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TOURNE' 2018 di ALE con VAN GOGH
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Forum Alessandro Preziosi
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Autore Messaggio
genziana



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MessaggioInviato: Mar Mar 13, 2018 16:06    Oggetto: VINCENT VAN GOGH L'odore assordante del bianco, TOUR 2018-19 Rispondi citando




_ KHORA.teatro con TSA - Teatro Stabile d'Abruzzo

presentano



ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi




testo vincitore del Premio Tondelli Riccione Teatro 2005



scene|costumi Marta Crisolini Malatesta; disegno luci
Valerio Tiberi, Andrea Burgaretta; musiche Giacomo
Vezzani
; supervisione artistica di Alessandro Preziosi




        PERSONAGGI E INTERPRETI


        Vincent Van Gogh: Alessandro Preziosi

        Dottor Peyron: Francesco Biscione

        Theo Van Gogh: Massimo Nicolini
        Dottor Vernon-Lazàre: Roberto Manzi
        infermiere Gustave: Alessio Genchi
        infermiere Roland: Vincenzo Zampa



        voce di Vincent bambino: Davide Piccirillo







aiuto regia Angela Zinno; direttore di scena Giovanni Piccirillo;

capo macchinista Mimmo Pirolla; capo elettricista Dino Iovannitti; sarta Silvia Lombardi; service audio e luci Emmedue; scenotecnica L'Aquila scena; trucco e acconciature Capelli & Company; calzature Shoes4show;




produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

_ in collaborazione con il FESTIVAL di SPOLETO 60 _

prima nazionale 27 giugno '17 Napoli Teatro Festival





prodotto da Alessandro Preziosi, Tommaso Mattei, Aldo Allegrini

produzione esecutiva di Aldo Allegrini; ritratti di Francesca Fago; foto di scena: Manuela Giusto; design grafico: Arianna Sabbatini









TOURNEE TEATRALE gen./aprile 2018 - KHORA.teatro




      dal 20 al 21 gennaioFERMO, Teatro DELL’AQUILA
      . AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali
      - Residenza di Riallestimento


      23 gennaio - ESTE (PD), Teatro FARINELLI
      . ArteVEN Circuito Teatrale Regionale
      . Teatro Stabile del Veneto, Teatro Nazionale
      . Regione del Veneto e MiBACT


      dal 24 al 28 gennaio - VENEZIA MESTRE, Teatro TONIOLO
      . ArteVEN Circuito Teatrale Regionale


      30 gennaio - SACILE (PN), Teatro Politeama ZANCANARO
      . ERT del Friuli Venezia Giulia


      dal 31 gennaio al 4 febbraio - TRIESTE, Politeama ROSSETTI
      . TEATRO STABILE DEL FRIULI VENEZIA GIULIA,
      - Teatro di Rilevante Interesse Culturale


      6-7-8|10-11 febbraio - FIRENZE, Teatro della PERGOLA
      . TEATRO DELLA TOSCANA, Teatro Nazionale


      dal 13 febbraio al 4 marzo - ROMA, Teatro ELISEO


      6 marzoSULMONA (AQ), Teatro Com.le Maria CANIGLIA
      . ACS Abruzzo Circuito Spettacolo


      dal 7 all'8 marzo - TERAMO, Teatro Comunale
      . ACS Abruzzo Circuito Spettacolo


      dal 9 all'11 marzo - BOLOGNA, Teatro DUSE


      dal 13 al 14 marzo - L'AQUILA, Ridotto del Teatro Comunale
      . TEATRO STABILE D'ABRUZZO, Ente Teatrale Regionale


      dal 15 al 18 marzo - SALERNO, Teatro Municipale VERDI
      . Teatro Pubblico Campano


      dal 20 al 25 marzo - NAPOLI, Teatro MERCADANTE
      . TEATRO STABILE DI NAPOLI, Teatro Nazionale


      27 marzo - URBINO (PU), Teatro SANZIO
      . AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali


      28 marzo - RECANATI (MC), Teatro Giuseppe PERSIANI
      . AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali


      dal 6 all'8 aprile - TREVISO, Teatro Com.le DEL MONACO
      . Teatri e Umanesimo Latino SpA


      dal 10 al 12 aprileTHIENE (VI), Teatro Comunale
      . ArteVEN Circuito Teatrale Regionale


      dal 14 al 15 aprileCHIETI, Teatro MARRUCINO



seconda TOURNEE TEATRALE 2018-19 KHORA.teatro




      dal 10 al 13 gennaio 2019PESARO, Teatro ROSSINI
      . AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali
      . Comune di Pesaro, Regione Marche e MiBACT






con preghiera di utilizzare con parsimonia Riporta onde consentire aggiornamenti

e modifica al messaggio originale. Grazie per la comprensione e la collaborazione

allo scopo di fornire informazioni precise e accurate per utenti e lettori del Forum




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genziana



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MessaggioInviato: Mar Mar 13, 2018 17:26    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, 13-14/03/18 L'AQUILA Stabile d'Abruzzo TSA Rispondi citando




rassegna stampa selezionata dal Forum ufficiale di


ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

13-14 marzo 2018, L'AQUILA Ridotto Teatro Com.le








Alessandro Preziosi in un intenso thriller psicologico "VINCENT VAN GOGH, L'ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO", testo di Stefano Massini, regia Alessandro Maggi, scene e costumi Marta Crisolini Malatesta, supervisione artistica Alessandro Preziosi, e con Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Vincenzo Zampa, Alessio Genchi, va in scena per la Stagione Teatrale Aquilana, organizzata dal Teatro Stabile d'Abruzzo, martedì 13 marzo alle 21,00 e mercoledì 14 marzo alle 17,30, Ridotto del Teatro Comunale.

"Questo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile d'Abruzzo e Khora.teatro, in collaborazione con Spoleto60 Festival dei due Mondi, racconta di un uomo-bambino che non vuole accettare la realtà - spiega Alessandro Preziosi - e soprattutto non vuole accettare la sua malattia. Solo in questa direzione, non respingendo quello che lui realmente è, riesce a vedere quello che gli altri non capiscono e può continuare ancora a dipingere. È un Van Gogh di cui noi, spettatori di oggi, biograficamente conosciamo tutto e scopriamo anche un uomo che non era poi così folle. La sua follia era legata a una necessità riproduttiva della realtà, condizione insita del suo essere artista, che gli procurava una compulsione emotiva fortissima.
L'uomo ha la capacità infinita di avvicinarsi alla natura nel momento in cui dipinge o semplicemente cerca di raccontare l'arte. È da questo contatto ancestrale con il fatto naturale che nasce un senso di inadeguatezza e di disagio, gli stessi sentimenti che avvertiva Van Gogh nei confronti della bellezza che andava a rappresentare. Van Gogh ha invaso la mia vita, ho letto e apprezzato tutte le notizie che si possono trovare su di lui: è in questo modo che sono arrivato ad accettarlo e comprenderlo, soprattutto mi sono potuto appropriare di certi aspetti che potevo condividere con lui, ma senza forzature. Questo spettacolo cerca proprio di rendere visibile sulla scena tutto questo intimo procedimento
".

Siamo nell'ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de-Manson, in Provenza, nel 1889: in una stanza bianca vive Vincent Van Gogh, ridotto a uno stato di totale frustrazione a causa delle allucinazioni che scaturiscono dalla sua mente e dei divieti assurdi impartiti dai medici. I suoi pensieri sono ossessivi, non sa di cosa o di chi si può fidare, la sua mente lo tradisce: cosa è reale e cosa è illusione? In questo labirinto soffocante, in cui entra anche lo spettatore, Van Gogh porta avanti una guerra contro il mondo, ma soprattutto contro di sé perché i suoi stessi pensieri sono le mura di una prigione da cui fuggire. L'odore assordante del bianco è uno dei primi testi di Stefano Massini, vincitore del Premio Pier Vittorio Tondelli 2004. [fonte: comunicato QuestoTeatro-TSA]





ha scritto:






    PREZIOSI interpreta VAN GOGH a L’AQUILA



IL CENTRO ediz. Nazionale - SOCIETA' pag. 44 L'AQUILA 13/03/18






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MessaggioInviato: Mar Mar 13, 2018 19:56    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, 13-14/03/18 L'AQUILA Stabile d'Abruzzo TSA Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

13-14 marzo 2018, L'AQUILA Ridotto Teatro Com.le





ha scritto:





arriva al Ridotto la straordinaria interpretazione dell’attore nel thriller psicologico



PREZIOSI è un intenso VAN GOGH A L’AQUILA




Alessandro Preziosi magnifico nei panni di Van Gogh nello spettacolo di Stefano Massini dal titolo “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco”, in scena oggi alle 21 e domani alle 17.30 al Ridotto del Teatro comunale, all’interno della Stagione del TSA, Teatro Stabile d’Abruzzo. Lo spettacolo prende vita nell’ospedale psichiatrico di Saint-Paul-de-Manson, in Provenza, nel 1889: in una stanza bianca vive l’artista olandese autore di 900 dipinti e di numerosi schizzi non portati a conclusione. Tanto geniale quanto incompreso in vita, Van Gogh influenzò l’arte del XX secolo. Dopo aver trascorso anni soffrendo di frequenti disturbi mentali, morì a 37 anni. In una stanza bianca del nosocomio l’artista è ridotto a uno stato di totale frustrazione, per colpa delle allucinazioni e dei divieti dei medici. I suoi pensieri sono ossessivi, non sa di cosa o di chi si può fidare, la sua mente lo tradisce: cosa è reale e cosa è illusione? In questo labirinto soffocante Van Gogh porta avanti una guerra contro il mondo, ma anche contro di sé: i suoi pensieri sono le mura di una prigione da cui fuggire. “L’odore assordante del bianco” è uno dei primi testi di Stefano Massini, vincitore del premio Pier Vittorio Tondelli 2004.

Stefano Castellani ©RIPRODUZIONE RISERVATA

IL MESSAGGERO ediz. ABRUZZO - L'AQUILA pag. 41 13/03/2018








aggiornamenti, foto, interviste, rassegna stampa selezionata da


Alessandro Preziosi official Forum lieto 2018 con noi!

ADRICESTA Onlus seguirà il Tour con Eventi Benefici




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genziana



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MessaggioInviato: Mer Mar 14, 2018 10:24    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, 13-14/03/18 L'AQUILA Stabile d'Abruzzo TSA Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

13-14 marzo 2018, L'AQUILA Ridotto Teatro Com.le

















"Grande successo ieri sera per il Van Gogh di Alessandro Preziosi che oggi pomeriggio replicherà al Ridotto del Teatro Comunale. Uno spettacolo da sold out in tutta Italia prodotto da KHORA.teatro-TSA".

Antonio Di Muzio per IL MESSAGGERO ed. Abruzzo - L'Aquila, 14 marzo 2018.




ha scritto:




        Preziosi e Van Gogh in Abruzzo,

        - la crudeltà artistica della follia.



SULMONA - Un teatro che sia in tutto e per tutto azione. Scomodare Antonin Artaud per parlare di uno spettacolo potrebbe essere irriverente. Ma uno tra i più grandi drammaturghi e maestri del teatro contemporaneo, questa volta può essere tirato in ballo per “VINCENT VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO” (produzione KHORA.teatro in coproduzione con il TSA), scritto da Stefano Massini, probabilmente il massimo autore contemporaneo, e interpretato da un inedito Alessandro Preziosi che ieri sera ha debuttato con la sua tournée in Abruzzo nello splendido scenario del Teatro Caniglia di Sulmona. Lo spettacolo verrà replicato oggi (ore 21) e domani (17) al Teatro di Teramo, mentre sarà all’Aquila il 13 e 14 marzo al ridotto del Teatro e infine il 14 e 15 aprile al Teatro Marrucino di Chieti.

Al Caniglia (praticamente esaurito), alla presenza del Sindaco Annamaria Casini e della Presidente del Consiglio comunale Katia Di Marzio, è andato in scena, per la regia rigorosa di Alessandro Maggi, uno spettacolo sconvolgente, reduce, tra gli altri, da altrettanti sold-out all’Eliseo di Roma e alla Pergola di Firenze. Uno spettacolo, tra i tanti per le grandi città, scelto per l’ACS da Federico Fiorenza, imprenditore e fine conoscitore di teatro e di tutto ciò che gravita attorno a questo settore, grazie alla sua esperienza ultradecennale nelle maggiori istituzioni culturali, tra cui il Teatro Stabile d’Abruzzo.

Preziosi, nelle vesti di Vincent Van Gogh, affronta per la prima volta da protagonista assoluto un testo difficile e particolarmente poetico, ma vince comunque la sua battaglia da trionfatore. Grazie anche agli altri cinque attori: Massimo Nicolini (il fratello Theo); Francesco Biscione (il dottor Peyron); Roberto Manzi (il dottor Vernon Lazàre), Alessio Genchi e Vincenzo Zampa (i due infermieri).

SINOSSI. La storia è presto detta: lo spettacolo racconta gli ultimi giorni di vita del grande artista Vincent Van Gogh all’interno delle mura del manicomio di Saint Paul. Le allucinazioni lo inducono a un dialogo, forse immaginario, con il fratello Theo. Da questo dialogo emerge il carattere dell’artista dei girasoli, dell’uomo che dipingeva la realtà perché mosso da un’inspiegabile forza motrice dell’universo; del suo forte amore per il giallo cromo, a base di cromato di piombo, la sua firma.

IL TEATRO CHE URLA. Preziosi mai come questa volta fa urlare il suo corpo. Dalla cima dei capelli fino agli alluci (impressionante il tic del piede, avulso dal resto). Rannicchiato, ingobbito, allucinato, ipercinetico, claudicante. Ogni parte del suo corpo è finalizzata all’azione sinergica con la parola, le luci, la scenografia, il suono, la musica e gli altri attori (su tutti un delizioso Biscione, gli infermieri laidi e viscidi Zampa e Genchi “Gatto e la Volpe” e un “bipolare” Manzi veramente super).

IL TRAINING. Uno spettacolo che prevede una preparazione accurata (alla quale abbiamo avuto l’onore e la fortuna di assistere) caratterizzata da un training fisico che ricorda la biomeccanica teatrale del grande teorico russo Mejerchol'd che pretende «un corpo disponibile e un cervello agile». Preziosi, non certo abituato a questo tipo di prove, ha imparato bene la lezione e in Van Gogh il suo corpo parla e si esprime collegato con un cervello che porta linfa nel sangue, nei muscoli e nell’anima. La sua è un’interpretazione “Flesh & Blood”, crudele, che colpisce al cuore lo spettatore, anche quello non abituato a vedere Preziosi in simili contesti. E questo è il maggior successo dello spettacolo. Un teatro non elitario, difficile, arduo, ma che colpisce e emoziona chiunque. Uno spettacolo fatto di bianco, nel senso di assenza, privazione, silenzio e solitudine, come voleva il maestro Carmelo Bene, nel senso di “togliere” dalla scena, per estrazione. Solo la voce del protagonista, particolarmente curata in parte nella sua atonia o nella sua rabbia; solo il viso e gli occhi con le sue espressioni sincopate; solo il corpo che fende l’aria e la bellissima e curatissima scena di Marta Crisolini Malatesta (tre pareti bianche con il rilievo del quadro del Campo di grano con corvi, un pavimento bianco sporco e una pianta dai fiori bianchi) con movimenti lenti, mai casuali, ma estremamente dinamici nell’espressione e nell’azione corporea (ed ecco Artaud, Craig, Decroux e Mejerchol'd…).

IL TEATRO "CRUDELE". Quasi un’ora e mezza (atto unico) di ipnosi, di visioni, di sogni, di echi, di voci, di rumori, di immaginazioni, di follie, che squarcia il cervello e il cuore. Fino al tanto agognato e adorato giallo di una rinascita o di un altro sogno (un rimando a Film Blu di Kieslowski?) che permette finalmente di urlare al mondo (ecco l’odore del silenzio e assordante come un quadro di Munch) il potere dell’arte e la sua follia matta e disperatissima.


© RIPRODUZIONE RISERVATA
di Antonio Di Muzio, 7 Marzo 2018; via ILMESSAGGERO.it/Abruzzo






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genziana



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MessaggioInviato: Gio Mar 15, 2018 17:52    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, al Teatro Verdi dal 15 al 18/03/18 SALERNO Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 15 al 18 marzo 2018 - SALERNO - Teatro VERDI








ha scritto:




        .Alessandro Preziosi e il disagio

        esistenziale di Vincent Van Gogh



Vincent Van Gogh è certamente uno degli artisti più noti del mondo. La sua pittura, così unica ed emotiva, lo rende riconoscibile anche a chi non possiede specifiche conoscenze in materia artistica. La sua vita inquieta e il tragico suicidio lo hanno poi reso una vera e propria icona della modernità, simbolo del disagio esistenziale che affligge l’uomo, a partire dal momento storico che segue la rivoluzione industriale, con una vita scandita da ritmi sempre più frenetici e da una crescente alienazione. Il mito di Van Gogh rivivrà stasera alle ore 21 sul palcoscenico del Teatro Verdi di Salerno, portato in scena da Alessandro Preziosi, protagonista diVincent Van Gogh: l’odore assordante del bianco”, uno spettacolo di Stefano Massini, affidato alla direzione di Alessandro Maggi. Con Preziosi in scena vi saranno Francesco Biscione che darà voce al Dottor Peyron, Massimo Nicolini che sarà il fratello Theo, Roberto Manzi, vestirà i panni del Dottor Vernon-Lazàre, al cui fianco vi saranno gli infermieri Gustave e Roland, impersonati da Alessio Genchi e Vincenzo Zampa. Con Van Gogh comincia il dramma dell’artista che si sente escluso da una società che non utilizza il suo lavoro e ne fa un disadattato, candidato alla follia e al suicidio. Non soltanto l’artista, una società pragmatistica che assegna al lavoro il solo fine del profitto non può che respingere chi, pensoso della condizione e del destino dell’umanità, smaschera la sua cattiva coscienza. Il posto di Van Gogh è accanto a Kierkgaard, a Dostoevskij: come costoro s’interroga, pieno d’angoscia, sul significato dell’esistenza, del proprio essere-nel-mondo. E, naturalmente, si pone dalla parte dei diseredati, delle vittime, i lavoratori sfruttati, i contadini a cui l’industria, con la terra ed il pane, toglie il sentimento dell’eticità e della religiosità del lavoro. Van Gogh non è pittore per vocazione, ma per disperazione. Aveva tentato di inserirsi nell’ordine sociale, era stato respinto; si era dato all’apostolato religioso facendosi pastore e missionario tra i minatori del Borinage, ma la Chiesa ufficiale, solidale con i padroni, l’aveva espulso. A trent’anni si rivolta, la sua rivolta è la pittura: la pagherà con il manicomio e il suicidio. La storia è presto detta: lo spettacolo racconta gli ultimi giorni di vita del grande artista Vincent Van Gogh all’interno delle mura del manicomio di Saint Paul. Le allucinazioni lo inducono a un dialogo, forse immaginario, con il fratello Theo. Da questo dialogo emerge il carattere dell’artista dei girasoli, dell’uomo che dipingeva la realtà perché mosso da un’inspiegabile forza motrice dell’universo; del suo forte amore per il giallo cromo, a base di cromato di piombo, la sua firma. Un’ora e mezza di ipnosi, di visioni, di sogni, di echi, di voci, di rumori, di immaginazioni, di follie che squarciano il cervello e il cuore. L’interpretazione di Alessandro Preziosi indaga in quest’universo di suggestioni, dove l’arte e la vita del creatore dei “Girasoli”, degli “Iris”, dei celeberrimi autoritratti, sfociano in laceranti contrasti interiori, ma anche in opere dall’emozione eterna. Il bianco, “non colore” da cui è circondato nelle sue due stanze del manicomio di Saint Paul, incapace di restituire ai nostri occhi, tutti i colori dell’iride che pur raccoglie, lo soffoca, con la sua assenza, il vuoto notturno, la scomparsa della coscienza e dei colori diurni, il bianco opaco della morte che assorbe l’essere, fino al ritorno al tanto agognato e adorato giallo simbolo di una rinascita o di un altro sogno che permette finalmente di urlare al mondo il potere dell’arte, ma che segna irrimediabilmente l’oscuro presagio, dominato com’è dai neri corvi che s’innalzano nell’ombra della sera.


di Olga Chieffi, 15 Marzo 2018; pubblicato via .CronacheSALERNO.it





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MessaggioInviato: Ven Mar 16, 2018 19:56    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, al Teatro Verdi dal 15 al 18/03/18 SALERNO Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 15 al 18 marzo 2018 - SALERNO - Teatro VERDI





ha scritto:







Lo spettacolo, l’intervista: «Vincent, l’arte e la follia»




      Salerno - Preziosi al Verdi: il mio Van Gogh

      prigioniero dell’odore assordante del bianco


Alfonso Sarno ©RIPRODUZIONE RISERVATA

IL MATTINO - edizione SALERNO - GiroCittà - pagina 37 - 13/03/2018







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MessaggioInviato: Ven Mar 16, 2018 19:59    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, al Teatro Verdi dal 15 al 18/03/18 SALERNO Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 15 al 18 marzo 2018 - SALERNO - Teatro VERDI





ha scritto:






Preziosi torna a Salerno nel ruolo di VAN GOGH

«Esperienza fantastica» --- al Verdi interpreta il

pittore rinchiuso in manicomio, fino al 18 marzo





Manicomio di Saint Paul. È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent Van Gogh è uscire da quelle mura, la sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo. Stefano Massini, autore della pièce “L’odore assordante del bianco”, in scena al Verdi da giovedì a domenica 18 marzo, prende spunto dalla vera vicenda occorsa al pittore olandese, che a seguito di un grave atto di autolesionismo, fu rinchiuso in manicomio, dove fu privato non solo della libertà ma anche della possibilità di dipingere. L’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Ad interpretare il ruolo del pittore olandese un intenso Alessandro Preziosi, cui si aggiungono gli attori Massimo Nicolini, nelle vesti di Theo Van Gogh; Francesco Biscione, il dottor Peyron; Roberto Manzi, il dottor Vernon-Lazàre; Alessio Genchi con Vincenzo Zampa nelle vesti degli infermieri Gustave e Roland. Le scene ed i costumi sono di Marta Crisolini Malatesta, con le musiche di Giacomo Vezzani.

«È un ruolo molto impegnativo, pieno di testi di riferimento, ma collaudato già da circa 50 repliche, in cui mi immergo nella figura del grande artista che richiede grande rispetto, come per l’arte in generale. Il suo carattere abbastanza complesso, estremo, corre su un binario precisissimo e geometrico. È qualcosa di totale, il ruolo richiede grande concentrazione ma al contempo è estemporaneo e complesso», afferma Alessandro Preziosi cui abbiamo chiesto come si è preparato ad affrontare questo ruolo e se è stato difficile affrontare questo personaggio.

Cosa ha provato la prima volta che ha visto un quadro di Vincent Van Gogh?
«Ero molto piccolo e non ne ho colto l’importanza, poi sono stato al Museo d’Orsay da grande ed ho pianto clamorosamente perché conoscevo la storia e la vicenda artistica del grande pittore».

Lei è stato tante volte al Verdi e a Salerno, qual è il suo rapporto con il teatro, il pubblico e la città?
«Il Verdi è un teatro importante nel panorama italiano, ci torno molto volentieri anche perché ha un pubblico attento e preparato, ci sono tanti abbonati. Salerno è una città bella ed accogliente, così come la sua provincia, dalla Costiera a Pontecagnano e Battipaglia, dove ho degli amici. Ho un legame speciale con Salerno».

Parteciperà all’incontro con il pubblico “Giù la maschera” venerdì pomeriggio?
«È un momento di confronto che mi piace molto, sento gli umori del pubblico, di come ha reagito allo spettacolo per quelli che l’hanno già visto il giorno prima. È una iniziativa molto interessante a cui partecipo molto volentieri».

Ha già programmi per il suo futuro artistico?
«Non ho nulla in cantiere al momento, sono concentrato in questo ruolo».



Paola Primicerio ©RIPRODUZIONE RISERVATA

LA CITTA' di SALERNO e Provincia Giorno&Notte pag.25 13/03/18







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MessaggioInviato: Mar Mar 20, 2018 21:39    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, al Mercadante di NAPOLI dal 20 al 25/03/18 Rispondi citando




rassegna stampa selezionata dal Forum ufficiale di


ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco


dal 20 al 25 marzo 2018 NAPOLI Teatro Mercadante



    TEATRO STABILE DI NAPOLI - Teatro Nazionale



ha scritto:





        .Alessandro Preziosisono Van Gogh

        .in teatro viaggio fra i suoi tormenti

Alessandro Vaccaro ©RIPRODUZIONE RISERVATA

LA REPUBBLICA edizione NAPOLI - Società - pagina XIII - 17/03/2018







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MessaggioInviato: Gio Mar 22, 2018 20:32    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, al Mercadante di NAPOLI dal 20 al 25/03/18 Rispondi citando




VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 20 al 25 marzo 2018 NAPOLI Teatro Mercadante



    TEATRO STABILE DI NAPOLI - Teatro Nazionale



ha scritto:




...Lo spettacolo torna a Napoli dopo il successo

...al Teatro Festival e in tutta l’Italia «VINCENT

...VAN GOGH - L’odore assordante del bianco».

..."Il mio Vincent? In scena come in un quadro"





«Credo che le ragioni del successo di “VINCENT VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO”, sin dal debutto al Napoli Teatro Festival, siano legate alla grande popolarità del pittore olandese e alla forza del passaparola, dovuto molto ai social. A questo aggiungerei anche l’impatto soggettivo che procura su ognuno di noi, un po’ come accade quando ci si trova davanti alla forza espressiva di un quadro».

Alessandro Preziosi motiva i grandi consensi sin qui ricevuti nel ruolo di Vincent, diretto da Alessandro Maggi, da Bologna a Roma, da Firenze a Venezia. Aspettando di tornare a Napoli, al Mercadante, dove martedì sera l’attore partenopeo si ricalerà nella dimensione asettica e tragica del manicomio di St. Paul de Manson, dove il grande artista fu rinchiuso in seguito ai suoi disturbi psichici.

Cosa è cambiato nel suo approccio al personaggio dopo tante repliche?
«Tanto. A partire dalla consapevolezza, dello straordinario testo di Massini e del personaggio in sé, in particolare della sua eticità, del suo vivere per l’arte, restando in fondo un bambino, il che mi consente di fare entrare il pubblico nel cuore della vicenda, per quanto mi ritrovi “protetto” da una quarta parete mentale che mi isola dalla platea».

Cosa le resta maggiormente di questa esperienza?
«La sensazione di una grande e rigenerante fatica, che si aggiunge all’amore per l’arte, che ho sempre avuto, ma che ora coltiverò, privatamente sempre più, ben oltre i miei progetti teatrali».

Che invece prevedono altri titoli a breve?
«Ce ne sarà uno per l’imminente Teatro Festival. Una lettura del “MOBY DICK”, nel Duomo di Salerno il 26 giugno. Poi, mi riposerò un po’ e mi dedicherò al mio privato, trascurato in questi mesi. Così tornerò più spesso nella mia casa di Napoli, città che mi è mancata molto».

Ci sono anche idee di lavoro da realizzare qui in città?
«Vorrei fare un documentario su Totò, analizzandone gli aspetti e i materiali meno noti. Un po’ come mi è successo col recital, “Totò oltre la maschera”, realizzato per i 50 anni dalla morte».

Da un documentario all’altro, quello per l’anniversario del terremoto del Belìce. Quando inizieranno le riprese?
«Non appena avremo l’ok definitivo dei finanziamenti. E’ un’idea che mi intriga molto e che parte ancora dall’arte, dal cretto di Burri, realizzato proprio sulle macerie del sisma».


intervista di Stefano de Stefano ©RIPRODUZIONE RISERVATA
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO ed. Campania p.76, 17/03/18







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MessaggioInviato: Dom Mar 25, 2018 19:36    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, al Mercadante di NAPOLI dal 20 al 25/03/18 Rispondi citando




VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 20 al 25 marzo 2018 NAPOLI Teatro Mercadante



    TEATRO STABILE DI NAPOLI - Teatro Nazionale



ha scritto:





      Al Mercadante - La follia di VAN GOGH

      e L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO



          «Van Gogh perso nel bianco

          alla ricerca degli altri colori
          »

          Preziosi nei panni dell’artista

          .nei giorni dell’internamento

di Luciano Giannini ©RIPRODUZIONE RISERVATA

IL MATTINO ed. Nazionale - Spettacoli NAPOLI - pag. 45, 18/03/18







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MessaggioInviato: Dom Mar 25, 2018 19:38    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, al Mercadante di NAPOLI dal 20 al 25/03/18 Rispondi citando




VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 20 al 25 marzo 2018 NAPOLI Teatro Mercadante



    TEATRO STABILE DI NAPOLI - Teatro Nazionale







Preziosi porta in scena Van Gogh: omaggio al grande

pittore olandese - TV Canale 58 rubrica "a Tu per Tu"




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MessaggioInviato: Dom Mar 25, 2018 19:39    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro Mercadante di NAPOLI - recensione Rispondi citando




VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

_ in collaborazione con il FESTIVAL di SPOLETO 60 _

Prima nazionale 27 giugno '17 Napoli Teatro Festival


recensione 22/03/18 dal Teatro Mercadante, NAPOLI





ha scritto:




    Vincent Van Gogh. L’odore assordante del

    bianco
    ” - con Alessandro Preziosi nei panni

    del pittore - al Teatro Mercadante di Napoli



NAPOLI - Nella cultura occidentale il bianco è il colore associato per antonomasia alla purezza, all’innocenza. Oppure alla pulizia e all’idea di un nuovo inizio. Tuttavia il pubblico dello spettacolo “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del biancodi Stefano Massini, diretto dalla regia di Alessandro Maggi, è chiamato a riscoprirne un’interpretazione diversa recandosi al Teatro Mercadante di Napoli fino a domenica 25 marzo. L’opera racconta il periodo di ricovero del celeberrimo pittore olandese presso il manicomio di Saint Paul de Manson in Provenza in cui fu internato negli ultimi anni della sua vita poco prima della morte da suicida.

Attraverso un dialogo ricco di pathos fra il protagonista e il fratello Theo, vengono ricostruite tutta la sofferenza e la drammaticità del disturbo che tormentava Van Gogh. Un’angoscia che diventa palpabile e opprimente anche per gli spettatori proprio tramite la sua sovrapposizione con l’invadente neutralità del bianco della scenografia. Di grande impatto l’eccezionale interpretazione di Alessandro Preziosi nel ruolo del protagonista, capace con il suo talento di raccontarci la rabbia e la follia di un Vincent Van Gogh uomo e artista. Così come altrettanto ottima è la prestazione di Massimo Nicolini nei panni di Theo e degli altri attori: Francesco Biscione (il Dottor Peyron), Roberto Manzi (il Dottor Vernon-Lazàre), Alessio Genchi (l’infermiere Gustave) e Vincenzo Zampa (il secondo infermiere Roland).

L’ambiguità della percezione dei fatti che invita a riflettere sulla contingenza della realtà che ci circonda, il delirante aggirarsi per la stanza a piedi nudi di Van Gogh, la scelta di un pavimento scenografico leggermente reclinato e pendente in avanti: sono tutti espedienti che scuotono nell’intimità la sensibilità del pubblico. Sono provocazioni che lo spingono a scavare nel profondo delle proprie fragilità. Sospesi fra sanità mentale e pazzia, sogno e realtà, improvvisamente si capisce. Si inizia a empatizzare con l’animo del pittore: quel bianco così candido privo di colori inizia a turbare anche noi. Quella stanza così bianca – in cui, non solo le pareti, ma anche i fiori sbocciano bianchi – ci tormenta. Non è più luminosa: appare vuota e disperata come fosse inghiottita dal buio più nero. Van Gogh è intrappolato in una doppia prigione: la stanza e la sua mente. Quel bianco non rimanda solo a una tela vuota. Diventa icona di un’esistenza senz’arte, senza passione. Simbolo di solitudine, di quelle solitudini che spingono all’analisi di se stessi. E allora finiamo anche con l’avvertire cosa ci sia di assordante nel bianco, come recita il titolo: il silenzio, più forte di tante grida. E poi l’odore della sua inconsistenza che ci spaventa, solleticando inquietudini e coscienza.




Valentina Mazzella, 23/03/18; pubblicato via Redazione NAPOLISera.it






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MessaggioInviato: Dom Mar 25, 2018 20:21    Oggetto: VINCENT VAN GOGH, al Mercadante di NAPOLI dal 20 al 25/03/18 Rispondi citando








VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

dal 20 al 25 marzo 2018 NAPOLI Teatro Mercadante



    TEATRO STABILE DI NAPOLI - Teatro Nazionale










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MessaggioInviato: Dom Mar 25, 2018 20:23    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Verdi di SALERNO; recensione Le Cronache Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

recensione, 15/03/2018 al Teatro Verdi di SALERNO










ha scritto:




        VAN GOGH: una discesa infinita


trionfo per Alessandro Preziosi che, al Verdi di

Salerno, interpreta gli ultimi giorni dell’artista.





SALERNO - “L’udito percepisce l’eco, rumore confuso o bailamme, doppia fluttuazione, inseminazione del tutto originaria sulla nube o sul rumore bianco” E’ il Michel Serres di “Genesi” che ci è balenato innanzi, nel corso dello spettacolo “VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco”, un testo complesso di Stefano Massini che ripercorre l’internamento di Vincent Van Gogh nell’ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Manson. Un piano inclinato, quattro mura bianche, “un ramo di mandorlo in fiore in un bicchiere”, bianco. Qui è rinchiuso Vincent Van Gogh, il quale vive percorrendo quella labile linea d’ombra che divide sogno e realtà, tra ansia, indistinto, rumore, noise, specchio di quel suo Amleto, vestito di bianco, risalente quasi ad un decennio fa, rappresentato in un momento di grande disequilibrio mentale, considerato, ormai, un pazzo da tutta la corte, sprofondato in una solitudine che lo allontana dagli amici, una rilettura shakespeariana in cui non si riusciva a comprendere se il Principe faticasse ad accettare la realtà, oppure se la realtà in scena fosse una proiezione della sua mente. Van Gogh è convinto e ha paura di restare solo, di non poter dipingere. Tutto per lui diventa noia e dolore in quel deserto bianco e tutto questo è troppo. È una vita struggente, la sua, contorta come gli ulivi e i cipressi che in quel periodo mette in tutti i suoi quadri, anche i girasoli sembrano muoversi, come esposti al vento dell’inquietudine, un’interpretazione emotiva della realtà che sarà la caratteristica di uno stile di cui l’artista olandese sarà precursore: l’espressionismo. Scrive e racconta, Vincent, al fratello Theo, di voler ritornare a Parigi dove ha conosciuto gli impressionisti, quelli poveri come lui e quelli già affermati: Toulose Lautrec, Emile Bernard, Gauguin, Cezanne, Renoir, Monet, Pissarro, Degas, che gli hanno insegnato a cercare il colore nelle ombre e il gioco dei loro accostamenti: i colori non vanno mescolati ma accostati, perché solo così le superfici diventano vive, e “il nero non è mai solo nero: è blu, è marrone, a volte insieme”. Da loro ha imparato a schiarire i suoi dipinti che, fino ad allora, erano di toni cupi, e con loro ha bevuto tanto assenzio, sino ad allucinarsi, ed ora vorrebbe un’opera di ognuno di loro, per sentirli vicini. Capelli rossi, occhi piccoli, infossati, a volte azzurri, a volte verdi, instabili come il suo carattere. Figura corta, tarchiata, schiena curva per l’abitudine di guardare sempre per terra, fronte rugosa e uno sguardo aggrottato per le troppe riflessioni, certo Preziosi è lontanissimo dal fisico del pittore, ma riesce ad evocarlo su quel piano inclinato, ove tutto è in bilico: assistiamo lì alla fantasmatica visita di Theo Van Gogh interpretato da Massimo Nicolini, quindi, ad uno spiazzante cambio di registro con Vincent che si scontra con l’equipe medica, dove gli infermieri Roland, Vincenzo Zampa, e Gustave, Alessio Genchi, insieme al capo-sala Vernon-Lazàre, Roberto Manzi, sono i grotteschi rappresentanti di una psichiatria desueta e ortodossa, fatta di lunghi bagni e camicie di forza, che dicotomizza follia e normalità. Nel finale Vincent trova un alleato nella figura del direttore Peyron, un ottimo Francesco Biscione, il quale, attraverso pratiche psicoanalitiche più moderne, quali l’ipnosi, prova ad aiutare il suo paziente, andando oltre la sua diagnosi fatta di vuote etichette quali non violento, inoffensivo e socialmente placido. Con la fiducia di Peyron ritorna il suo amato giallo sulle note del Lohengrin di Wagner. Vincent amava ascoltare musica, soprattutto quella del genio di Lipsia: “I suoi suoni sono scale cromatiche. Gli oboi sono verde e grigio, i tamburi sono ocra scuro, i violini sono di giallo cadmio”, ma seguendo le riflessioni estetiche del compositore in “Das Kunstwerk der Zukunft” e la figura stessa di Lohengrin, si intuisce nel divieto imposto dal Cavaliere del Cigno alla sua amata –“Mai devi domandarmi”- la tragedia dell’artista moderno. Il Cavaliere del Cigno è la figura dell’artista innocente “puro nell’intimo del cuore”, come il compositore stesso crede di essere, poiché sente di aver “operato sempre per altri, e non per sé”, e le sue “sofferenze ne sono testimonianza” come lo è la tormentata fuga di Lohengrin dal consorzio delle genti, pari alla figura di Vincent Van Gogh che, dopo il balenio del giallo si ritrova di nuovo nel nero e stavolta per sempre. Applausi in sala e diverse chiamate al proscenio per Alessandro Preziosi, che ha rasentato l’iperbole espressiva, e per l’intera compagnia diretta da Alessandro Maggi, convincendo il pubblico del Teatro Verdi di Salerno.



di Olga Chieffi, 21 Marzo 2018; pubblicato via .CronacheSALERNO.it






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MessaggioInviato: Dom Mar 25, 2018 20:24    Oggetto: VINCENT VAN GOGH 2018 - al Comunale di L'AQUILA - recension Rispondi citando




VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

produzione: Khora.teatro / Teatro Stabile d'Abruzzo

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi








Ridotto del Comunale di L'AQUILA 03/18 recensione



ha scritto:




    PREZIOSI, la danza inquieta di VAN GOGH



Molti spettacoli teatrali si sporcano con il pregiudizio di presunti gusti raffinati, per dover poi cedere all’evidenza che l’aspetto cognitivo ha da lasciare il passo alla frattura emotiva.
Viene in mente l’installazione dell’artista Jorge Mendez Blake Il castello dove l’impatto di un libro non scalfisce la solidità del muro, ma alimenta la stortura dello sguardo.
VINCENT VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO di Stefano Massini con Alessandro Preziosi e la regia di Alessandro Maggi ci dispone ad accogliere l’impatto, nella misura in cui ci apriamo a seguirne le diffrazioni emotive.
Nel 2006 Franco Quadri fece uscire per Ubulibri un volume che presentava i primi quattro testi di Stefano Massini, tra questi L’odore assordante del bianco, che aveva vinto il Premio Tondelli nel 2005. Franco Quadri non è stato solo un editore, ha vissuto la Casa Editrice come esperienza teatrale, guardando alla drammaturgia non solo come deposito di storie, ma nervo scoperto del fare teatro. Allora proprio i testi di Massini – autore affermato, dalla scrittura prorompente, tradotto un po’ ovunque, – sembrano negli ultimi anni sollecitare le possibilità sceniche.
Qui la storia è quella di Vincent Van Gogh che a 36 anni, nel giugno del 1889 è ricoverato – solo in parte volontariamente – presso l’ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. A qualche mese prima risale l’episodio controverso della mutilazione dell’orecchio, un primo acceso grido di allucinata visionarietà.

Già nel testo l’autore, presentando i personaggi, li posiziona su una linea melodico/cromatica: Vincent Van Gogh è la disperata sete di colore, il fratello Theo è una pacifica innocenza del colore, il Dottor Peyron è una traccia di colore nel bianco e poi il Dottor Vernon-Lazàre è natura morta, buio per assenza di stimolazioni luminose. Eppure sia il bianco sia il nero sono le condizioni in cui il colore si perde. Uno è luce, puro valore di chiarezza, l’altro è buio e si riconosce nel puro valore d’oscurità. Bianco e nero sono le posizioni limite di una tavola cromatica a cui pure però appartengono, sono le posizioni oscillanti in cui lo stesso Van Gogh vive i giorni di reclusione nella casa di cura.

Lo spazio scenico, realizzato da Marta Crisolini Malatesta, sfrutta le pendenze di un piano inclinato che pare arrivare fino in platea, il fondale ripropone il quadro Campo di grano con volo di corvi, ma in bianco, così come tutt’attorno bianca è la scatola scenica. Un contenitore infatti, o piuttosto una gabbia. Come il teatro usa la finzione quale strumento per creare un’altra realtà che, seppure più tangibile della realtà quotidiana, rimane sempre finta in accordo con il patto sincero stipulato con lo spettatore, così Van Gogh esplora il “confine tra verità e finzione, tra follia e sanità”.

Alessandro Preziosi ripercorre la natura fragile e irrequieta della vita dell’artista, ricostruendone la presenza a partire dal rapporto con il terreno. Aderire alla realtà? Toccare la terra? La scintilla di un personaggio che è tutto sofferenza e contorsione sembra nascere dal modo in cui Van Gogh/Preziosi si misura con un terreno in bilico; pavimento che è in parte realmente inclinato, proprio come una realtà distorta, mai limpida, mai lineare. Difficile muoversi a piedi scalzi opponendo resistenza alla gravità, i piedi di Van Gogh sembrano poggiare sulle spine, mai aderenti al suolo, sempre inquieti disegnano una danza che innerva tutto il corpo dell’artista. Alessandro Preziosi immagina il Van Gogh di Massini come uomo potente ma le cui grida di dolore partono proprio da questa scarsa aderenza al terreno. L’impressione è che senza vedere quel che accade a terra di questo spettacolo se ne lasci da parte una metà. Proprio come nell’opera di Jorge Mendez Blake, dove un solo libro incastonato a terra scomoda l’andamento lineare del muro – così possiamo guardare Van Gogh, un uomo scomodo che si muove tra serpenti.

In un clima ghiacciato, quasi senza tempo, o piuttosto lontano da un tempo, che da qualche parte pure esiste, Van Gogh non riconosce più il sogno dalla realtà, parla con suo fratello, lo implora di tirarlo via da quella scatola bianca, ma Theo, piu che personaggio reale, sembra essere frutto di un mondo tutto mentale e distorto e dunque inabile ad agire. Nella scena finale il Dott. Peyron sperimenta su Van Gogh la pratica dell’ipnosi, il bianco da corsia d’ospedale pian piano si scioglie, le venature gialle scaldano la scena, Vincent stende il braccio in aria, poi di colpo lo rilascia e cade a terra. Chi sei? Gli chiede il medico. “Sono ciò che resta di me stesso. La mia ombra, non la luce”.




Doriana Legge, 22 marzo 2018; pubblicato via TEATROeCRITICA.net








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