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*SANT'AGOSTINO* film tv regia Christian Duguay, RAI/Lux Vide
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genziana



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MessaggioInviato: Ven Nov 09, 2012 20:26    Oggetto: *SANT'AGOSTINO* 9 novembre in prima serata su RAI PREMIUM|25 Rispondi citando




      ALESSANDRO PREZIOSI protagonista In TV

      "SANT'AGOSTINO" una serata RAI Premium

      venerdi' 9 novembre 2012 da 21.10 a 00.35


      1ª e 2ª parte in successione: film Tv di 200'


MINISERIE - La travagliata vita di Sant'Agostino, dall'adolescenza a Tagaste, alla conversione all'età di 33 anni al Cristianesimo, fino alla sua elezione a vescovo di Ippona, città sulle coste dell'Africa.






Idea "Speriamo che molti, vedendo questo dramma umano, possano essere trovati dalla Verità e trovare la Carità", Papa Benedetto XVI

http://storico.radiovaticana.org/it1/storico/2009-09/audio/ra/00176433.RM Real player


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genziana



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MessaggioInviato: Ven Nov 09, 2012 20:36    Oggetto: *SANT'AGOSTINO* in tv: 31/01-01/02/2010 Rai Uno - Raifiction Rispondi citando



/2010 ha scritto:









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MessaggioInviato: Ven Nov 09, 2012 20:37    Oggetto: *SANT'AGOSTINO* in tv: 31/01-01/02/2010 Rai Uno - Raifiction Rispondi citando



/2010 ha scritto:









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genziana



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MessaggioInviato: Ven Nov 09, 2012 20:49    Oggetto: Re: *SANT'AGOSTINO* in tv: 31/01-01/02/2010 Rai Uno - Raific Rispondi citando



Rassegna stampa 2010 ha scritto:






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MessaggioInviato: Ven Nov 09, 2012 20:50    Oggetto: *SANT'AGOSTINO* in tv: 31/01-01/02/2010 Rai Uno - Raifiction Rispondi citando



Rassegna stampa 2010 ha scritto:






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genziana



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MessaggioInviato: Ven Nov 09, 2012 20:50    Oggetto: *SANT'AGOSTINO* in tv: 31/01-01/02/2010 Rai Uno - Raifiction Rispondi citando



Rassegna stampa 2010 ha scritto:






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genziana



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MessaggioInviato: Ven Nov 09, 2012 21:09    Oggetto: *SANT'AGOSTINO* in tv: 31/01-01/02/2010 Rai Uno - Raifiction Rispondi citando



2010 ha scritto:





GRANDI PERSONAGGI Una miniserie in due puntate ricostruisce la vita del santo di Ippona. Dall'infanzia turbolenta alla notte in cui avviene la folgorazione.



    AGOSTINO una vita da romanzo, anzi da fiction


L'autore delle "Confessioni", con la sua giovinezza dedita al piacere fra amori, vino e altri eccessi, è una figura narrativamente appassionante. E, con le sue contraddizioni, è forse il padre della Chiesa più vicino alla nostra sensibilità.


E attualissime sono anche le sue pagine più famose: sul tempo e sull´eternità. Pur essendo vissuto migliaia di anni fa può aiutarci a risolvere i nostri dubbi di oggi.



ROBERTA DE MONTICELLI

Una fiction è una fiction. E può toccare l´uno o l´altro polo dell´invenzione: vi porterà in casa un Agostino del tutto finto ma pieno di azioni ed emozioni, come si conviene a una fiction avvincente, oppure un Agostino soltanto possibile, ma più "verisimile" di un ritratto dal vero, se il possibile poetico, come pensa Aristotele, ha in sé una necessità che le storie vere, accidentali come sono, non hanno quasi mai. Di questa fiction giudicherà lo spettatore. Noi vogliamo solo indicargli almeno due aspetti che fanno di quest´uomo vissuto più di mille e seicento anni fa un interlocutore contemporaneo per i nostri dubbi - certamente più di molti vescovi che vivono oggi. Perché Agostino, certo, oltre che il massimo padre della Chiesa d´Occidente, fu anche un vescovo, e dotato di un potere ben diverso da quello di un vescovo moderno, in quell´epoca di enormi rivolgimenti geopolitici, di crolli e rifusioni di tutte le strutture del governo materiale e morale delle società umane. Quanto grande fu il filosofo, e - come sempre è il pensiero - lontano da ogni violenza, luminoso nel dubitare e sereno nell´argomentare, contemplativo anche nella passione della ricerca, tanto sconcertante fu il vescovo. Fu un persecutore di "eretici", e fu spietato. Chi legge le Confessioni ci troverà tutto l´essenziale della vita umana: l´infanzia e l´adolescenza, il livore e l´amore, il lutto, l´amicizia, l´ambizione, l´ebbrezza dell´intelligenza e i tormenti dell´anima, i viaggi, le strade e le città dell´Impero, le élite e il popolo, il conflitto interiore, la scelta radicale, il tempo, la memoria e Dio. Eppure dal punto di vista degli eventi e dell´azione in realtà non succede molto neppure nei libri della ricerca, prima della grande svolta della conversione e della breve primavera di una vita nuova, prima del ritorno nell´Africa natìa e dell´assunzione delle responsabilità ecclesiali. Ma in quegli ultimi libri, autobiograficamente, possiamo dire, "pacificati", dove quanto a fatti ed eventi non succede più nulla, quanto al pensiero teologico e metafisico succede tutto. Là, dal X al XIII libro delle Confessioni si gettano insieme le fondamenta e gli archi portanti della nostra mente, o se preferite della civiltà e della cultura europea. E cristiana, certo. Ma sono proprio gli aspetti sorprendenti e incredibilmente ancora tanto ignoti della teologia e della spiritualità agostiniana che vorremmo qui ricordare al lettore, e che troviamo tanto contemporanei ai nostri dubbi. Eccoli. Il primo aspetto è la sovrana libertà con cui Agostino invita ognuno a leggere e interpretare la Bibbia. "Nutre la mente solo ciò che la rallegra", scrive Agostino. Questa frase si trova nel XIII libro delle Confessioni, il libro dedicato, precisamente, allo Spirito. Oggi, quando alcuni fondamentalisti non solo americani imperversano ancora, contro Darwin e per una curiosa lettura cosmogonica della Bibbia, è bene ricordarlo: il libro XIII, l´ultimo, delle Confessioni di Agostino è un´esegesi della Genesi che applica radicalmente il principio dello spirito che ravviva dove la lettera uccide, che cioè si presenta come un´esegesi "spirituale", e qui possiamo agevolmente sostituire questo termine con "simbolica" o "allegorica". La creazione vi viene interpretata come un´offerta di senso, ovvero come il mondo quale appare all´uomo nuovo, all´uomo rinnovato o "ricreato" - all´uomo "rinato dallo spirito". Ma appunto, la prospettiva che ci interpella è che in questa chiave la creazione viene letta come ri-creazione, come un rinascere dell´anima all´esperienza delle cose e degli uomini: dove ogni cosa appare più vicina alla sua essenza, e si ritrova un senso "trascendente" - cioè che va al di là di quello ovvio, scontato - a ogni azione, a ogni gesto quotidiano. E le cose proseguono tutte nell´invisibile, oltre il senso logoro delle parole che le dicono. Direbbe un grande poeta contemporaneo, Mario Luzi: il mondo è dato come allo stato nascente, ogni cosa nel «presente pullulante dell´origine continua». Questo libro agostiniano si presenta in effetti come una grandiosa teoria dell´ispirazione. Nell´anima, è l´accensione amorosa in cui si incontrano la potenza della memoria e l´attualità dell´esperienza: l´incontro da cui nasce la parola viva. Il "frutto" dello spirito è allora la fioritura, la proliferazione quasi, di senso e di immagini, la "foresta di simboli" della nostra vita in cui il testo, la Scrittura, si trasforma sotto la penna di Agostino. Dante farà eco a questa teoria dell´ispirazione: Io mi son un, che quando/amore spira, noto, ed a quel modo/ch´ei ditta dentro vo´ significando. Il secondo aspetto dell´attualità di Agostino riguarda le pagine più famose delle Confessioni: quelle sull´eternità e il tempo. Il tempo nasce col mondo, è solo una sua dimensione, come pensano i fisici oggi. «Non c´è mai stato un tempo in cui non c´era il tempo». Ancora una volta, ci volevano i fondamentalisti americani a fare della poesia dei sette giorni della creazione una sorta di primitiva cosmogonia. Il solido e quadratissimo Tommaso d´Aquino, invece, ben istruito da Agostino, ci avverte che la questione del quanto e del come dello spazio-tempo, quindi se siano finiti o infiniti, e come siano venuti a contenere ciò che contengono, non è certamente di pertinenza della teologia - e del resto la novità della scoperta scientifica, la novità rispetto all´ordinariamente concepibile, è uno degli aspetti del mondo visto come creazione.

Giovedì 28 gennaio 2010


© riproduzione riservata



La curiosità

È sempre stato il suo santo preferito, lo ha studiato fin da giovane e da lui ha imparato a coniugare le istanze della ragione con quelle della fede. Papa Ratzinger ha visto in anteprima la fiction della Rai in due puntate dedicata a Sant´Agostino e l´ha subito amata. «Questo film - ha detto - è un vero viaggio nello spirito». Al più grande pensatore cristiano, «modello di dialogo tra ragione e fede», che tanta parte ha avuto nella sua vita di teologo, ma prima ancora di uomo, Benedetto XVI ha dedicato infatti nel 1953 la sua tesi di dottorato. E proprio tre anni fa, quasi casualmente, il Papa aveva detto «sarebbe utile fare film sui padri della Chiesa, magari Sant´Agostino».




    IN TV - Una produzione kolossal, con attori italiani e tunisini



    Il fascino moderno di un uomo che precorre i tempi


Nella conversione si possono leggere inviti a rifiutare certe vacuità presenti anche ora


ANTONIO DIPOLLINA

Il fascino di Agostino per il grande pubblico della tv è materia da rendere in grande. Quello giovanissimo è interpretato da Matteo Urzia - bellissimo, già una stellina del panorama nazionale - l´Agostino maturo è il divo-in-fiction Alessandro Preziosi. Quello anziano, ma attivissimo sotto l´assedio dei Vandali, è addirittura un Franco Nero smagliante. Passerà domenica 31 gennaio e lunedì 1 febbraio su Raiuno l´atteso Sant´Agostino, nuova miniserie kolossal - un ossimoro solo in apparenza - che chiude quella sorta di collana televisiva chiamata Imperium e realizzata negli anni dalla casa di produzione Lux Vide, con titoli come Augusto, Nerone o San Pietro, multiproduzioni internazionali con attori tipo Peter O´ Toole e Omar Sharif e quindi realizzate appositamente anche per il pubblico di terre lontane. Ma qui da noi il marchio Lux (ovvero la dinastia Bernabei, con Ettore capostipite) è sinonimo di produzione iper-solida e veicolante i vecchi valori di una volta - da non dimenticare la serialità lunga di Don Matteo, fiction di strepitoso successo popolare nella quale, nemmeno in maniera troppo nascosta, il prete-detective biondo interpretato da Terence Hill altro non è che un piccolo Messia di provincia, a disposizione di tutti. E quando parla, come dire, è puro Vangelo.
Ma con Sant´Agostino torniamo dalle parti della mega-produzione internazionale, anche se il cast è soprattutto italiano e nordafricano, avendo realizzato tutto negli studi tunisini di proprietà Lux dove sono stati girati molti dei precedenti in questione e perpetuando un progetto preciso, quello che in altre fiction importanti che passano in tv è rivisitazione della storia civile e sociale con i personaggi più importanti, qui è rigorosamente la nostra storia di paese cattolico, la cui conformazione sembra soprattutto quella di custodia di Santa Romana Chiesa, accorpata al suo interno. Appena pronto questo genere di lavori, e Sant´Agostino non ha fatto certo eccezione, la Lux organizza un´ampia visione privata in Vaticano riservata al Papa e alle altissime gerarchie. A quel punto, tutto è pronto per Raiuno e il verbo-fiction di marca Lux può tornare a girare il mondo.
Con Agostino la storia in sé è del tutto pronta alla sceneggiatura. La gioventù dissoluta, l´estasi prima del tormento, il talento nell´arte oratoria e la predisposizione alla filosofia, la conversione dopo un estenuante duello-umano con il milanese Ambrogio - un notevolissimo e commovente Andrea Giordana - che attraversa la parte centrale del film e ne costituisce la fase più intensa ed emozionante. Fino alla parte finale dove Agostino è diventato Franco Nero e la città sotto assedio simboleggia l´umanità intera con pochi difensori autentici e il resto del mondo votato alla distruzione.
Una simile traccia esistenziale ("percorso" come si dice ormai troppo spesso) è solo da assecondare nella sceneggiatura e nella regia, affidata al canadese Christian Duguay che, sempre per Lux ha diretto di recente una delle rare escursioni fuori le Mura, ovvero la miniserie Coco Chanel. Volendo, ma bisogna essere molto schierati, nella conversione vera e propria del bel Preziosi si possono leggere spunti modernizzanti, inviti a rifiutare certe vacuità all´ordine del giorno e a pensare, se non in grande, almeno in bello.
Ma alla fine quello con cui si vende meglio un lavoro di questo genere è sempre il lato "educational". Si può pensarla come si vuole, ma nessuno potrà smentire che per il grande pubblico della tv non esiste altro che questo genere di fiction per ritrovarsi, magari per caso, a provare curiosità per una figura così affascinante, pressoché un capostipite di altri personaggi raccontati nei secoli a venire dall´immaginario collettivo. Chissà, forse il percorso (rieccolo) ideale in un caso simile è quello di uno spettatore in giovane età che si incuriosisce davvero di fronte alla figura di Agostino: da lì a scoprire che le sue Confessioni, oltre che lettura meno ostica del previsto, sono anche scaricabili in un secondo sotto forma di ebook il passo è breve. Nonché modernissimo.

Giovedì 28 gennaio 2010


© riproduzione riservata



Il film

La miniserie in due puntate in onda su Raiuno è una coproduzione Italia, Germania, Polonia. È prodotta da Lux Vide e Rai Fiction per la regia del canadese Christian Duguay (Il giovane Hitler, Coco Chanel), sceneggiatura di Francesco Arlanch (Paolo VI, David Copperfield, Chiara e Francesco, Giovanni Paolo II). Il personaggio di S. Agostino è interpretato da Alessandro Preziosi, affiancato da Franco Nero per Agostino anziano e da Matteo Urzia per Agostino bambino. Monica Guerritore è Santa Monica.







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genziana



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MessaggioInviato: Ven Mar 01, 2013 11:34    Oggetto: 1/3/13 RAI PREMIUM intervista ALE 23.00 Autoritratti|fiction Rispondi citando







    I NOSTRI INCONTRI ...IN TV sul Canale 25 RAI!

    venerdì 1° marzo 2013: RAI PREMIUM ore 23.00

    "Autoritratti" intervista: ALESSANDRO PREZIOSI





magazine realizzato da Rai Premium: Giovanna Ventura e i volti più conosciuti della RAI
Alessandro Preziosi racconta la sua intensa carriera d'attore in teatro cinema televisione



"Autoritratti" è una serie di interviste-confessione agli attori più amati dal grande pubblico, che raccontano la loro vita e la loro carriera artistica avvalendosi del ricco repertorio televisivo di cui sono stati protagonisti. Non solo le sequenze delle fiction, ma anche i backstage, le foto di scena e l’album di famiglia, oltre a brevi contributi tratti dal cinema e dal teatro.

Si crea così un fitto intreccio tra la diretta testimonianza dell’attore e i personaggi che ha interpretato, in cui la scena si mischia con la vita reale e il ricordo si rispecchia nell’immagine ancora viva sullo schermo televisivo.

L’intervista, che è più un racconto in prima persona che un dialogo con l’autore, prende la forma di un ‘autoritratto’ in quanto è il protagonista che evoca fatti, memorie, situazioni della propria esperienza professionale, senza tralasciare aneddoti privati che ne definiscono meglio il carattere, la sensibilità, i pensieri e le passioni. In questo senso Autoritratti è anche una ‘confessione’, che avvicina il pubblico a un attore conosciuto attraverso le tante maschere indossate sulla scena. Un vero e proprio “ritratto allo specchio”.

Non si tratta, però, solo di un viaggio a ritroso nella memoria, per ricordare ai telespettatori le fiction andate in onda sui canali Rai, ma anche di un percorso che guarda al futuro, con anticipazioni sulle nuove produzioni e sui progetti che vedono coinvolti i nostri ospiti.





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genziana



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MessaggioInviato: Mar Apr 02, 2013 17:15    Oggetto: *SANT'AGOSTINO* sab.6-dom.7 APRILE prime time TV2OOO can. 28 Rispondi citando






"SANT'AGOSTINO" il film tv sul canale 28 di TV2OOO



Sabato 6 - 21.20 e domenica 7 APRILE 2013 - 21.05, per il ciclo Vite alla ricerca di Dio, va in onda il film tv "Sant'Agostino" .Lux Vide. regia di Christian Duguay, protagonisti: Alessandro Preziosi, Monica Guerritore, Franco Nero, Cesare Bocci, Andrea Giordana. (2009)






Nel film di Christian Duguay si racconta la vita di uno dei padri del cristianesimo. Siamo nel 430 d.C. ad Ippona. La città è assediata dai Vandali. Ad Agostino, ormai settantenne, viene offerta l'opportunità di fuggire con una nave inviata dal Papa in persona. Ma il filosofo rifiuta. Comincia un racconto che attraversa un periodo storico di fondamentale importanza: il crollo dell'Impero Romano. Un film da non perdere con un cast d'eccezione: Alessandro Preziosi, Franco Nero, Monica Guerritore, Cesare Bocci, Andrea Giordana


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marystone



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MessaggioInviato: Mer Apr 03, 2013 17:45    Oggetto: Rispondi citando


Grazie Giuly!!! Smile Smile

E' sempre bello rivedere questa fiction (sicuramente tra le più belle degli ultimi anni!!!) dove Alessandro ha dimostrato di essere un grande interprete e sa regalarci tante emozioni!!! Laughing Laughing Laughing
mariella
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margherita79



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MessaggioInviato: Mer Apr 03, 2013 20:09    Oggetto: Rispondi citando


Questo film mi ha molto presa xchè ti induce a relazionarti con la fede che ognuno di noi ha.A volte pur credendo,non sappiamo mai fino a che punto siamo disposti a credere o cosa significa questo x noi.Ale è stato fantastico in questa interpretazione xchè l'ha affrontata da uomo assetato di sapere,di conoscere il suo credo,e da uomo umile si è lasciato trasportare,ecco questo lo ha reso speciale in questo film,bravo Ale e grazie Giuly ......
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margherita79
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Mag 04, 2013 14:43    Oggetto: Rispondi citando




Costume e Società | Cultura | Persone | ha scritto:




        PREZIOSI: "I miei primi quarant'anni"



"Una persona che si vuole bene non ha paura di invecchiare", dice l'attore, in queste settimane al cinema con due film. E annuncia: "Sarò il giudice Sossi in Tv".



04/05/2013

«I bambini mi adorano, sono i miei primi fan». No, non stiamo parlando di Winnie de Pooh ma di Alessandro Preziosi, il bel tenebroso del nostro cinema. «Il mio pubblico è trasversale», continua l’attore napoletano. Difficile credere alle sue parole visto che da anni popola i sogni del pubblico femminile. «E’ arrivato il momento di riposarsi un po’», dice, dopo la promozione di ben due film e una lunga tournée teatrale da poco conclusa.

- In questi giorni è al cinema con Il volto di un’altra con Laura Chiatti e Passione Sinistra al fianco di Valentina Lodovini. Nel primo, interpreta il ruolo di un chirurgo plastico che lavora in una clinica per milionari. Sono sempre di più le persone che si sottopongono a interventi estetici nel tentativo di rimanere giovani. Cosa ne pensa?

«Innanzitutto, dovremmo vivere in una società in cui si è giudicati di meno. Questo è il primo problema e poi non dimentichiamo che una persona che si vuole bene non ha paura di invecchiare. Le nostre fragilità e debolezze dipendono molto, secondo me, dall’ambiente in cui siamo cresciuti. Per questo invito i genitori ad avere una maggiore sensibilità nei confronti dei figli. Capisco, comunque, chi migliora il suo aspetto, senza però esagerare».

- In Passione sinistra, è un ricco arrogante di destra che, suo malgrado, si innamora di una ragazza idealista di sinistra. Questo a dimostrare che cuore e cervello non si danno mai del tu e che l’amore vince sempre. Essere di destra o di sinistra ha ancora senso oggi?

«Ritrovare il senso di esserlo potrebbe essere un inizio. Sono due modi di interpretare diversamente la vita. Oggi ci sono troppi voltagabbana in politica».

- I nostri politici riusciranno a fare le riforme urgenti che occorrono all’Italia sotto la guida di Enrico Letta?

«Mi piace Letta. Trovo che sia un uomo che faccia politica con grande dignità e competenza. È un politico navigato ma giovane. Mi sembra la persona giusta in questo momento».

- Ogni personaggio che si interpreta, inevitabilmente, lascia qualcosa. Da quale ha imparato di più?

«Più che il personaggio è il contesto in cui si muove ad insegnarmi qualcosa. Mi spiego meglio. Cercare di calarmi nel momento in cui si svolgevano i fatti che si raccontano mi aiuta a capire il perché di certi avvenimenti e l’epoca storica in cui si sono svolti. I Vicerè, per esempio, era ambientato sullo sfondo delle vicende del risorgimento meridionale. Le storie del Commissario De Luca mi hanno fatto rivivere il difficile passaggio dal regime fascista alla lotta partigiana, in un periodo che va dal 1938 al 1948. Forse avrei potuto imparare di più da Sant’Agostino, il massimo pensatore cristiano del primo millennio. Grazie a questo personaggio, però, mi sono calato nella realtà del 300».

- Ha sempre affermato di essere una persona schietta ed istintiva. Difficile conciliare questo aspetto del suo carattere con il lavoro di attore?

«Impossibile, anche se ci ho provato in tutti i modi. La mia istintività rende tutto più difficile e anche un po’ surreale. Sono sempre stato troppo diretto , senza dare mai nulla per scontato. Un po’ di conti li ho dovuti fare per questo ma non potrei mai cambiarmi. In fondo, ho scelto questo mestiere anche per rimanere così».

- E' in un momento molto positivo sia dal punto di vista professionale che privato. Tempo fa aveva dichiarato che fare l’attore è un lavoro difficile, tra lunghe attese provini, contratti da firmare, ruoli che non vengono assegnati. Se i suoi figli volessero intraprendere la sua strada?

«Credo che tutto debba nascere da una passione.
Se con il tempo dimostreranno talento e voglia di mettersi continuamente in gioco, perché no? Spero, comunque, possano imboccare un’altra strada
».

- Prima di prendere una decisione fa almeno una telefonata a sua madre. Lei ritiene di essere un punto di riferimento per i suoi figli, come lo sono per lei i suoi genitori?

«Ci provo in tutti i modi. E comunque farò il possibile per esserlo».

- Ha appena compiuto 40 anni. Se guarda indietro…

«Mi vedo sempre in grande movimento e senza radici. Vedo un passaggio molto alto sulle cose e questo mi permette di non avere ancora toccato terra. Per il futuro mi sono riservato, però, una vita più attenta alle questioni pratiche».

- Le fa effetto invecchiare?

«No, mi fa effetto vivere i momenti difficili della vita».

- Cura sempre la direzione artistica della Link Academy (Accademia Europea d’ Arte Drammatica) di Roma e del Teatro Stabile dell’Abruzzo?

«Assolutamente. Sono due cose che continuano a vivere insieme secondo un unico comune denominatore: la formazione, il solo modo per assicurare ai ragazzi non soltanto una conoscenza di quello che andranno a fare nel campo dello spettacolo ma anche un futuro lavoro. Per l’Aquila ci sono grandi difficoltà a fare il calendario dei cartelloni perché non c’è più un teatro, dopo il terremoto, e tanti sono anche i tagli fatti alla cultura. Ma ce la mettiamo tutta».

- E’ anche impegnato nel sociale?

«Da anni sono testimonial di ADRICESTA Onlus, un’associazione che svolge un’opera di sensibilizzazione per diffondere la conoscenza alla donazione di cellule staminali (non embrionali) e il loro trapianto nei bambini malati di leucemia. Attualmente, ADRICESTA è impegnata nel progetto “Un Buco Nel Muro” che ha lo scopo di sconfiggere la solitudine dell’isolamento dei piccoli ricoverati, costretti in camere sterili.».

- Prossimo impegno?

«In Tv, Su Rai 1. A ottobre sarò Mario Sossi, il sostituto procuratore rapito a Genova il 18 aprile 1974 dalle Brigate Rosse e rilasciato un mese dopo a Milano».

Da sempre tifoso della Juve, quest’anno la sua squadra le ha dato grandi soddisfazioni. Sarebbe contento se Ibrahimovic, ora al Paris Saint Germain, dovesse tornare?

«No, perché alla fine non credo che sia uomo da spogliatoio. La Juve ha bisogno di grandi fuoriclasse ma che facciano anche squadra».

Monica Sala

pubblicato da www.famigliacristiana.it/canale/costume-e-societa//cultura/







    per gentilezza, i nostri commenti vanno con Rispondi nei rispettivi argomenti
    come la sottoscritta ha cura di inserire questa intervista in ogni topic, grazie!

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