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genziana



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MessaggioInviato: Lun Ott 19, 2020 19:31    Oggetto: LA LEGGE DEL TERREMOTO - docufilm 2020 - KHORA - RAI Cinema Rispondi citando





"LA LEGGE DEL TERREMOTO" FILM DOCUMENTARIO

REGIA DI ALESSANDRO PREZIOSI / Prima mondiale

XV FESTA DEL CINEMA DI ROMA / 2020; KHORA Srl








In Italia non c'è un momento in cui potresti permetterti di non pensare ad un terremoto.
Perché sarebbe come non curarsi a sufficienza degli imprevisti.
La principale caratteristica dell'imprevisto è che si presenta senza nessun preavviso, senza essere preceduto da nessun sintomo minimamente percettibile.
L'imprevisto è l'improvviso che palesa le nostre debolezze, rimaste a quel punto senza nessuna difesa.
A pensarci bene, i terremoti italiani avvenuti e quelli che inevitabilmente avverranno, sono il disvelarsi di un popolo e della sua storia.
La distruzione improvvisa fa cadere il velo della quotidianità, protettrice di ogni tranquillità.
Pochi secondi, e una terra che trema e sussulta riporta al momento del parto, quando uscendo dal ventre di una madre si subisce del primo respiro nel mondo.
Questo sconosciuto.
Da quel momento, e dopo lunghi nove mesi, tutto diventa nuovo. Perché, in realtà, venire al mondo non è nascere, ma risorgere a cosa nuova.
L'Italia questo lo sa bene, e da secoli aspetta con una memoria latente ma pronta a riaffiorare, la legge esistenziale più nota ai suoi figli.
È una legge nota a uomini illustri e meno illustri, e una legge che ferisce persone e opere d’arte.
È una legge che si impone.
È la legge del terremoto.






servizio a cura di: Riccardo Farina, Andrea Protto, Giulio Riservato.



PREZIOSI: “Il terremoto per capire il mio amore per l'essere umano - di Nicole Bianchi per news.cinecitta.com -



Una geografia di territorio e di cuore, un documentario come una mappa, quella dei luoghi nazionali epicentro dei terremoti più terribili: La legge del terremoto, presentato in prima mondiale alla Festa del Cinema di Roma, è la storia della Natura sismica del nostro Paese e la Storia degli accadimenti ad essa correlati, strette nell’abbraccio sensibile che porta con sé anche ricercati materiali d’archivio, plasmati senza intento didascalico, ma psichico e emotivo.

Alessandro Preziosi, regista, voce e presenza del documentario, ha “avvertito” molto, molto vicino il terremoto dell’80 in Irpinia – aveva 7 anni, “ero a casa di un amico, al terzo piano, sul letto a castello, e pensavo fosse uno scherzo di Emilio: poi sono sceso le scale ‘a quattro a quattro’, e, quando mi sono girato, metà casa non c'era più. Per questo è la storia di un sopravvissuto, di me che - nascendo giurista – interpreto la ‘legge’ come oggettiva: il terremoto, se è successo, riaccadrà”, spiega l’autore.

Sono sempre stato un mezzo, anche quando ho fatto regie teatrali, sono sempre stato un filtro: mi sono reso conto di procedere casualmente, talvolta, nella mia vita - parlo di arte, politica, giornalismo - dunque ho usato come pretesto il terremoto, e l’esperienza personale, per capire cosa ci sia a guida della mia esistenza, e c'è un profondo amore per l'essere umano”, aggiunge.

Preziosi entra in scena di spalle, poi lo scopriamo in viso – riflessivo, malinconico, alla ricerca di qualcosa - mentre si sta avvicinando ad una cancellata arrugginita, da lì in là edifici incerti, pericolanti, e poi subito a seguire l’inserto – in bianco e nero – delle prime sequenze d’archivio. Preziosi mostra e monta in parallelo il luogo distrutto “di ieri” e il luogo, ancora distrutto, di oggi, e ci si addentra: come, al tempo, tra le macerie, ci s’addentravano le forze dell’ordine o chi aiutava i soccorsi. E poi inizia a parlare, Preziosi, come voce fuori campo: “ogni persona che incontri ha paura di qualcosa, ama qualcosa e ha perso qualcosa…”, cominciando così il viaggio tra i luoghi colpiti dai più drammatici episodi sismici del nostro Paese, continuando nell’alternanza tra un uso sostanziale di documenti e materiali d’archivio - per cui il Luce è significativo protagonista - con riprese attuali, giocando tra primi piani e panoramiche aeree, così differenti e per questo di efficace suggestione estetica. “Quando mi sono accorto di aver montato immagini d’archivio in modo che ‘ascoltino’ le testimonianze degli intervistati ho capito che avevo – per un caso – colto l’ascolto di due Epoche, che parlano fra di loro, senza giudicarsi: credo sia un omaggio alla dignità dell'essere umano e alla responsabilità di parlare di dignità. Avevo 8 ore di materiale e scegliere una linea editoriale forte è stato un miracolo”, in cui le sequenze d’archivio non sono "solo un modo per far cultura o appartenere alla memoria. In particolare, quando ho parlato degli esodi, per cui si è costretti ad abbandonare la propria terra, ho notato che i finestrini dei treni non si possono più abbassare, e a me, che ‘ho vissuto sui treni’, quella cosa manca molto – guardare, stringersi la mano, passarsi qualcosa – perché penso ci abbiano ridotto il contatto umano, per cui sono grato all’Istituto Luce, e a chi ha conservato memoria di questo, tra l’altro girato davvero bene, tanto che ho cominciato a girare come giravano loro”, spiega Alessandro Preziosi.

Io ho amato e perso qualcosa durante il terremoto dell’Irpinia del 1980, la terra aveva tremato, anche se – nella mia immaginazione di bambino – aveva danzato: e in pochi secondi s’è presa tutte le mie abitudini, mie e di molte persone che conoscevo, a cui avevo voluto bene” così “…dalle Alpi a Lampedusa gli italiani presero atto che esiste un diluvio incombente sulle loro teste” – continua l’attore su girato del doc, in cui alterna lui, adesso adulto, mentre cammina veloce e corre per quelle stesse terre ancora crollate, desolate, al sé bambino in forma di finzione: gli dà corpo e voce il piccolo Filippo Franzè.

Non mancano testimonianze dirette – Erri De Luca, Pierluigi Bersani, ma anche persone comuni, come il vigile del fuoco - che Alessandro Preziosi sceglie di mettere in scena con una scenografia metaforica, una non scontata e suggestiva soluzione vicina all’installazione artistica: l’intervistato seduto - frontale alla camera, immerso nel buio - s’intuisce solo ad istanti, quelli in cui lampeggiano, intermittenti, geometrici faretti monocolore disposti in punti diversi del campo, fino ad essere – infine – illuminato; dapprima ne sentiamo la voce che racconta, ma scopriamo infine essere (in parte) fuori campo: la persona è solo in scena, muta, ci guarda. Una modalità, questa del soggetto in scena la cui narrazione vocale giunge dall’esterno, contigua a quella che Preziosi sceglie anche per le sequenze che lo riguardano direttamente, come per il racconto di altri testimoni, così “la restauratrice”, sulle parole di se stessa nel ricordo dei tre giorni trascorsi sotto le macerie, bambina.

Tutto quello che ho fatto nella mia vita passa attraverso due luoghi: l’isola di Capri, che è ferma, una cartolina, e i musei, in cui l’immagine è ferma; ‘Il Madre’ di Napoli, il ‘Museo di Capodimonte’, tutti i musei sono luoghi in cui ho costruito creativamente il lavoro che andavo a fare, sia come regista teatrale, sia come attore, quindi ho cercato – anche in questa prima esperienza - di riprodurre quel mio bagaglio e la potenza del fermo immagine, facendo respirare l'immagine per creare un tempo, che a me è stato dato dalla staticità, nonostante sia io un irrequieto; l'arte la considero una forma di educazione, perché il sudario del Cretto (di Gibellina, opera di Alberto Burri, nrd) è abbastanza destabilizzante se uno lo volesse analizzare: al di là della suggestione di girarci dentro, non lo capirai mai, non hai strumenti, ma se lo scomponi e lo abbini a quello che c’era prima capisci l’importanza di ciò che avevi, e che non hai più, questo fa l’arte, secondo me”, continua ancora Preziosi.

La legge del terremoto è anche film animato: alcune sequenze – come quella dopo l’inserto da Don Chisciotte e il planare sulle saline con i mulini a vento – sono realizzate con un’animazione morbida nel tratto ed essenziale nella cromìa, sfumature di vaniglia e grigio, tinte con altre, rosate. “L’idea è nata perché volevo si raccontasse la Valle del Belìce come era prima, mostrarla; poi s’è trasformata in un testo, per far raccontare a dei bambini la loro visione del futuro, della speranza, del fatto che prima che avvenga un evento così drammatico tu stai guardando verso il futuro; l’animazione serviva a fare da collante con un mondo che non si aspetta ci sarà qualcosa che lo sconvolgerà; l’animazione, quel mondo incantato – io se potessi vivrei in un cartone animato –, serviva da contraltare alla difficoltà di raccontare il ‘come era prima’. Chi se lo ricorda ‘come era prima’ Gemona, Amatrice? Dice bene Sgarbi (tra le testimonianze): ‘il terremoto serve ad indicare luoghi che non conoscevamo, un rimpianto imperfetto’, perché ti segnala qualcosa quando non ce l’hai più”.

Prodotto da Khora con Rai Cinema, Rai Teche, Istituto Luce Cinecittà, che lo distribuisce: annunciata un’uscita evento in sala il 23-24-25 novembre, ricorrenza del terremoto in Irpinia del 1980, con successivo tour in luoghi-simbolo dal punto di vista sismico.








"La legge del terremoto" è un film documentario di Alessandro Preziosi


Soggetto e sceneggiatura: Carmelo Pennisi, Tommaso Mattei, Alessandro Preziosi
Direzione della fotografia: Maura Morales Bergmann
Musiche: Giacomo Vezzani
Montaggio: Sara Zavarise
Animazioni: Michele Bernardi
Regia: Alessandro Preziosi

Con Alessandro Preziosi, Simonetta Cartia, Filippo Franzè

e con la partecipazione di Pierluigi Bersani, Tanino Bonifacio, Angelo Borrelli, Patrizia Bruno, Patrizio Cianfrini, Mario Cucinella, Erri De Luca, Rosario De Maria, Filippo Ignazio Drago, Grazia Francescato, Maria Garimberti, Francesco Merlo, Sergio Pirozzi, Giulio Sapelli, Vittorio Sgarbi, Ivo Soncini

Prodotto da Khora S.r.l. con Rai Cinema
in associazione con Istituto Luce-Cinecittà
in collaborazione con Rai Teche
con il contributo del MiBACT
distribuito da Luce-Cinecittà

Durata: 80' circa




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genziana



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MessaggioInviato: Mar Ott 20, 2020 13:10    Oggetto: LA LEGGE DEL TERREMOTO, documentario, RAI CINEMA e RAI TECHE Rispondi citando






      L'ITALIA DEI TERREMOTI RACCONTATA DA

      ALESSANDRO PREZIOSI IN UN DOCU-FILM

      Intervista per RAI TG3 19/10/20 ore 19:00




Festa del Cinema di Roma: "Toccante, emozionante, profondo "La legge del terremoto" ottimo esordio registico di Alessandro Preziosi, un documentario importante, da vedere, che racconta con tanto materiale d'archivio dell'Istituto Luce e delle Teche Rai, e con una sua lettura poetica e sensibile, i terremoti che hanno colpito l'Italia, in tanti anni, per non dimenticare, mai…" Baba Richerme, RAI, GR1





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genziana



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MessaggioInviato: Mar Ott 20, 2020 22:55    Oggetto: LA LEGGE DEL TERREMOTO docufilm di e con ALESSANDRO PREZIOSI Rispondi citando




    IL MATTINO INTERVISTA ALESSANDRO PREZIOSI



ha scritto:




«Viaggio emotivo nel terremoto» Preziosi è regista e voce narrante di un documentario nell’Italia segnata dal sisma: «Nel 1980 avevo sette anni e vivevo ad Avellino. So di essere un sopravvissuto»








Quando la terra tremò, il 23 novembre dell’80, buttando a gambe all’aria un’intera regione, Alessandro Preziosi aveva sette anni. Viveva ad Avellino, dove la scossa era stata più forte e crudele, e da allora la sua vita cambiò.
Ora dice: «So di essere un sopravvissuto», caricando quella parola di un’energia positiva, come se tutta l’urgenza, l’impazienza, la curiosità, le passioni che lo attraversano gli venissero sì dal carattere, ma anche «da quel momento vissuto con un’intensità incredibile». E a quarant’anni dal sisma dell’Irpinia ha voluto compiere un viaggio emotivo, storico e psichico nei luoghi d’Italia che sono stati epicentro di terribili cataclismi, nel docufilm «LA LEGGE DEL TERREMOTO», presentato ieri alla FESTA DI ROMA, prodotto da Khora con Rai Cinema e in uscita nelle sale proprio il 23 novembre, distribuito dall’Istituto Luce. Regista, cosceneggiatore e voce narrante di un progetto bello e commovente, da attore e autore si è messo in gioco davanti e dietro la macchina da presa passando dal Friuli al Belìce, da Assisi a L’Aquila ad Amatrice, interrogando studiosi, scrittori e testimoni come Erri De Luca, Vittorio Sgarbi, Giulio Sapelli, Grazia Francescato, Francesco Merlo, Angelo Borrelli, utilizzando i linguaggi della fiction e dell’animazione, tracciando, insomma, una mappa fortemente simbolica di un Paese resiliente agli “infarti della terra” e ai colpi della storia, e comunque capace di conservare un sentimento di futuro.

Il documentario si apre con una citazione di Borges: «Nulla è costruito sulla pietra, tutto è costruito sulla sabbia, ma dobbiamo costruire come se la sabbia fosse pietra”.
E’ questo il terremoto, per lei?
«Il terremoto è pretesto per raccontare l’intensità delle emozioni, ho ricostruito con gli occhi di oggi quel momento importante della mia vita. Da allora non ho mai dato per scontate le fortune che mi sono capitate. E lo devo a quella notte di tanti anni fa».

Era un bambino, che cosa le è rimasto?
«Ricordo di essere scappato danzando tra mura che all’improvviso si erano messe a tremare, mi voltai indietro e metà del palazzo non c’era più. Ricordo una grande luce e la paura di non sapere dove fossero i miei genitori. Poi ci mettemmo in macchina e partimmo per Napoli, così com’eravamo. Niente fu come prima».

Il terremoto dell’Irpinia è l’alfa e l’omega del suo racconto. Ma una parte importante è dedicata al Belìce. Perché?
«Il sisma che colpì il Belìce nel 1968 è stato il primo terremoto mediatico del dopoguerra. Ha segnato un’epoca e aperto una strada, cominciano da lì gli interventi di artisti e grandi architetti nei processi di ricostruzione. Il Belìce è come un centro studi, è la grande biblioteca di un evento sismico».

Per molti centri colpiti dal terremoto la ricostruzione è rimasta aperta.
«E’ vero, ci sono luoghi che hanno perso la loro identità, ma altri luoghi sono stati capaci di ripartire rifondando aziende, coltivando campi. Ogni posto ha una storia a sé, i governi avrebbero dovuto decifrare con più attenzione i bisogni della gente».

Alla fine del viaggio, che cosa le lascia questa esperienza?
«La sensazione cristallina che le testimonianze dirette rendono molto più chiara la storia del nostro Paese. Le persone sono fondamentali, perché incarnano la memoria. Raccogliere le loro voci mi ha commosso, ha seminato qualcosa dentro di me. E’ come se fossi diventato più uomo».

Che cosa insegna il terremoto?
«A fare delle scelte. Ecco la lezione più importante. Il documentario è un percorso emotivo: parte dal presupposto che il sisma non è solo un evento fisico, ma cambia in maniera impressionante il punto di vista.
Lo abbiamo girato a giugno, durante la pandemia, appena è stato possibile spostarsi tra le regioni ed è stato interessantissimo. Si è creata una sensibilità completamente nuova. In fondo, terremoto e pandemia sono due facce di una stessa storia di impermanenza: il primo spinge tutti fuori, l’altro tutti dentro, ed entrambi cambiano il nostro modo di intendere la vita
».


di TITTA FIORE © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL MATTINO edizione Nazionale - Spettacoli CINEMA pag. 15 19/10/2020





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MessaggioInviato: Mer Ott 21, 2020 18:47    Oggetto: ALE ringrazia cast tecnico / docufilm LA LEGGE DEL TERREMOTO Rispondi citando






nota di regia: «Viviamo in un tempo in cui gli uomini perdono la fede per la stessa ragione per cui loro genitori l’avevano: non sanno perché.
Una verità aspra che identifica una sorta di malattia che alle volte reca il nome di indifferenza.
Non si vuole mai scoprire in profondità le ragioni di una scelta di vita, di una strada imboccata, di una deriva in cui ci si lascia trascinare come un ramo secco lungo il flusso di un fiume.
Il documentario “La legge del terremoto” tenta di riportare il fuoco del nostro vivere quotidiano non solo sulla memoria di eventi catastrofici che hanno segnato gli ultimi cinquant’anni del Paese in cui vivo - l’Italia - ma anche di porre all’attenzione dello spettatore quanto sia importante ricostruire attraverso scelte improrogabili ciò che si perde in pochi secondi.
Attraverso l’ingente materiale di archivio e le testimonianze di grandi professionalità quali architetti, scrittori, economisti, storici d’arte, responsabili della Protezione Civile e del mondo del volontariato, ho intrapreso un viaggio nelle difficoltà e nella conseguente determinazione con la quale l’Italia ha cercato di restituire alle nostre coscienze l’identità storico culturale dei luoghi colpiti da eventi catastrofici.
Direttamente sono stato coinvolto nel terremoto del 1980 dell’Irpinia al quale sono sopravvissuto all’età di sette anni.
Proprio quell’esperienza ancora oggi è rimasta una ferita difficile da rimarginare…
Ma ogni tragico episodio della nostra esistenza richiede un cambiamento, un tentativo di ricominciare da capo o di ricostruire ciò che è andato perso.
Dove era come era?
Dalla Sicilia alla Campania, dall’Abruzzo al Friuli noi italiani conviviamo da sempre con il terremoto, sappiamo che prima o poi ritornerà cambiando le nostre abitudini e la nostra visione del futuro.
La “riscrittura” che propone questo documentario è quella di indagare sulla consapevolezza dell’essere ospiti in questa natura che del resto non ci ha mai promesso di restare incolumi ai suoi cambiamenti
».







IL DOCUFILM "LA LEGGE DEL TERREMOTO" - 2020 E'

L'OPERA PRIMA IN REGIA DI ALESSANDRO PREZIOSI






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MessaggioInviato: Sab Ott 24, 2020 19:25    Oggetto: RAIPLAY, Rai5 - TEATRO - ciclo in tv con ALESSANDRO PREZIOSI Rispondi citando



ha scritto:



TV RADIOCORRIERE, settimanale RAI Radio Televisione Italiana





RAI 5 TEATRO (canale 23) e on demand HD RAIPLAY

dedicato ad ALESSANDRO PREZIOSI, attore e regista

SABATO prima serata! replica DOMENICA pomeriggio


4 weekend di OTTOBRE 2020, ciclo teatrale esclusivo

Alessandro Preziosi. Eroe, poeta, navigante, continua

il 24 alle 21:15 (25/16:45) un posto in prima fila per









"IL PONTE" MELOLOGO CON ALESSANDRO PREZIOSI

voce recitante di Mario Cordova - MUSICHE composte

ed eseguite da STEFANO DI BATTISTA & Jazz Quartet


testo di CARMELO PENNISI con Massimiliano Durante

produz. KHORA.teatro | TSA Teatro Stabile d'Abruzzo









Arriva in tv e via web un inedito monologo interpretato e diretto da Alessandro Preziosi, accompagnato dallo Stefano Di Battista Jazz Quartet e composto da Carmelo Pennisi e Massimiliano Durante nel 2008, che tematizza l'architettura come perenne e coraggiosa sfida dell’uomo che non si lascia soggiogare dalle leggi della natura, partendo da un efficace quanto surreale pretesto: il ponte sullo Stretto di Messina si farà. È lo spettacolo “Il ponte” che Rai Cultura propone sabato 24 ottobre alle 21.15 su Rai5 per un ciclo di appuntamenti dedicati all’attore Alessandro Preziosi. Il punto di vista della narrazione portata avanti da Preziosi, protagonista e regista della pièce sia nella versione originale del 2008 che nella ripresa del 2013, è quello paradossale a tratti sottilmente ironico di un operaio edile morto durante l'ipotetica costruzione del Ponte sullo stretto di Messina, e che già dal suo surreale incipit pone amaramente il fuoco su una delle questioni più importanti e spesso più trascurate dalla storia e dalla opinione pubblica, ovvero il costo umano delle grandi opere e, più in generale, delle grandi imprese umane.



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MessaggioInviato: Ven Ott 30, 2020 23:43    Oggetto: DATEMI TRE CARAVELLE! il musical - RAI 5 TEATRO - RAIPLAY HD Rispondi citando




MUSICAL TEATRO CONTEMPORANEO IN TV E ON LINE








RAI 5 TEATRO (canale 23) e on demand HD RAIPLAY

dedicato ad ALESSANDRO PREZIOSI, attore e regista

SABATO prima serata! replica DOMENICA pomeriggio


4 weekend di OTTOBRE 2020, ciclo teatrale esclusivo

Alessandro Preziosi. Eroe, poeta, navigante, continua

il 31 alle 21:15 (1/11 - 16:46) posto in prima fila per









"DATEMI TRE CARAVELLE!": ALESSANDRO PREZIOSI

E IL MUSICAL! INTERPRETA CRISTOFORO COLOMBO!





“Datemi Tre Caravelle!”, è stata dei principali eventi del cartellone estivo di Taormina Arte 2005, una commedia musicale tutta italiana inedita e inusuale che valorizza le poliedriche doti artistiche di Alessandro Preziosi che sul palcoscenico, nelle vesti di Cristoforo Colombo, non sarà solo attore ma anche cantante e ballerino.

Il testo ripercorre tutta la vicenda di Colombo dall’iniziale intuizione del suo viaggio al momento in cui, dopo le note peripezie, finalmente salpa con le tre caravelle alla volta della nuova via per le Indie. Questo spettacolo è la cronaca di un sogno che diviene realtà. E la realtà è tale da superare il sogno stesso. Ma è anche la storia di un uomo solo contro tutti che non vuole rassegnarsi al pregiudizio e che, con la sua scoperta, darà di fatto il via all’Era Moderna. I calcoli di Colombo sulla circonferenza della terra erano sbagliati, ma la forza dei sogni porta spesso gli uomini a scoprire cose inaspettate.
Se il continente americano non si fosse trovato tra l’Europa e le Indie Colombo e il suo equipaggio sarebbero morti.
Per tutti Colombo è l’avventura, il viaggio, il coraggio delle proprie idee, la realizzazione di un sogno.








testo di Carmelo PENNISI con Massimiliano DURANTE

produz. KHORA.teatro - REGIA di GIANNI QUARANTA

prima al Teatro Greco Festival TAORMINA ARTE 2005


musiche: STEFANO DI BATTISTA; coreografie: Gloria

Pomardi
scene Riccardo Monti costumi Alessandro Lai




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MessaggioInviato: Ven Nov 06, 2020 14:39    Oggetto: RAIPLAY HD Teatro RAI | ALESSANDRO PREZIOSI attore e regista Rispondi citando




RAIPLAY HD da non perdere è RAI CULTURA TEATRO

dedicato ad ALESSANDRO PREZIOSI, attore e regista

rassegna Alessandro Preziosi. Eroe, poeta, navigante









VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi

produz. KHORA.teatro|TSA Teatro Stabile d'Abruzzo









"CYRANO DE BERGERAC" di Edmond Rostand; Regia

di ALESSANDRO PREZIOSI attore protagonista|prosa

produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo









"IL PONTE" MELOLOGO Con ALESSANDRO PREZIOSI

Musica dal vivo, STEFANO DI BATTISTA Jazz Quartet

testo di CARMELO PENNISI con Massimiliano Durante









ALESSANDRO PREZIOSI: "DATEMI TRE CARAVELLE!"


testo di Carmelo PENNISI con Massimiliano DURANTE

produz. KHORA.teatro - REGIA di GIANNI QUARANTA

commedia musicale al Festival TAORMINA ARTE 2005




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MessaggioInviato: Ven Nov 06, 2020 14:48    Oggetto: TV2000 Effetto-NOTTE intervista ALESSANDRO PREZIOSI 06/11/20 Rispondi citando





TV2000 Effetto Notte ospita Alessandro Preziosi per


"LA LEGGE DEL TERREMOTO" FILM DOCUMENTARIO

REGIA DI ALESSANDRO PREZIOSI UN'OPERA PRIMA








TV2000 Effetto Notte, informazione cinematografica

venerdì 6 NOVEMBRE 2020 dalle 22:40 INTERVISTA

con ALESSANDRO PREZIOSI, conduce Fabio Falzone









Protagonista del faccia a faccia della settimana è Alessandro Preziosi che debutta nella regia con il docufilm “La legge del terremoto”. Presentato all’ultima edizione della Festa di Roma, un viaggio visivo, storico, ma soprattutto emotivo nella storia del nostro Paese. Se l’Italia è un corpo, il terremoto è un colpo al cuore. Dal terremoto dell’Irpinia, che Alessandro ha vissuto giovanissimo nel 1980, a quello del Belìce. E poi il Friuli, Assisi, L’Aquila, Amatrice, attraverso le immagini dell’Archivio Luce. Un viaggio nella distruzione ma anche attraverso la speranza della ricostruzione con il sostegno del volontariato e la forza della preghiera.








Alessandro Preziosi: "Il cinema deve per forza essere legato ad una speranza"

"Ho creduto alle persone che ho visto in queste storie, mi hanno insegnato sempre qualcosa in più"

"Tutto è costruito sulla sabbia, ma dobbiamo costruire come se la sabbia fosse pietra"[cit. Jorge Luis Borges]




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MessaggioInviato: Mar Nov 10, 2020 20:04    Oggetto: LA REPUBBLICA intervista ALESSANDRO PREZIOSI - cos'è l'amore Rispondi citando




Benvenute In ALESSANDRO PREZIOSI Official FORUM

la nostra rassegna stampa gratuita per utenti e lettori

presenta sempre selezionati articoli, video e interviste









LA REPUBBLICA INTERVISTA ALESSANDRO PREZIOSI

e dalla Festa del Cinema di Roma '20 una ESCLUSIVA

testimonianza per The dreamers cos'è per me l'amore







le domande di Chiara Ugolini su REP: REPUBBLICA.IT


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MessaggioInviato: Ven Nov 13, 2020 12:48    Oggetto: LA LEGGE DEL TERREMOTO, 2020, recensione di CINEMATOGRAFO.TV Rispondi citando







dalla XV Festa del Cinema di Roma: Cinema in atto

di Federico Pontiggia, che ne raccomanda la visione

la recensione CINEMATOGRAFO.Tv dell'opera prima


"La legge del terremoto" di ALESSANDRO PREZIOSI








Alessandro Preziosi racconta il suo esordio alla regia con "La legge del terremoto", proiezione speciale a RomaFF15. Un film che ricorda il terremoto dell'Irpinia ma approfondisce il fenomeno oltre la sua dimensione catastrofica per raccontarne anche l'aspetto umano e umanitario, culturale e sociale. Ci spiega questa chiave di lettura Federico Pontiggia che ce ne raccomanda la visione nelle sale”.


“Di un’attualità ancora più urgente a causa del momento storico che stiamo vivendo l’opera prima che vede alla regia Alessandro Preziosi, anche voce e testimone in viaggio de "La legge del terremoto", che mosso dalla sua condizione di sopravvissuto al terremoto dell’Irpinia (lui cresciuto nei suoi primi anni di vita ad Avellino) intraprende un cammino emotivo e storico nei terremoti che hanno sconquassato la nostra Italia, per arrivare a toccare corde profonde, quelle dei terremoti anche intimi di ognuno di noi.

Vola alto nella sua analisi del film Federico Pontiggia (giornalista e critico cinematografico), sottolineandone la qualità sorprendente per una prima regia da vivere presto anche nelle sale nazionali: uscirà per Istituto Luce/Cinecittà, con data però ancora da ridefinire per le evoluzioni della pandemia in corso”.









"Cinema in atto" è una rubrica di cinema settimanale dinamica, che parla e allo stesso tempo dà voce al pubblico e a chi fa parte della grande famiglia dei mille mestieri legati al cinema. Un programma di Giacomo d’Alelio. Musica originale di Daniel Torres. Una produzione Fondazione Ente dello Spettacolo - Cinematografo.it

La 36esima puntata ascolta le voci dei protagonisti di un’edizione storica, quella di quest’anno della Festa del Cinema di Roma, per l’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, e per la necessità di vicinanza a cultura e persone che si vuole continuare a dare, con attenzione e sensibilità, da parte di importanti manifestazioni come la kermesse capitolina giunta alla sua 15.ma edizione.



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MessaggioInviato: Ven Nov 13, 2020 14:52    Oggetto: SKYARTE 13/11/20 LUCE SOCIAL CLUB ospita ALESSANDRO PREZIOSI Rispondi citando





esclusiva per abbonati SKY ALESSANDRO PREZIOSI

ospite del LUCE SOCIAL CLUB di SKY ARTE -- 20:05

ven. 13/11/2020, racconta "La legge del terremoto"









Nel programma Luce Social Club, l'intrattenimento settimanale prevede tante chiacchiere su cinema, arte, serie tv, musica e tanto altro; conducono in studio Gianni Canova e Martina Riva.


Preziosi, figlio di avvocati e laureato a pieni voti in Giurisprudenza, decide di frequentare poi l'Accademia dei Filodrammatici di Milano e intraprendere la strada della recitazione. Ha frequentato tanti set televisivi e cinematografici ma è particolarmente legato al teatro.
Ha lavorato con registi come i fratelli Taviani, Pappi Corsicato, Ferzan Ozpetek. Ed ora ha deciso di passare dietro la macchina da presa dirigendo il suo primo documentario "La legge del terremoto",

da lui definito "viaggio dentro la carcassa vuota del nostro Paese", un'immagine estemporanea legata alla poesia portoghese di Pessoa.







SkyArte Luce Social Club incontra Alessandro Preziosi

la domanda: in che modo la pandemia ha cambiato la

realizzazione del suo documentario? risposta in video!







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MessaggioInviato: Mer Nov 18, 2020 18:48    Oggetto: TV2000 Siamo Noi intervista ALESSANDRO PREZIOSI 19/11/20 Rispondi citando





TV2000 SIAMO NOI pomeridiano d'Approfondimento

giovedì 19 NOVEMBRE 2020 ORE 15:20 INTERVISTA

ALESSANDRO PREZIOSI; conduce Gabriella Facondo








Il 23 novembre 1980 una terribile scossa di terremoto
devastava l'Irpinia: il ricordo di quei drammatici giorni
una puntata speciale con riflessioni e ricordi in diretta.




Sono passati quarant’anni da quel terribile terremoto di magnitudo 6.9 (decimo grado della scala Mercalli all’epicentro) che alle 19.34 del 23 novembre 1980 colpì la Campania e la Basilicata, lasciandole profondamente martoriate, e allungò la sua onda fino alla Pianura Padana a nord e alla Sicilia a sud. Una tragedia umana segnata da quasi tremila morti, più di ottomila feriti e 300mila senzatetto.

Siamo Noi, programma pomeridiano di Tv2000 in diretta alle 15:20, ricorda quel tragico evento con una puntata speciale. Tra gli ospiti: Erri De Luca; Piero Badaloni, giornalista e conduttore televisivo che vinse il premio di “cronista dell’anno” per i servizi sul terremoto in Irpinia; Lino Sorrentini, fotografo; Luigi Vicinanza, giornalista.








A 40 ANNI dal SISMA IL RICORDO diventa CINEMA:

"LA LEGGE DEL TERREMOTO" FILM DOCUMENTARIO

REGIA DI ALESSANDRO PREZIOSI Un'OPERA PRIMA







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genziana



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MessaggioInviato: Gio Nov 19, 2020 19:58    Oggetto: ALESSANDRO PREZIOSI regista del film LA LEGGE DEL TERREMOTO Rispondi citando





CORRIERE DELLA SERA / INTERVISTA / CORRIERE.IT




ha scritto:





        ITALIANI --- ALESSANDRO PREZIOSI







      intervista a cura di EMILIA COSTANTINI © RIPRODUZIONE RISERVATA


CORRIERE DELLA SERA - Ed. Nazionale pag. 29 28/10/20 - CORRIERE.IT





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MessaggioInviato: Gio Nov 19, 2020 20:01    Oggetto: LA LEGGE DEL TERREMOTO docufilm di e con ALESSANDRO PREZIOSI Rispondi citando





VANITYFAIR.IT INTERVISTA ALESSANDRO PREZIOSI




ha scritto:



Alessandro Preziosi si cimenta per la prima volta con la regia. Firma il documentario La legge del terremoto, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma in occasione del 40° anno dal terremoto in Irpinia. Preziosi è uno dei sopravvissuti di quella tragedia che colpì la Campania.

L’attore aveva sette anni e il 23 novembre 1980 era a casa di un amico. «Ricordo quel momento come una danza», ci racconta, «nella mia memoria è stato un attimo, un secondo».

Preziosi è regista, narratore e interprete del film. Lo vediamo percorrere e raccontare l’Italia lacerata dai sismi, nel Belìce, colpito nel 1968, in Friuli, ad Assisi, a l’Aquila e Amatrice. Il nostro Virgilio ci porta su quei luoghi sfregiati insieme alle loro anime, ci mostra il passato, attraverso immagini dell’Archivio Luce, delle Teche Rai e dei Vigili del Fuoco, e l’oggi, grazie anche alle testimonianze di Erri De Luca, Francesco Merlo, Giulio Sapelli, Vittorio Sgarbi, Mario Cucinella, Pierluigi Bersani, Angelo Borrelli e Grazia Francescato. Un viaggio nella devastazione fisica e psichica, di un paese e di un popolo, per interrogarsi su ciò che è stato e su ciò che siamo, sui passi falsi della ricostruzione e su quelli ben fatti.

«L’idea di avvicinarmi a questo argomento mi è venuta nel 2018, quando, in occasione delle celebrazioni dei 50 anni dal sisma del Belìce, Sergio Mattarella mi fece presente quanto fosse importante il cinema civile», ci spiega Preziosi. «In quel momento mi si è accesa una lampadina e mi sono chiesto: perché non provare a indagare quali sono le possibili metafore all’interno di una storia che ripercorre i nostri terremoti?». Una prova che lo mette in carreggiata per affrontare da regista il primo lungometraggio di finzione. «Avevo già in mente che cosa raccontare», ci confessa. La legge del terremoto permette anche di allargare la prospettiva su un altro dramma, quello dell’emergenza sanitaria di oggi.
«Il terremoto ci spinge fuori le nostre abitazioni, il Covid fortunatamente ci costringe a stare al loro interno», afferma l’attore e neo regista. «Ci obbliga a pensare a ciò che abbiamo, ai valori. Umanamente ci migliorerà, ma non dal punto di vista globale. Stiamo assistendo a una scollatura gigantesca tra paesi europei e non solo: non c’è una politica comune e una linea guida forte. Se individualmente porteremo a casa un insegnamento, a livello generale ci vorrebbe ben altro».

Che cosa? Gli chiediamo. «Come diceva Totò, ci vorrebbe Masaniello, per spostare le persone dal loro comune, superficiale, sentire in cui tutti fanno bee perché sono tutte pecore. Ci vorrebbe una presa di coscienza collettiva, che non per forza deve passare attraverso eventi drammatici. Bisognerebbe rimettere in sesto il concetto di stare insieme in famiglia, se non si fanno politiche culturali, sociali e antropologiche serie è impossibile che al di fuori della famiglia si trovi quello che nelle famiglie non c’è. Manca il coraggio di fare delle scelte».


a cura di EMANUELE BIGI - 21/10/20, per VANITY FAIR / CINEMA





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MessaggioInviato: Gio Nov 19, 2020 20:03    Oggetto: LA LEGGE DEL TERREMOTO - la recensione via TRADERS' MAGAZINE Rispondi citando





"LA LEGGE DEL TERREMOTO" FILM DOCUMENTARIO

REGIA DI ALESSANDRO PREZIOSI UN'OPERA PRIMA



recensione cinematografica pubblicata via TRADERS’




ha scritto:




    "LE MIE RECENSIONI" di Alessandra Basile


“La legge del terremoto”, di Alessandro Preziosi




Alessandro Preziosi dirige un documentario sul terremoto che avvenne in Irpinia quando aveva appena 8 anni e la sua vita, come lui stesso a mezzo voice over dice nel film, cambiò in pochi secondi, costringendolo ad abbandonare e modificare le sue abitudini, cosa affatto facile. Morte e distruzione, una città fantasma in pochi minuti, urla dal sottosuolo e qualche corpo ancora vivo estratto dalla terra, inclusa una bambina, come se questa fosse stata generata dalla terra stessa. Ecco buona parte di ciò che “La legge del terremoto” racconta, condivide con il pubblico. L’ex-bambina, una adulta ormai, è interpretata da una attrice che affianca Preziosi, mentre ripercorre in macchina e a piedi la zona terremotata raccontata nel film, ossia il Belìce, colpito nel 1968, e il Friuli, Assisi, L’Aquila, Amatrice duramente e letteralmente scossi anni dopo. Documenti d’archivio meravigliosi (Archivio Luce, Teche Rai, Vigili del Fuoco) e testimonianze ben scelte (da Erri De Luca a Giulio Sapelli che ho conosciuto tempo addietro, da Pierluigi Bersani a Angelo Borrelli, Merlo, Sgarbi, Cucinella, Francescato) caratterizzano questo prodotto che racchiude una memoria importante. Solo alla fine del film viene svelata una verità scenica: la donna, accanto a Preziosi, è in realtà un fantasma, poiché l’ex-bambina è morta dopo alcuni anni dal suo salvataggio; la signora che gli è fisicamente vicina vive nell’immaginario del nostro protagonista, che cerca di immergersi, oltre che nei suoi ricordi di piccolo sopravvissuto, anche nelle sensazioni indotte dai luoghi che sta esplorando, aiutandosi proprio con la visione di quella bambina salvata dalle macerie grazie al pronto intervento dell’Ordine di Malta (diversi gli intervistati) e di altri fra istituzioni (come la Croce Rossa) e volontari ammirevoli e coraggiosi. Ho apprezzato davvero la scelta del tema, tutto il prodotto filmico e la regia di Preziosi, che appare qui e là, con grande rispetto e umiltà come se fosse sullo sfondo delle vecchie immagini di repertorio, e che con la sua voce accompagna quelle testimonianze fotografiche e video e intervista i personaggi scelti per raccontare quei momenti.
Ho incontrato l’attore, bello e impegnato, alla prima del suo documentario e mi ha dimostrato grande gentilezza e sincera disponibilità. I miei commenti a lui – dato che nel film si punta anche a sensibilizzare lo spettatore sui ‘terremoti’ personali, che siano affettivi o professionali, insomma sulle crisi e i colpi che ciascuno può ricevere senza che la terra balli il rock per tutti – sono stati un accenno sia al Covid19 come il ‘terremoto’ di tutti in questo momento storico, sia al personaggio della donna immaginaria ‘usato’ per raccontare una storia importante, tragica, universale, ma anche per chiedersi, pur non conoscendola nessuno di noi, come sarebbe stata e cosa avrebbe fatto quella bambina, simbolo di altre persone e generazioni, se davvero fosse diventata adulta. Voto: 8.




aggiornamento: 17/11/2020; sotto la videointervista ad Alessandro Preziosi









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