandro, qui sono più affascinanti fatti van Gogh.

Poteva dipingere con entrambe le mani. (molto impressionante!)

Il suo colore preferito era giallo.

Il suo autore preferito è stato Emile Zola, il miglior amico di Paul Cézanne, il pittore impressionista. van Gogh, adorato entrambi, e quindi decise di trasferirsi nella Francia meridionale da dove provenivano.

Il sogno di van Gogh era quello di costruire una colonia di artisti. Ha invitato molti artisti post impressionisti, al tempo, a lavorare insieme, alla sua casa gialla a Arles. L'unica persona che è andata era Paul Gauguin, per ragioni finanziarie. (Il povero van Gogh non ha potuto ottenere alcun rispetto. Crying or Very sad )

“What am I in the eyes of most people — a nonentity, an eccentric, or an unpleasant person — somebody who has no position in society and will never have; in short, the lowest of the low. All right, then — even if that were absolutely true, then I should one day like to show by my work what such an eccentric, such a nobody, has in his heart. That is my ambition, based less on resentment than on love in spite of everything, based more on a feeling of serenity than on passion. Though I am often in the depths of misery, there is still calmness, pure harmony and music inside me. I see paintings or drawings in the poorest cottages, in the dirtiest corners. And my mind is driven towards these things with an irresistible momentum.”
― Vincent van Gogh


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genziana



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MessaggioInviato: Gio Mag 18, 2017 06:19    Oggetto: NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 27-28/06/2017 VINCENT VAN GOGH Rispondi citando



ha scritto:




Il Napoli Teatro Festival incontra gli studenti:
Alessandro Preziosi e Antonio Capuano ospiti
alla Federico II.





Si è svolto ieri mattina, mercoledì 17 maggio, alle ore 11, in Aula Piovani, nel Dipartimento di Studi Umanistici della Federico II, l’incontro tra gli studenti ed i due ospiti che insieme alla regista Nadia Baldi hanno rappresentato il Napoli Teatro Festival Italia, manifestazione che vedrà la sua decima edizione aprirsi con il Concerto “Luce del Sud” di Battiato lunedì 5 giugno alle ore 21.30.

L’ingresso al concerto sarà gratuito così come molte iniziative che quest’anno sono parte della manifestazione in quanto l’obiettivo primario che per quest’edizione si è prefisso il Direttore artistico Ruggero Cappuccio, come ha sostenuto anche in aula la coordinatrice Nadia Baldi, è quello di lavorare con e per i giovani con una politica di sconti che prevede costi veramente esigui.

Più di 95 saranno gli eventi che coinvolgeranno l’intera città tra rappresentazioni teatrali, mostre, concerti e prime cinematografiche che si svolgeranno principalmente a Palazzo Reale. Dopo i saluti istituzionali del Rettore della Federico II Gaetano Manfredi e del Prorettore Arturo De Vivo, la regista Nadia Baldi, il prof. Pasquale Sabbatino e gli interventi del prof. Francesco De Cristofaro hanno introdotto la presentazione delle anteprime assolute dei due ospiti: Alessandro Preziosi che interpreterà Vincent Van Gogh in “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del biancodi Stefano Massini con la regia di Alessandro Maggi e Antonio Capuano riscrittore e regista di “Le serve” atto unico di Jean Genet.




VINCENT VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO” è
una rappresentazione che porta l’attenzione sulla figura dell’artista olandese e la sinestesia presente nel sottotitolo è posta lì per rendere l’idea della complessità della vita del grande pittore.

Tutto si svolge in una stanza del nosocomio di Saint Paul bianca in modo assordante, per un artista che è abituato a riempire i giorni della sua vita con i colori dell’esistenza, ma ciò nonostante il suo estro artistico e la sua fantasia riescono a proiettare sulle pareti il mondo intero. L’artista vi ricrea la realtà ed in un dialogo con il direttore della struttura in cui quest’ultimo afferma che “se Dio esiste deve essere un pittore” Van Gogh risponde che “se fosse così verrebbe internato anche lui lì”.

Fortemente credente egli rappresenta il colore in una modalità devastante, la stessa modalità viva e rivoluzionaria che il Napoli Teatro Festival si pone come obiettivo per quest’anno. Come ha affermato una studentessa che è intervenuta con una domanda fatta ad Alessandro Preziosi, con una citazione di Alda Merini “non sapevo che nascere folle potesse scatenar tempesta” il teatro deve fare proprio questo: scatenare tempeste e muovere gli animi.

L’attore sostiene che nel processo di teatralizzazione il lavoro del regista e dell’attore è quello di far sì che il testo arrivi allo spettatore come un thriller psicologico, comprimendo il personaggio che comunemente viene definito folle ad uno stato di alterazione tale che lo spettatore viva drammaticamente la situazione in cui si trova per poi farla esplodere in una valanga di colore.

Il diverso sentire diviene una linfa indispensabile per creare arte, le sfumature, le consapevolezze e le capacità di rappresentarle sono cose cui nella vita non bisogna mai rinunciare” è questo ciò che Alessandro sostiene rispondendo ad una domanda postagli in cui gli viene chiesto se è giusto conformarsi ed omologarsi al bianco della vita o bisogna lottare e combattere per vivere tutte le sfumature e le cromaticità che essa riserva.

La normalità, la follia, la pazzia sono concetti relativi, il senso del dubbio è dato in Van Gogh dalla sua consapevolezza, lui è pienamente consapevole della sua condizione, sostiene di non essere in grado di vivere nel mondo reale e così si interna a Saint Remy, ha portato la sua sensibilità ad un estremo così violento, con grande consapevolezza, per poter riprodurre ciò di cui lui si sentiva invaso nella visione tra cielo e terra e questo ha fatto sì che nella vita reale cominciasse a dubitare delle cose.




I colori e soprattutto la luce che si interseca alle ombre, sono protagonisti anche della commedia di Capuano, liberamente ispirata ad un fatto di cronaca avvenuto in Francia nel 1933 che vede protagoniste due serve che lui definisce col termine napoletano “cammerere”. Il regista ha scelto di riscrivere il testo in napoletano perché, come sostiene, in tal modo “le parole iniziano a prendere luce”.

Per fare teatro ci vuole passione ed impegno, è questo il messaggio trasmesso dal regista ai giovani studenti della Federico II con grande enfasi, perché forse, almeno in questo, dopo un dibattito acceso e fervido con Alessandro Preziosi, i due trovano accordo in una definizione di De Filippo citata da Preziosi “gli artisti si definiscono in quattro categorie: gli attori, i commedianti, gli scrittori e le facce toste” riconoscendosi parte di quest’ultima categoria, perché per fare arte e per andare avanti nel cinema, nel teatro e nella vita c’è bisogno di passione, di cuore e perché no, come si dice a Napoli, anche di un po’ di “faccia tosta”.



di Michela Lucci - 18/05/17 - pubblicato via ilgiornalediCASORIA.it

fonte:www.ilgiornaledicasoria.it/napoli-teatro-festival-incontra-gli-studenti-alessandro-preziosi-antonio-capuano-ospiti-alla-federico-ii/






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genziana



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MessaggioInviato: Gio Mag 18, 2017 21:06    Oggetto: NAPOLI TEATRO FESTIVAL ITALIA 27-28/06/2017 VINCENT VAN GOGH Rispondi citando






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PATRICIA 22



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MessaggioInviato: Ven Mag 19, 2017 02:30    Oggetto: Rispondi citando


Alessandro, indovina un po? La malattia mentale e il suicidio erano comuni nella famiglia van Gogh. Surprised

I genitori di Vincent van Gogh avevano sei figli, tre figli e tre figlie. Di questi 6, Vincent ha lottato con la malattia mentale, per tutta la sua vita adulta e presunto ha concluso la sua vita in suicidio. Theo van Gogh è morto in circostanze misteriose che sono storicamente oscure ma possono essere legate alla sifilide, al suicidio o alla malattia mentale. Il terzo fratello, Cornelius, era 14 anni più giovane di Vincent e vissuto in Sudafrica. Dopo il suo matrimonio disintegrato, Cornelius arruolato durante il conflitto boer-britannico, è stato catturato, e ha commesso suicidio a 33. Wilhelmina van Gogh ha trascorso le ultime quattro decadi della sua vita in un'istituzione mentale che soffre di condizioni simili a quelle di Vincent.
And there you have it!

"It is good to love many things, for therein lies the true strength, and whosoever loves much performs much, and can accomplish much, and what is done in love is well done.” - Vincent van Gogh

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MessaggioInviato: Sab Mag 20, 2017 02:07    Oggetto: Rispondi citando


Alessandro, Vincent van Gogh non ha mai firmato i suoi quadri, "van Gogh", scegliendo invece di identificarsi come "Vincent". Surprised

Durante il suo soggiorno in Inghilterra, il nome di van Gogh era costantemente scritto erroneamente. Ognuno ha chiamato van Gogh, van Gof, Laughing così ha scelto di firmare i suoi dipinti con Vincent, mai van Gogh. Infatti, non ha firmato tutti i suoi dipinti, Ma solo quelli, pensava, erano pronti per essere venduti o scambiati con altri artisti. And that's a wrap!

"A great fire burns within me, but no one stops to warm themselves at it, and passers-by only see a wisp of smoke. - Vincent van Gogh

"When the stars make you drool just like a pasta fazool, that's amore" - Dean Martin

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mayte



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MessaggioInviato: Sab Mag 20, 2017 09:13    Oggetto: Rispondi citando



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PATRICIA 22



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MessaggioInviato: Dom Mag 21, 2017 01:42    Oggetto: Rispondi citando


Alessandro, Oltre ad essere un brillante pittore, van Gogh era anche, Un camminatore ridicolmente veloce. Surprised

At the time when he was living in London, van Gogh used to walk from Brixton to Covent Garden and it took him 45 minutes to cover that distance. In fact, he walked over 100 miles from London to Ramsgate, where his sister lived. His worn-out shoes even became the subjects of his paintings. Suoni come van Gogh era l'originale Forrest Gump. Laughing And that's all I've got to say about that!

"I really think that I’ll stay friends with him and that I’ll do his portrait. Then he tells me that I must work a great deal, boldly, and not think at all about what I’ve had." Vincent van Gogh about Dr. Gachet on this day in 1890

"When the world seems to shine like you've had to much wine, that's amore."
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Beate-1969



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MessaggioInviato: Dom Mag 21, 2017 12:31    Oggetto: Rispondi citando



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Mi dispiace per il mio cattivo italiano

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PATRICIA 22



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MessaggioInviato: Lun Mag 22, 2017 02:21    Oggetto: Rispondi citando


Alessandro, ecco una lettera che Vincent van Gogh scrisse alla sorella Willemien van Gogh Data: Arles, tra domenica 28 aprile e giovedì 2 maggio 1889. Parla di andare in St-Rémy, asilo, la sua crisi, i suoi quadri, descrive la stanza bianca, il giardino, ecc. He's all over the place, rambling on and on. Reminds me of my neighbor. Laughing Anyway, It's an informative read!

My dear sister,
Your kind letter really touched me, especially since it tells me that you’ve returned to care for Mrs du Quesne.

Certainly cancer is a terrible illness, as for me, I always shiver when I see a case – and it isn’t rare in the south, although often it’s not the real incurable, mortal cancer but cancerous abscesses from which one sometimes recovers. Whatever the case, you’re very brave, my sister, not to recoil before these Gethsemanes. And I feel less brave than you when I think of these things, feeling awkward, heavy and clumsy in them. We have, if my memory serves, a Dutch proverb to this effect: they aren’t the worst fruits that wasps gnaw at...

This leads me straight to what I wanted to say, ivy loves the old lopped willows each spring, ivy loves the trunk of the old oak tree – and so cancer, that mysterious plant, attaches itself so often to people whose lives were nothing but ardent love and devotion. So, however terrible the mystery of these pains may be, the horror of them is sacred, and in them there might indeed be a gentle, heartbreaking thing, just as we see the green moss in abundance on the old thatched roof. However, I don’t know anything about it – I have no right to assert anything.

Not very far from here there’s a very, very, very ancient tomb, more ancient than Christ, on which this is inscribed, ‘Blessed be Thebe, daughter of Telhui, priestess of Osiris, who never complained about anyone.’ I couldn’t help thinking of that when you told me in your previous letter that the sick lady you’re caring for didn’t complain.

Mother must be pleased with Theo’s marriage, and he writes to me that she looks as if she’s getting younger. That pleases me greatly. Now he too is very pleased with his matrimonial experiences, and is considerably reassured.
He has so few illusions about it, having to a rare degree the strength of character to take things as they are without making pronouncements about good and evil. In which he’s quite right, for what do we know of what we do?
As for me, I’m going for at least 3 months into an asylum at St-Rémy, not far from here.

In all I’ve had 4 big crises in which I hadn’t the slightest idea of what I said, wanted, did. Not counting that I fainted 3 times previously without plausible reason, and not retaining the least memory of what I felt then.

Ah well, that’s quite serious, although I’m much calmer since then, and physically I’m perfectly well. And I still feel incapable of taking a studio again. I’m working though, and have just done two paintings of the hospital. One is a ward, a very long ward with the rows of beds with white curtains where a few figures of patients are moving.

The walls, the ceiling with the large beams, everything is white in a lilac white or green white. Here and there a window with a pink or bright green curtain.
The floor tiled with red bricks. At the far end a door surmounted by a crucifix.
It’s very, very simple. And then, as a pendant, the inner courtyard. It’s an arcaded gallery like in Arab buildings, whitewashed. In front of these galleries an ancient garden with a pond in the middle and 8 beds of flowers, forget-me-nots, Christmas roses, anemones, buttercups, wallflowers, daisies &c.

And beneath the gallery, orange trees and oleanders. So it’s a painting chock-full of flowers and springtime greenery. However, three black, sad tree-trunks cross it like snakes, and in the foreground four large sad, dark box bushes.

The people here probably don’t see much in it, but however it has always been so much my desire to paint for those who don’t know the artistic side of a painting.
What shall I say to you, you don’t know the reasonings of good père Pangloss in Voltaire’s Candide, nor Flaubert’s Bouvard et Pécuchet. These are books from man to man, and I don’t know if women understand that. But the memory of that often sustains me in the uncomfortable and unenviable hours and days or nights.
I’ve re-read Beecher Stowe’s Uncle Tom with extreme attention precisely because it’s a woman’s book, written, she says, while making soup for her children, and then also with extreme attention C. Dickens’s Christmas Tales.

I read little so as to think about it more. It’s very likely that I have a lot more to suffer. And that doesn’t suit me at all, to tell you the truth, for I wouldn’t wish for a martyr’s career in any circumstances. For I’ve always sought something other than the heroism I don’t have, which I certainly admire in others but which, I repeat, I do not believe to be my duty or my ideal.

I haven’t re-read those excellent books by Renan but how often I think of them here, where we have the olive trees and other characteristic plants and the blue sky. Ah, how right Renan is and what a fine work his is, to speak to us in a French like no other person speaks. A French in which, in the sound of the words, there’s the blue sky and the gentle rustling of the olive trees and a thousand true and explanatory things in short that turn his history into a resurrection. It’s one of the saddest things I know, the prejudices of people who through bias oppose so many good and beautiful things that have been created in our time. Ah, the eternal ‘ignorance’, the eternal ‘misunderstandings’, and how much good it then does to happen upon words that are truly Serene... Blessed be Thebe – daughter of Telhui – priestess of Osiris – who never complained about anyone.

For myself, I quite often worry that my life hasn’t been calm enough, all these disappointments, annoyances, changes mean that I don’t develop naturally and in full in my artistic career.

‘A rolling stone gathers no moss’ they say, don’t they?
But what does that matter if, as rightly the above-mentioned père Pangloss alone proves, ‘everything is always for the best in the best of worlds’.
Last year I did about ten or a dozen orchards in blossom and this year I have only four, so work isn’t going with much gusto.

If you have the Drône book you speak of I’d very much like to read it, but do me the pleasure of not buying it especially for me at the moment. I’ve seen some very interesting nuns here, the majority of the priests seem to me to be in a sad state. Religion has frightened me so much for so many years now. For example, do you happen to know that love perhaps doesn’t exist exactly as one imagines it – the junior doctor here, the worthiest man one could possibly imagine, the most dedicated, the most valiant, a warm, manly heart, sometimes amuses himself mystifying the little women by telling them that love is also a microbe. Although then the little women, and even a few men, let out loud shouts, he doesn’t care at all and is imperturbable on that point.

As for kissing and all the rest that it pleases us to add to it, that’s just a natural kind of act like drinking a glass of water or eating a piece of bread. Certainly it’s quite indispensable to kiss, otherwise serious disorders arise.
Now must cerebral sympathies always go with or without what precedes. Why regulate all that, eh, what’s the use?

For myself I’m not opposed to love being a microbe, and even so that wouldn’t prevent me at all from feeling things such as respect before the pains of cancer for example.

And do you see, the doctors of whom you say, sometimes they can’t do very much (which I leave you free to say as much as you consider right) – very well – do you know what they can do all the same – they give you a more cordial handshake, gentler than many other hands, and their presence can really be very pleasant and reassuring sometimes.

There you are, I’m letting myself go on and on. Yet often I can’t write two lines, and I really fear that my ideas may be futile or incoherent this time too.
Only I wanted to write to you in any case while you were there. I can’t precisely describe what the thing I have is like, there are terrible fits of anxiety sometimes – without any apparent cause – or then again a feeling of emptiness and fatigue in the mind. I consider the whole rather as a simple accident, no doubt a large part of it is my fault, and from time to time I have fits of melancholy, atrocious remorse, but you see, when that’s going to discourage me completely and make me gloomy, I’m not exactly embarrassed to say that remorse and fault are possibly microbes too, just like love.

Every day I take the remedy that the incomparable Dickens prescribes against suicide. It consists of a glass of wine, a piece of bread and cheese and a pipe of tobacco. It isn’t complicated, you’ll tell me, and you don’t think that my melancholy comes close to that place, however at moments – ah but...
Anyway, it isn’t always pleasant, but I try not to forget completely how to jest, I try to avoid everything that might relate to heroism and martyrdom, in short I try not to take lugubrious things lugubriously.

Now I wish you good-night, and my respects to your patient, although I don’t know her.

Ever yours,
Vincent

I don’t know if Lies is in Soesterberg at the moment, if she’s there, kind regards from me.

And that's it! "The End" - The Doors

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MessaggioInviato: Lun Mag 22, 2017 13:54    Oggetto: NAPOLI TEATRO FESTIVAL IT. 17/05/17 incontra studenti UNI.NA Rispondi citando



ha scritto:




Napoli «Dal testo alla scena» con Preziosi e Capuano


Presentati due spettacoli di punta del Teatro Festival





(foto di Matteo Piccolo)


Da una parte Van Gogh, la sua follia, ma anche la sua straripante geniale creatività. Dall’altra «Le serve» di Genet, pronte a trasformarsi in «cammarère» partenopee.
E in mezzo un tema, «Dal testo alla scena», sul quale il Master di Drammaturgia e Cinematografia della Federico II e il Napoli Teatro Festival Italia hanno iniziato all’Aula Piovani gli appuntamenti di «Festival al Campus». Ospiti Alessandro Preziosi, atteso protagonista di «Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco» di Stefano Massini (il 27 giugno nel Cortile di Palazzo Reale), e Antonio Capuano, regista fuori da ogni schema, chiamato a dirigere una versione del capolavoro di Genet, al Sannazaro dal 29 giugno.


Ed è stata subito discussione senza rete, con punte di polemica ironia fra l’attore e il regista. A partire dalle anticipazioni di Preziosi. «Reciterò in una scatola bianca, la cella del manicomio di Saint­ Rémy, che ospitò l’artista olandese. Ma, nonostante il candore, sarà inondata di colori, grazie alle parole del protagonista e alla sua capacità di stimolare la visionarietà del pubblico». «Parlare di Van Gogh senza usare i colori? – ha replicato Capuano – mi sembra che lo spettacolo nasca col piede sbagliato. Come si fa a descrivere un pittore senza restituire la sue tinte vivaci, specchio della sua personalità?». Ecco quindi in campo davanti agli occhi di circa duecento studenti e del coordinatore del corso Pasquale Sabatino, una contesa all’arma bianca fra la centralità del testo e quella della visione. «Anche io – ha incalzato Capuano – sono un pittore e quando ho messo in scena Van Gogh con i miei studenti all’Accademia ho voluto per fondale proprio la replica di un suo immenso dipinto». «È impossibile – gli ha fatto eco Preziosivalutare uno spettacolo senza averlo visto prima, e la nostra scommessa sarà nel restituirne il senso, attraverso i passaggi creativi di una mente capace di vedere e sentire ciò che gli altri non potevano né vedere né sentire. Sintomi della sua instabilità ma anche della sua forza d’artista». [...]



Corriere del Mezzogiorno ed. Campania · 18/05/17 · Stefano de Stefano






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