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TOURNE' 2018 - 2019 - 2020 ALE con VAN GOGH
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Forum Alessandro Preziosi
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Autore Messaggio
marystone



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Residenza: Palermo

MessaggioInviato: Mar Gen 28, 2020 15:21    Oggetto: Rispondi citando


Sono bellissime le critiche sullo spettacolo e rispondono alla realtà!!!
Ho avuto modo di constatarlo a Roma e avendo visto varie volte lo spettacolo....posso dire che la recitazione di Ale è insuperabile...eccellente!!! Laughing Laughing Laughing
...e mi dispiace che proprio nella mia terra io non riesca a vederlo. Pazienza.

Chapeau Ale!!! Laughing Laughing Laughing
un abbraccio
mariella
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genziana



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Messaggi: 35274

MessaggioInviato: Mar Gen 28, 2020 15:59    Oggetto: VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco TOUR 2019/20 Rispondi citando




_ KHORA.teatro con TSA - Teatro Stabile d'Abruzzo

presentano



ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi




testo vincitore del Premio Tondelli Riccione Teatro 2005



scene|costumi Marta Crisolini Malatesta; disegno luci
Valerio Tiberi, Andrea Burgaretta; musiche Giacomo
Vezzani
; supervisione artistica di Alessandro Preziosi




        PERSONAGGI E INTERPRETI


        Vincent Van Gogh: Alessandro Preziosi

        Dottor Peyron: Francesco Biscione

        Theo Van Gogh: Massimo Nicolini
        Dottor Vernon-Lazàre: Roberto Manzi

        infermiere Gustave: Leonardo Sbragia
        infermiere Roland: Antonio Bandiera



        voce di Vincent bambino: Davide Piccirillo







produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

_ in collaborazione con il FESTIVAL di SPOLETO 60 _

Prima nazionale: giugno 2017, Napoli Teatro Festival





3° TOUR Stagione 2019/2020 CALENDARIO completo







      QUI anticipazioni e info dall'unico sito web personale!



      9-10/11/2019 - CIVITAVECCHIA (RM), Teatro TRAIANO


      12 novembre 2019 - ASTI, Teatro ALFIERI


      13 novembre - BRONI (PV), Teatro CARBONETTI


      14 novembre - BUSTO ARSIZIO (VA), Teatro MANZONI


      dal 15 al 17 novembre - MONZA, Teatro MANZONI


      dal 19 al 24 novembre - VERONA, Teatro NUOVO


      dal 26/11/19 al 1° dicembre - ROMA, Teatro VASCELLO


      3 dicembre - RICCIONE (RN), "Spazio TONDELLI"


      4 dicembre - ROVERETO (TN), Teatro "R. ZANDONAI"


      5/12 CASTIGLIONE delle Stiviere (MN), Teatro SOCIALE


      6 dicembre - LODI, "TEATRO ALLE VIGNE"


      7-8 dicembre - "TEATRO DI LOCARNO" (Svizzera)


      10 dicembre - GORIZIA, Teatro Com.le "G. VERDI"


      12-13 dicembre - MACERATA, Teatro "Lauro ROSSI"


      15/12/19 - VILLADOSSOLA (VB), Teatro LA FABBRICA



      13 gennaio 2020, CENTO (FE), Auditorium PANDURERA


      14/01/2020 - JESI (AN), Teatro "G. B. PERGOLESI"


      15/1/2020 - OSIMO (AN), Teatro La Nuova FENICE


      dal 16 al 19/1/20 - FERRARA, Teatro "C. ABBADO"


      22-23-24/1/20 - MESSINA, Teatro VITTORIO Emanuele


      25-26 gennaio 2020 - CATANIA, Teatro ABC


      28/1 CALTANISSETTA, Teatro "ROSSO di S. Secondo"


      29/1/2020 - CARLENTINI (SR), Teatro Comunale


      30-31 gennaio; 1-2 febbraio - CATANIA, Teatro ABC


      4/2/20 - CITTANOVA (RC), Teatro "Rocco GENTILE"


      5/2 - LAMEZIA TERME (CZ), Teatro GRANDINETTI


      6/2 - COSENZA, Teatro Com.le "Alfonso RENDANO"


      7/2 - PIANO DI SORRENTO (NA), Teatro delle ROSE


      8-9 febbraio - AVELLINO, Teatro "Carlo GESUALDO"


      11 febbraio - LECCE, Teatro POLITEAMA GRECO


      12-13 febbraio - TARANTO, Teatro Comunale FUSCO


      dal 14 al 16 febbraio - BARLETTA, Teatro "G. CURCI"


      17 febbraio - BRINDISI, Nuovo Teatro VERDI


      19 febbraio - LANCIANO (CH), Teatro "F. FENAROLI"


      20 febbraio - ORTONA (CH), Teatro "F. P. TOSTI"


      dal 21 al 23/2/20 - CASERTA, Teatro "C. PARRAVANO"



TEATRI, interviste e recensioni, rassegna stampa selezionata da


Alessandro Preziosi official Forum in tournée con voi!

l'ADRICESTA ONLUS ci accoglierà con Eventi Benefici








con preghiera di utilizzare con parsimonia Riporta onde consentire aggiornamenti

e modifica al messaggio originale. Grazie per la comprensione e la collaborazione

allo scopo di fornire informazioni precise e accurate per utenti e lettori del Forum





Tournée teatrale gen./apr. 2018; la rassegna stampa





Tour teatrale nov.2018/feb.2019; la rassegna stampa




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L'ultima modifica di genziana il Gio Gen 30, 2020 00:59, modificato 1 volta
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genziana



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MessaggioInviato: Mer Gen 29, 2020 10:29    Oggetto: VAN GOGH al Teatro di MESSINA 22-23-24/1/20 - recensione Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

22-23-24/1/20 al TEATRO DI MESSINA - Recensione



di Milena Romeo GAZZETTA DEL SUD Intervista PREZIOSI




ha scritto:




      . PREZIOSI… momenti di intenso TEATRO



a MESSINA --- l’attore protagonista dello spettacolo

Vincent Van GOGH. L’odore assordante del bianco

Nelle parole del lungo e bellissimo monologo rivive l’arte unica e geniale di un pittore che riuscì a fare delle sue visioni capolavori assoluti





recensione di Milena Romeo per Cultura e Spettacoli in Sicilia © Riproduzione riservata

GAZZETTA DEL SUD - ediz. Messina-Sicilia - Cultura pag. 9 - 26/01/20








    ...I colori di Van Gogh nel tunnel dell’ospedale

    ...Preziosi s’immerge in un vortice di emozioni



INTERVISTA di Milena Romeo per Cultura e Spettacoli in Sicilia © Riproduzione riservata

GAZZETTA DEL SUD - ediz. Messina-Sicilia - Cultura pag. 23, 22/01/20






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genziana



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MessaggioInviato: Mer Gen 29, 2020 10:53    Oggetto: VINCENT VAN GOGH al Teatro di CARLENTINI (Siracusa) 29/01/20 Rispondi citando








VINCENT VAN GOGH - l'odore assordante del bianco


29/01/20, CARLENTINI (Siracusa), Teatro Comunale

Associazione Culturale "Teatro Arte Carlentini" Prosa









ha scritto:



Rosanna Gimmillaro - LA SICILIA ed. Siracusa pag. 10 Giorno&Notte 29/1/20





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L'ultima modifica di genziana il Mer Gen 29, 2020 15:42, modificato 3 volte
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Beate-1969



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MessaggioInviato: Mer Gen 29, 2020 13:46    Oggetto: Rispondi citando


In bocca al lupo per te, caro amico Alessandro e per tutta la tua cara compagnia!

Un abbraccio fortissimo!

Bea
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Mi dispiace per il mio cattivo italiano

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genziana



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MessaggioInviato: Ven Gen 31, 2020 18:30    Oggetto: VINCENT VAN GOGH a CATANIA 25-26;30-31/1;1-2/2/20 Teatro ABC Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco

di STEFANO MASSINI, la regia è di Alessandro Maggi

produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo





ha scritto:




Catania - Teatro Abc - Il bianco “maledetto” e la pazzia di Van Gogh – Thriller psicologico. Le angosce del celebre pittore fiammingo portate in scena da un convincente Alessandro Preziosi







Dopo il grande successo delle prime due recite, Alessandro Preziosi torna in scena, da giovedì fino a domenica, al Teatro ABC di CATANIA per la STAGIONE DI PROSA “TURI FERRO”.



LA SICILIA ed. Catania - Spettacoli 29/01/20; Giorno & Notte pag. 21







        25-26; 30-31/1; 1-2/2/2020 A CATANIA

        Stagione di Prosa 'Turi Ferro' Teatro ABC






con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

c'è anche il Desk dell'Associazione ADRICESTA Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà







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genziana



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MessaggioInviato: Lun Feb 03, 2020 18:45    Oggetto: VAN GOGH a ROMA Teatro VASCELLO 26/11-1/12/2019 - recensioni Rispondi citando





ALESSANDRO PREZIOSI nel ruolo di protagonista in

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco

26/11-01/12/2019 al Vascello di ROMA - Recensioni





ha scritto:




    VAN GOGH: bianco per uccidere un pittore


. Alessandro Preziosi è il geniale artista in “Van

. Gogh. L’odore assordante del bianco” - ROMA





Raggomitolato sul pavimento, chiuso in se stesso, intrappolato nei suoi pensieri maniacali. Muto. Attorno a lui solo un assordante silenzio in un mondo assolutamente bianco.

Lui è “Vincent Van Gogh, 36 anni, pittore imbecille, socialmente placido”.

Vittima di una sorta di contrappasso, è un pittore privato dei colori: come in vita era stato circondato dai colori del sud della Francia, il giallo dei Girasoli o il blu scuro della Notte Stellata, ora si aggira nell’inferno bianco di un ospedale psichiatrico, alla stregua di un’anima torturata in un girone dantesco, mentre la Casa Gialla lasciava il posto al manicomio Saint Paul-de-Mausole.

Rinchiuso in un luogo dove “anche Dio diventa un imbecille”, Van Gogh chiede “solo una macchia di colore, un segno di colore, cobalto o magenta”.

Invece “Qui anche i fiori sono bianchi”.

Sul palco un magistrale Alessandro Preziosi. Occhi allucinati, volto teso, sguardo scavato, mani tremanti, dita dei piedi contratte, bava che cola dalla bocca e sudore sulla fronte. Incede in modo instabile come il suo carattere. È introverso e tormentato.

“Io sono il mio nemico… Se mi guardo allo specchio non distinguo più lui da me… Voglio che qualcuno parli con Vincent senza che Van Gogh ascolti”.

Preziosi si alza da quel pavimento in un crescendo di emozioni, di tensione, offrendo al pubblico ipnotizzato una prova fisica che ci trasporta nella mente del geniale artista per un’ora e mezza, senza lasciarci mai, senza consentirci di uscire, chiusi anche noi in quella stanza dove le emozioni, le paure, i deliri, le allucinazioni, si concretizzano, spiccando nel bianco, nell’impossibilità di confondersi tra colori che non ci sono.

“Quello che resta di me stesso è la mia ombra non la mia luce”.
La luce, un altro protagonista della messinscena. Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta amplificano i pensieri e le emozioni di Van Gogh declinando il bianco nelle sue sfumature, alternando luci calde e fredde, proiettando sui muri ombre che, moltiplicando i pochi oggetti in scena, a tratti la amplificano, le danno respiro.

Il testo di Stefano Massini, potente nella sua essenzialità, è una “scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalle motivazioni della Giuria del Premio Tondelli a Riccione Teatro 2005, ndr).

Questo è ciò che Preziosi rende sulla scena, portando con sé anche un po’ di quell’Amleto che fa parte del suo bagaglio formativo.

Un cast affiatato ben diretto da Alessandro Maggi. Il regista ci confonde tra allucinazione e realtà, rendendoci inizialmente incapaci di comprendere la vera natura di Theo (Massimo Nicolini), l’alter ego di Vincent, suo fratello, che apre e chiude la pièce, alfa e omega di un percorso borderline tra diversi piani percettivi, che bilancia con la sua luce il buio del secondo, e che si alterna ad un’altra realtà, quella dello staff sanitario della struttura (Francesco Biscione, Roberto Manzi, Leonardo Sbragia e Antonio Bandiera).

La musica è quella del Lohengrin di Wagner, compositore amato da Van Gogh: “I suoi suoni sono scale cromatiche. Gli oboi sono verde e grigio, i tamburi sono ocra scuro, i violini sono di giallo cadmio”.

Vincent Van Gogh, l’odore assordante del bianco” è una rara e imperdibile prova attoriale che replica al Teatro Vascello fino al 1 dicembre 2019.



Alessia de Antoniis, 29/11/19; pubblicato via POSTitROMA.it / Free Press








ha scritto:




Abbiamo visto: VINCENT VAN GOGH - L’ODORE

ASSORDANTE DEL BIANCO
al Vascello di ROMA





Tanto geniale quanto incompreso se non addirittura disprezzato in vita, Van Gogh influenzò profondamente l'arte del XX secolo; dopo aver trascorso molti anni soffrendo di frequenti disturbi mentali morì all’età di soli 37 anni. È considerato uno dei più grandi artisti di sempre. Iniziò a dipingere seriamente verso i 30 anni. Van Gogh soffriva di frequenti attacchi di panico ed allucinazioni alle quali reagiva con atti di violenza e tentativi di suicidio seguiti da stati di torpore.
Aveva un rapporto stretto con il fratello Theo, mercante d’arte che per anni lo sostenne economicamente. Alcuni avvicinano lo stile di Van Gogh all’impressionismo, ma nelle sue opere non descrive la realtà dal suo punto di vista. La realtà diventa una creazione ed una rappresentazione dell’io interiore dell’artista. Per questo è considerato un pioniere dell’espressionismo. Il testo di Stefano Massini racconta un momento della vita di Van Gogh che ha luogo tra le pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul dove era stato rinchiuso. Ed offre l’opportunità di profonde riflessioni sui processi creativi e sul loro rapporto con i processi psichici interiori. La scena si apre con Van Gogh che rotola in una stanza dalle pareti e dalle luci completamente bianche. Il pittore del colore si trova imprigionato in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco. È il 1889 e l’urgenza dell’artista è quella di lasciare quelle mura. Attraverso la metafora del temporaneo isolamento di Van Gogh lo spettacolo procede con dinamica avvincente che tiene incollato lo spettatore agli avvenimenti, dall’inizio alla fine. A proposito di ciò che il testo vuole comunicare al pubblico, racconta Alessandro Preziosi: ”… L’ingiustizia rispetto al fatto che una determinata arte totalmente priva di interesse fosse più importante di quella di Van Gogh, o il fatto di essere recluso in un ospedale dove le prepotenze nei confronti del paziente erano all’ordine del giorno. L’ingiustizia di non essere capito. Credo che la cosa più importante che questo testo ribadisce con grande forza è il fatto che nessuno riuscisse a comprenderlo… parlare di Van Gogh, parlare di una persona che è riconosciuta nella sua forza, anche fragile, la sua forza indolore e la sua forza di disperazione, per me, ha lo scopo, in questo spettacolo, di approfondire questo argomento e far capire che la fragilità è una forza nella misura in cui fa parte dell’essere umano e quindi la sua accettazione ne rappresenta una grande forza.



Danilo Ferrin, 28/11; pubblicato via ViviROMA.it 01/12/19 Social Network





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genziana



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MessaggioInviato: Lun Feb 03, 2020 18:48    Oggetto: VINCENT VAN GOGH 04/02/20 al Teatro GENTILE - CITTANOVA (RC) Rispondi citando




ha scritto:



Gazzetta del Sud, ed. Reggio Calabria 31/1/20, Tirrenica pag. 26







VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco


4 febbraio; CITTANOVA (RC), Teatro "Rocco Gentile"

Associazione Culturale KALOMENA, Cittanova | Prosa









Assoc. Kalomena per INFO e biglietti: 3477191399 - 3206184249


E' grazie alla grande collaborazione tra la Scuola della Recitazione della Calabria e l'Associazione Kalomena che, martedì alle ore 19, gli allievi della SRC incontreranno uno dei protagonisti della Stagione Teatrale di Cittanova. Prima dello spettacolo "Vincent Van Gogh" al Teatro Gentile di Cittanova, tutti i nostri allievi avranno la possibilità di incontrare Alessandro Preziosi, per un interessante confronto e dibattito. 4/2/20




ha scritto:


Il Quotidiano del Sud ediz. Calabria - WeekEnd 31/01/20 pag. 23







Van GOGH/Alessandro PREZIOSI in tour in CALABRIA



    4/2/20 CITTANOVA (RC), Teatro "Rocco Gentile"

    5/2/20 LAMEZIA TERME (Cz), Teatro Grandinetti

    6/2 COSENZA, Teatro Com.le "Alfonso Rendano"


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genziana



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MessaggioInviato: Mer Feb 05, 2020 18:57    Oggetto: VAN GOGH 05/2/20 al Teatro GRANDINETTI di LAMEZIA TERME (CZ) Rispondi citando








VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco


5 febbraio; LAMEZIA Terme (CZ) |Teatro Grandinetti

Associazione AMA Calabria |Stagione Teatrale |Prosa





TELESPAZIOTV CALABRIA video-Intervista PREZIOSI







la rassegna al Grandinetti Lamezia, Stagione di Prosa

Alessandro Preziosi in teatro porta in scena Van Gogh



Il Quotidiano del Sud ediz. Catanzaro - Lamezia Terme - Cronaca pag. 18




ha scritto:




Lamezia, Alessandro Preziosi il 5 febbraio 2020 al Teatro Grandinetti con “Vincent VAN GOGH -
L’odore assordante del bianco
_ via ilLametino.It -




LAMEZIA TERME (CZ) - Andrà in scena mercoledì 5 febbraio alle 21:00,
al Teatro Grandinetti il nuovo appuntamento di prosa nell’ambito della stagione teatrale AMA Calabria che presenterà Vincent van Gogh L’odore assordante del bianco di Stefano Massini - coproduzione KHORA.teatroTSA Teatro Stabile d’Abruzzo - con la regia di Alessandro Maggi.

Si tratta di uno degli spettacoli teatri più belli delle ultime stagioni in Italia con un superbo Alessandro Preziosi di nuovo finalmente in Calabria.

È il 1889 e l’unico desiderio di Vincent è uscire dalle austere mura del manicomio di Saint Paul. La sua prima speranza è riposta nell’inaspettata visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e persino un carretto per andarlo a trovare … Come può vivere un grande pittore in un luogo dove non c’è altro colore che il bianco? Attraverso l’imprevedibile metafora del temporaneo isolamento di Vincent Van Gogh in manicomio, interpretato da Alessandro Preziosi, lo spettacolo di Khora.teatro in coproduzione con il Teatro Stabile d’Abruzzo e per la regia di Alessandro Maggi, è una sorta di thriller psicologico attorno al tema della creatività artistica che lascia lo spettatore con il fiato sospeso dall’inizio alla fine.

Il testo vincitore del PREMIO TONDELLI a Riccione TEATRO 2005 per la “…scrittura limpida, tesa, di rara immediatezza drammatica, capace di restituire il tormento dei personaggi con feroce immediatezza espressiva” (dalla motivazione della Giuria n.d.r.) firmato da Stefano Massini con la sua drammaturgia asciutta ma ricca di spunti poetici, offre considerevoli opportunità di riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea. Sospensione, labilità, confine. Sono questi i luoghi, accidentati e mobili, suggeriti dalla traiettoria, indotti dallo scavo. Soggetti interni di difficile identificazione, collocati nel complesso meccanismo dell’organicità della mente umana.

Offerti e denudati dalla puntuale dinamicità e dalla concretezza del testo, aprono strade a potenziali orizzonti di ricerca. La scrittura di Massini, limpida, squisitamente intrinseca e tagliente, nella sua galoppante tensione narrativa, offre evidentemente la possibilità di questa indagine. Il serrato e tuttavia andante dialogo tra Van Gogh – internato nel manicomio di Saint Paul de Manson – e suo fratello Theo, propone non soltanto un oggettivo grandangolo sulla vicenda umana dell’artista, ma piuttosto ne rivela uno stadio sommerso. Lo spettacolo è aperto contrappunto all’incalzante partita dialogica. Sottinteso. Latente. Van Gogh, assoggettato e fortuitamente piegato dalla sua stessa dinamica cerebrale incarnata da Alessandro Preziosi, si lascia vivere già presente al suo disturbo. È nella stanza di un manicomio che ci appare. Nella devastante neutralità di un vuoto. E dunque, è nel dato di fatto che si rivela e si indaga la sua disperazione.

Il suo ragionato tentativo di sfuggire all’immutabilità del tempo, all’assenza di colore alla quale è costretto, a quell’irrimediabile strepito perenne di cui è vittima cosciente, all’interno come all’esterno del granitico “castello bianco” e soprattutto al costante dubbio sull’esatta collocazione e consistenza della realtà. La tangente che segue la messinscena resta dunque sospesa tra il senso del reale e il suo esatto opposto. In una spaccatura in cui domina la sola logica della sinestesia, nella quale ogni senso è plausibilmente contenitore di sensi altri, modulandone infinite variabili, Van Gogh è significante e significato di sé stesso. Lo scarto emotivo che subisce e da cui è irrimediabilmente dipendente, rappresenta causa ed effetto della sua stessa creazione artistica, non più dissociata dalla singolarità della sua esistenza e lo obbliga a percorrere un sentiero isolato in cui il solo punto fermo resta la plausibilità di un’infinita serie di universi possibili nei quali ogni tangibilità può rappresentare il contrario di ciò che è. / 04/02/20
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genziana



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MessaggioInviato: Gio Feb 06, 2020 16:08    Oggetto: VINCENT VAN GOGH 6/2/20 al Teatro Alfonso RENDANO di COSENZA Rispondi citando









VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco


6 febbraio .- COSENZA - Teatro "Alfonso RENDANO"

Rassegna "L'Altro Teatro" - Stagione di Prosa 19/20













ha scritto:



Recensione: Il Van Gogh illuso e disperato di Preziosi




Cosenza- E’ tutto bianco al Saint-Paul, l’ospedale psichiatrico nel quale visse per un periodo Vincent Van Gogh. Bianche le pareti, bianco il letto, le sedie, la sua divisa, quella dei medici e quella degli infermieri. Tutto. Un bianco assoluto. Un’umiliazione per un artista che nelle sue tele faceva esplodere i colori e che adesso si ritrova schiacciato da un bianco assoluto, un bianco che annienta nel fisico e soprattutto nella mente, che ti spinge verso il baratro di un luogo che piuttosto dovrebbe aiutarti a venirne fuori. Tutto ciò è al centro di “L’odore assordante del bianco”, testo di Stefano Massini e regia di Alessandro Maggi, andato in scena in un teatro Rendano esaurito per la Stagione di Prosa organizzata da L’Altro Teatro.
Tanti applausi ad Alessandro Preziosi, nei panni del pittore olandese, del quale restituisce ansie, paure, ossessioni, ne ripropone tic visionari da malato mentale. Voce, gesti, respiri, mani, dita, piedi, sguardo, tutto oscilla da quella che sembra un’ingiusta condanna all’ansia di libertà. E il gioco teatrale permette di portare il pubblico nella cella scenica dell’artista, dove quello che sembra reale potrebbe non esserlo, quelle persone, quei volti, quelle voci potrebbero essere solo un’illusione. E quando tutto quello che sembrava reale dimostra di non esserlo, la delusione di Van Gogh-Preziosi è pari a quella del pubblico, anche perché poi gli infermieri e il capo reparto danno veramente sostanza e paura all’incubo, e da struttura sanitaria a carcere il passo è davvero brevissimo, con tutte le umiliazioni che questo comporta. E colpisce il fatto che stiamo parlando i un genio dell’arte, morto a soli 37 anni e dopo una vita passata tra incomprensioni e disprezzo da parte delle persone che gli stavano intorno.
La chiave è il direttore dell’ospedale (l’unico insieme a Theo, il fratello del pittore, a non essere vestito di bianco), la sua presenza sposta l’urgenza. Non è più quella di uscire e di tornare alla libertà, ma piuttosto quella di riscoprire se stessi, capire chi si è, un percorso fondamentale per tornare non alla libertà, ma alla vita stessa.
Alessandro Preziosi a teatro convince (era già stato un applaudito Amleto, qualche anno fa, a Rende, per la regia di Armando Pugliese), così come convincono accanto a lui Massimo Nicolini (Theo Van Gogh) e Francesco Biscione (il direttore dell’ospedale). La sorpresa è Roberto Manzi, capo reparto cinico e sadico, dalle improbabili aspirazioni artistiche. Gli applausi del Rendano sono meritati per un mix di tempi, recitazione, suspense e capacità attoriale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

di Alessandro Chiappetta

IL QUOTIDIANO DEL SUD ed. Cosenza - 10/2/20 Cultura&Società pag.37







IL QUOTIDIANO DEL SUD ediz. Cosenza - Spettacolo - 06/02/20 pag. 11









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L'ultima modifica di genziana il Mar Feb 11, 2020 03:21, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Ven Feb 07, 2020 17:16    Oggetto: VAN GOGH 7/2/20 al Teatro DELLE ROSE Piano di SORRENTO (NA) Rispondi citando





di STEFANO MASSINI - la regia di Alessandro Maggi

VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco



7/2/ PIANO DI SORRENTO (NA) Teatro DELLE ROSE







produz. KHORA.teatro |TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

_ in collaborazione con il FESTIVAL di SPOLETO 60 _

Prima nazionale: giugno 2017, Napoli Teatro Festival








Nato negli anni settanta il Cinema Teatro Delle Rose si colloca di diritto tra le strutture più prestigiose e di riferimento artistico e culturale della Penisola Sorrentina. Fin dalla sua fondazione il Delle Rose ha ospitato le migliori compagnie della scena italiana e straniera facendo susseguire sul suo palcoscenico i nomi più celebri del tempo.





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MessaggioInviato: Sab Feb 08, 2020 15:24    Oggetto: Avellino 8/02/20 LA GRANDE BELLEZZA DEL DIRITTO con Preziosi Rispondi citando








Avellino. Approfondire le straordinarie intersezioni tra il diritto ed il cinema al fine di conoscere una dimensione umanistica più ampia del diritto grazie ai contributi di altre discipline. Questo il senso del convegno organizzato dal Movimento Forense di Avellino per oggi, sabato 8 febbraio 2020, alle ore 16.30, presso la Sala Blu del Carcere Borbonico dal titolo “LA GRANDE BELLEZZA … DEL DIRITTO” al quale interverranno i professori Salvatore Prisco dell’Università degli Studi Federico II di Napoli e Michelangelo Pascali dell’Università degli Studi Parthenope di Napoli e l’attore Alessandro Preziosi: relatori che, partendo ognuno dalle proprie esperienze personali e professionali, illustreranno insospettabili intrecci e punti di contatto tra Cinema e Diritto.

All’interno degli indirizzi di ricerca riconducibili al movimento Law and Humanities, il rapporto tra diritto e cinema, a partire dalla fine degli anni ’90 del secolo scorso, è stato affiancato agli studi dedicati specificamente a “diritto e letteratura”. D’altro canto anche per Law and Film, si possono individuare due fondamentali tipi di approcci: il primo inerente il tema del “diritto nel cinema” incentrato sullo studio di come il cinema rappresenta il diritto, e sulla possibilità di studiare alcuni film come veri e propri “legal texts”; il secondo fa riferimento alla possibilità di pensare il “diritto come cinema” rileggendo le pratiche giuridiche come un modo specifico di narrazione drammatico-cinematografica.

Se è soprattutto negli Stati Uniti che, nell’ultimo ventennio, si è avuto un approfondimento sempre più significativo delle ricerche in tale campo, anche nel contesto italiano, negli ultimi anni, sono state diverse le iniziative dirette a promuovere studi e incontri per contribuire a sensibilizzare giuristi e studenti sui temi di “diritto e cinema” anche nelle nostre università. Difatti sono già operativi, e i professori relatori ne sono testimoni, “laboratori” in cui si articolano discussioni critiche di una serie di opere cinematografiche in corrispondenza con alcune problematiche interne al diritto ed alla filosofia del diritto.

Non si tratterà, pertanto, di ripercorrere i modi in cui la realtà giuridica viene rappresentata al cinema, bensì di sperimentare come anche attraverso il cinema si possano rendere visibili aspetti critici del diritto che il diritto stesso tende, invece, nel suo costituirsi, ad occultare. Un aspetto questo che consente da un lato un arricchimento della formazione e dell’educazione del giurista, attraverso lo sviluppo della consapevolezza del carattere culturale e sociale del diritto e della necessità di considerare lo stesso all’interno di una dimensione umanistica più ampia, aperta ai contributi di altre discipline, dall’altro un miglioramento delle capacità di saper utilizzare gli apporti teorici e gli stimoli provenienti da campi diversi da quello del diritto come strumenti per sviluppare l’interpretazione e la critica dei fenomeni giuridici.







ha scritto:



Preziosi si sdoppia, attore e avvocato: “cinema e diritto sempre presenti nella mia vita



Cinema, teatro e diritto. E’ un fine settimana interamente dedicato alle cose tra le più importanti della sua vita, “condito” da un grande senso di vuoto e di nostalgia dovuto alla perdita del padre poco tempo fa. Alessandro Preziosi risponde “presente” alla sua città, alla sua Avellino che tanto gli è stata vicino nei momenti difficili degli ultimi periodi. Risponde “presente” al Movimento Forense di Avellino che lo invita a parlare de “La grande bellezza del diritto” all’ex carcere Borbonico, davanti ad un platea di colleghi, visto che Preziosi è anche avvocato, non solo un noto attore.

Il cinema ed il diritto sono due affluenti di un grande oceano che è la vita”, spiega l’attore-avvocato. “Entrambi determinano la vita con grande soggettività. Sarebbe bello pensare che il diritto sia obiettivo ma non lo è. Anche il cinema non lo è, tende ad esserlo, ma esprime sempre e comunque il punto di vista di chi lo scrive e di chi lo dirige”.

Basco in testa, sorridente, Preziosi si sofferma sul binomio cinema-diritto. “Entrambi sono sempre stati molto presenti nella mia vita. Due esperienze segnate sempre da una grande moralità, nella mia idea sia del cinema che del diritto. Quest’ultimo mi ha dato la possibilità di educarmi al cinema e di fare delle lunghe chiacchierate con mio padre”.

Massimo Preziosi, il principe del foro, il primo grande tifoso di Alessandro attore, questa sera e domani sera non sarà seduto in prima fila al Teatro “Carlo Gesualdo” per vedere suo figlio recitare, cosa che faceva sempre. “Lui però è sempre presente nel mio dna espressivo sia inconsapevolmente che consapevolmente, la sua presenza si fa sentire con grande piglio e senso del dovere”.

Questa sera alle 21 e domani alle 18, Preziosi sarà in scena con lo spettacolo “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco” scritto da Stefano Massini e diretto da Alessandro Maggi. “Un’esperienza molto importante per me”, afferma. “La cosa più interessante che viene proposta con lo spettacolo, è il senso morale dell’arte di Van Gogh. Una cosa interessante proposta con modernità”.

Dedicherò lo spettacolo a mio padre e a tutte le persone che lo conoscevano, direttamente o indirettamente. Hanno lasciato un segno importantissimo nella nostra famiglia. Non mi aspettavo il grande senso di vicinanza della città di Avellino alla mia famiglia, è stato un momento di grandissimo amore, molto bello”.



di Alfredo Picariello, 8/2/20; via IRPINIAnews.it Attualità in primo piano






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L'ultima modifica di genziana il Mar Feb 11, 2020 15:45, modificato 2 volte
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MessaggioInviato: Sab Feb 08, 2020 18:42    Oggetto: VINCENT VAN GOGH: 8-9/2/20 Teatro CARLO GESUALDO di AVELLINO Rispondi citando



ha scritto:




al Gesualdo il ritorno di Alessandro Preziosi con

uno spettacolo su Van Gogh, stasera e domani;

Preziosi «Torno ad Avellino nel ricordo di papà»





Ritorna in città, dopo la recente scomparsa del padre Massimo, Alessandro Preziosi, attore di successo ed impegnato nella promozione dei valori sociali. Il suo discorso, nella gremita Chiesa del Rosario, per l'estremo saluto al padre, ha commosso la comunità, per la sensibilità dell'artista ed il suo forte legame con la famiglia e la città. «Sono orgoglioso di essere avellinese -precisa- e rivendico la mia appartenenza all'Irpinia. La città ha tributato un grande omaggio affettivo a mio padre, ed io sono sinceramente commosso».


Avvocato come il padre, la madre Cristina, il nonno Olindo ed i fratelli Olindo e Valerio, Alessandro sarà oggi, alle 16.30, nella sala Blu dell'ex Carcere Borbonico, per intervenire al convegno, organizzato dal Movimento Forense, "La grande bellezza del Diritto", accanto alle giuriste Elena Ferrara e Adele Sessa, ed ai docenti universitari Salvatore Prisco e Michelangelo Pascoli.


Stasera, alle 21 (replica domani, alle 18) l'artista salirà sul palco del Gesualdo per interpretare «VINCENT VAN GOGH. L'odore assordante del bianco», diretto da Alessandro Maggi.

Preziosi, suo padre era molto orgoglioso di lei. «Non me lo ha mai detto, ma è sempre stato il mio punto di forza. Ogni qualvolta veniva in teatro ad assistere ad un mio spettacolo, lo guardavo seduto in prima fila. Il suo sguardo, il suo sorriso, mi infondevano sempre coraggio. Sono molto emozionato. Cercherò, dal palcoscenico, di donare al pubblico avellinese la stessa forza che mi trasmetteva papà. L'affetto che la città ha dimostrato alla nostra famiglia, non colma la perdita, ma ci stimola a testimoniare, nei rispettivi ambiti professionali, la sua lezione morale, praticata sempre con il sorriso e con l'umiltà».

Con grande rispetto e capacità di immedesimazione nella vicenda umana, Alessandro Preziosi coinvolge gli spettatori nelle dinamiche del thriller psicologico, concentrato sulle fragilità interiori, attraverso il racconto della schizofrenia che condusse Van Gogh al ricovero nel manicomio di Saint Paul. Sul palcoscenico, anche Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Leonardo Sbragia, Antonio Bandiera. «Leggendo il testo di Stefano Massini -commenta- sono rimasto molto colpito dall'esperienza dell'internamento di Van Gogh ed ho deciso di trasformarla in rappresentazione teatrale».

Come si manifesta la sua follia? «Nel suo modo di vivere la realtà, con la profondità che caratterizzava il suo relazionarsi con il mondo, dal quale riceveva stimoli alterati dalla sua percezione delle cose. Van Gogh amava dipingere a tutti i costi, si muoveva da un posto all'altro ricercando la luce giusta per realizzare le sue opere. Il lavoro è la sua morale».

Sul palcoscenico, in che modo il genio della pittura cerca di ritornare alla normalità? «Van Gogh tende a recuperare il processo creativo, incontrando il fratello, dialogando con il medico bravo che pratica l'ipnosi, e con il medico cattivo che lo sottopone a terapie più brutali. L'obiettivo è far diventare il personaggio parte dell'indole dello spettatore».

Come? «Lo spettacolo è il racconto della solitudine. Quando ci si dedica esclusivamente all'arte, al giornalismo, alla scrittura, il rischio è rimanere da soli. La storia, quindi, diventa lo stimolo per un'analisi introspettiva».


di Stefania Marotti © RIPRODUZIONE RISERVATA
IL MATTINO ed. Avellino - Costume&Società 8/2/20 Irpinia, pag. 21 e 30







produz. KHORA.teatro|TSA Teatro Stabile d'Abruzzo

VINCENT VAN GOGH. L’odore assordante del Bianco

di STEFANO MASSINI con regia di Alessandro Maggi


8-9 febbraio, AVELLINO Teatro "CARLO GESUALDO"

nel Grande Teatro del TEATRO PUBBLICO CAMPANO

con Città di AVELLINO, Regione CAMPANIA, MiBACT








con Alessandro Preziosi, protagonista dello spettacolo

ci sarà pure il Desk dell'Associazione Adricesta Onlus,

di cui l'artista è testimonial, un pretesto di Solidarietà











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MessaggioInviato: Dom Feb 09, 2020 13:35    Oggetto: VAN GOGH 05/2/20 al GRANDINETTI di LAMEZIA TERME; recensione Rispondi citando








VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco


5/2/20 al Grandinetti di LAMEZIA Terme. Recensione




ha scritto:



Grande interpretazione di Alessandro Preziosi al

Teatro Grandinetti. La disperazione di Van Gogh

costretto all’isolamento. La rassegna di Lamezia



recensione di Lina Latelli Nucifero
Il QUOTIDIANO Del SUD ed. Catanzaro - Lamezia 7/2/20 pag. 19







ha scritto:




La disperazione di Vincent Van Gogh in scena al

Teatro Comunale Grandinetti di Lamezia Terme





Lamezia T. (CZ) - Una profonda riflessione sul rapporto tra le arti e sul ruolo dell’artista nella società contemporanea è scaturita dallo spettacolo “VINCENT VAN GOGH. L’ODORE ASSORDANTE DEL BIANCOdi Stefano Massini, andato in scena al Teatro Comunale Grandinetti di Lamezia Terme, inquadrato nella stagione teatrale organizzata da Ama Calabria e coprodotto da Khora.teatro e Teatro Stabile d’Abruzzo con la regia di Alessandro Maggi.

Il noto attore Alessandro Preziosi, affiancato da Francesco Biscione, Massimo Nicolini, Roberto Manzi, Leonardo Sbragia e Antonio Bandiera, dopo aver interpretato alcuni anni fa l’Amleto di Shakespeare al Teatro Costabile di Lamezia Terme, è ritornato nella città lametina per salire sul palcoscenico del Teatro Comunale Grandinetti, per l’occasione stracolmo di persone, per incarnare il personaggio del pittore olandese Van Gogh nella pièce “Vincent Van Gogh” evocato nel periodo in cui fu rinchiuso nell’ospedale di Saint Paul affetto da una grave malattia mentale. L’azione si svolge nelle austere e granitiche pareti di una stanza del manicomio di Saint Paul dove domina il bianco dappertutto anche in una piantina collocata sul pavimento, pure bianco.

L’idea del bianco si carica di un messaggio drammaturgico consistente nella difficoltà del pittore, immerso nella vita dei colori, di vivere rinchiuso in uno spazio quasi accecante tanto è bianco e nel rifiuto di vivere in questo posto orrendo. Proprio qui si consuma in tutta la drammaticità la disperazione di Van Gogh, di appena trentasei anni (siamo nel 1889, un anno dopo si suiciderà con un colpo di pistola), e la fievole speranza, di uscire da quell’inferno, riposta nell’inattesa visita del fratello Theo che ha dovuto prendere quattro treni e perfino un carretto per andare a trovarlo. Alessandro Preziosi, con addosso una tunica bianca, dall’inizio alla fine dello spettacolo durato un’ora e trenta minuti, ha tenuto gli spettatori con il fiato sospeso riuscendo a comunicare loro il tormento e la disperazione di Van Gogh costretto all’isolamento e lontano dai suoi pennelli.

E lo ha fatto mettendo in luce tutta la sua professionalità e la sua potenza espressiva mediante la gestualità nel corso del serrato dialogo intavolato con il fratello che lo ha sempre sostenuto anche economicamente. Incisiva è anche la conversazione del pittore con il direttore del manicomio che cerca di indagare sull’origine della malattia del pittore antiborghese e cosiddetto maledetto, delle sue allucinazioni e dei suoi deliri manifestati anche nella sua vita fuori dalla struttura ospedaliera.

Il luogo appare come uno stato della mente, un posto lontano dalla realtà frenetica della vita e conferisce alla malattia mentale di Van Gogh tutta la sua drammaticità ma si impone anche come un vero carcere nel quale i malati vengono trattati come detenuti, rinchiusi in celle di isolamento e trattati come animali, il che non fa altro che peggiorare lo stato di salute di Van Gogh. Alla fine lo spettacolo “Vincent Van Gogh”, molto applaudito ed apprezzato, ha raggiunto l’obiettivo di rappresentare il labile confine tra verità e finzione, tra follia e sanità, tra realtà e sogno, interrogandosi sulla genesi ed il ruolo dell’arte e sulla dimensione della libertà individuale.



di Lina Latelli Nucifero, testo integrale, 7/2/20 - via Teatro infoOGGI.it





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MessaggioInviato: Dom Feb 09, 2020 13:38    Oggetto: VAN GOGH 05/2/20 al GRANDINETTI di LAMEZIA TERME; recensione Rispondi citando





VINCENT VAN GOGH - L'odore assordante del bianco


5/2/20 al Grandinetti di LAMEZIA Terme. Recensione




ha scritto:


Lamezia:
spettacolo teatrale dedicato a Vincent Van Gogh





Lamezia Terme – Chiunque trovandosi di fronte alla locandina di uno spettacolo teatrale dedicato a Vincent Van Gogh tenderà subito a immaginare girasoli, notti stellate, linee sinuose e curve che si rincorrono ma soprattutto colori. Non si può infatti pensare al genio pittorico olandese senza subito avere nella mente le miriadi di colori che le sue pennellate hanno impresso con uno stile totalmente unico su tele preziosissime.
Eppure la scenografia di questo spettacolo teatrale, coprodotto da Khora.teatro e Teatro Stabile d’Abruzzo con la regia di Alessandro Maggi, andato in scena al Teatro Comunale Grandinetti di Lamezia Terme lo scorso 5 febbraio, inquadrato nella stagione teatrale organizzata da Ama Calabria e che ha come protagonista un superbo Alessandro Preziosi, decisamente coinvolgente nella sua interpretazione carica di empatia, è totalmente bianca e neanche un bianco pulito, puro, casto, immacolato, purificatore, tutt’altro:è un bianco fosco, opaco, livido, il bianco caratteristico dei sudari oppure delle camicie di forza.
Nell’aspetto scenografico, infatti, emerge con tutta la sua potenza il sottotitolo dello spettacolo “L’odore assordante del bianco”:il genio pittorico nato a Zundert, si trova infatti rinchiuso in una camera – quasi una cella – dell’ospedale psichiatrico di St. Paul, dove è stato rinchiuso in quanto, come recita un’iscrizione sulla porta della sua stanza, “socialmente placido”. Non si raccontano infatti, in questo spettacolo, le capacità artistiche di Van Gogh bensì la sua vita travagliata, una vita che finché è stata vissuta mai gli ha visto attribuire i giusti meriti, che la storia gli conferirà in seguito: mai in vita fu osannato come artista, ma rinchiuso come folle.
La vibrante interpretazione di Preziosi fa sentire tutta l’instabilità di questa geniale mente, fa percepire i dubbi – in quegli ultimi sprazzi di lucidità – insinuati dal non riuscire più a distinguere se ciò che vede sia effettivamente qualcosa di concreto o sia solamente una elaborazione della propria oramai deviata mente.
E così il buon Vincent immagina di discutere con il fratello, di raccontargli dell’infanzia,dei loro giochi, e questi s’impegna di farlo uscire firmando la liberatoria che gli consentirà finalmente di divenire un uomo libero, ma tutto ciò è solo un sogno, una creazione della sua mente, una follia.
A dare realmente sollievo all’uomo Van Gogh saranno i metodi rivoluzionari del direttore di St. Paul, che non tenterà più di smorzare le visioni del paziente con infiniti bagni gelidi, bensì discuterà con il paziente e gli metterà a disposizione tele, colori, lo farà sfogare affinché possa esprimere i traumi infantili legati alla figura paterna che si celano dietro quella fragilità.
Sensazioni, emozioni vibranti che si insinuano sotto la pelle dello spettatore, che resta ammaliato da ciò che vede sulla scena tanto da non capire quando è il momento giusto per applaudire. Quando alla fine, però, il sipario si chiude gli applausi sono fragorosi, la standing-ovation del Teatro Grandinetti esaurito in ogni ordine di posto celebra un immenso tributo a questa compagnia, a questi attori che hanno saputo rendere magistralmente non la figura del pittore Van Gogh bensì dell’uomo Vincent.



testo di Giovanni Mazzei, 8/2/20; via LAMEZIAoggi.It Cultura&Spettacoli

















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