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I MEDICI: LA MERAVIGLIA!
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Forum Alessandro Preziosi
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Autore Messaggio
genziana



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MessaggioInviato: Lun Dic 26, 2016 18:19    Oggetto: I MEDICI 2016, Premio Capri TV series Award, Capri-Hollywood Rispondi citando



ha scritto:



    "I MEDICI" serie 2016 a CAPRI, Hollywood


(ANSA) - NAPOLI - "I MEDICI" è la serie dell'anno: è stato assegnato alla fiction co-prodotta da Lux Vide e RaiFiction, il "CAPRI, TV series Award"dalla 21 esima edizione di CAPRI, HOLLYWOOD - The International FILM FEST che si apre ufficialmente domani. "I MEDICI", protagonista Richard Madden (Cosimo de Medici) con Dustin Hoffmann, e un cast internazionale che comprende anche Alessandro Preziosi, Miriam Leone, Sarah Felberbaum, dopo il successo su Rai Uno quest'autunno in Italia (sei milioni di spettatori in media per 8 puntate) è stata acquisita da Netflix per la diffusione in Usa, Canada, Inghilterra, Irlanda e India.


RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA _ pubblicato il 26/12/2016 via _ ANSA.IT







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marystone



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MessaggioInviato: Mar Dic 27, 2016 18:07    Oggetto: Rispondi citando


....che belle soddisfazioni!!! Così tutto il mondo conoscerà il nostro grande Brunelleschi....la nostra meravigliosa Firenze e dintorni.....e il nostro grande Alessandro!!!! Laughing

...di questo passo..caro Ale...diventerai davvero internazionale!!!! BRAVO!!!! Laughing Laughing

Mariella
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Beate-1969



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MessaggioInviato: Mer Dic 28, 2016 13:46    Oggetto: Rispondi citando


Ieri sera io visto I Medici su sky 1! Laughing Laughing Laughing

Che meraviglioso e bellissimo! Laughing Laughing

Caro capitano Alessandro, di nuovo complimento grande per il tuo grandioso Brunelleschi! Laughing Laughing

Che grande emozioni!!!

Sei fantastico!!! Laughing Laughing

I Medici mi piace moltissimo!!! Laughing Laughing

VVTB!!! Laughing Laughing

Baci

Bea Laughing

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Mi dispiace per il mio cattivo italiano






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genziana



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MessaggioInviato: Mer Dic 28, 2016 15:44    Oggetto: I MEDICI - Tivù intervista Matilde e Luca BERNABEI, LUX VIDE Rispondi citando



ha scritto:







TIVU' dicembre 2016, Televisione pag. da 14 a 21; Ed. DUESSE





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genziana



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MessaggioInviato: Mer Dic 28, 2016 15:45    Oggetto: I MEDICI - Tivù intervista Matilde e Luca BERNABEI, LUX VIDE Rispondi citando



ha scritto:




TIVU' dicembre 2016, Televisione pag. da 14 a 21; Ed. DUESSE





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genziana



Registrato: 22/03/04 13:40
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MessaggioInviato: Mer Dic 28, 2016 15:46    Oggetto: I MEDICI - Tivù intervista Matilde e Luca BERNABEI, LUX VIDE Rispondi citando



ha scritto:




TIVU' dicembre 2016, Televisione pag. da 14 a 21; Ed. DUESSE





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genziana



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MessaggioInviato: Mer Dic 28, 2016 15:46    Oggetto: I MEDICI - Tivù intervista Matilde e Luca BERNABEI, LUX VIDE Rispondi citando



ha scritto:




I BERNABEILUX VIDE - il successo non scontato de “I MEDICI” apre le porte a una nuova stagione per la serialità generalista con ambizioni internazionali. Rischi da affrontare e prospettive da sfruttare secondo Matilde e Luca Bernabei, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato della società.



Dopo una lunga attesa, il successo non scontato de “I MEDICI” corona un processo produttivo inedito, che conferma come anche per una rete generalista della portata di RAI UNO sia possibile applicare la lezione appresa dalla grande serialità internazionale.

Il Presidente e l’Amministratore Delegato di LUX VIDE, Matilde e Luca Bernabei, eredi loro stessi di una prestigiosa “famiglia dell’Audiovisivo” tricolore, raccontano retroscena e novità degli ultimi progetti.




di Linda Parrinello
foto di Fabio Lovino

Tanto tuonò che piovve. Erano anni che Matilde e Luca Bernabei andavano sostenendo la possibilità, per la fiction tricolore, di valicare i confini nazionali.

Ben prima ancora che esplodesse il fenomeno delle serie Sky, che il Wall Street Journal ha recentemente salutato come il nostro Rinascimento seriale. Ma l’exploit de I MEDICIMasters of Florence su RAI UNO, con il 27,3% di share (fonte Barometro), pari a circa 6,9mln di spettatori medi, e l’esordio in Francia con 7,5mln che ha fatto titolare elogiativamente a Le Monde “I Medici: teste di serie”, indicano un’ulteriore evoluzione del periodo favorevole che interessa alcune nostre produzioni. E, contrariamente a quanto si era pensato sino a oggi, ovvero che osare fosse una prerogativa da associare ai broadcaster pay, i soli a potersi permettere il lusso di soddisfare i gusti di una platea, selezionata, mediamente più giovane e alto spendente, nonché cresciuta a pane e serialità internazionale (prevalentemente Usa), si è scoperto invece che anche RaiUno – canale generalista per antonomasia – è riuscito a valicare finalmente tale confine. E l’ha fatto grazie a I MEDICI, otto puntate per quattro appuntamenti, in cui si è provato a raccontare, romanzandola, la storia della famiglia di banchieri che ha reso grande Firenze e la sua signoria. La serie, com’è ovvio che sia, è piaciuta a molti, ma non a tutti: diversi i distinguo sorti per le licenze storiografiche che si sono prese gli autori, per non parlare della fotografia, delle luci, dei costumi, del doppiaggio… Ma oltre che per le audience, che nella stagione la vede seconda solo alle qualificazioni per i Mondiali di Calcio, la produzione LUX VIDE ha fatto parlare di sé, ha abbassato l’età media del pubblico della rete ammiraglia, elevandone allo stesso tempo la classe socioeconomica e culturale. In più grazie anche, ma non solo, alla presenza di protagonisti come Richard Madden e Dustin Hoffman, è stata trend topic su Twitter e “postatissima” su Facebook. Hanno quindi di che essere soddisfatti i fratelli Bernabei, che chiudono un 2016 importante. Prima di tutto per la scomparsa del padre Ettore, storico direttore generale della Rai e fondatore della società, e poi perché archiviano un arco temporale in cui tra le prime top 10 fiction inedite degli ultimi due anni, ben tre sono uscite dalla loro factory: [...]

Cominciamo col dire che il 2016 è stato un anno che resterà nella storia della LUX VIDE, prima di tutto per la scomparsa di vostro padre Ettore, e poi per la messa in onda de I MEDICI. Vorrei partire proprio da vostro padre. Qual è l’eredità, ovviamente non economica, bensì imprenditoriale ed editoriale, che vi lascia?

Matilde: Come imprenditori, nostro padre ci ha insegnato a esercitare la speranza, una speranza attiva, che non si tira indietro. Che ci ha spinto, e ci spinge, a immaginare e sognare grandi progetti, anche quando le condizioni si presentano particolarmente difficili. Così è nato il nostro primo successo internazionale de La Bibbia e poi a seguire. Proprio per questo esercizio continuo dell’ambizione non possiamo certo dire che LuxVide abbia mai avuto un anno facile; in azienda mio padre - così come diceva quand’era in Rai - amava ripetere: «Abbiamo fatto bene, ma si può fare sempre meglio». Il che coincide, per certi versi, con quanto abbiamo raccontato ne I MEDICI: l’ambizione di Giovanni e Cosimo di coronare il proprio sogno partendo anche da situazioni non favorevoli.

Luca: Per mio padre guardare al futuro era fondamentale, e soprattutto praticava l’arte di sognare in grande: aveva dei sogni che andavano oltre il “sognabile”. Merito sicuramente della sua grandissima fede. E merito anche del concetto alto che aveva del telespettatore, il quale da ciò che vedeva in televisione doveva, secondo lui, essere sempre rispettato ed elevato. Devo dire che neanche una volta, nei tanti anni che gli siamo stati accanto, ha manifestato di avere un sogno ego-riferito, perché ha sempre avuto un senso profondo della missione del suo lavoro. Certo una sensibilità d’altri tempi, che dà da pensare in un’era in cui imperano comunicatori e comunicazione a ogni costo.

Dite la verità: vi aspettavate la grande manifestazione d’affetto e di stima che si è registrata nei confronti di vostro padre alla notizia della sua scomparsa?

Matilde: Lo ammetto, non così trasversale da qualsiasi estrazione, sia politica che culturale.

Luca: Mio padre ha avuto la fortuna di lavorare accanto a grandi maestri sia nella chiesa che nella società civile. Ha ricevuto molto e ha restituito a molti.

Matilde: Però queste figure non erano solo “pensatori”, ma anche figure operative. Avevano quella che si definisce una visione, che è ciò che manca ai populismi che contraddistinguono la nostra epoca a ogni latitudine, e in cui credo abbia qualche responsabilità anche certo prodotto televisivo che piace tanto a chi è sempre “contro a prescindere”.

Vostro padre è riuscito a vedere I MEDICI?

Luca: Tutti gli episodi… E l’ultimo addirittura prima di noi, sottotitolato, perché volevamo che lo vedesse. È stato felicissimo... Le dirò di più: la puntata dedicata alla cupola del Duomo è stata una storyline fortemente voluta da lui che, essendo nato a Firenze, come la stessa Matilde, era orgoglioso della sua città. Quando eravamo piccoli ci portava sempre a vedere Santa Maria del Fiore, raccontandoci ogni volta la genesi della cupola e di come fosse stata costruita grazie all’ingegno di uomini che avevano un sogno più grande di loro.

I numeri parlano chiaro: con il 27,3% di share e quasi sette milioni di telespettatori medi, I MEDICI è stato un successo di ascolti e di gradimento. Risultato tutt’altro che scontato, visto che si era creata una grande aspettativa e molti vi aspettavano al varco.

Matilde: Esatto, e ne eravamo perfettamente consapevoli.

Raccontate brevemente la genesi del progetto? Cosa ha fatto in modo che la serie avesse un simile di riscontro, che altre vostre coproduzioni internazionali non hanno avuto?

Matilde: Confesso che contavamo di realizzare I MEDICI sin da quando è nata LuxVide. A un certo punto ci siamo guardati intorno e abbiamo visto che l’Italia, dal punto di vista produttivo, continuava a essere considerata la periferia del mondo, mentre sentivamo che era il momento giusto per realizzare un progetto che avesse tutti i crismi per girare a livello internazionale. Sì, lo avevamo già fatto per certi versi con altri progetti, da Guerra e Pace ad Anna Karenina, e prima ancora con La Bibbia, ma si trattava di un’altra era, un altro mercato. Il tema si prestava perché quella dei Medici è una storia straordinaria, ma poco nota, poca gente anche in Italia conosceva il loro ruolo di mecenati e di banchieri, che da usurai passano a finanziare e sostenere le attività economiche, le arti e i mestieri di Firenze, dando vita al Rinascimento che ha reso il nostro Paese unico al mondo. E per raccontarlo, mi creda, abbiamo dovuto affrontare un grande rischio personale e finanziario, passando tante notti insonni.

Luca: Già, era inevitabile visto che abbiamo iniziato con un terzo del budget, e l’incertezza di trovare gli altri due terzi. In più, Dustin Hoffman ci aveva dato un margine di tempo fisso per girare, mentre noi non avevamo ancora concluso con le coproduzioni, né formalizzato con la Rai. Quindi, è stato un vero e proprio salto nel vuoto, che abbiamo affrontato grazie all’esperienza accumulata con le precedenti nostre coproduzioni internazionali, che hanno costituito quasi delle fasi preparatorie, delle ore di volo, che alla fine ci hanno consentito di volare davvero. Alla fine posso dire che I MEDICI ha rotto il tabù di un confine considerato prima insormontabile tra pay e free tv, dimostrando che il pubblico è liquido - va dove va il prodotto - così come il mercato, e che un contenuto, anche se nativo generalista, può attirare una platea mediamente più giovane, e anche laureata. I MEDICI sono stati prevenduti nel mondo a diverse piattaforme svod e pay come Telefonica Movistar+ in Spagna, Sfr Play in Francia e Sky Germania, Probabilmente questo accade perché, a livello di prodotto, si vanno assottigliando le linee di demarcazione tra svod, canali pay e generalisti. Anche se permane per la tv generalista la necessità di andare a incrociare molti più target e maggiori audience.

Sostanzialmente, sotto il profilo industriale, cosa state imparando da questa esperienza?

Luca: Le rispondo con una metafora calcistica. È come essere una buona squadra che gioca in serie A, ma deve affrontare la Champions League. E si ritrova ad avere bisogno di figure professionali con un background internazionale, di una panchina più lunga, di tecnici e dirigenti che abbiamo una visione di più ampio respiro. Altrimenti si rischia l’implosione. E l’unico modo per far reggere il tutto è ispirarsi al modello americano, pur non avendone le disponibilità economiche... Vorrei ricordare che in America ci sono pilot (come quelli di The Man in the High Castle, The Crown o Lost) che da soli sono costati la metà dell’intero budget de I MEDICI.

Matilde: Vorrei chiarire un punto, che tutto ciò non si improvvisa, perché alla base di questo risultato c’è il fatto che Lux ha sempre reinvestito in persone, in qualità professionale, in tecnologie. Siamo organizzati sul modello di uno studio americano, con un gruppo di story editor tra i quali i migliori sono diventati sceneggiatori. Abbiamo anche finanziato e fatto crescere il Master dell’Università Cattolica in scrittura e produzione per la fiction, da cui provengono molti dei ragazzi del nostro dipartimento editoriale. Inoltre, all’interno della nostra sede, abbiamo attrezzato delle Writers Room, aree in cui si scrive e si progettano le serie, e altre dove autori, registi, costumisti e scenografi lavorano insieme prima di avviare la produzione. Siamo collegati online con tutti i nostri set, con gli studi di produzione a Formello e in più abbiamo tutta la post produzione in house. La competizione esige una costante evoluzione.

Luca: C’è una cosa dalla quale chi fa questo mestiere ormai non può prescindere, e cioè che la lunga serialità ha bisogno di gruppi di tecnici specialisti dedicati. Parliamo della Formula 1 del nostro mestiere, che non si può fare mettendo saltuariamente sotto contratto gli sceneggiatori, perché richiede un lungo processo di costruzione. È talmente complessa che necessita di editor che lavorino per gli sceneggiatori, di una post-produzione centralizzata, altrimenti si rischia di imboccare strade sbagliate e schiantarsi quando si va a girare. Occorre un approccio industriale di ricerca e sviluppo prolungato nel tempo, laddove in Italia ha sempre prevalso l’artigianalità.

Matilde: La figura del produttore in questi anni si è evoluta. Ormai può succedere solo al cinema che un film possa avere un successo inaspettato, nella serialità invece - se non c’è dietro un accurato approccio industriale – i colpi di fortuna non esistono. E ciò vale non solo per il prodotto da esportazione, ma anche per quello destinato al mercato nazionale.

La vostra serie è piaciuta al pubblico giovane ed è stata protagonista sui social: era previsto?

Luca: Ce lo auguravamo, ma non ce lo aspettavamo, almeno non nei termini in cui è arrivato: I MEDICI è entrata in contatto con 23mln di italiani raggiungendo tutti i profili di pubblico, con un grande successo tra i giovani, ragazzi e ragazze (per quest’ultime 30,1% dai 15 ai 24 anni) e tra i laureati (37.9%). È stata inoltre una delle serie italiane più commentate di sempre sui social con 750mila interazioni su Facebook e Twitter, ingaggiando un pubblico giovanissimo (78% minori di 34 anni) e rivelandosi la serie italiana più twittata del 2016 (dati Nielsen). I MEDICI, trend topic internazionale di Twitter, è la testimonianza dell’universalità e modernità del prodotto, merito anche della capacità di storytelling dello sceneggiatore Frank Spotniz, che ha costituito una Writers Room all’americana. La sua impostazione del racconto ha portato i giovani davanti allo schermo, perché hanno riconosciuto ne I MEDICI le caratteristiche di un genere da loro apprezzato, la serialità internazionale, unite a una storia di grande impatto culturale, girata non in studio, ma nei luoghi reali in cui si svolse, per non parlare dei costumi che sono stati studiati accuratamente per dare ai singoli ceti rappresentati un mood, uno stile ben preciso e riconoscibile, dalle linee ai colori. Alla stessa colonna sonora abbiamo lavorato un anno insieme a Paolo Buonvino, applicando ai madrigali la musica elettronica. Successivamente è nata la collaborazione con Skin per la sigla. Alla fine si è creato un incrocio tra pubblici differenti che ha condotto ai risultati che abbiamo visto.

Che ne pensate di alcune critiche relative alla veridicità storica del prodotto?

Luca: Ci siamo preoccupati di realizzare un prodotto fiction con i più alti standard internazionali. La serie rispetta gli accadimenti storici, ma per esigenze narrative e produttive sono state fatte scelte che garantissero l’accessibilità del prodotto al pubblico italiano e internazionale.

Frank Spotniz sta già lavorando a I MEDICI 2, è possibile anticipare grosso modo quale sarà l’impianto narrativo?

Luca: Sì, è già all’opera: non smetteremo mai di ringraziarlo per il lavoro meraviglioso che ha fatto. Se siamo arrivati qui è grazie a lui: è uno sceneggiatore outstanding ed è anche grazie al suo copione che attori del calibro di Richard Madden e Dustin Hoffmann hanno accettato di imbarcarsi in questa avventura. La seconda stagione sarà incentrata sulla figura di Lorenzo il Magnifico e sulla congiura dei Pazzi, che portò all’uccisione di suo fratello Giuliano. Approfondirà inoltre il suo rapporto con gli artisti e in particolare con Botticelli, il cui amore per una bellissima donna dell’epoca, Simonetta Vespucci, fece nascere uno dei capolavori più belli di tutti i tempi La Primavera.

Una cosa è certa, però, qualche anno fa in un’intervista a Tivù, proprio lei lamentava che il fatto che chiamarvi Bernabei vi avesse sempre fatto giudicare a prescindere come bacchettoni e conservatori, ma dopo alcune scene viste nella serie nessuno potrà più rimproverarvelo…

Luca: È vero, non potranno più farlo... Mi preme aggiungere un’altra cosa che dovremmo imparare dagli americani, ed è che loro sono bravi certamente nella denuncia, ma lo sono altrettanto nell’autocelebrazione di loro stessi e del loro Paese, perché poi riescono a esportare nel mondo intero questo punto di vista. Ebbene, sono convinto che se anche noi italiani avessimo una maggiore consapevolezza della bellezza del nostro Paese e della nostra creatività, potremmo avere pochi rivali al mondo.

A proposito di questo, guardando I MEDICI mi è venuto in mente che circa quattro anni fa, prima ancora che arrivassero gli exploit di Romanzo criminale e Gomorra, mentre molti produttori si dicevano convinti dell’impossibilità che in Italia si potessero produrre delle serie che avesse una credibilità internazionale, l’unica a sostenere invece il contrario era lei, Matilde. Cosa la convinceva allora come adesso che potevamo giocarci questa chance?

Matilde: Prima di tutto la qualità del lavoro che in Lux siamo riusciti a raggiungere. Noi produciamo per i mercati internazionali da sempre e ora più che mai siamo concentrati su questo, investendo risorse e portando il nome della nostra società e dell’Italia nel mondo.

Allora, come direbbe Frankestein Junior, “si può fare”!

Luca: Certamente, I MEDICI come The Young Pope adesso, e prima ancora Gomorra e Romanzo criminale hanno dimostrato che l’Italia è un Paese dove si può fare produzione d’alto livello. Con la variante che noi abbiamo realizzato per la generalista una serie interpretata da attori internazionali, ottenendo ascolti che normalmente sono registrati dai più importanti successi con i più noti attori italiani. L’importante è però che adesso i broadcaster non allentino la presa, che anzi si sforzino di sfruttare al massimo il momento investendo più di quanto non abbiano fatto fino a oggi. È fondamentale darsi una visuale di più ampio respiro, perché questa potrebbe essere la volta buona per il nostro mercato seriale e audiovisivo di uscire dall’angolo.

Certo, è difficile competere con operatori come Netflix e Amazon che per le loro produzioni mettono a disposizione budget a tre cifre.

Matilde: Lo so, The Crown è costato a Netflix 100mln di dollari… ma nessuno nega che la situazione sia difficile e altamente competitiva. Tuttavia, se si lavora in una direzione qualitativa, che non sia estemporanea, ma continuativa nel tempo, e in grado di far crescere professionalità e operatori capaci di rispondere agli standard internazionali, noi possiamo sicuramente farcela. In definitiva, la stessa legge sull’audiovisivo recentemente approvata va proprio in questa direzione. Anche se bisognerà vedere come verrà applicata. […]

(ha collaborato Eliana Corti)




TIVU' dic. 2016, Televisione pag. da 14 a 21; Ed. DUESSE





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genziana



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MessaggioInviato: Mar Gen 03, 2017 19:07    Oggetto: I MEDICI 2016, Premio TV SERIES Award 2016 - CAPRI,HOLLYWOOD Rispondi citando







alla 21/a edizione di CAPRI, HOLLYWOOD "TV SERIES DEL 2016"
è "I MEDICI" prodotto dalla Lux Vide e rappresentato a Capri dall'attore Alessandro Preziosi; il Festival è promosso dall'Istituto "Capri nel Mondo", con la Direzione generale Cinema del MiBACT e la Regione Campania; fondatore e produttore: Pascal Vicedomini;






"Una edizione straordinaria per la qualità degli artisti intervenuti e la varietà dei lavori presentati", dice Vicedomini, "Dal Festival di Capri, ora l'attenzione del mondo si sposta alla California per la fase finale dell'Awards season. Siamo certi che molti dei nostri premi troveranno già riscontro ai Golden Globe e poi nella magica notte degli Oscar".





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Leysana



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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2017 15:56    Oggetto: Re: I MEDICI 2016, Premio TV SERIES Award 2016 - CAPRI,HOLLY Rispondi citando


genziana ha scritto:





alla 21/a edizione di CAPRI, HOLLYWOOD "TV SERIES DEL 2016"
è "I MEDICI" prodotto dalla Lux Vide e rappresentato a Capri dall'attore Alessandro Preziosi; il Festival è promosso dall'Istituto "Capri nel Mondo", con la Direzione generale Cinema del MiBACT e la Regione Campania; fondatore e produttore: Pascal Vicedomini;






"Una edizione straordinaria per la qualità degli artisti intervenuti e la varietà dei lavori presentati", dice Vicedomini, "Dal Festival di Capri, ora l'attenzione del mondo si sposta alla California per la fase finale dell'Awards season. Siamo certi che molti dei nostri premi troveranno già riscontro ai Golden Globe e poi nella magica notte degli Oscar".






Chiedo perdono per il mio italiano, sto solo imparando
Smile .
Serie "I Medici" meravigliosa, fissando la metà serie in italiano, metà in inglese. Mi è piaciuto in italiano. Ma Alessandro nella serie molto poco, mi dispiace.
Nonostante la storia di Medici, ansioso lo sviluppo della trama di Brunelleschi.
Auguro la serie ricevere premi in festival, il lavoro è fatto grande.
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Felicità a tutti!
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Gen 07, 2017 19:02    Oggetto: I MEDICI official - SCENA con PREZIOSI, ruolo: BRUNELLESCHI Rispondi citando




una meravigliosa SCENA da "I MEDICI", episodio



    Benvenuta Nel FORUM DI ALESSANDRO


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Marisol



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MessaggioInviato: Lun Gen 09, 2017 09:20    Oggetto: Rispondi citando


Ciao cari amici,

Una buona notizia:

Ieri sera, seconda visione in Spagna, in TV, un'altra possibilità di vedere e godere con "I Medici" : 1° e 2º episodi Razz Razz !!

La prossima domenica più: 3º e 4º episodi Very Happy Very Happy !!

Baci, baci con grande affetto da Madrid.

Marisol

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genziana



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MessaggioInviato: Ven Giu 23, 2017 13:52    Oggetto: I MEDICI - stagione I 8 episodi - Rivedi on line: RAIPLAY.IT Rispondi citando




    Alessandro Preziosi interpreta Filippo Brunelleschi

    nella serie tv "MEDICI : MASTERS OF FLORENCE"

    in esclusiva su RAIPLAY la fiction evento dell'anno







    STAGIONE I "I MEDICI _ I SIGNORI DI FIRENZE"

    8 episodi con extra - Regia Sergio Mimica-Gezzan


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