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TOURNE' 2018 - 2019 - 2020 ALE con VAN GOGH
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Forum Alessandro Preziosi
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Autore Messaggio
genziana



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MessaggioInviato: Dom Feb 03, 2019 03:18    Oggetto: SETTE '19 CORRIERE DELLA SERA intervista ALESSANDRO PREZIOSI Rispondi citando




Sette Corriere della Sera intervista Alessandro Preziosi



ha scritto:









intervista classica a cura di Roberta Scorranese, 31/01/19 pagine da 68 a 73


SETTE settimanale del CORRIERE DELLA SERA n. 5/2019|RCS











riferimenti-video:Alessandro Preziosi ha partecipato


a "IL BELLO DELL'ITALIA" MATERA, 27 ottobre 2018

II - EVENTO organizzato dal CORRIERE DELLA SERA

"La cura" per la Capitale Europea della Cultura 2019




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genziana



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MessaggioInviato: Dom Feb 03, 2019 18:27    Oggetto: VINCENT VAN GOGH L'odore assordante del bianco, TOUR 2018/19 Rispondi citando




ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in


VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco


di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi

produz. KHORA.teatro|TSA Teatro Stabile d'Abruzzo


il 2° splendido tour volge al termine, le ultime tappe





    5 febbraio - PIACENZA, Teatro MUNICIPALE
    . Fondazione "Teatri di Piacenza"
    . Teatro Gioco Vita . Comune di Piacenza
    . sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano
    . Regione Emilia-Romagna . MiBAC


    6 febbraio - MANTOVA, Teatro SOCIALE
    . Città di Mantova . Fondazione "Umberto Artioli"


    dal 7 al 10 febbraio - TRENTO, Teatro SOCIALE
    . Centro Servizi Culturali Santa Chiara


    14 febbraioPESCARA, Teatro CIRCUS
    . Società del Teatro e della Musica "Luigi Barbara"
    . in collaborazione con Fondazione PescarAbruzzo
    . con il sostegno di Regione Abruzzo e MiBAC






in questo finale di stagione, accogliente, in ogni foyer

ci sarà pure il Desk dell'Associazione Adricesta Onlus!

di cui l'artista è testimonial per pretesto di Solidarietà








incontra ADRICESTA, Associazione Donazione Ricerca

Italiana Cellule Staminali Trapianto Assistenza
ONLUS

chiama 085.2056770 invia e-mail info@adricesta.com







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MessaggioInviato: Mar Feb 05, 2019 19:14    Oggetto: VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco - SKY TG24 Rispondi citando





da TG24.SKY.IT Spettacolo _ recensione teatrale del

VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo





ha scritto:





    Alessandro Preziosi è VAN GOGH a TEATRO:

    ...un viaggio dove solo l'anima è colorata



Alessandro Preziosi diventa Vincent Van Gogh a teatro. Un viaggio nell'anima di un artista che ha colorato il mondo ma non è riuscito a colorare la sua vita. La recensione dello spettacolo Van Gogh, in tour in Italia tutto febbraio




Non c'è luce nei suoi pensieri ma c'è luce nei suoi pennelli. Ma non c'è spazio per nessun colore nel Van Gogh che porta a teatro Alessandro Preziosi. Un Vincent del quale emergono i tormenti figli di una malattia che (inconsapevolmente?) lo divora, un uomo che non sa più distinguere nei suoi pensieri il falso dal vero.
Lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo ha il passo di un noir. Tutto giocato sul bianco ha la sola eccezione cromatica nell'azzurro dell'abito del fratello Theo (interpretato da Massimo Nicolini) e nel completo serioso del dottor Peyron (Francesco Biscione) al punto da portare lo spettatore in uno stato di confusione scenica: esiste davvero il Theo che ha cambiato quattro treni per andare a trovarlo a Saint Paul? Van Gogh quando gli chiede di portarlo a Parigi, di liberarlo da quelle mura che solo nell'ultima scena si fanno gialle, parla a suo fratello o a un fantasma? E quel dottore umano che allontana il perfido dottor Vernon-Lazàre (Roberto Manzi) ed è disposto a restituirgli tele e pennelli in cambio di un ritratto esiste?

Alessandro Preziosi appare, all'apertura del sipario, sdraiato per terra, accartocciato come le foglie di Eugenio Montale, si muove, rotola e rantola, si contorce e contrae in quell'oceano bianco che lo avvolge. La follia è sua compagna di stanza e lui la fa sua. Sembra posseduto da quella sintomatologia che oggi viene affrontata ma che all'epoca veniva richiusa in un manicomio. L'apparizione del letto, portato da Roland (Vincenzo Zampa) e Gustave (Alessio Genchi) è un tocco di realismo che porta lo spettatore ancora di più nella scena, quasi fossimo nell'orario di visita. E' il momento in cui appare un quadro, dipinto rubando carbone e rendendolo morbido con la saliva, che non dovrebbe esistere per lì non solo il corpo e i pensieri ma anche l'arte vanno repressi. Anche perché è un ritratto malevolo dell'inquisitore travestito da medico Vernon-Lazàre, che si vanta di avere i suoi quadri esposti nel corridoio della clinica e si dichiara disponibile a fornire a Vincent piccole lezioni di pittura. Saint Paul non si vede ma si respira.
Alessandro Preziosi riassume in un'ora e mezzo la disperazione di un uomo che si sente farfalla anche nei colori e invece è biancore e trasparenza. Il mondo lo rinchiude, Preziosi lo fa evadere.




articolo a cura di Fabrizio Basso, 04/02/2019; pubblicato via tg24.SKY.IT






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genziana



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MessaggioInviato: Mar Feb 05, 2019 20:09    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro Municipale di PIACENZA - 04/02/19 Rispondi citando





LIBERTA' Piacenza intervista ALESSANDRO PREZIOSI




ha scritto:




dal vuoto della tela, VAN GOGH col blocco del pittore




L'INTERVISTA AD ALESSANDRO PREZIOSI è curata da Pietro Corvi per


LIBERTA' Quotidiano di Piacenza e Provincia - pag. 28 05/02/; pag. 23 01/02/19




Preziosi, Van Gogh rivive nel bianco colore della pazzia








VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco



5 febbraio sold out al Teatro Municipale di PIACENZA

Stagione "Tre per Te" 2018/19: Prosa "Altri percorsi"




    . Fondazione "Teatri di Piacenza"
    . Teatro Gioco Vita . Comune di Piacenza
    . sostegno di Fondazione di Piacenza e Vigevano
    . Regione Emilia-Romagna . MiBAC






con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

ci sarà pure il Desk dell'Associazione Adricesta Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà




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genziana



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MessaggioInviato: Mer Feb 06, 2019 20:22    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro Municipale di PIACENZA - 05/02/19 Rispondi citando



ha scritto:




      al Municipale di Piacenza Preziosi porta

      in scena il Van Gogh di Stefano Massini



CORRIERE PADANO Settimanale gratuito - PIACENZA pag. 5 31/01/19







VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco



5 febbraio sold out al Teatro Municipale di PIACENZA

Stagione "Tre per Te" 2018/19: Prosa "Altri percorsi"














con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

c'era anche il Desk dell'Associazione Adricesta Onlus!!

un abbraccio a Maura e Manuela, evviva le volontarie!




















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genziana



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MessaggioInviato: Mer Feb 06, 2019 20:40    Oggetto: VINCENT VAN GOGH - al Teatro SOCIALE di MANTOVA - 06/02/2019 Rispondi citando








VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco


6 febbraio - sold out al Teatro SOCIALE di MANTOVA



    . Città di Mantova . Fondazione "Umberto Artioli"







con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

ci sarà pure il Desk dell'Associazione Adricesta Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà














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Marisol



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MessaggioInviato: Gio Feb 07, 2019 08:54    Oggetto: Rispondi citando


Mio caro amico Ale,

Voglio anche inviarti i miei applausi e il mio bravo dal cuore.



Baci con grande e sincero affetto da Madrid.


TVB Ale!!

Marisol

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La vera ricchezza è prendere la vita con amore, donando amore.



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marystone



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MessaggioInviato: Gio Feb 07, 2019 15:09    Oggetto: BRAVO ALE!!! Rispondi citando


Caro Ale ormai sei arrivato agli ultimi giorni del tuo bellissimo spettacolo che ha fatto il pienone in tutti i teatri e con un pubblico e recensioni che ti hanno tributato un grande successo!!!! Laughing Laughing

Da stasera sarai a Trento per raccogliere gli ultimi applausi stagionali!!! Laughing Laughing

COMPLIMENTI DI CUORE CARO AMICO Laughing
A presto

Mariella
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Feb 07, 2019 20:28    Oggetto: VINCENT VAN GOGH dal 7 al 10/02/19, Teatro SOCIALE di TRENTO Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco


dal 7 al 10 febbraio 2019 - TRENTO, Teatro SOCIALE




        Centro Servizi Culturali Santa Chiara

        pochissimi biglietti ancora disponibili


* servizio di baby sitting Tata a Teatro, riservato ai genitori con figli di età compresa tra i 3 e i 10 anni; è necessaria la prenotazione al numero verde 800013952 Cooperativa «Progetto 92» - servizio gratuito per gli abbonati.








Venerdì 8 febbraio alle ore 17.30 incontro di approfondimento sul Van Gogh nella Sala "Anna Proclemer" del Sociale; coordinato da Denis Viva con la partecipazione della Compagnia; ingresso libero.

I "Foyer della prosa", in collaborazione tra il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento, sono curati dai professori Claudia Demattè e Giorgio Ieranò.






ha scritto:




La pièce: sul palco la rappresentazione di uno dei grandi
misteri della storia dell’arte, la pazzia del celebre pittore




    PREZIOSI è VAN GOGH viaggio nella storia



CORRIERE del TRENTINO |dell'ALTO ADIGE pag. 14; 06/02/19








con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

ci sarà pure il Desk dell'Associazione Adricesta Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà










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genziana



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MessaggioInviato: Ven Feb 08, 2019 14:40    Oggetto: VINCENT VAN GOGH - 07/02/19 al SOCIALE di TRENTO; recensione Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

dal 7 al 10 febbraio 2019 - TRENTO, Teatro SOCIALE





Venerdì 8 febbraio alle ore 17.30 incontro di approfondimento sul Van Gogh nella Sala "Anna Proclemer" del Sociale; coordinato da Denis Viva con la partecipazione della Compagnia; ingresso libero.

I "Foyer della prosa", in collaborazione tra il Centro Servizi Culturali S. Chiara e il Dipartimento di Lettere e Filosofia dell'Università di Trento, sono curati dai professori Claudia Demattè e Giorgio Ieranò.








con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

ci sarà pure il Desk dell'Associazione Adricesta Onlus:

per Claudia, Manila e Maura uno strepitoso abbraccio!















ha scritto:




. «Vincent VAN GOGHL’odore assordante del

. bianco» al Sociale con PREZIOSI - recensione









Fino a domenica al Teatro Sociale di Trento va in scena Vincent Van GoghL’odore assordante del bianco di Stefano Massini, opera vincitrice del Premio Tondelli per il migliore artista sotto i trent’anni nel 2005.

Si tratta di un atto unico, suddiviso in tre parti dall’avvicendarsi dei comprimari attorno all’artista.

È una produzione di Khora.teatro e del Teatro Stabile d’Abruzzo per la regia di Alessandro Maggi.

Nella sua stanza al manicomio di Saint-Rémy Van Gogh (un magnetico Alessandro Preziosi) riceve la visita del fratello Theo, il quale tiene a precisare di aver preso ben quattro treni e un carretto per poterlo raggiungere in Provenza.

Vincent, tuttavia, si dimostra scettico: sofferente di allucinazioni visive e uditive, esige dal fratello giuramenti e dimostrazioni della sua effettiva realtà, acconsentendo infine a riconoscerne la presenza.

All’amato fratello egli confida le sue pene correnti: lui, un artista, confinato in una stanza bianca, spoglia, con una finestra non trasparente, senza poter dipingere; persino la pianta nella sua stanza ha fiori bianchi.

Non son migliori le cure che riceve: bagni forzati in mezzo a pazzi urlanti ed un medico che disprezza e per il quale sente viva e reciproca avversione riempiono la sua giornata.

Ma Theo, sì, Theo potrebbe portarlo via: Vincent, come quei carcerati che passano il tempo studiando i codici cercando il cavillo che possa restituire loro la libertà, conosce il regolamento, e sa di un articolo che prevede la possibilità che un malato sia preso in carico da un familiare – chi meglio di un fratello?

Arriva il momento degli infermieri, e poco dopo del capo reparto tanto odiato dall’olandese (Roberto Manzi, untuoso, azzimato e stillante condiscendenza). Quest’ultimo si fa beffe dell’irrequieto paziente, anche come artista: il dottore si diletta infatti di pittura, e propone alcune sue opere appese nei corridoi come esempio da seguire.

Per Vincent è troppo: estrae un carboncino del medico da lui creato con materiale di contrabbando e lo lancia alla sua volta, scatenando una crisi.
L’idea di Van Gogh era di realizzare un ritratto che immortalasse l’essenza intima del suo soggetto, che potesse rivelare al mondo intero la sua pochezza: ciò non sfugge al capo reparto, che procede a distruggerlo con una forbice.

Con quella stessa forbice l’artista minaccia di trafiggere il medico, trattenuto dagli infermieri e dall’ingresso del direttore del manicomio.

Il direttore congeda i sottoposti, promettendo a Vincent un approccio diverso alla gestione dei suoi problemi: una stanza con tende colorate, la possibilità di dipingere ancora, la possibilità di esprimersi.

Perché questo è ciò che rende l’internamento insopportabile ad un uomo istintivo e appassionato come l’olandese: privazioni sensoriali, sì, ma anche intellettuali ed emotive.

Questo direttore (Francesco Biscione, che illumina l’autorità ma anche l’apertura al nuovo del personaggio) ammira gli artisti, capaci di fissare su tela pensieri ed emozioni e di ricreare la realtà filtrata dalla loro visione.

Sarà il confronto tra lui e Vincent a concludere lo spettacolo – di cui non rivelerò il finale.

È difficile riassumere L’odore assordante del bianco senza svelarne i punti chiave, e pertanto s’impone di lasciare nel vago alcune transizioni. La struttura tuttavia aiuta ad analizzarne gli intenti.

I temi sul tavolo sono la creatività artistica, il rapporto dell’artista con la società, e sopra tutto il valore della libertà; il tutto sotto la presenza costante della follia.

Tre parti, si diceva. La prima, la visita di Theo, è il passato: con il parente più prossimo Vincent sfoga la sua frustrazione, l’amarezza per il trattamento che riceve. La famiglia certamente potrebbe costituire per lui il porto sicuro cui anela nel suo isolamento?

Dopodiché, medico e infermieri: la psichiatria del tempo. Tristemente inadeguata alle esigenze di troppi malati, quandanche fosse stata in mani più pietose rispetto al capo reparto del testo. Gli storici ancor oggi lanciano ipotesi sull’effettiva condizione mentale dell’olandese.

Infine il direttore del manicomio: l’idea avveniristica di una terapia basata sull’interazione con chi soffre, sulla conoscenza e fiducia reciproca, sulla costatazione che anche il più malato tra gli uomini ha dei bisogni e che giova venire loro incontro. E il potere salvifico dell’arte.

Tre ipotesi, tre strade possibili, tre potenzialità in attesa di avverarsi. Sul fondo della scena, alla fine della serata, le luci (di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta) mettono in risalto il fondo della stanza: in rilievo, in bianco, appare Campo di grano con volo di corvi, forse l’ultima opera ultimata da Vincent Van Gogh prima di togliersi la vita.

La scena e i costumi di Marta Crisolini Malatesta, combinate con le luci e le musiche di Giacomo Vezzani, espandono la scena in vari modi: luci diffuse, laterali (con le relative ombre allungate) o fioche evidenziano gli stati d’animo del protagonista, come gli scoppi di musica o rumore.

Chiaramente la scena è dominata da Alessandro Preziosi, in scena dal primo all’ultimo secondo. Sardonico, sofferente, prima piegato dalle avversità ma poi altero e sprezzante della società borghese. Persino sdraiato su un letto della clinica si contorce sottilmente, in preda ai demoni di un artista. Nelle sue parole: “Uso Van Gogh per diventare adulto. Ad un certo punto l’artista deve smettere di giocare. Il filo si spezza. Per lui era giunto il momento di leggere non più solo lettere ma parole. Artisticamente però era proprio questo che non accettava di fare…

Vincent Van GoghL’odore assordante del bianco è uno spettacolo denso e compatto, incentrato su uno dei pazienti psichiatrici più famosi della storia. Nella sua ora e mezza inanella temi e suggestioni prendendo spunto dalla complicata vita del suo soggetto, riuscendo nel piccolo miracolo di non fare scempio di nulla.

Si badi però a non aspettarsi puntualità storica: l’autore ha inteso parlare di Van Gogh attraverso la di lui visione: i dettagli storici sono spesso (intenzionalmente?) deformati ed esagerati, come da attendersi da chi soffra di allucinazioni.

Nel complesso, uno spettacolo che rapisce l’attenzione e stimola la riflessione. Il pubblico numeroso ha apprezzato molto.

Alessandro Preziosi incontrerà il pubblico al Teatro Sociale alle 17:30 di venerdì; lo spettacolo va in replica venerdì 8 e sabato 9 febbraio alle 20 e 30 e ancora domenica 10 alle 16. La rappresentazione si è conclusa alle 22 e 10.


Giordano Bergamo, 08/02/19; pubblicato via laVOCEdelTRENTINO.it





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MessaggioInviato: Dom Feb 10, 2019 20:01    Oggetto: VINCENT VAN GOGH - dal Teatro SOCIALE di TRENTO - recensione Rispondi citando











ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in


VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco


di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi

produz. KHORA.teatro|TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

dal 7 al 10/02/19, al SOCIALE di Trento; recensione









ha scritto:



      la bianca prigione del genio del colore


. Alessandro Preziosi è Van Gogh tra creatività

. e pazzia ne '' L’odore assordante del bianco ''





Genio e sregolatezza. Il mito di Van Gogh colpisce ancora. Alessandro Preziosi, al Teatro Sociale di Trento, in questo fine settimana, presenta “VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco”, regia di Alessandro Maggi. La pièce nasce dalle mani di Stefano Massini, famoso autore teatrale che riceve nel 2005 il Premio Pier Vittorio Tondelli - Riccione Teatro.

Preziosi, interprete poliedrico, napoletano di nascita, si destreggia con grande abilità in generi differenti, nell’ultima apparizione televisiva “I Medici”, era Filippo Brunelleschi. Dall’architettura alla pittura. Arte a tutto tondo. Nel cinema, di recente, Willem Dafoe riceve la Coppa Volpi a Venezia 2017, con “Sulla soglia dell’eternità” dell’artista regista Julian Schnabel. Il film conquista il botteghino superando un milione di incassi in Italia. Schnabel fa partire la storia di Van Gogh dal 1888 nel periodo di Arles fino alla sua morte, 1890.

Dal video, al palcoscenico. Un’interpretazione intensa, dove l’ansia di vivere dell’artista si calma solo con in mano un pennello. Ora si vuole restringere ulteriormente il periodo da interpretare, all’anno 1889. Il pittore è nel manicomio di Saint Paul de Manson e “L’odore assordante del bianco” è una sinestesia tripla. Il colore bianco che Vincent ha intorno, in quella stanza monotona con pareti che rimbalzano i sordi rumori dei passi e delle voci degli internati, rivela il dubbio esistenziale. Solo una piantina in fiore è lì sul pavimento per rappresentare la speranza ed il profumo della vita.

Il finale, molto d’effetto, illumina l’incubo che opprime la mente dell’artista. Azione teatrale intrigante, con una certa suspence, per un dialogo che non ammette pause, calzante quanto coinvolgente. Per squarciare certe false convinzioni, per riflettere sul concetto di creatività e giusta istrioneria. Preziosi (forse un po' troppo curato nel costume di scena, anzitutto per taglio dei capelli), si trasforma in uno straordinario artista, rinnegato in vita, incompreso, goffo, trascurato, con un’umanità incredibile.

Si vuole mostrare Vincent con le idee di Antonin Artaud, il grande drammaturgo dell’’assurdo francese’. Anch’egli ha vissuto lo stesso isolamento ed ha scritto ”Van Gogh- il suicidato della società”. Nella pièce Theo (l’attore Massimo Nicolini) entra in conflitto (immaginario) con il fratello Vincent. L’artista dalle pennellate “come inchiodate”, si fa sentire anche dai due psichiatri i quali, in modo differente, con un po' d’invidia, lo curano. “Il malato mentale a noi spaventa” dice Preziosi al Foyer della Prosa, incontro coordinato da Denis Viva.

Lo spettacolo è anche una critica ai metodi adottati per sedare i pazienti che ci portano a pensare ai nostri giorni, alla legge Basaglia che ha chiuso giustamente i manicomi, ai problemi che un malato psichiatrico dà alla famiglia, se non è aiutato in modo adeguato. L’arte anticipa i tempi ed ora Van Gogh, ridicolizzato e straziato all’epoca, esprime la sofferenza dell’uomo contemporaneo.



Blog di Alda Baglioni, 09/02/19; pubblicato via ilDOLOMITI.it TEATRO






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MessaggioInviato: Lun Feb 11, 2019 00:09    Oggetto: VINCENT VAN GOGH 06/02/19 al SOCIALE di MANTOVA; recensione Rispondi citando








VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

6/2/19 sold out al SOCIALE di MANTOVA; recensione





ha scritto:





      PREZIOSI e il tormento di VAN GOGH

. a Mantova - in scena un successo annunciato




Con L’odore assordante del bianco, il dramma con cui Stefano Massini vinse il Premio Tondelli nel 2005, entriamo nel manicomio di Saint-Paul-de-Mausole, dove Vincent Van Gogh fu rinchiuso nel 1889, in seguito a una petizione del sindaco e dei cittadini di Arles.

Dichiarato “socialmente placido”, il corpo di Vincent/Preziosi appare accartocciato su una piattaforma inclinata, tra pareti di una vasta prigione affatto bianca, come vuole il titolo, e lo stesso indossa pantaloni e casacca bianchi, e ode fischi e suoni, e la propria voce da bambino che richiama il fratello Theo di cui patisce la mancanza. Il congiunto appare rievocando aspetti dell’infanzia, e confermando l’intenzione di liberarlo da quella specie di carcere. Di seguito appaiono due infermieri, e poco dopo anche il medico di notte, un piccolo despota inebriato dal potere che gli concede la sua funzione.

I pazienti di fine Ottocento sono curati dentro vasche d’acqua fredda, e tenuti immersi per varie ore. Nella cella non manca il letto di detenzione. A Van Gogh è proibito anche dipingere, solo macerarsi nel proprio masochismo psichico. Per un artista che lavora con gli occhi pieni di colori, vivere senza l’alfabeto dei quadri, deve risultare particolarmente opprimente: quella cella, ideata dalla scenografa Marta Crisolini Malatesta, diventa lo stato della sua mente, una prigione nella prigione, la follia mette radici profonde.

Sul palcoscenico, lo ricorda anche il regista Alessandro Maggi, scompare quasi la linea di confine tra follia e sanità, tra sogno e realtà, e solo quando sopraggiunge il direttore generale del manicomio, il dottor Peyron, che pare aggiornato a nuove indagini sulla pazzia sperimentata a Parigi, si affrontano gli interrogativi sull’origine e il ruolo dell’arte, e sulla libertà dell’individuo.
In tali frangenti la quinta di destra (per lo spettatore) si tramuta nella caverna di Platone.

Le stesse luci a intermittenza si fanno calde e solari. La follia del pittore, suggerisce la pièce, viene alleviata dalla decisione di Peyron, di concedergli l’uso dei colori e di una stanzetta a piano terra adibita ad atelier. Troppo tardi, forse, ma viene fatta risuonare una nota di umanità per il paziente disperato.

Lo spettacolo è costruito su Preziosi, e l’attore napoletano che avremmo voluto vedere più spesso alle prese con testi di spessore, affronta con slancio la prova, alternando le crisi improvvise che lo fanno piegare e le battute con i comprimari, con la voce che proviene da antri lontani, alla ricerca di un motivo per vivere.

Ogni suo movimento del capo sembra cercare il conforto dell’occhio tv, ma anche quest’abitudine diventa funzionale al vuoto che lo circonda. Solo con Francesco Biscione, il medico che non ignora la precarietà delle proprie conoscenze, un dialogo viene abbozzato. Bene i giochi di luce, e le scelte delle musiche che intervengono in un ricordo, o in un momento delicato. Un successo annunciato.



Alberto Cattini - 08/02/19 - GAZZETTA DI MODENA pag. 27 - Cultura





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MessaggioInviato: Lun Feb 11, 2019 00:51    Oggetto: VINCENT VAN GOGH: 4/2/19 al Municipale, PIACENZA; recensione Rispondi citando








VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco


Stagione "Tre per Te" 2018/19: Prosa "Altri percorsi"

5 febbraio sold out al Teatro Municipale di PIACENZA




E’ uno dei teatri più belli dove mi sono esibito – ha spiegato Preziosi al termine dello spettacolo – il Municipale merita di ospitare eventi di più ampio respiro e di essere riconosciuto a livello internazionale” – ha sottolineato l’attore napoletano.




ha scritto:




VAN GOGH di PREZIOSI eccentrico e sofferente

emoziona il Municipale, Piacenza; tutto esaurito

per “L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO”.

alle prese con infermieri beceri; spunta Wagner





LIBERTA' Quotidiano di Piacenza e Provincia - pag. 30 07/02/19






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MessaggioInviato: Lun Feb 11, 2019 01:41    Oggetto: VINCENT VAN GOGH: 4/2/19 al Municipale, PIACENZA; recensione Rispondi citando







VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco


5/2/19 sold out al Municipale di Piacenza; recensione

Stagione "Tre per Te" 2018/19: Prosa "Altri percorsi"





ha scritto:




    .Piacenza, Municipale: tra sogno e realtà,

    .successo per il VAN GOGH con PREZIOSI



Una stanza bianca, vuota, d’ospedale. Tre pareti alte, opprimenti. Una superficie inclinata simbolo di costante squilibrio mentale. Il vuoto circostante rotto a tratti da portantini che introducono oggetti freddi e ferrosi, non ultimo il letto sul quale un uomo viene fatto “cortesemente” sdraiare per essere meglio monitorato.

Si apre così “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco” – regia di Alessandro Maggi e testo di Stefano Massini – spettacolo ad alta tensione, andato in scena nella serata di martedì 5 febbraio al Teatro Municipale di Piacenza, con Alessandro Preziosi eccellente protagonista nei panni del grande pittore olandese.

Un pubblico più che numeroso, in fremente attesa della nuova performance teatrale dell’attore napoletano, a cinque anni dal suo “Don Giovanni”.

È l’8 maggio 1889 e il signor Vincent Van Gogh, 36 anni, viene ammesso in ospedale: colpito da manie acute, allucinazioni della vista e dell’udito, si reputa dunque incapace di vivere e gestirsi in libertà.

Massini e Maggi utilizzano lo squarcio biografico più sofferto di Van Gogh per indagare una dimensione più profonda e sommersa: la complessa creatività artistica di un pittore che non sa vivere per sé stesso, ma solo per la propria arte, sempre in bilico tra verità e finzione, realtà e sogno, senno e follia.

Una nudità esteriore quella che vediamo sulla scena, che riverbera e acuisce quella interiore del protagonista. L’ambiente accecante nel suo biancore – sullo sfondo diafani anche gli inconfondibili tratti del “Campo di grano con volo di corvi”- e l’impossibilità di dipingere, sembrano accrescere il tormento di Van Gogh.

Fin dal titolo il bianco si fa rumore, assordante il silenzio. La sinestesia dove si associano l’”odore”, cioè l’olfatto, “assordante”, cioè l’udito, “del bianco”, cioè la vista, si fa metafora sensoriale dell’inquietudine interiore.

Ad alimentare la follia non è una presenza, ma la dimensione dell’assenza: un bianco non massima espressione di luce, ma buco nero nel quale Van Gogh non riesce a stare, incalzato da infermieri e medici aguzzini.

Assenza di colore che porta inevitabilmente ad un’autoanalisi sofferta, in rapporto ad una realtà sempre più sfumata, in cui il protagonista non riesce più a distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è: si tratti del fratello o di chi lo dovrebbe curare.

Bravissimo Preziosi a dare forma alla scrittura asciutta e tagliente di Massini, catalizzando tutta la disperazione e lo sconforto di Van Gogh in dialoghi allucinati, a tratti risucchianti, ma mai eccessivamente dilatati.

Solo il direttore del manicomio (un Francesco Biscione smaccatamente teatrale) sembra alla fine voler entrare in empatia con il pittore, attraverso l’ascolto e la proposta di nuove cure. E solo in chiusura una luce gialla, calda invade il palcoscenico, restituendo all’artista i colori e insieme la libertà di usarli, vederli, toccarli.

Dal bianco come prigionia assordante dell’assenza, al giallo, onnipresente nelle opere di Van Gogh, simbolo di creatività ritrovata. Forse. Per un attimo.

Il pittore stende il braccio in aria, come a “sentire” i suoi colori. Poi, di colpo, lo rilascia a terra. “Chi sei”? Gli chiede il medico durante l’ipnosi.- “Sono ciò che resta di me stesso. L’ombra, non la luce”.

Non come siamo fatti, ma “Di che cosa?”. “Cosa significava dipingere per Vincent Van Gogh? Sono queste le riflessioni che Maggi ha voluto sollecitare nel pubblico con il suo spettacolo; e ci è riuscito bene dal momento che, Preziosi, dopo un’ora e mezza di danza inquieta sul palco, dove non sembra mai aderire al suolo completamente (sempre sul confine tra sogno e realtà) porta a casa cinque minuti di applausi.



Micaela Ghisoni, 07/02/19; pubblicato via PIACENZAsera.IT Teatro












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MessaggioInviato: Lun Feb 11, 2019 02:10    Oggetto: VINCENT VAN GOGH dal 16 al 20/01/2019 PERUGIA - recensione Rispondi citando





al Teatro Morlacchi di PERUGIA 20/01/19 recensione


VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo





ha scritto:




Il VAN GOGH delirante di Alessandro PREZIOSI








Delirante, alienato e alienante, quasi fastidioso: il VAN GOGH di Alessandro Preziosi è un crudo spogliamento dell’artista lasciato solo con le proprie allucinazioni, ma privato dei colori e dei pennelli con cui dar loro forma e consistenza, e farle volare via. E invece no, quelle allucinazioni rimangono lì, attanagliate nella fragile mente dell’artista che attende disperatamente la visita del fratello Theo, che alla fine arriva, dopo un lungo viaggio, e reclama almeno un saluto… ma l’artista non ha convenzioni sociali, a maggior ragione ora, che è stato rinchiuso come un animale in cattività tra quattro mura bianche, senza nemmeno una finestra per respirare la vita fuori. Solo alla minaccia della ripartenza del fratello, unica sua ancora di salvezza, l’artista apre mente e cuore e si lascia andare a un pianto lancinante, facendo cadere ogni velo rimasto appeso sulla sua condizione di sconfitto perché diverso, perché instabile, perché difficilmente inquadrabile. E chi, in fondo, non lo è? E la relegazione in una stanza vuota senza gli strumenti della propria arte può essere la cura ai propri deliri? Il fratello è convinto a firmare i documenti necessari per riportare l’artista ai suoi colori, alla sua libertà, quando irrompono sulla scena, mefistofelici, infermieri e medico di reparto, personificazioni grottesche di una psichiatria perversa e sadica, spesso corrotta.

Ma si insinua qui un dubbio inquietante: e se fosse tutto un’allucinazione, una proiezione nella mente dell’artista, così pervasiva da convincere anche lo spettatore?

Labile, troppo labile è il confine tra realtà e immaginazione, normalità e pazzia, e troppo spesso il “pazzo” ha meno manie del “normale”, come emerge dall’impietoso confronto tra il lucido Van Gogh e il pericoloso medico di reparto affetto da un patetico culto di sé.

Parole di saggezza provengono dal direttore del manicomio, che fa terapia nell’unico modo possibile, con la parola, senza barriere, senza pretese, con il solo desiderio di capire per poter imparare a guarire le idiosincrasie della mente.

Uno spettacolo drammatico attualissimo, che si interroga sulla psiche dell’uomo e sul ruolo dell’artista nella società, si avvale di una straordinaria interpretazione di Alessandro Preziosi, che si rivela, oltre che un bello del cinema, un vero animale da palcoscenico.

Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco” è andato in scena da mercoledì 16 a domenica 20 gennaio al Teatro di Perugia.




LUCA MIKOLAJCZAK , 06/02/19 - pubblicato via RadioCULT.IT Perugia








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