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TOURNE' 2018 - 2019 - 2020 ALE con VAN GOGH
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Forum Alessandro Preziosi
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Gen 18, 2020 18:45    Oggetto: SICILIA - Aperitivo Solidale ADRICESTA con PREZIOSI|van GOGH Rispondi citando





SICILIA: Aperitivo di Beneficenza ADRICESTA Onlus


con ALESSANDRO PREZIOSI protagonista nella pièce

VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco





donando un'offerta minima Solidale di partecipazione



contatta ora la Delegata Regionale di Onlus Adricesta

Giusy Di Forti tel. 3533152629 e-mail
giusydiforti@virgilio.it


per prenotare e ricevere conferma posti al più presto!







incontro: martedì 28 gennaio 2020 orario 18-20:00

nello storico Salone di PALAZZO MONCADA l.go Barile

CALTANISSETTA, vicino al teatro Rosso di S. Secondo






dal 2004! ADRICESTA ONLUS va in aiuto dei Bambini

Ospedalizzati, a livello nazionale, con Progetti Solidali


a sostegno dei Malati, dell'Infanzia e della Famiglia, e

del processo di Umanizzazione dei Reparti di degenza


ALESSANDRO PREZIOSI è nostro testimonial ufficiale

dedicando il suo forum personale fin dalla fondazione




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L'ultima modifica di genziana il Gio Gen 30, 2020 01:41, modificato 2 volte
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genziana



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MessaggioInviato: Sab Gen 18, 2020 19:02    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a FERRARA dal 16 al 19/1/2020 Teatro ABBADO Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco



        dal 16 al 19 gennaio 2020 a FERRARA

        Teatro Comunale "CLAUDIO ABBADO"



QN - Il Resto del Carlino intervista Alessandro Preziosi




ha scritto:




(clicca sull'immagine per ingrandire) Teatro Comunale di Ferrara -

Preziosi «Van Gogh, la forza della fragilità» «Vincent

mi ha insegnato che non si deve vivere per se stessi,

ma per far vivere le cose
»





di Anja Rossi; QN Il Resto del CARLINO - Cultura e spettacoli 15/1/20 pag.25







domenica 19 gennaio il "VAN GOGH" verrà audiodescritto per il pubblico non vedente e ipovedente, grazie al progetto “Teatro no limits” curato dal Centro Diego Fabbri; ingresso omaggio per gli spettatori non vedenti, ipovedenti e ridotto per accompagnatori







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MessaggioInviato: Dom Gen 19, 2020 12:57    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a FERRARA dal 16 al 19/01/2020 - recensione Rispondi citando








VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco



        dal 16 al 19 gennaio 2020 A FERRARA

        Teatro Comunale "Abbado" recensione



ha scritto:




    . FERRARA --- Grande prova di PREZIOSI

    . L’ultimo VAN GOGH ritrova corpo e voce



L’altra sera al Teatro Abbado abbiamo sentito l’applauso più lungo e convinto della Stagione di Prosa; sulla scena c’era “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del biancodi Stefano Massini, per la regia Alessandro Maggi e come interprete uno stratosferico Alessandro Preziosi (si replica sabato alle 21 e domenica alle 16).




Un Van Gogh-Preziosi che per un’ora e mezza è in un continuo duello-confronto prima col fratello Theo (Massimo Nicolini), poi con il dr. Vernon-Lazàre (Roberto Manzi), con il direttore Peyron (Francesco Biscione) e i due infermieri (Leonardo Sbragia e Antonio Bandiera), tutti molto bravi. Il luogo dello scontro è il manicomio di Saint Paul de Manson in Provenza, in particolare nella stanza, una sorta di cubo bianco, nella quale il pittore 36enne sta vivendo gli ultimi mesi della sua vita (morirà il 29 luglio 1890). Pareti bianche, pavimento grigiastro fortemente inclinato che trasmette una sensazione di disagio, come fondale enorme c’è il suo quadro “Campo di grano con volo di corvi” che ha perso i bellissimi colori, i suoi gialli, i suoi blu, è tutto bianco, un bassorilievo inciso quasi indistinguibile. E se è vero come dice Vincent che «i quadri hanno la voce più delle persone», il posto dove vive ora e la sua stessa vita è il nulla «un quadro senza colore». E il tumulto interno, il calvario che sta vivendo, sta nel sottotitolo “L’odore assordante del bianco”, la sinestesia cioé l’unione di parole che si riferiscono a sfere sensoriali diverse: l’odore (olfatto) assordante (udito) del bianco (vista). Vincent combatte con gli altri alla ricerca della pace, vorrebbe uscire, disegnare, dipingere, leggere, scambiare i suoi quadri con quelli di altri pittori famosi; ma combatte anche contro se stesso, non riesce a capire se sta vivendo la realtà o un sogno, il presente o il passato. È impossibile non parteggiare per lui che sta lottando contro i soprusi, la burocrazia e per la libertà. Non solo la sua ma quella dell’arte.


Preziosi e la compagnia hanno incontrato il pubblico al Ridotto. E sabato lo spettacolo sarà audiodescritto per il pubblico non vedente e ipovedente grazie al progetto “Teatro no limits” curato dal Centro Diego Fabbri. © Riproduzione riservata



di Fabio Ziosi; LA NUOVA FERRARA- 18/01/20 - Tempo libero pag. 29










con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

c'è anche il Desk dell'Associazione ADRICESTA Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà










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L'ultima modifica di genziana il Mer Gen 22, 2020 03:36, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Gen 21, 2020 18:42    Oggetto: VAN GOGH a MESSINA 22-23-24/1/20 Teatro VITTORIO EMANUELE II Rispondi citando








22-23-24/01/ MESSINA, Teatro Vittorio Emanuele II


VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI, la regia è di Alessandro Maggi








Si chiama Vittorio Emanuele ed è il Teatro di Messina



Ferdinando II di Borbone ne ordinò la costruzione nel 1842 e fu inaugurato nel 1852; realizzato su progetto dell'architetto napoletano Pietro Valente nello stile neoclassico. In precedenza "Teatro Sant'Elisabetta", cambiò nome dopo lo sbarco a Messina dei Mille. Risparmiato dal terremoto di Messina del 1908 che lo rese però inagibile, subì danni ulteriori da incursioni belliche. E' stato oggetto di un restauro che lo ha quasi interamente ricostruito e ampliato all'interno. I lavori sono stati portati a termine nel 1980, conservando soltanto le mura originarie perimetrali.


    A Messina, nel gennaio del 1986, all’avvio della stagione operistica
    del Teatro Vittorio Emanuele II, si è concluso l’assemblaggio della
    sagoma a ferro di cavallo, predisposta nel soffitto, dei 43 pannelli
    dipinti ad acrilico da Renato Guttuso con La leggenda di Colapesce.







Van GOGH/ALESSANDRO PREZIOSI in tour in SICILIA



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MessaggioInviato: Mer Gen 22, 2020 19:35    Oggetto: VAN GOGH a MESSINA 22-23-24/1/20 Teatro VITTORIO EMANUELE II Rispondi citando





22-23-24/01/ MESSINA, Teatro Vittorio Emanuele II


VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI, la regia è di Alessandro Maggi











GAZZETTA DEL SUD intervista Alessandro PREZIOSI




ha scritto:




...I colori di Van Gogh nel tunnel dell’ospedale

...Preziosi s’immerge in un vortice di emozioni




.. .«È un personaggio che mi fa dire: non vivo
...più per me stesso ma per far vivere le cose»








Alessandro Preziosi sarà in scena come protagonista a Messina, al teatro Vittorio Emanuele, da oggi a venerdì 24 gennaio, di “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco”; l’opera teatrale con testo di Stefano Massini, regia di Alessandro Maggi di cui Preziosi cura anche la supervisione artistica e la produzione, insieme a Tommaso Mattei e Aldo Allegrini, per KHORA.teatro con il Teatro Stabile d’Abruzzo.

La drammaturgia prende spunto da un capitolo della vita dell’artista olandese, i due anni di auto-reclusione all’ospedale psichiatrico di Saint Paul de Manson a Saint-Rémy-de-Provence, vicino alla sua amata Arles.

Questo lavoro teatrale è un’occasione per immergersi nel labirinto pittorico e umano di un artista che visse e dipinse con impeto, inquietudine, arsura di penetrazione e ricerca, il rapporto con il reale e la natura.

È anche un’indagine sulla figura in generale dell’artista nel mondo contemporaneo, come profeta e visionario.

La personalità di Van Gogh e il suo rapporto con la creatività, nell’ambientazione del manicomio di Sant-Rèmy , sono resi in modo vibrante e lirico da Alessandro Preziosi che ha abituato il pubblico a performance diverse, per generi e registri, ma tutte intense.

Dal battesimo con “Amleto” di Antonio Calenda, il suo percorso, si è ispessito e arricchito sempre più, costruendo una carriera in cui si è misurato, con felici esiti, con autori, testi, registi di grande peso. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare il “suo” Van Gogh.

Cos’è per lei il teatro?

Mi hanno insegnato che il teatro celebra la vita, il rischio è di sentirsi celebrato in scena. È uno strumento che mi ha permesso di conoscere e approfondire tanto; il teatro è un mezzo che esalta i buoni contenuti, sia per chi recita sia per chi ascolta.

Cosa rappresenta il teatro in questo momento storico e la cultura?

Vive una vita di grandi incertezze, esso è un metro di misura delle difficoltà di un Paese. La cultura serve sostanzialmente a dare senso alla vita, oltre la quotidianità, la cultura è memoria senza la quale il presente diventa una specie di ingombro.

Quanto ha contato e quanto conta il valore della libertà nel suo lavoro?

La libertà, moltissimo, bisogna sempre farla diventare un valore, un fattore che orienta tutto. Questo lavoro l’ho scelto essenzialmente per questa ragione.

Nella sua carriera ha interpretato ruoli e personaggi di spessore morale e civile, penso a Don Diana o al giudice Lo Bianco, crede che anche l’educazione ricevuta dalla famiglia e l’impegno politico di suo padre, abbiano influito sulle sue scelte artistiche?

La famiglia per me è stata importantissima, ad esempio noi figli abbiamo visto la tv sempre in camera dei miei genitori, questo è un esempio di come lo sguardo dei miei familiari mi abbia educato a guadare le cose; mentre seguivamo un Tg e commentavamo le notizie, noi crescevamo insieme. Queste belle storie le ho interpretate certo per fortuna, ma anche per una scelta mia, una fedeltà al criterio con cui mi sono impegnato a costruire la mia carriera.

L’attore mantiene un distacco dal personaggio che interpreta, ma c’è stata una storia che l’ha sedotto, Van Gogh per caso?

Van Gogh, certamente, un lavoro che mi ha dato un’altalena di emozioni, di riflessioni sulla vita, sull’arte, su come sia in grado di gestire con ossessività, con passione, insistenza i miei obiettivi lavorativi. Van Gogh è uno di quei personaggi che mi fa dire «non vivo più per me stesso ma per far vivere le cose»: un artista con cui c’è stata una contaminazione naturale.

Cosa l’ha colpito del testo di Massini?

La grande forza del testo è nell’analisi psicologica, nell’entrare nella mente di Van Gogh e il finale mi ha molto sorpreso, nonostante sia un testo che parla di un uomo che vive chiuso in un luogo tutto bianco, aver visto dei colori che non erano scritti nella sceneggiatura, è stato straordinario.

Questo lavoro parla anche del modo con cui ci si relaziona all’artista puro, geniale, indipendente.

Sì, il senso è anche questo, il ruolo dell’artista che viene vissuto come un “post datato”, se non riesco oggi a valere qualcosa, se non vengo capito fino in fondo, un giorno sarò compreso, questo è il senso della storia; noi siamo testimoni di quello che è stato Van Gogh, che durante la vita non è stato compreso, che non ha venduto le sue opere e poi ha ottenuto un successo planetario. La verità delle cose, prima o poi, emerge. In questo spettacolo l’arte viene affrontata attraverso il suo processo creativo, il modo con cui il pittore recupera il senso del colore.

Nella recitazione ha una dizione perfetta, ma nel conversare emerge la morbidezza della inflessione napoletana, cos’è per lei Napoli e il Sud?

La gente diventa paesaggio, la lingua diventa paesaggio, il colore, il rumore diventano paesaggio. Quando si dice che il napoletano canta, è simpatico e cavaliere, è vero, le sue mura sono i vicoli, la condivisione. Io vivevo in mezzo alla strada, uscivo di casa alle 8 e tornavo alle 8, andavo a tennis, a calcetto, al doposcuola, vivevo indiscriminatamente con tutti e tutto, questo è il Sud che unisce tutti in maniera forte, saranno state le tante dominazioni.

Quando incontra un uomo del Sud, anche nell’ambito dello spettacolo, sente un’affinità che nasce dalle radici?

Assolutamente sì, c’è un modo di salutarsi che ricorda le mani di Totò che salutava Eduardo; una familiarità, una specie di appartenenza ad una razza di cui mi fregio di appartenere, di cui mi sento parte. Quando incontro Salemme, Servillo, Nando Paone, Imparato, Marco D’Amore, Mario Martone, Ruggero Cappuccio ad esempio, sento una grande stima umana, prima ancora che professionale, un’unione speciale.


intervista di Milena Romeo © Riproduzione riservata

GAZZETTA DEL SUD - ediz. Messina-Sicilia - pag. 23, 22/01/20





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MessaggioInviato: Gio Gen 23, 2020 15:59    Oggetto: VAN GOGH al Teatro di MESSINA 22-23-24/1/20 - recensione Rispondi citando



ha scritto:




LA REPUBBLICA ed. Palermo GiornoeNotte 23/1/20 pag. 12 Messina







VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

22-23-24/01/20 al TEATRO DI MESSINA; recensione




ha scritto:




    . Alessandro Preziosi racconta VAN GOGH,

    . successo di pubblico al Teatro di Messina



PREZIOSI nei panni di Van Gogh nello spettacolo di Stefano MASSINI “VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco”, in scena al Teatro Vittorio Emanuele di Messina

















Successo di pubblico ieri sera al Teatro Vittorio Emanuele di Messina per “VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del bianco”, lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo e per la regia di Alessandro Maggi. Un thriller psicologico, il cui file rouge è sospeso tra il senso del reale e il suo esatto opposto, tra follia e normalità, verità e finzione.

L’attore Alessandro Preziosi diventa interprete della disperazione degli ultimi anni di vita di Van Gogh, imprigionato nel S. Paul de Manson, un “castello bianco” in cui si consuma il dramma della stasi e dell’immobilità artistica del pittore olandese, tormentato dal senso di impotenza di fronte all’impeto d’arte e dall’assordante silenzio del vuoto e dell’assenza di colori. L’interpretazione di Preziosi lascia gli spettatori incollati alla poltrona e col fiato sospeso, grazie ad una narrazione e ai dialoghi che scavano nell’animo tormentato del pittore.
Lo spettacolo andrà in scena anche stasera alle 21 e venerdì alle 17:30.



di Serena Guzzone; 23/01/2020 - pubblicato via STRETTOweb.com





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MessaggioInviato: Ven Gen 24, 2020 19:20    Oggetto: VAN GOGH al Teatro di MESSINA 22-23-24/1/20 - recensione Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

22-23-24/01/20 al TEATRO DI MESSINA; recensione





ha scritto:




Le alterazioni cromatiche del dolore nel Van Gogh

di Massini al teatro Vittorio Emanuele di MESSINA









Armonia di tecnica e partecipazione emotiva, dominio del ruolo, sforzo fisico non indifferente, autentico confronto di Alessandro Preziosi con il Van GOGH sgorgato dalla penna di Stefano Massini. Il risultato è eccellente.

“L’odore assordante del bianco”, Premio Tondelli 2005, è l’elegante testo teatrale contenuto in “Una quadrilogia” (Ubulibri di Franco Quadri, Milano 2006) del quale Alessandro Maggi sottolinea registicamente le suggestioni. E lo fa con quell’equilibrio tale da garantire la potenza insita nella drammaturgia di Massini senza ricorrere a strumenti espressivi forzati. Il quadro scenico deputato a contenere uomini e cose è, per esempio, il correlativo oggettivo di quel dolore, germogliato nell’esistenza del pittore olandese, di cui il drammaturgo ha tracciato le coordinate sulla carta. Non occorreva imprimergli sfumature che non fossero quelle spiccatamente monocrome suggerite, tramite ossimoro, dal titolo. E nella simmetria dello spazio scenico concepito da Marta Crisolini Malatesta, di cui bianche pareti ne inscatolano il piano inclinato, si consuma il dramma, quello sì asimmetrico, di Vincent Van Gogh.

Trentasei anni, una “testa marcia” che fa paura, e un’assenza: il colore. Ciò che ne aveva dunque contraddistinto l’esistenza, declinata su tela, forzatamente abdica nell’ultimo scorcio di vita alle asettiche stanze del manicomio di Saint Paul de Manson. Lì è vietato persino leggere. Lì tutto è confuso. Lì i giorni sono scanditi dal nulla e di tutto quel che accade sfumano finanche i reali contorni. Il fratello Theo, interpretato da Massimo Nicolini, è una presenza tangibile e, come tale, prova a tessere la trama di due anime che si sanno. Vano tentativo nella dimora della follia ove non è dato più distinguere tra realtà e finzione, ove tutto è incolore, e muto. Ove, malgrado ciò, si insinua il sogno di possedere dipinti che possano sopperire al silenzio. O quello di andar via, contando sulla firma del fratello: “per te è uno scarabocchio, per me è tutto”.

In quel “posto che ti cava gli occhi” e all’interno del quale i sogni, uno a uno, si infrangono, Preziosi presta a Van Gogh ogni centimetro cubo del proprio corpo: ingobbito e disarmonico, controlla malamente i piedi e le mani; trasloca convulsamente il suo corpo sul palcoscenico come fosse sganciato dalla mente. Grande prova attoriale che, nei margini del rigore di una cifra stilistica misurata, fugge quelle amplificazioni, quegli stereotipi che, nel tentativo di effigiare la pazzia, troppe volte si perdono nella abusata banalità del cliché.

Lo spettacolo è una parabola ascendente del dolore. Quel dolore che, come “carne marcia”, Vincent Van Gogh non può più vomitare fuori, dipingendo, implode nell’individuo “socialmente placido” e prepotentemente si spande sulla scena. Il disegno luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta, ipnotici giochi di ombre e penombre atti a restituire le allucinazioni della vista e gli abissi dell’animo umano, sembra azzerare l’artificio e piuttosto rimarcare l’assurda realtà dei luoghi all’interno dei quali giorno e notte si confondono e fuori dai quali sembra non esserci più nulla. Alle musiche di Giacomo Vezzani si affiancano i suoni, i rumori: deliri uditivi nella babele sensoriale di un malato di mente. E quando alla mente, mediante ipnosi, si impone l’ultimo viaggio guidato, allora nulla può più contenere il caos. La labilità sa essere terribile e, al contempo, meravigliosa. Sfumano intanto i contorni di quel magma multiforme e contraddittorio che è l’esistenza. Sfumano al pari del confine che separa arte e vita, delle certezze, della presunzione di sanità oltre i bianchi muri della follia. Ché le parole sono colori. E dipingono l’anima.

Produzione Khora e TSA Teatro Stabile D’Abruzzo, “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco”, in scena al teatro Vittorio Emanuele di Messina, è l’esecuzione impeccabile di quel vuoto che sa farsi musica, poesia, arte, pazzia. Perché “è tutto da svelare”. Perché l’uomo è un “pozzo oscuro” dentro cui rinvenire, con occhi partecipi e compassionevoli, quel turbamento sul quale affonda le mani il teatro.



di Giusi Arimatea; 23/01/2020 - pubblicato via InfoMESSINA.it Cultura





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MessaggioInviato: Sab Gen 25, 2020 12:33    Oggetto: VAN GOGH al Teatro di MESSINA 22-23-24/1/20 - recensione Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

22-23-24/01/20 al TEATRO DI MESSINA; recensione





ha scritto:




VINCENT Van GOGH l’odore assordante del bianco”:

l’arte e il delirio della vita









Il bianco comprende tutti i colori, li assorbe e rilascia luce pura, che abbaglia e disarma, è l’inizio dell’infinito o la porta del nulla. Il bianco è un odore, è il traffico assordante dei pensieri che rimbombano tra i muri – anch’essi bianchi – di un manicomio. Il pazzo sotto osservazione, definito “socialmente placido”, è Vincent Van Gogh.
Associando diverse sfere sensoriali, lo scrittore Stefano Massini ha estrapolato un frammento della vita del pittore olandese, dato voce e ragione alla sua follia, facendo così nascere un racconto drammatico e ricco di suspense.





VINCENT VAN GOGH, l’odore assordante del bianco” con la regia di

Alessandro Maggi
e, nel ruolo del protagonista, Alessandro Preziosi.


Lo spettacolo, in scena al Teatro Vittorio Emanuele di Messina, ha riscosso un notevole successo; il pubblico ha potuto apprezzare l’intensità dell’interpretazione di Preziosi e la perfetta coordinazione dialettica con gli altri artisti, essenziali per disegnare il “quadro” della follia di Van Gogh che, altrimenti, rimarrebbe un soliloquio … incolore.
La scenografia di Marta Crisolini Malatesta, spesse mura bianche ed il piano inclinato al centro della scena, introducono nel mondo della malattia mentale del pittore, un universo ostile ed incomprensibile che si trasforma in una prigionia peggiore quando, nel maggio del 1889, è internato nel manicomio di Saint Paul de Manson, un vecchio convento adibito a ospedale psichiatrico nelle vicinanze di Arles. Allontanato dai colori e dalla pittura, costretto alla calma e all’inattività, il “rosso pazzo” è abbandonato ai vortici delle sue allucinazioni, tanto reali da fargli credere di incontrare il fratello Theo (Massimo Nicolini) che lo dovrebbe liberare da quella prigione, tanto effimere e dolorose da trasformarsi in rabbia cieca contro chi lo fa sentire “al guinzaglio, con la museruola tra le grida della scimmie”.
Gli infermieri Roland (Antonio Bandiera) e Gustave (Leonardo Sbragia) cercano di addomesticare la sua “ferocia”, ma è il capo reparto il Dottor Vernon-Lazàre (Roberto Manzi) che più di ogni altro irride e stuzzica il suo malessere, come un domatore che controlla la belva addomesticata. Fino a quando la belva non prende il sopravvento. Solo il provvidenziale intervento del direttore il Dottor Peyron (Francesco Biscione) riesce ad evitare il peggio e a dare una svolta alla storia.
I dialoghi diventano sempre più serrati, la distanza tra Van Gogh e il dottore si annulla; quest’ultimo è “illogico e spiazzante”, ovvero follemente comprensivo, capace di assecondare il tormento esistenziale del pittore e di incanalarlo verso l’unica strada possibile: il ritorno alla pittura.
Non è un “chirurgo dei pensieri”, i vortici della mente continueranno a tormentare Vincent Van Gogh, a straziare la sua vita, ma attraverso la pittura ed i colori – che sono la sua voce – oggi possiamo godere di una bellezza incommensurabile. Dalla scena si passa alla riflessione. Non si può non pensare ai capolavori che Van Gogh ci ha lasciato. I suoi quadri ci regalano bellezza, felicità e, grazie a questo spettacolo, ci si accorge di intercettare anche le note più amare che li hanno generati.



Giuseppina Mangione, 24/1/20-pubblicato via AgoràMetropolitana.it Messina





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MessaggioInviato: Sab Gen 25, 2020 12:36    Oggetto: VAN GOGH al Teatro di MESSINA 22-23-24/1/20 - recensione Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

22-23-24/01/20 al TEATRO DI MESSINA; recensione




ha scritto:




Quel biancore manicomiale non ha sterilizzato

il caleidoscopico universo di VAN GOGH





Khora.teatro, in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo ci ha condotti in un attraversamento psichico, all’interno del manicomio di Saint Paul a Saint Rémy-de Provence, ma anche fra le pieghe del malessere psichico oscuro di Vincent Van Gogh. Colpisce in primis lo script, di certo di rara intensità drammaturgica, non del tutto forse in perfetta aderenza al Van Gogh personaggio al quale, è vero, più di ogni altro, si attaglia l’attributo di “tormentato” ma con una resa un po' troppo cervellotica, più che febbrile. Un linguaggio affilato - in virtù del quale il bravissimo autore, Stefano Massini, è stato vincitore del premio Tondelli 2005 - avvezzo come è a restituire quel che covava fra le piaghe di un animo martoriato in preda a ossessioni, crisi paniche e allucinazioni. Correva l’anno 1889 e le bianche mura si erano rinchiuse attorno al poliedrico e creativo artista, facendo da contraltare alla tavolozza di colori racchiusi nella sua mente esplosiva. “Incapace di vivere”, così era stato etichettato nell’anamnesi e gli era stata “messa la museruola” fra personale, infermieristico e medico, ferocemente distaccato e superficialmente canzonatorio. L’assioma vangoghiano può essere inteso se si comprende la sua concezione di arte, quale cioè necessaria, così coincidente con la vita da metterla a rischio, in contrapposizione alla mediocre semplificazione del concetto stesso artistico, ben lungi dalla complessità, che sovente ai nostri tempi si tenta di spacciare per tale. Ogni pennellata del Sommo, sgorgando dal profondo, corrispondeva ad un’inchiodata inferta al suo stesso corpo. Le uniche figure non in divisa paramedica o comunque di candido bianco adornate, in simbiosi con l’accecante candore della stanza manicomiale (letto, pareti e perfino fiori in pianta) sono quelle pensate in abiti grigi, e corrispondono al direttore dell’Istituto – che più paternamente, in discontinuità con lo sciatto personale, tenta un avvicinamento – e al fratello Theo - probabilmente più evocata che reale presenza, che nella realtà attraverso la fitta corrispondenza, ci ha consentito la conoscenza, per quanto possibile, di Vincent - che sono però destinate a fallire. Van Gogh avrà poi dal direttore il permesso di dipingere e tale ricostruzione è coincidente con la realtà fattuale del pittore, che nell’ultimo anno della sua esistenza diede vita alla sua migliore produzione, e anche alla più corposa (già a Saint Paul generò i due capolavori “I cipressi” e “Notte stellata”). In manicomio non era consentito leggere, né scrivere, né tampoco dipingere, solo vegetare, imbottiti di sedativi per non disturbare il personale esternando il proprio tempestoso dolore. L’intitolazione, intrisa di senso sinestetico, dà la misura dell’intenzionale riferimento alla completa sensorialità e del contrasto insopportabile fra i colori vangoghiani (che non nutrivano solo la vista, ma anche l’udito, l’olfatto, il tatto e il gusto) e quel biancore accecante, neutro … e spettrale, che lo circondava in quel tempo immutabile. Il pittore a Saint Paul dubitava costantemente sull’esatta collocazione, e anzi, consistenza della realtà, come la rappresentazione ben riesce a mostrare. Predicatore, formatosi ”all’università” degli umili, infarcito di forza salvifica, con un senso religioso della natura e del lavoro umano, figura essenziale di precursore dell’Espressionismo, il Nostro fu un individualista contro corrente anche quale immenso artista. Perfetta la resa di Alessandro Preziosi, di un essere umano in bilico, così come quella di ogni altro interprete, e ben calibrata la regia di Alessandro Maggi, impreziosita dall’intensa musica di Wagner (Lohengrin) ad accompagnare i momenti salienti della pièce. E i numerosi astanti hanno mostrato il giusto apprezzamento, con applausi prolungati, a questa complessa e intrigante mise en scene, che si terrà presso il teatro cittadino Vittorio Emanuele anche venerdì.


di Tosi Siragusa; 24/01/20 - pubblicato via TempoSTRETTO.it news















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MessaggioInviato: Sab Gen 25, 2020 13:26    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a CATANIA 25-26;30-31/1;1-2/2/20 Teatro ABC Rispondi citando









VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI, la regia è di Alessandro Maggi

produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo









        25-26; 30-31/1; 1-2/2/2020 A CATANIA

        Stagione di Prosa 'Turi Ferro' Teatro ABC



con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

c'è anche il Desk dell'Associazione ADRICESTA Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà







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genziana



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MessaggioInviato: Sab Gen 25, 2020 22:44    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a CATANIA 25-26;30-31/1;1-2/2/20 Teatro ABC Rispondi citando





LA SICILIA INTERVISTA ALESSANDRO PREZIOSI per

VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco




        25-26; 30-31/1; 1-2/2/2020 A CATANIA

        Stagione di Prosa 'Turi Ferro' Teatro ABC



ha scritto:



        VAN GOGH, follemente geniale


    .Catania, al teatro ABC Alessandro Preziosi

    .vestirà i panni del grande pittore olandese


        genio e follia tra arte e bellezza





«Raccontare un artista come Van Gogh è come iniziare un viaggio verso non si sa bene quale meta, ma ad ogni passo scopri sempre la bellezza».
E sarà un vero e proprio viaggio anche quello che questa sera porterà lo spettatore ad assistere allo spettacolo “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco”, in scena oggi alle 21 al Teatro ABC di Catania, con un interprete d’eccezione, l’eclettico e carismatico Alessandro Preziosi, che vestirà i panni del grande pittore olandese.

Un testo dal sapore del thriller psicologico che lascia con il fiato sospeso dall’inizio alla fine, scritto da Stefano Massini, con la regia di Alessandro Maggi, inserito nella Stagione di Prosa “Turi Ferro”, in scena anche domani alle 18 e in replica dal 30 gennaio al 2 febbraio.

«Quando si indossano i panni di un personaggio come Van Gogh – racconta Alessandro Preziosisi crea nell’artista tanto quanto nell’uomo, un concetto di bellezza totalizzante, dal quale ci si sente pervasi così come dall’amore o dalla morale, capace di ascoltare, facendoci sentire parte di una cosa più grande, la natura. Van Gogh come calvinista sviluppa ciò che vedeva senza mai dare nulla per scontato».

Protagonista indiscusso dello spettacolo, per l’attore squisitamente campano, si tratta di un’esperienza teatrale nuova rispetto la drammaturgia contemporanea, recitando senza il paracadute del classico ed entrando nei panni di un personaggio immenso, innovativo, originale da una parte e dall’altra dalla drammaturgia rivisitata che permette l’incontro con Van Gogh.

«C’è sempre qualcosa che ci riguarda quando interpretiamo un ruolo – continua il conte Fabrizio Ristori di “Elisa di Rivombrosa” – è sempre un abbraccio con il personaggio e molto dipende anche dal momento che stiamo vivendo, da quanto siamo disposti ad ascoltarlo a farlo vivere dentro di noi e quello che il regista riesce a tirargli fuori. Con Van Gogh, siamo già al terzo anno, e ad ogni replica si aggiunge un’esperienza in più, vivere non per se stessi ma per ciò in cui si crede, e l’arte è proprio il mezzo attraverso il quale si mantiene alta la soglia di attrazione della bellezza».

E a proposito di bello, Preziosi parla di un’altra forma di bellezza, quella della Sicilia e del suo amore per questa terra.
«Mi piacciono i catanesi perché sono molto vicini al mio modo di essere – aggiunge simpaticamente – Io conosco benissimo questa meravigliosa isola, anche per motivi familiari e qui mi sento a casa. Poi di Catania in particolare, mi piace la sua apparente leggerezza, la voglia di giocare con le cose e la cultura del sacro e del profano, a volte dissacrante, che vi porta ad essere contraddittori per definizione. Catania è bella perché i catanesi la rendono bella».

In scena, al fianco di Alessandro Preziosi, ci sono anche Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Leonardo Sbragia e Antonio Bandiera.
Le musiche dello spettacolo – prodotto da KHORA.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo – sono di Giacomo Vezzani. Le scene e i costumi di Marta Crisolini Malatesta, il disegno luci di Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta.



Dopo “Vincent Van Gogh”, l’attore sarà impegnato nella registrazione di un documentario, proprio in Sicilia, ancora in fase di elaborazione.



Elisa Petrillo, 25/1/20; LA SICILIA ediz. Nazionale Spettacolo pag.19







con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

c'è anche il Desk dell'Associazione ADRICESTA Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà













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MessaggioInviato: Dom Gen 26, 2020 13:59    Oggetto: VAN GOGH a CALTANISSETTA 28/1/20 Teatro ROSSO di SAN SECONDO Rispondi citando





martedì 28/1/20 Aperitivo Benefico, in occasione del

VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

A CALTANISSETTA Palazzo Moncada per ADRICESTA









Stagione teatrale di PROSA 2019/2020 'TURI FERRO'

A CALTANISSETTA nel Teatro ROSSO di San Secondo

VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco










con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

c'è anche il Desk dell'Associazione ADRICESTA Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà









con Alessandro! Aperitivo di Beneficenza ADRICESTA



incontro: martedì 28 gennaio 2020 orario 18-20:00

nello storico Salone di PALAZZO MONCADA l.go Barile

CALTANISSETTA, vicino al teatro Rosso di S. Secondo





contatta ora la Delegata Regionale di Onlus Adricesta

Giusy Di Forti tel. 3533152629 e-mail
giusydiforti@virgilio.it


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MessaggioInviato: Lun Gen 27, 2020 12:21    Oggetto: CALTANISSETTA 28/1/20 Aperitivo ADRICESTA ONLUS con PREZIOSI Rispondi citando





con Alessandro! Aperitivo di Beneficenza ADRICESTA



incontro: martedì 28 gennaio 2020 orario 18-20:00

nello storico Salone di PALAZZO MONCADA l.go Barile

CALTANISSETTA, vicino al teatro Rosso di S. Secondo








contatta ora la Delegata Regionale di Onlus Adricesta

Giusy Di Forti tel. 3533152629 entro oggi pomeriggio



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MessaggioInviato: Lun Gen 27, 2020 19:08    Oggetto: VAN GOGH a CALTANISSETTA 28/1/20 Teatro ROSSO di SAN SECONDO Rispondi citando








martedì 28/1/20 Aperitivo Benefico, in occasione del

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A CALTANISSETTA Palazzo Moncada per ADRICESTA







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MessaggioInviato: Mar Gen 28, 2020 15:17    Oggetto: Rispondi citando


In bocca al lupo Giusy per l'aperitivo di oggi pomeriggio!!! Laughing Laughing
Andrà tutto benissimo!!!
Mi dispiace non poter essere presente.

un forte abbraccio Smile
mariella
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